VOTO IN CONDOTTAA un mese dalla riapertura della scuola numerosi sono i temi che hanno fatto e fanno discutere. Uno tra tanti è il voto in condotta come elemento di valutazione e la conseguente bocciatura per chi ha 5. Perché il ritorno del voto? Si assiste da anni ad un incalzante fenomeno di bullismo, basti pensare che nella scuola primaria ne è vittima un alunno su due e uno su tre alla secondaria di primo grado. Reputo segno di profondo rispetto dare un voto sulla condotta dello studente a scuola, su una sua scelta consapevole dell'atteggiamento da avere a scuola verso se stessi, gli altri, l'ambiente e le istitizioni. Che educatori saremmo se non fossimo onesti e attenti verso le scelte degli alunni nel periodo della loro formazione culturale? E' evidente che il "voto in condotta" non risolve il problema, ma perché persistere nell'ererore, nel far finta di niente, nel far passare come normale o meglio "nella norma" un atteggiamento che non lo è? Quale rispetto e attenzione verso la vittima del bullismo?
tratto da www.impegnosociale.eu
Si assiste ormai da anni ad una evidente perdita del senso civico e ad una richiesta, più o meno esplicita, da più fronti sulla necessità di difendere quei principi che sono il fondamento di un vivere civile e di un vivere in "società": la libertà, la legalità, il rispetto dell'altro. Anche il Presidente della Camera dei Deputati, On. Gianfranco Fini, nel suo discorso di insediamento del 29 aprile scorso ribadisce che " I rischi per la nostra libertà sono oggi di tutt'altra natura. L'insidia maggiore viene dal diffuso e crescente relativismo culturale, dalla errata convinzione che libertà significhi assoluta pienezza di diritti e pressoché totale assenza di doveri e finanche di regole. La libertà è minacciata nello stesso momento in cui - come sta avvenendo per alcune questioni - nel suo nome si teorizza una presunta impossibilità di definire ciò che è giusto e ciò che non lo è..... Ed è compito delle istituzioni ed in primis del Parlamento riconoscere e valorizzare il ruolo centrale che, nella difesa della libertà autenticamente intesa, hanno l'educazione dei giovani e la diffusione del sapere, E' nella famiglia e nella scuola, luoghi dove si formano i cittadinidi domani, che nasce, cresce e si diffonde l'ideale della libertà, un ideale che va difeso quotidianamente da un altro pericolo: la progressiva perdita di autorevolezza dello Stato, l'affievolirsi del principio di legalità". E' un dato di fatto che, come la scuola, anche la famiglia oggi ha difficoltà nella gestione dei propri figli. Forse perché la famiglia ha ormai da tempo delegato l'educazione dei figli alla scuola? Forse perché la famiglia sente di non essere più una istituzione valida? Forse perché la famiglia non è sostenuta sufficientemente dalle istituzioni? Sarebbe opportuno che scuola e famiglia si confrontassero sulle comuni difficoltà per affrontare con più responsabilità e coerenza l'emergenza educativa. Teniamo presente che la condotta "è una dimensione essenziale della persona in formazione, che ne evidenzia il livello vero di crescita culturale, umana e civile". E' in questa direzione che scuola e famiglia devono operare per realizzare la loro identità istituzionale.
tratto da www.impegnosociale.eu




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