In CAttolica a MIlano è tutto tranquillo


In CAttolica a MIlano è tutto tranquillo






Ti sarà sfuggito che per fare lezione all'aperto serve anche il professore.
edit:
Da che aria tira, è meglio che evito di lasciare le cose sottointese, per evitare di non essere capito.
Una cosa che avevo sottointeso in questo post, è che anche le strutture universitarie partecipano alle manifestazioni.
L'altra temo di non poterla scrivere esplicitamente perché altrimenti sarei bannato.


Bim bump bam![]()




http://www.repubblica.it/2008/10/sez...ti-piazza.html
Alla faccia di quelli che "questa riforma piace agli studenti", oggi trecentomila alunni delle medie superiori hanno riempito le principali piazze d'Italia per far sentire un solo, forte, corale No all'ennesima riforma sfasciascuola.
La giornata è stata di per sé straordinaria: in pochi giorni l'autorganizzazione studentesca dei collettivi interscolastici ha potuto portare in piazza trecentomila ragazzi e ragazze, con un preavviso minimo e comunicazioni ridotte all'osso. E ciononostante ogni corteo si è saputo organizzare ordinatamente e pacificamente.
Queste manifestazioni erano dichiaratamente preliminari: fintanto che il governo procederà con lo smantellamento della scuola pubblica, gli studenti procederanno con la protesta. Martedì prossimo sarà la volta di elementari e medie, il 30 è previsto lo sciopero generale degli insegnanti.
Questa riforma non piace a NESSUNO: non piace ai genitori, agli studenti, ai professori. Ministro Gelmini, non sarà il caso di ripensarci?


Allora vediamo di informarli sulla riforma Gelmini:
limitazione al 20% del turn-over, per gli anni 2009-2011 e al 50% per l’anno 2012 del personale docente e tecnico-amministrativo, dopo due anni di blocco dei concorsi;
ulteriori drammatici tagli al Fondo di Finanziamento ordinario, che viene decurtato di circa il 25% in termini reali entro il 2012; (ma per quest’anno il finanziamento dei PRIN scende da 160 a 98 milioni di euro):
la possibilità di trasformazione degli Atenei in Fondazioni private, con la privatizzazione dei rapporti di lavoro, il conferimento dei beni dell’Università al nuovo soggetto privato e l’indeterminatezza degli organi di gestione degli atenei la cui composizione e funzione non viene per nulla chiarita.
il taglio delle retribuzioni del personale