giovedì, settembre 07, 2006
Monoscopio: Paolo Sollier (Calcio)
Monoscopio: Quando lo Sport era Sport

La politica era un affare serio. Cioè se eri comunista eri comunista vero. Se eri fascista eri fascista vero. Personaggi con idee radicate, lontani da ulivi, maggioranze allargate e barche a vela.
Nel calcio le veline non esistevano, i calciatori erano persone normali con idee altrettanto chiare e con pochi compromessi. Erano uomini insomma.
Comunque la Rai con il fischio odioso del monoscopio ti diceva che era troppo tardi o troppo presto. Tutto è finito…ma vi ricordate di…
PAOLO SOLLIER (CALCIO)
Sollier era compagno di banco di mio padre. Ma non è diventato famoso per quello. E’ degno d’essere ricordato come calciatore e soprattutto come uomo, vero, poco incline ai compromessi e lontano dal sistema.
L’epoca è quella degli anni di piombo. Gesti odierni, come i (gravi) saluti romani di Di Canio e Piller Cotter e le dichiarate simpatie cheguevariane di Lucarelli non sarebbero stati unicamente oggetto di una puntata del Processo, una delle Iene e di qualche blanda protesta in parlamento, per i primi. Sarebbero state considerate dichiarazioni ben più pesanti e ben più gravi. Ebbene in quel periodo difficile Sollier infiammava la folla entrando in campo con il pugno chiuso.
Una chiara dichiarazione d’appartenenza, d’intenti, seguita poi dalla convinta militanza in “Azione Operaia”. Paolo Sollier da Chiomonte, era così.
Si definiva un “Calciatore per caso”, perché in quegli anni, fare il calciatore era una cosa automatica e naturale se ci sapevi fare con il pallone e non un progetto pianificato a tavolino fin dall’infanzia.
Personaggio vero e spigoloso, antipatico per certi versi (si rifiutava di firmare gli autografi), strumentalizzato e banalizzato perché siamo pur sempre in Italia. Chi parlava di “moda” e chi diceva che Sollier entrava in campo per fare proseliti e non il calciatore. In realtà nulla di tutto ciò. Sollier era così. La pensava così. Lo diceva apertamente. Punto e basta.
Di ruolo centrocampista/attaccante, le sue maggiori soddisfazioni le ottiene con il Perugia dei miracoli. Otto gol, nella stagione in cui gli umbri vincono a sorpresa la Serie B, sotto la guida di Castagner e stupendo tutti.
Sollier ha sempre amato scrivere. Il suo primo libro “Calci pugni e sputi in faccia” di cui pubblichiamo la copertina è uno scritto tanto interessante quanto ormai introvabile. A questo libro, ne sono seguiti altri. Sollier fa lo scrittore, apprezzato, dalla critica e fa anche l’allenatore, con risultati non altrettanto soddisfacenti… Vive vicino a Vercelli.
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