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Discussione: Lezioni in piazza

  1. #1
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    Predefinito Lezioni in piazza

    Questa mattina in piazza Pitti a Firenze, un gruppo di studenti si è riunito per partecipare ad una lezione all'aperto. L'iniziativa fa parte della dilagante protesta che sta prendendo corpo nelle università italiane contro i provvedimenti governativi...

    Le telecamere di ArtAut erano presenti all'evento. Durante la lezione abbiamo realizzato un'intervista ad uno studente, il quale ci ha elecanto i prossimi appuntamenti studenteschi che si terrano a firenze. Il filmato è a vostra disposizione.

    http://oknotizie.alice.it/go.php?us=69e14058971a7a87

  2. #2
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    Le proteste nelle nostre università sono sempre state animate più da spirito goliardico che altro...

  3. #3
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    Bravi bravi, bella scusa per saltare e/o goliardizzare la lezione.
    Un consiglio: è molto più comodo il letto del cemento.

    Per fortuna non fermano più con la forza la gente che vuole entrare per seguire le lezioni: sarebbe troppo faticoso staccare un sanpietrino e sbatterglielo nel cranio.

    "Cazzo entri ignorante schiavo del sistema!"

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da C. Manciuriano Visualizza Messaggio
    Bravi bravi, bella scusa per saltare e/o goliardizzare la lezione.
    Un consiglio: è molto più comodo il letto del cemento.

    Per fortuna non fermano più con la forza la gente che vuole entrare per seguire le lezioni: sarebbe troppo faticoso staccare un sanpietrino e sbatterglielo nel cranio.

    "Cazzo entri ignorante schiavo del sistema!"
    bhè, che la "riforma" Gelmini tagli i fondi a scuola ed università è vero...un motivo per manifestare c'è...

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da PandaSaggio Visualizza Messaggio
    bhè, che la "riforma" Gelmini tagli i fondi a scuola ed università è vero...un motivo per manifestare c'è...
    Certamente, però se uno vuole seguire delle lezioni fondamentali per un esame importantissimo non può venire denigrato perchè si "sottomette" al sistema.
    Ad amici è successo di venire considerati dei bananas solo perchè volevano passare l'esame più difficile della loro carriera universitaria.
    Magari sti stronzi ti esortano a non entrare e fra qualche anno li ritrovi dentro ai quadri di partito o in posti di rilievo: tipico atteggiamento italico voltagabbanoso.

  6. #6
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    bhè, che la "riforma" Gelmini tagli i fondi a scuola ed università è vero...un motivo per manifestare c'è...
    Unità: Gli atenei verso l’occupazione
    07-10-2008

    di Federica Fantozzi / Roma

    Blocco delle inaugurazioni dell’anno accademico, forse l’università di Padova sarà la prima, e La Sapienza di Roma verso l’occupazione studentesca.

    Sale la protesta di docenti, sindacati e ragazzi contro il piano del governo sugli atenei. Il cahier de doléances è lungo. Ricerca e università in ginocchio. Docenti «dimezzati» dal blocco del turn over e dai licenziamenti. Decreto «ammazza-precari» che impedisce stabilizzazioni. Meno laboratori e biblioteche, addio sperimentazioni. Tagli del 10% al fondo di finanziamento nel 2010, scendendo dai 7,4 miliardi attuali a 6,4 entro il 2013. Azzeramento dei fondi per l’edilizia mirata. Limiti alla contrattazione integrativa. Atenei trasformati in «super-licei» di serie A (privati) e B (pubblici). E non più in grado di pagare gli stipendi nè di chiudere in pareggio i bilanci.

    Una débacle, denunciano gli operatori. Un «Piano Marshall al contrario». Le forbici infieriranno per 10 miliardi nel prossimo quinquennio: cifra speculare agli aiuti americani che nel Dopoguerra consentirono all’Italia di risollevarsi.

    Il mondo della formazione e della ricerca si è già mobilitato. Molte le iniziative in campo. L’appello di un gruppo di docenti ai rettori affinché rinuncino alle inaugurazioni dell’anno accademico ha superato in pochi giorni le 1300 adesioni. Tra i promotori ci sono Gianni Vattimo, Alberto Asor Rosa, Piero Bevilacqua della Sapienza di Roma, il rettore di Padova Umberto Curi, Fulvio Tessitore dell’università di Napoli.

    Proprio a Padova, a novembre, potrebbero iniziare le proteste. Ma crescono le voci di un’imminente occupazione della facoltà di Lettere della Sapienza. In quell’aula simbolica i promotori dell’appello stanno organizzando un’assemblea per il 23 ottobre. In calendario anche una giornata in cui gli studenti porteranno in facoltà i genitori e i professori spiegheranno il «valore della formazione pubblica».

    I docenti hanno anche elaborato un documento che analizza nel dettaglio i guasti del decreto legge 112: quasi 1500 milioni di euro in meno in 5 anni «passando dall’ordine dell’1% del 2009 al 7,8% nel 2012-2013». Riduzione di servizi agli studenti e di infrastrutture. Prospettiva a medio termine: «Dimezzamento del numero dei docenti».

    La conseguenza sarà la concentrazione dell’attività sulla didattica a scapito della ricerca, delle tesi sperimentali, dell’aggiornamento al mondo che cambia. Altrettanto devastante - denunciano - la trasformazione delle università in fondazioni: «Il sistema del diritto allo studio verrà cancellato, non sarà più assicurato per i meritevoli in condizioni disagiate». E sparirà la differenza con le private sulle tasse universitarie, più alte per tutti.

    Come reagire? L’invito per il governo è a «una seria valutazione anziché tagli discriminati». La Crui, la conferenza dei rettori, ha consegnato un pacchetto di proposte al ministro Gelmini, condite da un avvertimento: o il governo rivede i contenuti della manovra, o gli atenei non riusciranno a pagare gli stipendi al personale e i conti finiranno in rosso. L’Unione Universitari è scesa in piazza contro «l’attacco del governo con tagli pesanti e la possibilità di privatizzare tutti gli atenei» inserito «in un progetto di screditamento e distruzione di tutti i servizi pubblici».

    La Flc Ggil intanto fornisce i primi effetti sul settore, dove il precariato sfiora il 50%. Oggetto delle proteste l’emendamento «ammazza precari» di Brunetta: «Non si può negare il diritto a un lavoro stabile a tantissimi giovani ricercatori e universitari qualificati». Già in mobilitazione i 500 precari dell’Isfol (Istituto per la formazione professionale dei lavoratori), i 700 dell’Ispra (Istituto per la protezione e la ricerca ambientale), i 400 dell’Ingv (Istituto Nazionale di geofisica e vulcanologia). Secondo la Finanziaria in cantiere le università potranno assumere nel triennio 2009-2011 fino al 20% dei pensionamenti e fino al 50% nel 2012. Inoltre, dal primo gennaio 2009 gli scatti biennali dei docenti, con lo stesso importo, diventano triennali.

    Infine l’entità dei tagli: 63,5 milioni di euro nel 2009, 190 milioni nel 2010, 316 nel 1011, 417 milioni nel 2012 e, infine, 455 milioni nel 2013. Totale: meno 1.441 milioni in aree cruciali per la crescita e la formazione dei giovani.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da C. Manciuriano Visualizza Messaggio
    Certamente, però se uno vuole seguire delle lezioni fondamentali per un esame importantissimo non può venire denigrato perchè si "sottomette" al sistema.
    certamente...

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da salerno69 Visualizza Messaggio

    Infine l’entità dei tagli: 63,5 milioni di euro nel 2009, 190 milioni nel 2010, 316 nel 1011, 417 milioni nel 2012 e, infine, 455 milioni nel 2013. Totale: meno 1.441 milioni in aree cruciali per la crescita e la formazione dei giovani.
    ecco cosa vuole dire mettere un incompetente a ministro dell'istruzione, università e ricerca..

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da PandaSaggio Visualizza Messaggio
    bhè, che la "riforma" Gelmini tagli i fondi a scuola ed università è vero...un motivo per manifestare c'è...


    Si vede che non sei mai stato all'università, quella è solo una scusa per fare qualche bighellonata, è un classico.
    La maggior parte di quegli studenti (altro classico), probabilmente non conosce neanche una riga della proposta Gelmini.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Iron_Man Visualizza Messaggio
    Si vede che non sei mai stato all'università, quella è solo una scusa per fare qualche bighellonata, è un classico.
    La maggior parte di quegli studenti (altro classico), probabilmente non conosce neanche una riga della proposta Gelmini.
    Citazione Originariamente Scritto da C. Manciuriano Visualizza Messaggio
    Certamente, però se uno vuole seguire delle lezioni fondamentali per un esame importantissimo non può venire denigrato perchè si "sottomette" al sistema.
    Ad amici è successo di venire considerati dei bananas solo perchè volevano passare l'esame più difficile della loro carriera universitaria.
    .
    Citazione Originariamente Scritto da C. Manciuriano Visualizza Messaggio
    Per fortuna non fermano più con la forza la gente che vuole entrare per seguire le lezioni: sarebbe troppo faticoso staccare un sanpietrino e sbatterglielo nel cranio.
    A Pisa c'è stata la sospensione delle lezioni indetta dal rettore. A protestare, più che gli studenti bighelloni, sono i ricercatori e forse anche professori associati.

    I ricercatori (che tengono anche lezione agli studenti) vanno avanti con contratti a tempo determinato di breve durata. Ogni volta che viene rinnovato, conta come "licenziamento". Se non viene corretto il decreto 113 di Brunetta, questo vuol dire che alla scadenza del contratto a tempo, solo uno su cinque di loro potrà essere riassunto. Non si tratta di pensionamenti: si tratta di gente nel mezzo della loro carriera, anche ultraquarantenni, una vita di studi e famiglia, a cui viene tolto ogni futuro.

    A questo si aggiungono i tagli dei fondi e la privatizzazione delle università.

    Sono veramente sconsolato che quello che sia arrivato fuori della nostra protesta sia solo "studenti bighelloni".

    Quando un paese toglie le prospettive di futuro ai suoi pezzi più pregiati, vuol dire che vuol morire. Sarà una splendida eutanasia a colpi di calcio & veline.

    A me manca solo un esame per la specializzazione: spero di farcela nonostante questi problemi, e poter così seguire i migliori tra i miei amici già costretti a fare le valige o in procinto di farlo. (che tristezza! Vedreste le capacità e l'impegno delle persone che conoscevo, ora sparse all'estero!)

    Tutto sommato non è tanto un problema per noi agli inizi: si tratta solo di imparare un'altra lingua.

 

 
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