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Discussione: Revisionismo

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  2. #2
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    Predefinito Riferimento: Revisionismo

    Sinceramente il revisionismo è triste che sia ancora legato alla politica e triste che non sia accettato se non con diffidenza nella pratica storiografica...
    «Non ti fidar di me se il cuor ti manca».

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  3. #3
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    Predefinito Riferimento: Revisionismo

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    L'Olocausto: sterminio o assimilazione?



    Il rabbino Israel Meir Lau, ex rabbino capo di Israele e attuale presidente dello Yad Vashem, ha detto che "l'assimilazione è oggi per il popolo ebreo la più grande minaccia, anche più dell'antisemitismo e del terrorismo" (http://www.ejpress.org/article/35149 ). Dicendo questo, il rabbino ha citato statistiche riguardanti gli Stati Uniti che mostrano che su 100 ebrei della prima generazione solo tre rimangono ebrei una volta arrivati alla quarta generazione.


    Questa notizia (e il relativo articolo) ha suscitato il seguente commento di Friedrich Paul Berg:


    Le implicazioni del detto articolo sono enormi.

    Ci si può chiedere se oggi è all’opera qualche sorta di processo di sterminio. Negli Stati Uniti, in tutto il periodo postbellico, su 100 ebrei ne sono rimasti solo tre [a conservare la propria identità] arrivati alla quarta generazione. Questo articolo conferma il mio punto di vista che la grande maggioranza degli ebrei “scomparsi” alla fine della seconda guerra mondiale NON erano stati uccisi dai nazisti ma avevano semplicemente abbandonato la propria identità ebraica. E, perché no? Non c’è dubbio, molti “convertiti” ripresero dopo la guerra la propria identità – ma molti altri non lo fecero. Quanti furono questi ultimi è la domanda importante. A giudicare dalla volontà degli ebrei di abbandonare la propria “ebraicità” – a partire dalla fine della guerra – in base al detto articolo, il numero degli ebrei che agirono in tal modo durante la guerra va valutato in milioni.
    Dovremmo iniziare a parlare di un olocausto mediante conversione e collaborazione – e assolutamente NON mediante sterminio fisico. E allora, che fare? Ne importerà qualcosa alle persone ragionevoli? Penso di no, tranne che questa cosa rivela, in generale, la pazzia dell’olocausto.

  4. #4
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    Predefinito Riferimento: Revisionismo

    http://andreacarancini.blogspot.com/

    Una messa a punto di Carlo Mattogno sulle presunte gasazioni sperimentali di Belzec



    POSTILLA
    sull’articolo di Thomas Kues “Le presunte gasazioni sperimentali di Bełżec”[1]




    di Carlo Mattogno (2009)

    Discutendo la deposizione di Stanisław Kozak del 14 ottobre 1945, di cui riporto sotto il relativo passo, Thomas Kues rileva che le tre stufe di 250 kg collocate, a dire del testimone, in ciascuno dei tre locali in cui era suddivisa la prima “baracca di gasazione” a Bełżec, secondo l’interpretazione olocaustica servivano per
    «riscaldare le stanze della baracca, permettendo così al gas in bottiglia e allo Zyklon B utilizzati nella prima fase delle attività omicide del campo di funzionare in modo più efficace quando il tempo era freddo»[2].
    Ritornerò sotto su questa singolare formulazione: «gas in bottiglia» e «Zyklon B».
    Anzitutto bisogna infatti accertare da dove provenga la menzione dello Zyklon B in tale contesto. La fonte è lo storico Michael Tregenza, che , insieme a Yitzhak Arad e a Robin O’ Neil, è uno dei tre massimi esperti olocaustici mondiali di Bełżec. In un articolo intitolato “Bełżec - Il campo dimenticato dell’Olocausto” egli ha scritto:
    «I primi esperimenti di eccidio di massa mediante gas furono eseguiti da Wirth nella piccola baracca di gasazione nel febbraio 1942. Ne furono vittime i già menzionati 150 lavoratori ebrei deportati a Bełżec per la costruzione del campo. Essi furono gasati con Zyklon B»[3].
    Tregenza rinvia all’interrogatorio di Josef Oberhauser del 12 dicembre 1960[4].
    Questo riferimento, con la correzione della data (13 dicembre 1960), è stato ripreso successivamente da Robin O’ Neil in un suo studio su Bełżec:
    «La prima uccisione sperimentale con lo Zyklon B fu attuata da Wirth su un gruppo di circa 150 Ebrei che erano stati portati al campo dalla vicina città di Lubycza-Królewska per completare la costruzione del campo e tagliare alberi»[5].
    Va osservato che l’interrogatorio di Oberhauser del 12 dicembre 1960, un protocollo di 5 pagine, non parla affatto delle presunte gasazioni a Bełżec, mentre quello del 13 dicembre, un verbale di 11 pagine, non menziona minimamente lo Zyklon B, come risulta dalle citazioni che riporto sotto in un altro contesto, in cui interviene il terzo esperto olocaustico mondiale di Bełżec: Yitzhak Arad.
    Nel capitolo «L’ “Azione Reinhard”: camere a gas nella Polonia orientale» di un'opera classica degli anni Ottanta[6], egli scrisse:
    «La prima grande comunità ebraica che fu portata a Bełżec per esservi sterminata veniva da Lublino: in quattro settimane, dal 17 marzo al 14 aprile, dei 37.000 abitanti del ghetto circa 30.000 furono deportati a Bełżec. Nello stesso periodo furono deportati a Bełżec altri 18.000-20.000 Ebrei del distretto di Lublino, tra cui 3.000 da Zamość, 3.400 da Piaski, 2.200 da Izbica e da altre località.
    Il primo trasporto ebraico dal distretto di Lemberg arrivò da Zotkiew, una città a 50 km a sud-ovest di Bełżec. Questo trasporto comprendeva circa 700 Ebrei e giunse a Bełżec il 25 o 26 marzo 1942. Poi in due settimane, fino al 6 aprile, arrivarono di nuovo dal distretto di Lemberg a Bełżec circa 30.000 Ebrei. Tra di essi c'erano 15.000 Ebrei che erano stati deportati da Lemberg nel quadro della cosiddetta “azione di marzo”, inoltre 5.000 da Stanislau, lo stesso numero da Kolomea e altri da Drohobycz e Rawa-Ruska. La maggior parte delle persone che durante quest'ondata di deportazioni giunsero a Bełżec dal distretto di Lemberg furono classificate “inabili al lavoro”.
    Dopo che erano stati uccisi 80.000 Ebrei in circa quattro settimane di grandi azioni, i trasporti furono sospesi. Verso la fine di aprile o l'inizio di maggio 1942, Wirth e le sue SS lasciarono il campo. Oberhauser disse al riguardo: “Dopo queste prime gasazioni Wirth e Schwarz e tutto il personale tedesco sparirono da Bełżec...”»[7].
    Arad fa dunque avallare a Oberhauser la storia dei presunti 80.000 Ebrei gasati, ma l'ex sottufficiale SS aveva dichiarato tutt'altra cosa:
    «Le gasazioni di Ebrei nel campo di Bełżec fino al 1° agosto 1942 si possono dividere in due categorie. La prima serie di esperimenti fu eseguita su 2-3 trasporti con 4-6 vagoni e 20-40 persone per vagone.
    In media furono consegnati e uccisi 150 Ebrei per trasporto. Queste gasazioni non facevano ancora parte di un'azione sistematica di sterminio, ma si voleva anzitutto provare e verificare la capacità del campo, come si potesse eseguire tecnicamente una gasazione.
    Dopo queste prime gasazioni Wirth e Schwarz e tutto il personale tedesco sparirono da Bełżec»[8].
    Oberhauser si riferiva dunque alla gasazione di 2-3 trasporti di 150 persone ciascuno, al massimo 450 persone, mentre Arad lo ha reso garante della gasazione di 80.000 persone!
    Arad continua poi così la sua “ricostruzione” storica:
    «A metà maggio Wirth ritornò a Bełżec. Nell'ultima settimana di maggio pervennero al campo due piccoli trasporti di 1.350 Ebrei dai ghetti di Laszczow e Komarow, nei pressi di Zamość. All'inizio di giugno arrivarono nuovi trasporti, questa volta dal distretto di Cracovia. Tre trasporti con 5.000 Ebrei giunsero dalla città di Cracovia tra il 1° e il 6 giugno. Circa una settimana dopo, tra l'11 e il 13 giugno, furono portati a Bełżec circa 11.000 Ebrei da Cracovia e dintorni, subito dopo altri 4.500»[9].
    Dunque in questo periodo sarebbero stati gasati altri 31.850 Ebrei. Ecco invece che cosa dichiarò al riguardo Oberhauser:
    «Nelle 6 settimane successive a Bełżec regnò la quiete. [...]. Fino al 1° agosto 1942 fu eseguita un'altra serie di esperimenti. In questo periodo arrivarono a Bełżec in tutto 5-6 trasporti (per quanto mi è noto) con 5-7 vagoni e 30-40 persone [per vagone]. Gli Ebrei di questi due trasporti furono gasati ancora nella piccola camera, poi Wirth fece demolire la baracca di gasazione e costruì un nuovo edificio in muratura con capacità più grande. Gli Ebrei dei trasporti restanti furono poi gasati in questo nuovo edificio di gasazione»[10].
    Dunque, secondo Oberhauser, il numero dei gasati fu al massimo di 1.680, cifra ben lontana dai 31.850 di Arad. Secondo lo storico ebreo, dunque, Oberhauser avrebbe attestato la gasazione di oltre 111.000 Ebrei, mentre questi aveva menzionato poco più di 2.000 vittime.

    Arad è stato costretto a ricorrere a questo meschino sotterfugio perché la contraddizione tra la versione di Oberhauser e quella ufficiale è troppo stridente per essere ricomposta in qualche modo.
    Robin O’ Neil, in un dettagliatissimo (quanto fantasioso) elenco dei trasporti ebraici a Bełżec indica un totale di 199.490 deportati in tale campo[11]. Ne consegue che o questi 199.490 Ebrei (o i circa 111.000 di Arad) furono tutti gasati, e allora la deposizione di Oberhauser è completamente falsa; oppure questa deposizione è veridica, e allora tutti questi Ebrei o non furono deportati affatto a Bełżec, oppure, se vi furono deportati, ne uscirono vivi, tranne i circa 2.000 gasati. Le due posizioni sono perciò assolutamente inconciliabili, ma gli storici olocaustici, invece di riconoscerlo apertamente, fanno di tutto per occultarlo, anzi fingono disonestamente che siano conciliabili, creando così una “convergenza” di testimonianze puramente fittizia

    Con ciò arriviamo al mezzo impiegato per l’uccisione.
    A questo riguardo Oberhauser dichiarò:
    «Mentre nella prima serie di esperimenti e nei primi trasporti della seconda serie si gasò ancora con gas in bombole, gli Ebrei degli ultimi trasporti della seconda fase di esperimenti furono uccisi già con i gas di scarico di un motore di carro armato o di autocarro accudito da Hackenholt»[12].
    Egli parlò appunto di gas in bombole, Flaschengas, che, nel contesto della sua deposizione, si riferisce evidentemente all’ossido di carbonio, non già allo Zyklon B. Questo disinfestante veniva infatti confezionato in barattoli (Zyklon-Dosen). È vero che, inizialmente, soprattutto in Francia e nelle sue colonie, ma anche in Inghilterra, veniva impiegato a scopo di disinfestazione acido cianidrico liquido nel quadro del “procedimento Galardi”, consistente nel versare in una ciotola o direttamente sul pavimento una bottiglia di acido cianidrico (Blausäureflasche)[13] da mezzo litro simile a una bottiglia di acqua minerale[14].
    Bisogna però aggiungere che, per la sua pericolosità, in Germania l'acido cianidrico liquido non era più usato nella disinfestazione dall'introduzione del “procedimento Bottich” (1917) e dello Zyklon B (1922)[15]. L'acido cianidrico liquido poteva essere trasportato soltanto refrigerato, di notte e con un veicolo speciale[16].

    Pertanto, tornando a quanto ho lasciato in sospeso sopra, la formulazione «gas in bottiglia» e «Zyklon B» è doppiamente errata, sia perché Oberhauser non fece il minimo accenno allo Zyklon B, sia perché egli si riferiva senza alcun dubbio a ossido di carbonio in bombole.
    Ciò viene dichiarato esplicitamente da Tregenza stesso nel passo successivo a quello che ho citato sopra:
    «Per gli esperimenti ulteriori furono costituiti piccoli trasporti di Ebrei che vivevano nei campi di transito di Izbica e Piaski, luoghi situati entrambi sulla strada tra Bełżec e Lublino. Di queste prime vittime fecero parte anche pazienti psichiatrici giudeo-tedeschi che erano stati deportati dal Reich. Queste vittime furono uccise con gas monossido di carbonio da bombole di acciaio (mit Kohlenmonoxyd-Gas aus Stahlzylindern). […]. All’inizio di marzo 1942 lo scarico di un motore di carro armato sovietico fu collegato a un sistema di tubi installato sotto il pavimento delle camere a gas e che aveva uno sbocco in ciascuna camera a gas»[17].
    È dunque chiaro che Tregenza identificava il Flaschengas di Oberhauser con bombole di ossido di carbonio (sicché il suo riferimento precedente allo Zyklon B è evidentemente falso). Per di più, la fonte da lui addotta in relazione al collegamento, mediante tubi, del motore alle camere a gas, è la deposizione di Stanisław Kozak del 14 ottobre 1945. Al riguardo il testimone asserì:
    «In ciascuna delle tre parti di questa baracca, a 10 centimetri dal pavimento, erano montati tubi per l'acqua. Inoltre nella parete occidentale di ogni parte di questa baracca i tubi erano deviati ad angolo fino a un metro dal pavimento e terminavano con una apertura rivolta verso il centro della baracca. I tubi erano collegati con un gomito a tubi che correvano sotto il pavimento lungo le pareti della baracca. In ciascuna delle tre parti della baracca menzionata abbiamo piazzato STUFE del peso di 250 kg. Si deve presumere che i gomiti dei tubi fossero poi stati collegati alle stufe. Le stufe erano alte metri 1,10, larghe 55 centimetri e lunghe 55 centimetri. Per curiosità attraverso lo sportello della stufa ho dato un'occhiata al suo interno. Non vi ho visto alcuna griglia. L'interno della stufa era - così sembrava - rivestita di mattoni refrattari. Lo sportello della stufa era ovale, con una circonferenza di 25 centimetri a 50 centimetri di altezza dal pavimento»[18].
    Dunque il testimone non sapeva nulla di un collegamento dei «tubi per l’acqua» ad un motore, ma riteneva che essi dovessero essere collegati alle stufe.
    Così Tregenza, con quest’altro sotterfugio – una grave omissione e una semplice congettura presentata come un fatto – ha trasformato in una “prova” una dichiarazione che contrasta invece in modo stridente con la tesi delle camere a gas.

    Ancora con riferimento alla deposizione di Oberhauser, Raul Hilberg afferma che
    «dapprima a Bełżec si utilizzò gas in bottiglia; si trattava dello stesso preparato di monossido di carbonio che si mandava nei centri di eutanasia, o forse di acido cianidrico (acido prussico)»[19],
    congettura che gli serviva evidentemente per creare un collegamento pretestuoso con la famosa “missione” di Kurt Gerstein, l’ufficiale SS che sarebbe stato incaricato dall’Ufficio centrale di Sicurezza del Reich (Reichssischerheitshauptamt) di trasformare il sistema operativo delle presunte camere a gas dei campi orientali da gas di combustione di motori Diesel ad acido cianidrico, e avrebbe portato con sé al tal fine, da Kolin a Bełżec, in un viaggio di oltre 800 km, 45 bottiglie di acido cianidrico liquido, sebbene ad Auschwitz, sempre per ordine del Reichssischerheitshauptamt, fossero pretesamente già in corso da mesi gasazioni con Zyklon B!

    Tornando all’interpretazione olocaustica menzionata sopra, l’installazione di stufe nella “baracca di gasazione” di Bełżec tra l’ottobre e il novembre 1941 allo scopo di favorire l’evaporazione di acido cianidrico presuppone la decisione preliminare di installare in questo campo, appunto, camere a gas ad acido cianidrico. D'altra parte la Corte d'Assise di Monaco, sentenziando (senza riferimento alla fonte) che
    «come strumento di uccisione fu impiegato nelle prime settimane gas Zyklon-B, poi, per motivi di risparmio, i gas di scarico di un motore Diesel»[20],
    invalidò anche lo scopo della presunta missione criminale di Gerstein: se l'impiego di Zyklon B (acido cianidrico) era già stato escluso nel marzo 1942 per ragioni economiche, perché esso sarebbe stato di nuovo proposto qualche mese dopo[21], e per di più nella forma fuori commercio, ancora più dispendiosa e più pericolosa, di acido cianidrico liquido?
    Prima di concludere bisogna inoltre segnalare la singolare previdenza del Reichssischerheitshauptamt, che fin dalla fine del 1941 si sarebbe preoccupato di far installare impianti di riscaldamento in presunte camere a gas sperimentali ad acido cianidrico a Bełżec, ma non si sarebbe curato affatto, all’inizio del 1943, di dotare di dispositivi simili le pretese camere definitive a Zyklon B di Birkenau[22].
    Tutto ciò rende completamente insensata l’interpretazione olocaustica delle stufe del testimone Kozak e la presenza di stufe e tubi per l’acqua nelle “camere a gas” resta ancora inesplicata.
    E in tutta questa vicenda i tre esperti mondiali di Bełżec, Michael Tregenza, Yitzhak Arad e Robin O’ Neil, fanno una figura molto grama, offrendoci un piccolo ma significatico esempio di manipolazione delle testimonianze.

    Carlo Mattogno, 30 marzo 2009.

    [1] Pubblicato su questo Blog il 27 marzo 2009.
    [2] Belzec Camp History, in: http://www.deathcamps.org/belzec/belzec.html. L’autore è anonimo.
    [3] M. Tregenza, Bełżec - Das vergessene Lager des Holocaust, in: I. Wojak, P. Hayes (a cura di), “Arisierung” im Nationalsozialismus, Volksgemeinschaft, Raub und Gedächtnis. Fritz Bauer Institut, Francoforte sul Meno. Campus Verlag, Francoforte sul Meno, New York, 2000, pp. 248-249.
    [4] Idem, nota 34 a p. 263.
    [5] R. O’Neil, Belzec: Stepping Stone to Genocide; Hitler's answer to the Jewish Question, capitolo 8, in: http://www.jewishgen.org/Yizkor/Belzec1/bel081.html#33
    [6] Nationalsozialistische Massentötungen durch Giftgas. Eine Dokumentation. A cura di Eugen Kogon, Hermann Langbein, Adalbert Rückerl e altri. Fischer Verlag, Francoforte sul Meno, 1983, pp. 146-193.
    [7] Idem, p. 170.
    [8] Interrogatorio di Josef Oberhauser del 12 dicembre 1962. Zentrale Stelle der Landesjustizverwaltungen (Ufficio centrale delle amministrazioni provinciali della giustizia), Ludwigsburg (d’ora in avanti: ZStL.), 208 AR-Z 252/59, vol. IX, pp. 1683-1684
    [9] Nationalsozialistische Massentötungen durch Giftgas. Eine Dokumentation, op. cit., p. 171.
    [10] Interrogatorio di Josef Oberhauser del 12 dicembre 1962. ZStL, 208 AR-Z 252/59, vol. IX, p. 1685.
    [11] R. O’Neil, «Bełżec: A Reassessment of the Number of Victims», in: East European Jewish Affairs, vol. 29, n. 1-2 1999, pp. 89-92.
    [12] Idem, p. 1685.
    [13] In tedesco “Flasche” significa sia bombola, sia bottiglia.
    [14] Gerhard Peters, Blausäure zur Schädlingsbekämpfung. Sammlung chemischer und chemisch-technischer Vorträge. Verlag Ferdinand von Enke, Stoccarda, 1933, pp. 54-55.
    [15] O.Lenz, L.Gassner, Schädlingsbekämpfung mit hochgiftigen Stoffen, Heft 1: Blausäure. Verlagsbuchhandlung von Richard Schoetz, Berlino, 1934, pp. 8-10.
    [16] Schwurgericht in Frankfurt am Main, Sitzung vom 28, März 1949, in: C.F.Rüter, Justiz und NS-Verbrechen. Sammlung deutscher Strafurteile wegen nationalsozialistischer Tötungsverbrechen, 1945-1966. Amsterdam, 1968-1981, vol.. XIII, p. 137.
    [17] M. Tregenza, Bełżec - Das vergessene Lager des Holocaust, op. cit., p. 249.
    [18] Interrogatorio di Stanisław Kozak del 16 ottobre 1945. ZStL, 208 AR-Z 252/59, vol. I, p. 1130.
    [19] R. Hilberg, La distruzione degli Ebrei d'Europa. Giulio Einaudi editore.Torino,1995, p. 955.
    [20] A. Rückerl (a cura di), NS-Vernichtungslager im Spiegel deutscher Strafprozesse. DTV-Verlag, Monaco, 1979, p. 133.
    [21] Gerstein avrebbe ricevuto l’ordine per la sua “missione” l’8 giugno 1942.
    [22] Riguardo alla funzione dell’impianto per l'apporto di aria calda (Warmluftzuführungsanlage), progettato del resto solo per il crematorio II e mai realizzato, rimando al capitolo 2.7 del mio studio di prossima pubblicazione Le camere a gas di Auschwitz. Studio storico-tecnico sugli «indizi criminali» di Jean-Claude Pressac e sulla «convergenza di prove» di Robert Jan van Pelt.

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    Psicopolizia all'opera:

    http://www.expatica.com/fr/news/loca...ism_51479.html

    French comedian to face trial for anti-Semitism

    Dieudonne Mbala Mbala will go on trial for having an actor dressed as a Jewish deportee award a prize to a Holocaust denier during a comedy show.
    Related Articles

    PARIS – A French comic will go on trial in May on charges of anti-Semitism after he awarded a prize to a Holocaust denier during a comedy show, prosecutors said Wednesday.

    Dieudonne sparked outrage when he had an actor dressed as a Jewish deportee present the prize for "unrespectability and insolence" to Robert Faurisson, an academic who has denied the existence of the Holocaust.

    Far-right leader Jean-Marie Le Pen, who recently caused an uproar for again calling Nazi gas chambers a "detail of World War II history," was in the audience during the show on 29 December at one of Paris' biggest concert halls.

    The Paris criminal court will begin hearing the case on 5 May, the prosecutor's office said.

    The black comedian, whose full name is Dieudonne Mbala Mbala, has over the past years been ordered to pay several fines for inciting hatred.

    Dieudonne, 42, faces a possible sentence of six months in prison and a maximum fine of EUR 22,500 if convicted.

    In September 2007, he was fined EUR 7,000 after he accused Jews of "memorial pornography" for their remembrance of the Holocaust during a press conference in Algeria in 2005.

    In the same conference he attacked "the Zionist lobby which cultivates the idea of their unique suffering ... and has declared war on the black world."

    In March, the comedian born to a Cameroonian father again caused a stir after he announced plans to run as an "anti-Zionist" candidate in the June elections to the European parliament.

    Dieudonne is to answer charges of causing offense to a group of persons based on their origin, ethnic background, race or religion, a judicial source said.

    Several city councils had decided to cancel shows by the comedian over the past months and Culture Minister Christine Albanel called it a "provocation" that "is hurtful and offensive".

    AFP / Expatica

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    "Abbiamo soltanto bisogno che alcune migliaia di persone si alzino e dicano la verità chiaramente ed apertamente"

    Sabato 11 Aprile 2009


    IL LASCITO DI HORST MAHLER

    LA SUA ULTIMA DICHIARAZIONE PRIMA DEL VERDETTO E DELLA CONDANNA IL 25/2/ 2009

    (Appartenente al crescente movimento di disobbedienza civile in Germania, Mahler è stato
    accusato di " Negazione dell'Olocausto ")

    Invio il presente all'ultimo momento. Sta per essere emesso il verdetto e verrò rinchiuso
    immediatamente. Dopodichè non avrò più alcuna possibilità di esprimermi
    pubblicamente, quindi colgo questa occasione per spiegare brevemente,
    ancora una volta, che cosa veramente c'è in gioco.


    Molti miei sostenitori disapprovano ciò che ho fatto.
    Mi chiedono: " perché lo fai ? "

    Alcuni di loro sottolineano che sarei stato più utile fuori dalla prigione e non dentro.

    Dicono che adesso il governo si sbarazzerà di me e non ne verrà tratto alcun vantaggio.

    Io rispondo a loro che essi considerano la questione dal punto di vista sbagliato.

    La cosa più importante non è più il fatto che l'attuale regime ci ha
    tolto il nostro diritto di libertà di parola!

    Questo stato ha sempre
    avuto il potere di farlo, in molti modi, indipendentemente dal fatto
    che si voglia esprimere un opinione o meno.

    Qui c'è in gioco qualcosa di più che il diritto di divulgare idee non conformi.

    Se ci si accorge, come lo è stato per me, che la Religione dell'Olocausto è
    l'arma principale per la distruzione morale e culturale della nazione
    tedesca, allora è chiaro che ciò che è in gioco non è altro che il
    diritto collettivo all'auto-difesa, cioè, il diritto della Germania a
    sopravvivere.

    La sopravvivenza interessa tutti quanti!

    Il mondo crede veramente che noi Tedeschi ci lasceremo passivamente distruggere come
    Popolo, che permetteremo altrettanto passivamente che il nostro spirito
    nazionale venga estinto senza lottare?

    Quale tipo di uomo di legge ritiene che l'auto-difesa è un atto criminale?

    In qualità di Popolo ed entità collettiva vivente abbiamo una natura nazionale e spirituale. Il
    mezzo più sicuro per estinguere la Germania come entità spirituale è
    distruggere la nostra identità ed anima nazionale, in modo da non
    sapere più chi o cosa siamo.

    Distruggere il nostro spirito nazionale è esattamente lo scopo del nostro nemico, chiedendo di accettare senza domande il suo estraneo Dogma dell'Olocausto, rinunciando a mettere in
    evidenza che il suo fantastico "Olocausto" non è mai avvenuto.

    Non c'è alcuna prova di esso!

    Quando ci accorgiamo di essere minacciati di
    annientamento, allora non abbiamo più dubbi su chi è il nostro nemico:
    è il vecchio assassino di nazioni.

    Una volta accorti di questo, non ascoltiamo più passivamente le menzogne e i travisamenti del nemico. Cerchiamo un'arma ed un modo per proteggere la Germania, privare il
    nemico del potere che ha su di noi.

    Ma ecco che abbiamo l'unica arma di cui abbiamo bisogno per proteggerci dall'annientamento.

    Abbiamo la verità. " La verità, tutta la verità, nient'altro che la verità !"

    Un aspetto piuttosto insolito della storia della mia vita è la mia entrata
    da sinistra nell'ambito politico, tramite la Rote Armee Fraktion (RAF).
    Per farla breve, la RAF prese la via della lotta armata contro " Il
    Sistema ", così come veniva chiamato in quei giorni.

    L'idea che ci motivò a prendere la via della lotta armata era la nostra credenza
    nell'Olocausto.

    Credevamo effettivamente in ciò che " Il Sistema " ci aveva insegnato a scuola e in ciò che veniva costantemente affermato dai media controllati dal nemico.

    Come altri nella RAF, io credevo in questa propaganda anti-tedesca.

    Ci credevo veramente e cercavo un modo
    per infrangere quell'insopportabile complesso di colpa associato "
    all'assassinio di sei milioni di ebrei ".

    Non intendo antrare nei dettagli di quel periodo della mia vita; il punto è che, quando ero
    giovano, ero un " fervido credente " dell'Olocausto.

    Nel 2001, nel corso della mia carriera come avvocato, mi fu chiesto di difendere un
    patriota musicista.

    Si trattava del cantante Frank Rennicke che fu
    condannato dal tribunale per " Negazione dell'Olocausto ".

    La mia risposta a questa richiesta fu: " Naturalmente la difenderò! "

    Il compito di difendere Frank rese necessario che indagassi sui fatti,
    prove e accuse collegati all'Olocausto. Ecco a cosa hanno rivelato le
    mie inchieste:

    non c'è nessuna prova al riguardo delle fantastiche
    asserzioni inerenti l'Olocausto!

    Ci sono soltanto dichiarazioni rilasciate dal tribunale dei vincitori a Norimberga che dicono che ciò avvenne e che in merito si è già sufficientemente " investigato ".

    Con la sua proverbiale faccia tosta il nostro nemico ci dice: " nessun
    altro evento in tutta la storia è stato così attentamente esaminato
    come l'Olocausto ". (La stessa faccia tosta che porta il nemico ad
    asserire che le enormi quantità di insetticida che la Germania usò per
    proteggere la salute dei prigionieri durante la Seconda Guerra
    Mondiale, fu usato per uccidere gli ebrei).

    Se esaminiamo i fatti attuali, scopriamo che tutto ciò è una menzogna.

    E' una propaganda di atrocità che viene tutt'ora seminata, 65 anni dopo la sconfitta della
    Germania.

    Quando il servile Bundesgericht (Corte Suprema tedesca)
    dichiara che un migliaio di " testimoni oculari " sostengono "
    l'evento provato ", si tratta di un'altra sfacciata menzogna!

    La nostra cosìdetta Corte Suprema sa perfettamente che la nostra cosìdetta
    Bundesrepublik (Repubblica Federale) non è uno stato sovrano e quindi
    non è un governo legittimo.

    Il Prof. Carlo Schmid, l'esperto di diritto internazionale riconosciuto a livello mondiale e autore della nostra Grundgesetz (Legge Fondamentale), affermò chiaramente che la
    Repubblica Federale non è uno stato valido.

    In una conferenza che diede in occasione della sua creazione nel 1949, egli la descrive
    specificatamente come una " Organisationsform einer Modalitaet der
    Fremdherrschaft " (Forma Organizzativa di una Modalità del Dominio
    Straniero), in altre parole, un mezzo di dominio dei nostri nemici.

    Il Prof. Carlo Schmid compose questa descrizione diplomatica per evitare
    di usare il termine " governo fantoccio "

    La nostra legge Fondamentale non è stata scritta da un'assemblea di rappresentanti
    eletti e non è stata approvata plebiscitariamente. I nemici occupanti
    ce la imposero e non risponde ai requisiti di uno stato legittimo.

    Poiché la Repubblica Federale non è uno stato legittimo, le istituzioni
    e le condizioni che i nostri nemici ci obbligano ad accettare, sono
    altrettanto illegittime sulla base del diritto internazionale.

    E' chiaro che i vincitori o il vincitore della Seconda Guerra Mondiale (il
    vero unico vincitore fu l'ebraismo mondiale) si diede un gran da fare
    per assicurare che le basi del dominio ebraico, di fatto il culto
    religioso dell'Olocausto, fossero legalmente inattaccabili.

    Questo fu il loro intento quando crearono la Repubblica Federale ed è chiaro che
    la Corte Suprema a quel tempo adottò un ordinamento giudiziario
    destinato a perpetuare " l'Olocausto ".

    La missione di proteggere l'Olocausto è insita sia nella Repubblica Federale che nella Legge
    Fondamentale.

    Questa è la base della dominazione della Germania da parte dei suoi nemici.

    Il ministro degli esteri Joschka Fischer lo ha
    spiegato molto chiaramente quando si riferì all'Olocausto ed alla
    sponsorizzazione di Israele come la ragione di essere della Repubblica
    Federale.

    Ciò che sta accadendo ora, altro non è che la distruzione
    del fondamento morale del nostro Popolo tramite un assalto genocidi
    alla nostra anima nazionale.

    In questo non c'è niente di sorprendente.

    Dovremmo considerare i nostri nemici veramente stupidi, specialmente
    il nostro più potente e più pericoloso nemico, se non avessero preso le
    misure idonee a mantenere il dominio su di noi.

    I nostri nemici non scatenarono la Seconda Guerra Mondiale contro di noi semplicemente per
    abbandonare i loro scopi bellici dopo l'inevitabile vittoria delle loro
    risorse soverchianti in uomini e mezzi.

    Andarono ben oltre, evitando di darci la possibilità di esonerarci dalla Grande Menzogna, tramite autentici processi condotti da un potere giudiziario indipendente e
    professionale.

    Il nostro peggior nemico non è stupido!

    Egli prese
    scrupolose precauzioni e conosce fin troppo bene i metodi da elaborare
    per assicurare la compiacenza al suo modo di intendere la " giustizia ".

    Chiunque non si accorga che il nostro nemico continua a perpetrare
    il genocidio contro di noi, come parte dei suoi scopi bellici, può
    aspettarsi che un Tedesco obbedisca al divieto di mettere in dubbio
    l'Olocausto.

    Nessuno può aspettarsi che un Tedesco che voglia essere
    Tedesco non si ribelli a questo assalto contro la nostra nazione.

    Questo assalto non è altro che un genocidio culturale e ci minaccia tutti.

    Se è possibile, vi chiedo di osare immaginare che cosa necessariamente ne seguirà, se ne sarà il caso.

    Che disgraziato essere umano sarei se, conoscendo questa minaccia per la nostra nazione e
    tutte le sue implicazioni, me ne stessi tranquillo seduto sulla mia
    comoda poltrona in attesa del giorno nel quale la verità verrà alla
    luce per conto suo!

    Ogni Tedesco ha l'obbligo di fare il suo dovere per la Patria!

    Abbiamo il sacrosanto diritto di difenderci, preservare la nostra nazione ed il nostro Popolo.

    In ogni paese civilizzato c'è un obbligo legale di venire in aiuto di coloro che sono in pericolo.

    Infatti la legge prescrive delle pene per coloro che non portano
    soccorso. La mancanza di aiutare e soccorrere è una grave violazione
    della legge, costituisce in se stessa un corpus delicti.

    Sarei colpevole di un grave crimine se io non venissi in aiuto del mio
    Popolo, se me ne stessi tranquillo senza venirne in soccorso, sapendo
    che quella mostruosa impostura chiamata "Olocausto "non è mai avvenuta.

    In tal caso sarei veramente un criminale depravato!

    Nell'attuale situazione non avrebbe senso per me tirare avanti a stento
    e cercare di guadagnare una maggioranza in questo o quel partito
    politico, oppure fondare un nuovo ed indipendente partito che si
    farebbe in un qualche modo strada attraverso il nostro intricato e
    corrotto parlamento per abrogare le leggi liberticide anti-tedesche.

    Lavorando da solo, la mia linea d'azione è quella di continuare a fare
    ciò che ho sempre fatto.

    Confidando su me stesso, non posso fare altro che ripetere la verità, sempre e di più.

    Ho fatto un sacro giuramento che può essere letto su Internet, la nostra unica fonte informativa non censurata, che non desisterò mai dal ripetere questa verità:

    "
    L'Olocausto è una menzogna e lo è anche l'affermazione che ritiene
    sia stato provato "

    Non c'è nessuna prova che lo sostenga.

    Nella sua intrepida difesa della fede cattolica, il Vescovo tradizionalista
    Richard Williamson ha recentemente affermato la stessa verità che io
    scoprii molto tempo fa.

    Nel caso di Frank Rennicke fui professionalmente obbligato ad indagare le prove dell'Olocausto ed arrivai alla conclusione che tali prove non esistono.

    Dopo aver riesaminato diversi processi simili, fummo in grado di esibire una
    lettera scritta da un professore di storia contemporanea, il Prof.
    Gerhard Jagschitz, di Vienna, le cui ricerche avevano anch'esse portato
    alla conclusione che non c'è alcuna prova a difesa dell'Olocausto.

    Quando lo contattai, egli mi disse: " Si certo, lo sappiamo già ".

    Il Prof. Jagschitz era stato incaricato dal tribunale come perito
    testimone onde determinare se l'Olocausto fosse "evidentemente ovvio"
    come evento della storia contemporanea.

    Passò tre anni ad esaminare la
    letteratura disponibile riguardante l'Olocausto in modo da determinare
    la verità. Trascorsi questi tre anni informò il tribunale che non
    poteva più difendere la sua iniziale ipotesi a difesa della validità
    dell'Olocausto.

    Arrivò alla netta conclusione che, nell'ambito delle
    direttive di una società di diritto, non è ammissibile usare la "
    manifesta ovvietà " dell'Olocausto come base per condannare coloro
    ritenuti colpevoli di metterla in dubbio.

    In quei giorni era il Prof. Jagschitz ed ora è la volta del Vescovo Williamson ma presto ci saranno molte altre personalità prominenti che arriveranno alla stessa
    conclusione.

    L'autodifesa è un diritto inalienabile.

    Come Tedesco che vuole essere Tedesco mi sento personalmente coinvolto da questo assalto
    contro il mio Popolo. La nazione Tedesca non ha solo il diritto di
    difendersi, in effetti essa è obbligata a difendersi.

    A causa della nostra sostanza culturale, noi come nazione nell'Europa centrale
    abbiamo il dovere e l'obbligo di resistere ai tentativi di distruggerci
    culturalmente, di annientarci come Popolo e come entità spirituale.

    Ecco la posta in gioco!

    Non scelgo di aspettare che siano altri a
    difendere la nazione Tedesca, scelgo di farlo io stesso!

    Sto dicendo la verità così come la percepisco e la verità è quella che il
    cosiddetto " Olocausto " non c'è mai stato. E' questa
    l'ovvia ragione per la quale non vi sono prove in merito.

    Non c'è niente che difenda l'Olocausto, tranne i verdetti dei processi farsa in stile moscovita.

    Questi verdetti ci vengono costantemente martellati nel cervello dai
    media giudaici come " prova " che l'Olocausto fu reale e che
    c'è un'abbondanza di prove che lo dimostrano.

    Coloro che applicano e perpetuano quest'etichetta sanguinaria sono colpevoli di tradimento
    contro la nazione Tedesca.

    I più famosi fra questi traditori sono i giudici della Corte Suprema che santificano e rafforzano le decisioni dei tribunali minori riguardanti l'assurda " manifesta ovvietà "dell'Olocausto.

    Ciò è peggio che travisare la giustizia, significa
    portare avanti un deliberato genocidio contro il popolo Tedesco.

    Ho dimostrato la colpa dei traditori togati di Karlsruhe numerose volte e
    continuerò a sottolinearlo anche dalla prigione.

    Dovrò farmi 12 anni di carcere. Come andrà a finire?

    Ho 73 anni e quindi questa è una condanna all'ergastolo per me.

    La mia sentenza prova che nella Germania di oggi il carcere a vita può essere comminato a chiunque si rifiuti di fare atto di sottomissione alla Grande Menzogna.

    Naturalmente gli ebrei sono sempre disposti a " trattare ".

    Il dissidente viene prima punito in maniera leggera, magari con un'ammenda
    pecuniaria.

    Oppure ci può essere una condanna al carcere di qualche mese che può tramutarsi in libertà vigilata.

    C'è sempre la possibilità di uscirne facilmente inchinandosi servilmente davanti alla Grande
    Menzogna e dando assicurazioni che non ci saranno più difficoltà in
    futuro.

    Questo è ciò che il nemico vuole.

    Chiunque sia convinto che la vita sotto la Grande Menzogna non valga la pena essere vissuta, deve essere tenuto dietro le sbarre per sempre.

    Siccome io ho apertamente espresso questo sentimento innumerevoli volte, sapendo molto bene che la clava si sarebbe abbattuta, il nemico mi terrà sicuramente in
    prigione per il resto della mia vita..

    Il nemico deve dimostrare al pubblico intimorito che cosa è veramente in gioco.

    Chiaramente noi Tedeschi ci troviamo in una situazione nella quale dobbiamo mandare a
    monte le nostre vite se non ci sottomettiamo alla Grande Menzogna.

    Qualunque cosa mi accada, posso solo dire, così come il nostro
    Salvatore dice nel Vangelo di San Matteo:

    "chiunque non è disposto a portare la sua croce non è degno di me! "

    Non siamo degni di chiamarci Tedeschi se, invece di alzarci in piedi per la verità, ci sottomettiamo supinamente alla Grande Menzogna!

    Credo comunque che la situazione storica della Germania stia per cambiare.

    La lotta sull'autenticità dell'Olocausto e sul dominio del dogma olocaustico sta ora
    imperversando nell'ambito della Chiesa Cattolica.

    La Chiesa ha ancora un grande potere, anche se la sua gerarchia è stata corrotta ed erosa
    dagli ebrei.

    Con la sua grande ricchezza e centinaia di milioni di devoti seguaci, la Chiesa è la roccia sulla quale la nave della Grande Menzogna si andrà ad infrangere per poi affondare.

    Gli ebrei stanno per avere la loro Waterloo.

    Una volta che l'Olocausto potrà essere apertamente discusso, la conoscenza della sua vera natura non potrà più essere soppressa.

    Quando l'affare del Vescovo Williamson raggiunge il
    punto in cui un papa è obbligato a scomunicarlo un'altra volta, come
    richiesto dall'ADL (Anti-Defamation League: organizzazione attivista
    dell'ebraismo mondiale), oppure se, sotto la pressione dei media
    ebraici e di corrotti politici, Papa Benedetto XVI° dovesse abdicare
    dal Trono di San Pietro, ciò sarebbe un atroce shock per il mondo
    cattolico, allora la verità si farebbe strada!

    La fede cristiana è basata sulla Verità, la Roccia dei Tempi.

    La Verità ci renderà liberi e la volontà di essere liberi crescerà sempre più forte fino ad essere
    irresistibile, dopodichè avremo vinto.

    Per quel che mi riguarda, io ho fatto tutto quello che potevo. Ho dato un esempio. Ho detto spesso che
    la nostra è la più facile rivoluzione che sia mai stata portata avanti.

    Abbiamo soltanto bisogno che alcune migliaia di persone si alzino e
    dicano la verità chiaramente ed apertamente come ha fatto Richard
    Williamson ed io ho cercato di farlo, assieme ad altri che si sono
    autodenunciati per aver detto la verità e per aver distribuito "
    Conferenze sull'Olocausto " di Germar Rudolf .

    La vittoria finale della verità è inevitabile, così come lo è la sconfitta dell' Impero
    Sionista globale.

    Tuttavia, non abbiamo modo di sapere quanto tempo
    dovrà passare ancora, o le esatte circostanze che porteranno la verità
    alla vittoria.

    Aspettiamo e vediamo.

    Al momento stiamo assistendo ad un altro crollo del sistema finanziario globale ebraico.

    La base del potere ebraico, il tempio del loro dio Jahweh-Mammona, è stato colpito
    al cuore dal crollo del loro sistema bancario predatore. Il potere
    ebraico è basato sul potere del denaro col quale comperano il controllo
    dei politici e dei media. Al momento stanno perdendo questo controllo
    del denaro. Una volta che lo hanno perso, perderanno anche il controllo
    del governo e dell'opinione pubblica. Il loro controllo sull'opinione
    pubblica è già stato indebolito dalla nascita del non censurato
    Internet che non sono in grado di sopprimere. Appena perderanno il
    controllo dei media, si troveranno in una situazione pietosa!

    Quando ciò accadrà, gli ebrei ci saranno riconoscenti per aver capito e
    accettato il loro storico ruolo nella redenzione del mondo. Noi
    riconosciamo la loro tirannia distruttiva come una rivelazione del
    sentiero di Dio attraverso il mondo verso se stesso, come spiegò il
    filosofo Hegel.

    Noi rispettiamo gli ebrei come i seguaci di Satana e li accettiamo nella certezza che potremo redimere loro e noi stessi portando la Verità nel mondo con le nostre azioni.

    Gli ebrei hanno un pressante bisogno di redenzione e un giorno essi ci saranno grati!

    HORST MAHLER

    Inviato da: Ingrid Rimland Zuendel

 

 
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