Da "spreconi.it (da "repubblica.it)

Ma la Regione Campania non è quella con i conti in situazione disperata? Quella dove la gestione dei rifiuti è commissariata da un decennio? Quella dove la sanità pubblica solo nel 2008 ha prodotto un extrabuco di 300 milioni di euro che si sommano ai miliardi degli anni scorsi? L'ultimo degli assessori bassoliniani, quel Claudio Velardi chiamato a risollevare l'immagine di un terra travolta da immondizia e criminalità, non deve essersi accorto della situazione finanziaria che lo circonda.
Forse l'ex spin doctor dalemiano e fondatore di una lanciatissima società di comunicazione è ancora rimasto ai fasti del rinascimento partenopeo. Così per una trasferta ufficiale della Regione Campania a Washington sono stati stanziati duecentomila euro. Certo, ben poca cosa rispetto allo sfarzo delle tournè transoceaniche di Sandra Lonardo Mastella, tutt'ora presidente del consiglio campano nonostante l'arresto e le accuse confermate da tutti i tribunali. Ma una cifra comunque elevata.

Nel suo blog Velardi parla di "un persistente, sordo pregiudizio sui fondi impiegati nella promozione istituzionale". E fornisce la lista delle spese previste per la trasferta di 3 giorni. Onore alla trasparenza. L'elenco però aumenta le perplessità. Ci sono dieci voli andata e ritorno Roma-Washington: 25 mila euro. In pratica, 2500 euro a testa: biglietto di business senza sconti. Poi ben 1500 euro per i trasferimenti dall'aeroporto alla capitale americana: 150 euro a testa, una cifra molto alta per le tariffe delle Limousine con autista.
Quindi 16.890 euro per l'albergo della delegazione ufficiale, dello staff del ristorante Don Alfonso e per gli ospiti. Andiamo all'alimentazione. Sono previsti 36 mila euro per offrire una cena di gala: quanto basta a sfornare 500 menù da 72 euro l'uno. Poi c'è il dinner della Niaf, la potente organizzazione italo-americana: il tavolo richiede un contributo di 70 mila euro. Ma le due mangiate non bastano e così vengono stanziati altri 5000 euro di pasti per delegazione e ospiti: forse il jet lag mette appetito... E pensare che Velardi nel blog lamenta di avere "le viscere che bofonchiano" per una recente indisposizione.
Veniamo ai gadget. Per gli ospiti d'onore 50 cravatte e 25 foulard: 7500 euro. Fanno cento euro a pezzo. Si spera almeno che siano Marinella. E sorpende che la Regione non sia riuscita nemmeno a farsi fare uno sconticino. Prezzo da boutique anche per i 3.500 magneti omaggio, costati 4 euro e mezzo cadauno. Ci sono poi 2.000 magliette da 5 euro a mezzo l'una, quelle sì economiche.
Infine la pubblicità. Poteva un evento del genere non venire propagandato? Bene, altri 24 mila euro. Per comprare una pagina su una testata di Washington? Per far uscire qualcosa su un settimanale statunitense? No, i soldi vanno al quadrimestrale Italy Italy, edito da una società di Magliano Romano: un periodico in inglese, spesso distribuito come allegato nelle edicole italiane e venduto solo in abbonamento nel Nord America.
Velardi, parlando delle missioni all'estero, sul suo blog parla di "esercizi gratuiti di cafoneria, imbarazzanti foto ricordo (ne ricordo una di Occhetto a Manhattan...), dichiarazioni fuori luogo. Insomma, il sospetto generale e preventivo è comprensibile". Come dargli torto?





http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=295410
«STATUTO, POTERI E 500 MILIONI ORA ROMA È DAVVERO CAPITALE»

Alla Festa della Libertà con in tasca, finalmente, la libertà di giocare alla pari con Londra, Parigi, Berlino. La libertà di sentirsi più forti, imboccando la corsia privilegiata di Roma Capitale. È raggiante il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, nel giorno in cui si schiudono nuovi orizzonti per la città che governa. E non esita a parlare di «svolta storica»
Quindi la storia si fa anche con una capitale che diventa più capitale?
</B>«Certamente, specie se questa svolta storica rappresenta il coronamento di un impegno. L’essere riusciti a inserire nel processo del federalismo fiscale anche la norma che definisce e inquadra i nuovi poteri di Roma Capitale è un grande successo».
Ci scusi ma sembrerebbe una contraddizione...
</B>«Sembra... Ma la maggior autonomia dei territori deve avere come bilanciamento il fatto che ci sia la possibilità di valorizzare a livello nazionale e internazionale il ruolo di Roma. Non dimentichiamo che questa è una norma prevista nella Costituzione, articolo 114 comma 3. Erano 30 anni che si invocava questa necessità: perché Roma è l'unica capitale europea che non ha uno statuto speciale e che è governata come un normale comune».
Che cosa contiene il provvedimento approvato?
</B>«Ci sono le risorse per finanziare Roma Capitale, ovvero 500 milioni di euro annui, e ci sono anche i poteri speciali. E questo spazza via definitivamente la leggenda alimentata dalla sinistra che il governo centralista sia un governo nemico di Roma. Questo governo ha fatto ciò che i governi precedenti, chiacchierando un po' troppo, non sono mai riusciti a fare».
Ci sintetizzi la sua soddisfazione con una battuta...
</B>«Roma passa da capitale del centralismo a una moderna metropoli europea in grado di vivere nel contesto del federalismo».
Poteri speciali... Che significa?
</B>«Potremo intraprendere una serie di procedure senza più passare dai tanti, troppi livelli di burocrazia. D’ora in poi i poteri amministrativi si concentreranno in un’unica governance. Ma c’è di più: nel provvedimento di Roma Capitale c’è il primo esperimento di federalismo patrimoniale. Ovvero: il patrimonio dello Stato inutilizzato passa alla realtà comunale. Un cambiamento netto che permetterà a Roma di diventare competitiva nel network delle metropoli internazionali».
In pratica: ci guadagna più il cittadino di Roma o il resto degli italiani?
</B>«Penso che sia un vantaggio comune. L'Italia non poteva più fare a meno di una capitale forte e competitiva e questa nuova potenzialità ora ce la dovremo giocare in Europa e nel Mediterraneo. Quanto al cittadino romano avrà la possibilità di avere una città più vivibile nonostante quel carico di impegni e di responsabilità che si riversa ogni giorno su Roma. Perché a Roma ci sono le ambasciate, c’è il Vaticano, ma ci sono anche centinaia di manifestazioni, le più diverse, ogni anno. Tutte realtà che pesano sulla vita quotidiana ma che d'ora in poi verranno stemperate nella dimensione internazionale che Roma finalmente potrà assumere».
Primi obiettivi da conquistare?
</B>«Il miglioramento dei servizi, la mobilità, l’efficienza della macchina cittadina che oggi è semiparalizzata. E poi il decollo di uno sviluppo economico che parta da risorse private e non più da quelle pubbliche. Roma ha 30 anni di debiti accumulati. Con il nostro piano di rientro siamo obbligati a fare tagli forti, e ad avere maggior rigore per riequilibrare il bilancio. Ma per affrontare il debito abbiamo anche bisogno di aiuto. Abbiamo bisogno di investimenti privati».
Qualcuno ha sollevato perplessità...
</B>«Vi riferite a Marrazzo? Dovrebbe essere entusiasta di fronte a dei cambiamenti che liberano il Comune dal dissesto e attuano la Costituzione. Capisco che il centrosinistra si trovi spiazzato di fronte alla riforma per Roma Capitale approvata dal Consiglio dei ministri, ma non deve attaccarsi a pretesti assurdi e inconsistenti. Fin dal primo momento abbiamo offerto la massima disponibilità a concertare con Regione e Provincia questa norma e, visto che siamo all'inizio dell'iter di questo provvedimento, c’è tutto il tempo per giungere a una riforma condivisa».
G. Villa