Come ambientazione istituzionale propongo l'inizio della II sannitica (senza essere necessariamente in guerra). Come testo a cui ispirarsi liberamente mi rifarei a: "Le istituzioni politiche romane" [Mursia, 1970] di Homo.
Secondo il censimento del 413/414 a.u.c. i (teoricamente) mobilitabili erano 165.000, che per comodità di calcolo si possono tradutte in una popolazione di 660.000 persone, esclusi i peregrini. Con una relativa verosimiglianza si può ipotizzare che un terzo di questi avessero una proprietà inferiore ai 5 iugeri richiesti per la V classe di censo.
Con 165.000 maschi e 165.000 femmine minori di 17 anni, ed altrettanti maggiori. Per una maggiore aderenza agli standard odierni farei iniziare il seniorato a 50 anni, calcolando il 20% dei maggiori di 17 anni come seniores. Per il calcolo delle centurie anticiperei l'ipotesi di Homo riferita alla riforma del 512/511 (?) a.u.c. Pertanto avremmo 290 centurie + 1 centuria di infraclassem, ed eliminando, ai fini del gioco, le 18 centurie equestri, 4 centurie in cui ripartire i 300 Senatori.
Ai fini del gioco, per comodità di calcolo, uno iugero è pari esattamente ad un quarto di ettaro. Stimando il territorio romano di circa 6.000 kmq abbiamo una superficie di 2.400.000 iugeri.
I primi dieci iscritti al gioco potrbbero avere un patrimonio di 1.000 iugeri e di 120.000 assi, oltre a 500 clienti già assegnati.
Fino al 50esimo iscritto gli iugeri potrebbero essere 250 e gli assi 100.000, ed i clienti 100.
Oltre il 50esimo gli iugeri 100, gli assi 100.000 e nessun cliente.
All'interno delle centurie i clienti sono ripartiti in blocchi da dieci unità.
All'iscirizione bisogna dichiarere se si preferisce essere patrizi o plebei e la propria età (possibilmente quella reale!). Dopo i primi dieci iscritti la prorporzione patrizi/plebei non può essere superiore di uno a quattro.
Il meccanismo del gioco sarà spiegato successivamente.




