





Se io parlassi di Berlusconi come del Messia avresti ragione. A me basta che non combini grosse cpzate, che diminuisca la spesa pubblica e che non mi metta le mani in tasca. Poi può fare quello che gli pare. La politica non deve entrare più di tanto nella vita dei cittadini, questo è quello che conta veramente. I nuovi Messia li lascio a Voi.




diciamo la verità: le manifestazioni vanno bene, si possono fare, sono partecipate da milioni di persone, soltanto se le fa il sig. b. e i suoi intronati elettori. Diversamente no![]()




La saggezza popolare rispetto alle tue dichiarazioni direbbe :
"A lavà a capa o'ciuccio , pierdi o' tiempo e o's'sapone "
Se una tiritera cantalenante, non fai nulla per dimostrare una tesi che sostieni e ripeti all'infinito poche frasi nel tentativo di farle diventare verità. Mi ricordi qualcuno.
Poche domande
Partendo dai mie post di risposta ai tuoi slogan:
Più capiente San Giovanni o il Circo Massimo? (gli esperti dicono circo massimo)
Quanti raccontavano che ne erano a San Giovanni? (fino a ieri 2.000.000)
A piazze piene, come le erano entrambe, se a San Giovanni 2.000.000 al circo massimo 2.500.000. Non si sfugge
Ancora, allora sono entrambi gli schieramenti che moltiplicano X 13?


EFFETTO CONTESTAZIONI
Governo, primo calo nei consensi
Ma il Pd non ci guadagna
Chi valuta positivamente l'operato dell'esecutivo supera oggi di poco il 40%, a fronte del 60% degli inizi di settembre
La «luna di miele» del Governo con gli elettori è finita? Nessuno può dirlo, ma, certo, il consenso per l'esecutivo guidato da Berlusconi si è notevolmente contratto nelle ultime settimane. In parte, ciò può dipendere dal logoramento solitamente derivante dal tempo trascorso dall'insediamento. In parte, potrebbero aver avuto un effetto, specialmente mediatico, le manifestazioni che hanno connotato di recente il mondo della scuola e dell'università.
Fatto sta che la percentuale di chi dichiara di valutare positivamente l'operato del Governo supera oggi di poco il 40%, a fronte del 60% degli inizi di settembre. E, ciò che è ancora più importante, per la prima volta, la percentuale di chi esprime un giudizio negativo risulta prevalente.
La contrazione della fiducia nell'esecutivo è stata provocata, benché in misura e con modalità diverse, sia dall'elettorato di centrosinistra, sia da quello del centrodestra. In quest'ultimo, ovviamente, i livelli di approvazione sono sempre stati — e rimangono — molto elevati. Ma passano dal 97% rilevato a settembre all'81% registrabile oggi: un decremento relativamente contenuto, ma politicamente assai indicativo. Nello schieramento opposto il fenomeno è altrettanto evidente. A giugno il 35% degli elettori del centrosinistra esprimeva un giudizio positivo per l'operato del Governo. A settembre costoro si erano ridotti al 21%. Oggi sono pari al 12%.
L'opposizione non ha però saputo trarre alcun vantaggio da questo trend. Anche per quest'ultima il consenso risulta in questo periodo fortemente diminuito. Dal 24% di giudizi positivi per l'operato dell'opposizione registrato a luglio, si è scesi al 20% di settembre, al 19% dei primi di ottobre, sino al 16% di oggi. Anche in questo caso, il trend ha riguardato gli elettori di entrambi i poli. L'11% di valutazioni positive per l'opposizione rilevato a settembre tra l'elettorato di centrodestra si è oggi dimezzato, riducendosi al 6%. Ma, quel che è più significativo, il già modesto 36% di giudizi favorevoli all'opposizione emerso agli inizi di settembre tra chi pure aveva votato centrosinistra alle elezioni è divenuto oggi il 29%. In altre parole, l'opposizione gode del consenso di meno di un terzo dei suoi stessi elettori.
Nell'insieme, si assiste dunque ad una vera e propria crisi di fiducia nei confronti di tutti gli attori politici. Che, parallelamente alla crisi economico-finanziaria, ha investito sia il consenso per il Governo (diminuito, come si è visto, in misura più elevata), sia quello per l'opposizione (che ha subito una erosione di minori dimensioni, ma che partiva da un livello complessivo di approvazione assai più modesto). La disistima crescente investe in realtà quasi tutte le istituzioni del nostro sistema, con la significativa eccezione della Presidenza della Repubblica. Per fronteggiare questo fenomeno occorrerebbe un impegno comune di tutte le forze politiche. Ciò che è, ovviamente, assai improbabile.
Renato Mannheimer
26 ottobre 2008
www.Corriere.it
Leggete, signori.


Il governo è in carica da appena sette mesi e la finanziaria è stata varata da anche meno, cosa vuoi che c'entri questo governo con l'aumento del debito pubblico? In più valutare un aumento inerziale e tendenziale senza interventi, come un aumento delle tasse, significa essere in malafede, anche perchè mi dovresti dire QUALI tasse sono aumentate.