
Originariamente Scritto da
ugolupo
Dibattito a La7 sul tema caldo delle classi separate per immigrati stranieri.
Pareva un dialogo tra sordi in quanto a nessuno interessava entrare nel merito, preferendo sfruttare la situazione per scagliare le solite accuse di razzismo (anche Storasce) contro i soliti leghisti.
Provo a mettermi nei panni dei genitori dei bambini italiani che si ritrovano in classi con una alta percentuale di immigrati da ogni dove, in ogni periodo dell'anno scolastico, con preparazioni variegate e con scarsissima padronanza della lingua.
Ovviamente per aiutare l'inserimento di questi bambini stranieri bisogna necessariamente trascurare il programma previsto.
Facciamo un ragionamento terra terra...
Un bimbo di 10 anni proveniente da Paesi in guerra o sottosviluppati, che probabilmente non ha avuto l'opportunità di frequentare la scuola (ammesso che forniscano una preparazione al nostro livello) in che classe lo inserite?
In quinta per ragioni anagrafiche?
Non è forse meglio la "scuola ponte" proposta dalla Lega per prepararli ad entrare nelle scuole italiane senza traumi e senza creare disagi agli altri (italiani o stranieri) già avanti con lo svolgimento dei programmi scolastici?