Okkei!Originariamente Scritto da nuvolarossa
Sta bene l'incompatibilità.
Che genio 'sto Nucara ...


Okkei!Originariamente Scritto da nuvolarossa
Sta bene l'incompatibilità.
Che genio 'sto Nucara ...


Originariamente Scritto da nuvolarossa
Questa è da premio Oscar.


Ti pare che lo facevano segretario del Pri, al Nucara, altrimenti?Originariamente Scritto da Alexroyal




Gli interessi ed il conflitto
Il tema del conflitto d'interessi è diverso da quello relativo alla regolamentazione televisiva, anche se sono gli interessi in tv di Berlusconi ad averlo scatenato. Si tratta di una questione largamente priva di fondamento, attorno alla quale si gioca una partita che con la trasparenza e la correttezza non ha nulla a che vedere. La democrazia teme gli interessi occulti, quelli nascosti o negati. Mentre tanto gli interessi quanto i conflitti fanno bene alla democrazia. Ma andiamo con ordine.
C'è una vecchia legge che stabilisce la non candidabilità di quanti amministrano concessioni dello Stato. Fu scritta pensando, ad esempio, agli amministratori delle ferrovie. Credo sia una corbelleria equiparare quella condizione (concessione ed azienda dello Stato) con quella in cui si trovano i concessionari televisivi. Ma la legge esiste, e quando Berlusconi si candidò per la prima volta, nel 1994, ci fu chi (Oscar Mammì, per la precisione) lo fece notare. Fu zittito dai fini pensatori della sinistra, convinti che quella candidatura avrebbe portato al disastro l'area moderata. Previsione non propriamente azzeccata, comunque questione archiviata.
In democrazia la rappresentanza degli interessi è una buona cosa. Chi si batte per defiscalizzare la produzione del mais agisce del tutto legittimamente, anche se possiede campi coltivati a mais. E' importante, però, che sia noto. Chi si batte per favorire una determinata scalata bancaria, agisce legittimamente, e se ha partecipazioni bancarie in portafoglio è bene che si sappia. Chi dice “abbiamo una banca”, negando anche di battersi per la conquista della medesima, invece, imbroglia, occulta, inquina. L'elettore ha diritto di sapere chi fa cosa e perché, ma è assurdo pensare che si debba impedire d'occuparsi d'avionica chi possiede azioni di compagnie aeree. I blind trust, ovvero i fondi chiechi ove si depositano i beni di chi governa, servono non a tutelare il mercato, ma a tutelare il loro proprietario dal sospetto di agire occultamente per il proprio tornaconto.
In quanto a Berlusconi, che egli possieda, fra le altre cose, tre televisioni è piuttosto noto, e ieri descrivevo l'errore commesso, in questa materia, dal suo governo. Ma è una questione politica, non da risolversi proibendogli di far politica.
Davide Giacalone
www.davidegiacalone.it
tratto da "Il Portale di Nuvola Rossa"
http://www.nuvolarossa.org/modules/n...p?storyid=2817


Davide Giacalone si è messo in saccoccia 460 milioni di vecchie lire in "consulenze" Fininvest DOPO aver (si fa per dire) scritto la Mammì a quattro mani con Letta (Gianni) e Previti.
Che taccia ...


Errata corrige:Originariamente Scritto da MrBojangles
San Mammì.
Nel '90 passa la legge Mammì, che dovrebbe riordinare il sistema tv con relativi tetti antitrust. La lobby berlusconiana riesce a ottenere che un antitrust che «fotografi» il trust del Cavaliere, il quale potrà tenersi le sue tre reti («legge Polaroid»). Per protesta la sinistra Dc ritira i suoi 5 ministri dal governo Andreotti, che li rimpiazza in una notte. La legge impone alla Fininvest due soli vincoli: cedere il Giornale e le quote oltre il 10% di Tele+1 e Tele+2. Berlusconi li aggira subito, passando il Giornale al fratello Paolo e intestando le quote eccedenti delle pay tv a vari prestanomi. Subito dopo la Mammì, tra il 1990 e il '91, la Fininvest versa tramite All Iberian su due conti svizzeri di Craxi circa 23 miliardi di lire. La Procura di Roma sospetta anche un giro di tangenti al ministero delle Poste in cambio - si sospetta - della Mammì e del piano frequenze.
L'uomo-chiave, secondo l'accusa, è un giovanotto di 34 anni, Davide Giacalone, già segretario del ministro Oscar Mammì, considerato il vero autore della legge sull'emittenza e subito dopo ingaggiato alla Fininvest con una consulenza da 600 milioni.
Finiscono sotto inchiesta anche Gianni Letta e Adriano Galliani: il pm Maria Cordova chiede di arrestarli entrambi, ma il gip Augusta Iannini, moglie di Bruno Vespa si astiene perchè Letta è un «amico di famiglia». Il capo dei gip Renato Squillante passa la pratica a un altro giudice, De Luca Comandini, che respinge entrambe le richieste di cattura. La Iannini verrà sorpresa da una microspia nel bar Tombini, il 21 gennaio '96, in compagnia di Squillante e di Vittorio Virga, avvocato di Giacalone, Letta e Paolo Berlusconi. Ora dirige il ministero della Giustizia. L'inchiesta finisce in un nulla di fatto. Vizzini e Mammì prosciolti dal Tribunale dei ministri. Letta e Galliani dal gip. Giacalone in parte assolto, in parte prescritto. Di recente Mammì ha raccontato una visita del Cavaliere alla vigilia della legge: «Scherzava, faceva battute, cercava di accattivarsi la mia simpatia. Poi mi si inginocchiò davanti e, baciandomi la mano, mi disse: “La prego, ministro, non rovini me e le mie famiglie!”».
Che certe "amenità" del sucitato Davide Giacalone si abbia PERLOMENO il pudore di postarle sul forum delle (appunto) amenità.
Dove resteranno belle in vista e, SOPRATUTTO, non commentate.


Io una differenza la vedo: anzi, ALMENO due.
Giacalone è stato "opportunamente" prescritto (toghe nere?), i soldoni se l'è tenuti tutti ed oggi pontifica su conflitti d'interessi e Gasparri.
"Quelli a cui alludi tu", sono inquisiti, hanno i soldoni sequestrati e non se ne sente parlare da mesi.
Giacalone HA FATTO la Mammì; con la quale il Banana s'è tenuto quello che aveva ed ha spazzato via i possibili concorrenti.
"Quelli a cui alludi tu", non hanno combinato una cippa.


meglio per te. Io il presidente della lega coop che fa il primo ministro e si scrive le leggi che piu' gli aggradano non lo ho ancora visto.
Una cosa e' la rappresentanza di interessi economici, che e' la politica.
Cosa diversa e' andare in prima persona a farseli, gli interessi propri.
Nel primo caso devi rispondere a un tuo elettorato, e devi mettere assieme le varie esigenze.
nel secondo caso rispondi solo al tuo conto in banca, e per "sistemare" gli interessi altrui che danneggi facendoti i propri puoi ricorrere alle casse dello stato.
ad esempio, la Gasparri: con una mano togli un paio di miliardi di ricavi pubblicitari all' editoria su carta, con l' altra fai una legge per cui lo stato la sovvenziona.
la cosa piu' interessante del conflitto di interessi e' che nella legislatura precedente B se l'e' usata a suo beneficio.
Oggi paralizza la CDL per timore che una sua presenza troppo "vivace" metta in crisi i propri interessi personali.
In entrambi i casi e' una turbativa inaccettabile alla vita politica.