La Grecia è sintomo di uno squilibrio generale dovuto al fatto che i
capitali tedeschi sono dotati di una straordinaria capacità di
penetrazione nei mercati esteri. Questo perché la produttività cresce
più rapidamente che altrove e perché da diversi anni la Germania attua
una politica di forte contenimento dei salari e della spesa interna.
Il risultato è che la Germania si è caratterizzata per un forte
surplus con i conti sull’estero perché vende molto all’estero e compra
molto poco dall’estero. Di conseguenza i Paesi relativamente deboli
dell’Ue, come Spagna, Portogallo - e un po’ meno l’Italia - registrano
conti in deficit con l’estero. Il fatto che il Paese più forte
dell’Unione monetaria attui una politica restrittiva è la causa
principale dell’indebitamento degli altri paesi. La Germania avrebbe
dovuto comprare dall’estero.