

"E' decretato che ogni uomo il quale s'accosta alla setta dei moderati debba smarrire a un tratto senso morale e dignità di coscienza?" G. Mazzini
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E le centinaia di morti nella repressione dei moti popolari scoppiati a Torino nel 1865 dopo la notizia del trasferimento della capitale a Firenze ?
E le centinaia di morti fatte dal generale Bava Beccaris (Beccaris , nomen omen) nel 1899 a Milano , facendo sparare sulla folla di operai che protestavano per le misere condizioni di vita , e chiedevano pane ?
E sono solo i primi due episodi che mi ricordo.....


Certo , potete fare l'ironia su certi "fenomeni".
Ma non dimenticate che se dal Veneto è emigrata tanta gente , ciò si è verificato dopo il 1866 , in modo particolare dopo il 1870.
Prima , in Veneto l'emigrazione era un fenomeno sconosciuto , compresa quella stagionale in Germania , Svizzera o Austria di cui parla Edera sopra.
Emigrazione , povertà , appunto perdita di dignita delle donne cui voi , da bravi terroni , accennate.
Sono state tutte conseguenze dell'unificazione forzata del paese , che ha trasformato città e regioni che erano state floridissime , in prefetture periferiche.
Ti assicuro che se il Veneto avesse potuto conservare un minimo dell'autonomia che aveva quando era Repubblica di San Marco , le serve su cui ironizzate non le avreste viste.


Quella strage, fatta per reprimere il neonato parlamento delle Due Sicilie è poco conosciuta, ma rappresenta l'inzio della fine del Regno.
Dopo la repressione del Parlamento fu chiaro a tutti che Ferdinando II non aveva alcuna intenzione di riformare le istituzioni e di permettere all'intellighentia del Regno, proveniente dai suoi angoli più sperduti, di partecipare al governo dello stato.
Fu forse l'errore più grande di Ferdinando II.
Ultima modifica di ConteMax; 07-05-10 alle 14:05


Sentendo i nostri "vecchi" il governo Austro Ungarico non era poi così negativo.
Non dimentichiamoci , visto che si parla di ferrovie , che quelle esistenti in Veneto vennero costruite dagli Austriaci tra il 1848 e il 1866.
Che gli Austriaci fossero il nemico , lo potevano pensare a Napoli o Roma , ma da quello che leggo , sarebbe stato meglio che avessero pensato a governare in maniera più decente i loro regni , anzichè mandare gente a combattere qui.
Per cui di quei soldati napoletani non me ne frega un emerito cazzo.


intanto, da bravo "terrone del nord", non offendere gli altri ...poi informati su cosa era il veneto poco prima di perdere l'indipendenza per mano di napoleone. Poi soffermati sul dato di fatto che il veneto ha trovato la sua rinascita economia solo sotto l'unita' d'italia (dopo secoli di fame nera) nel periodo repubblicano. Certo all'inizio subi', come le altre popolazioni italiane, il caritatevole "buon governo" di quelli che ora definisci "fratelli padani".
In ultimo ringrazia Guglielmo Pepe e gli altri duosiciliani che combatterono per l'indipendenza di venezia (io lo faccio)
Ultima modifica di venetoimpenitente; 07-05-10 alle 14:16
I "sud tirolesi":"Noi non ci sentiamo padani perché abbiamo un patrimonio genetico basato sulla legalità, sulla convivenza, sul rispetto delle diverse tradizioni culturali purché non lesive della libertà altrui..."


se paragonato al mal governo di stampo piemontese non hai tutti i torti, almeno su questo
intanto , tranne questo episodio, i napoletani avevano un ottimo rapporto con gli austriaci. Tanto è vero che l'indomani dell'unita' d'italia molti andarono a combattere con gli austriaci.
Quelli che invece avevano in odio gli austriaci, con cui si sono scontrati innumerevoli volte, furono proprio quelli che tu definisci "fratelli padani".
la non conoscenza della storia porta all'ingratitudine, ne convengo
Ultima modifica di venetoimpenitente; 07-05-10 alle 14:23
I "sud tirolesi":"Noi non ci sentiamo padani perché abbiamo un patrimonio genetico basato sulla legalità, sulla convivenza, sul rispetto delle diverse tradizioni culturali purché non lesive della libertà altrui..."


Confesso che a parlare con te conoscendoti , provo sempre un senso di fastidio e disgusto.
Però , davanti alle enormità che dici.
1) La Repubblica di San Marco era uno degli stati più floridi d'Europa.Basti pensare alle migliaia di ville che la borghesia mercantile e la nobiltà costruirono nella terraferma , più che nella famosa valle della Loira.
I musei d'Europa sono pieni di oper d'arte di artisti Veneti , e dove c'è miseria non si spendono soldi per pittori , scultori o musicisti.
Dopo l'unità d'italia sono emigrate dalla regione milioni di persone , praticamente in tutto il mondo.
Per dire , oggi ci sono più discendenti Veneti in Brasile che in patria.
Emigrazione era una parola sconosciuta , dato che l'economia della repubblica di San Marco , in parte conservata nel settantennio di dominio Austriaco , somigliava molto a quella attuale , basata sulla piccola impresa e sull'artigianato.
Artigianato , appunto , siamo un Popolo di persone creative e lavoratrici , che sanno anche diventare grandi imprenditori , quando si creano le condizioni.
Fino all'apertura dei mercati negli anni '50 , e la successiva costituzione della CEE , il Veneto venne trattato come area marginale e negletta , che tra l'altro , diversamente dal meridione , non beneficiava di tante iniziative di aiuto ( ma forse è stato meglio così , altrimenti saremmo come loro).


pensa un po' che curioso, quando ti rispondo mi tappo il naso
MUAHAHHAHAHAHHAHAH!
la repubblica di san marco era in una crisi nerissima poco prima di cadere come un castello di carte.
e chi lo nega?
anzi molto spesso ho ricordato che molte migliaia emigrarono nel meridione d'italia pur di avere un tozzo di pane. Dal sud mandavano casse di arance e limoni, come fa l'occidente per i bambini africani, per strapparci dalla pellagra.
Ho sempre ricordato poi il caritatevole comportamento dei "fratelli padani" che ci accolsero a colpi di "terroni del nord".
è stato meglio perchè non sono arrivati le locuste dal nord ovest a drenare risorse e ad aprire cattedrali nel deserto, sono d'accordo
Ultima modifica di venetoimpenitente; 07-05-10 alle 14:48
I "sud tirolesi":"Noi non ci sentiamo padani perché abbiamo un patrimonio genetico basato sulla legalità, sulla convivenza, sul rispetto delle diverse tradizioni culturali purché non lesive della libertà altrui..."