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    Predefinito Cameron promette, meno immigrazione e più devolution



    La destra di Cameron, "local" e rigorosa sull'immigrazione


    Un approccio molto rigoroso riguardo l'immigrazione, sia regolare sia clandestina, e una svolta "localistica" coraggiosa. È quanto emerge esaminando il programma con cui i conservatori britannici guidati da David Cameron si presentano alle elezioni generali del 6 maggio sotto due punti di vista molto dibattuti nel centrodestra italiano: immigrazione e federalismo. Va premesso che nella legislazione del Regno Unito il reato di immigrazione clandestina è previsto dal 1971. Commette il reato chi entra nel Paese in violazione di un provvedimento di espulsione o senza un titolo di ingresso, oppure chi si trattiene oltre la validità del suo permesso di soggiorno o non rispetta le condizioni alle quali è stato rilasciato. È previsto un giudizio con rito abbreviato e come pena la detenzione fino a sei mesi, un'ammenda, o entrambe. Per comprendere quale sia l'impianto condiviso sul tema dell'immigrazione da cui poi le posizioni politiche divergono, basti considerare che nessuno dei tre candidati premier in Gran Bretagna, né il laburista Brown, né il lib-dem Clegg, né tantomeno il conservatore Cameron, propone di abolire il reato di immigrazione clandestina. Il primo ministro Brown si vanta di aver ridotto il numero degli ingressi regolari nel Paese. In Gran Bretagna non basta avere un lavoro per ottenere il permesso di soggiorno, può entrare nel Paese solo chi ha le specifiche professionalità indicate dal governo. E comunque, il premier uscente ha promesso un giro di vite: "Stiamo gradualmente riducendo il numero di specializzazioni per le quali abbiamo bisogno di persone che vengono da fuori, così che cuochi o operatori sociali in futuro non verranno dall'estero ma saranno formati in Gran Bretagna".

    Rispetto all'avversario laburista, Cameron assicura un approccio ancor pù stringente. Nel loro manifesto elettorale i conservatori riconoscono che "l'immigrazione ha arricchito la nostra nazione negli anni" e si impegnano ad "attrarre le persone migliori e più brillanti che possono fare davvero la differenza per la nostra crescita economica". Tuttavia, dicono i conservatori, "oggi l'immigrazione è troppo elevata e dev'essere ridotta. Non abbiamo bisogno di attrarre gente per fare lavori che potrebbero essere svolti da cittadini britannici, con l'adeguata formazione e sostegno". Nel suo programma, dunque, Cameron promette esplicitamente con le sue politiche di ridurre l'immigrazione - quella regolare - ai livelli degli anni '90, cioè nell'ordine delle decine di migliaia di ingressi l'anno invece che delle centinaia di migliaia come durante i governi Labour. Per riuscirci, propone di introdurre un "tetto" annuo, da fissare prendendo in considerazione "l'impatto sui servizi pubblici e le comunità locali", al numero di extracomunitari cui consentire di vivere e lavorare nel Regno Unito - limite da rivedere ogni anno alla luce degli effetti dell'immigrazione sulla società; inoltre, di limitare l'accesso a "coloro i quali sono in grado di portare del valore aggiunto all'economia". Contro gli immigrati clandestini e il traffico di esseri umani propone di schierare una polizia di frontiera ad hoc.

    Propone inoltre di inasprire le regole per il rilascio di visti per motivi di studio, "al momento il buco più grande nel nostro sistema di controlli". In particolare, pensa di far pagare una "cauzione" agli studenti stranieri che si iscrivono a "istituti nuovi o non registrati", che verrebbe restituita loro quando lasciano il Paese al termine del ciclo di studi; ritiene che gli studenti stranieri debbano provare di avere i mezzi finanziari per sostenersi nel Regno Unito; e inoltre propone di richiedere agli studenti di lasciare comunque il Paese e presentare una nuova domanda se vogliono iscriversi ad un altro ciclo di studi o iniziare a cercare lavoro. Ma i Tories assicurano di voler promuovere anche l'"integrazione" degli immigrati nella società britannica, ritenendo che "ciascuno che entri in questo Paese deve essere pronto ad abbracciare i nostri valori e a divenire parte della propria comunità locale". Per questo, prevedono di introdurre un esame di lingua inglese per chiunque arrivi nel Regno Unito per sposarsi. I conservatori britannici si interrogano anche su come rendere più efficiente il diritto d'asilo, in modo da continuare a garantirlo a chi ne ha davvero i titoli, ma da poter respingere chi non ne ha ma spesso riesce a rimanere per mesi sul territorio britannico grazie alle lungaggini burocratiche necessarie per l'esame della sua richiesta.

    Uno dei punti su cui il programma di David Cameron è più innovativo, in particolare rispetto alla stessa tradizione conservatrice, è sulle autonomie locali, tanto che nel suo endorsement al candidato tory l'Economist annota: "Centralisti sotto Margaret Thatcher, i conservatori ora vogliono devolvere potere a funzionari pubblici eletti localmente, inclusi sindaci e capi della polizia". In effetti, nel contesto del sistema istituzionale del Regno Unito, sottoposto a secolari spinte centrifughe, e rispetto alla loro tradizione politica, è molto alto il grado di "devoluzione" che i conservatori di Cameron vorrebbero riconoscere alle comunità locali. E persino nei confronti di Irlanda del Nord e Scozia è in corso un processo di autocritica: "Abbiamo sbagliato ad opporci alla devoluzione", è stato il recente mea culpa rivolto dal leader tory agli scozzesi. Nel loro manifesto elettorale scrivono: "Negli ultimi 40 anni, governi di ogni colore si sono resi responsabili di aver indebolito i governi locali", ma questa "graduale centralizzazione è stata drasticamente accelerata durante i governi Labour". Il "controllo burocratico ha sostituito la responsabilità democratica". I tories promettono quindi di "devolvere" poteri e accrescere la responsabilità delle comunità locali: "Renderemo la politica più locale, più trasparente e più responsabile", trasferendo "agli individui e ai governi locali molto più potere dallo Stato", "permettendo alle comunità di prendere il controllo di servizi pubblici vitali".

    "Daremo ai governi locali democraticamente responsabili - si legge nel programma - poteri molto più ampi per migliorare le vite dei loro cittadini": attribuendo ai "consigli locali" un "generale potere di intervento" in modo che abbiano "l'esplicita autorità di agire per migliorare le loro comunità senza essere ostacolati dall'assenza di una specifica legislazione a supporto della loro azione"; "ponendo fine al 'ring-fencing', cosicché quel finanziamento possa essere speso su priorità locali"; "incoraggiando un maggiore uso dei bilanci da parte degli assessori". "La grandi decisioni - concludono i conservatori - dovrebbero essere prese da chi è responsabile democraticamente, non da lontane e costose autorità indipendenti".

    il VELINO - La destra di Cameron, "local" e rigorosa sull'immigrazione - Agenzia Stampa Quotidiana Nazionale


    carlomartello
    Ultima modifica di carlomartello; 07-05-10 alle 08:25

  2. #2
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    Predefinito Rif: Cameron promette, meno immigrazione e più devolution

    Elezioni Uk 2010: 269 seggi ai tories, 214 ai laburisti (554 sez. su 650)

    Elezioni Regno Unito 2010. I conservatori sono a meno di sessanta seggi dalla maggioranza assoluta quando ne devono essere assegnati ancora 96. Ne hanno già guadagnati ottantatre rispetto alle precedenti elezioni, mentre i laburisti ne hanno persi 76. Ai Tories al momento sono stati assegnati 269 seggi, contro i 214 dei laburisti. La maggioranza si ottiene con 326 seggi. Perdono seggi anche i liberali di Nick Clegg, alla faccia dei sondaggi. Al momento ne hanno ottenuti 46, e ne hanno già persi sette rispetto al 2005.
    Sei seggi sono stati confermati allo Scottish National Party, guadagna un seggio, al momento ne ha tre il Plaid Cymru, il partito del Galles. Nessun seggio al British National Party.

    Flash news - Elezioni Uk 2010: 269 seggi ai tories, 214 ai laburisti (554 sez. su 650) | Sabato Sera Online | L'informazione s-confinata


    carlomartello

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    Predefinito Rif: Cameron promette, meno immigrazione e più devolution

    Cameron presenta la riforma del welfare e dichiara ufficialmente conclusa l'era dei sussidi

    di Nicol Degli Innocenti

    Cameron presenta la riforma del welfare e dichiara ufficialmente conclusa l'era dei sussidi - Il Sole 24 ORE

    LONDRA - L'era dei sussidi è finita. Una vita alle spalle dello Stato non sarà più possibile: lo ha garantito il premier britannico David Cameron presentando oggi la nuova legge sul Welfare. La riforma avviata dal Governo di coalizione è la più radicale in oltre sessant'anni di Stato sociale e prevede l'eliminazione del complesso sistema di sussidi, rimborsi e benefit a favore di un sussidio unico universale che entrerà in vigore nel 2013.

    Lo Stato conta così di risparmiare 5,5 miliardi di sterline nei prossimi quattro anni ma soprattutto, ha detto il premier, "vuole cambiare la cultura". L'obiettivo è modificare la situazione paradossale per cui per oltre 5 milioni di inglesi del tutto dipendenti dai sussidi statali allo stato attuale è più conveniente non lavorare dato che gli aiuti sono più generosi di molti stipendi.
    "Il sistema dei sussidi ha creato una cultura di dipendenza, - ha detto il premier, - ma non posso credere che ci siano cinque milioni di persone che sono pigre, non hanno voglia di lavorare e non hanno alcun interesse a migliorare le condizioni di vita loro e delle loro famiglie. "Secondo il Governo la riforma porterà un milione di persone a "uscire dalla trappola della povertà" e a trovare lavoro, guadagnando almeno 25 sterline alla settimana in più rispetto al sussidio di disoccupazione. Mentre ora alcune famiglie abili nello sfruttare il sistema ricevono decine di migliaia di sterline, il tetto massimo di aiuti statali verrà ridotto a 26mila sterline all'anno per famiglia.

    "La cultura della responsabilità si è perduta, - ha detto Cameron. – Lo si vede nel numero di persone che si danno malate quando possono lavorare o nei disoccupati che rifiutano tutte le offerte di impiego." Chi non accetta il lavoro che gli viene offerto rischia di perdere il sussidio di disoccupazione per tre anni. Lo Stato inoltre, ha avvertito il premier, diventerà più efficiente e più rigoroso nei controlli, sia sui lavoratori in permesso malattia che sui disabili e le persone che ricevono sussidi di invalidità per accertarsi che davvero non siano in grado di lavorare. Cambia anche la terminologia: il sussidio di invalidità diventa ora il "contributo all'indipendenza personale".

    In seguito alle critiche però il Governo ha fatto marcia indietro sulla proposta di ridurre del 10% i rimborsi per l'affitto per chi è disoccupato da più di un anno. Nelle intenzioni di Cameron la misura sarebbe stata un incentivo ulteriore a cercare lavoro, ma è stata definita ‘crudele' e ‘punitiva'. L'opposizione laburista ha avvertito dell'impatto sociale devastante della riforma del welfare, mentre Brendan Barber, segretario generale del Trades Union Congress, ha commentato che "la disoccupazione di lungo corso non è raddoppiata perchè improvvisamente sono aumentati gli scrocconi che non hanno voglia di lavorare, ma come risultato inevitabile di politiche economiche basate su tagli che distruggono la crescita."

    17 febbraio 2011
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

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    Predefinito Rif: Cameron promette, meno immigrazione e più devolution

    Gran Bretagna. Lotta alla burocrazia, più poteri agli enti locali, progetti sociali finanziati dalle banche

    «Big Society sogno e necessità»

    La ricetta Cameron: tagli alla spesa e meno intervento dello stato



    15 febbraio 2011
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

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    Predefinito Rif: Cameron promette, meno immigrazione e più devolution

    Cameron: l'era dei sussidi è finita

    di Nicol Degli Innocenti

    Cameron: l'era dei sussidi è finita - Il Sole 24 ORE

    LONDRA - Peter e Claire Davey sono sposati dal 1998, vivono in Galles e hanno otto figli, la prima di dodici anni e l'ultimo di pochi mesi. Lei non ha mai lavorato, lui ha smesso quasi dieci anni fa, ma non hanno problemi ad arrivare alla fine del mese. La famiglia Davey infatti riceve un totale di 61mila sterline all'anno tra sussidi e indennità statali e vive gratis in una casa popolare con quattro camere da letto. In salotto c'è una tv del diametro di un metro e il decoder Sky, per tenere buoni i pargoli. Parcheggiati davanti casa una monovolume Mercedes e un minibus con undici posti.

    «Quando abbiamo messo su famiglia mi sono reso conto che non aveva senso lavorare dato che avrei incassato di più con i sussidi», spiega candidamente Peter, che ha 35 anni. «Sono più ricco da disoccupato». Claire sottolinea che Peter sarebbe pronto a lavorare, ma solo a «patto di guadagnare abbastanza da mantenere il nostro tenore di vita».

    La vita però non sarà più la stessa per Peter e Claire: parola di David Cameron. Il premier britannico ieri ha presentato la legge di riforma del welfare che punta proprio a sradicare il «sistema perverso» che ha stravolto le abitudini degli inglesi «non solo permettendo loro di non lavorare ma incoraggiandoli a non lavorare». L'era dei sussidi, ha promesso Cameron, è finita. Non sarà più possibile vivere alle spalle dei contribuenti.

    Sono oltre 5 milioni gli inglesi del tutto dipendenti dai sussidi statali per i quali, come nel caso di Peter, conviene non lavorare. «Il sistema - ha detto il premier - ha creato una cultura di dipendenza».
    Quando è stato introdotto dopo la seconda guerra mondiale, ha spiegato Cameron, un senso di decoro impediva agli inglesi di chiedere soldi a meno che non ne avessero davvero bisogno, ma decenni di abitudine hanno eroso «la cultura collettiva della responsabilità», portando ai paradossi attuali e all'abuso sistematico del sistema da parte di alcuni.

    «Non posso credere che ci siano cinque milioni di persone pigre, che non hanno voglia di lavorare e non hanno alcun interesse a migliorare le condizioni di vita loro e delle loro famiglie», ha detto il premier, e per questo il governo aiuterà tutti a trovare un impiego che paghi almeno 25 sterline in più del sussidio di disoccupazione. «Il lavoro non sarà mai più la scelta meno redditizia, faremo in modo che il lavoro renda», ha promesso Cameron.

    Quella presentata ieri è la riforma più radicale in oltre sessant'anni di stato sociale e prevede l'eliminazione del complesso sistema di sussidi, rimborsi, indennità e benefit a favore di un sussidio unico universale che entrerà in vigore nel 2013. Per evitare casi come quello dei Davey, il tetto massimo di aiuti statali varrà ridotto a 26mila sterline all'anno per famiglia. E il lavoro non sarà più un optional: chi rifiuta le offerte di impiego perderà il sussidio di disoccupazione per tre anni. Lo stato conta così di risparmiare 5,5 miliardi di sterline nel corso della legislatura. Il welfare costa 90 miliardi di sterline all'anno.

    Non ci sono solo i disoccupati nel mirino del governo, ma anche i lavoratori dalla malattia facile, che costano 150 milioni di giornate lavorative perdute ogni anno, in media sei giorni per ogni lavoratore. Lo stato diventerà più efficiente e più rigoroso nei controlli, sia sui dipendenti in permesso malattia che sui disabili e le persone che ricevono sussidi di invalidità per accertarsi che davvero non siano in grado di lavorare. La riforma è «dura e radicale, ma giusta. Giusta per tutti, anche per chi paga le tasse. Chi può lavorare deve lavorare, ma aiuteremo sempre chi davvero non può», ha detto Cameron. Cambia anche la terminologia: il sussidio di invalidità diventa ora il "contributo all'indipendenza personale".

    L'opposizione laburista e vari enti di beneficenza hanno avvertito ieri che la riforma del welfare colpirà i più deboli e avrà un impatto sociale devastante. Il ministro del Lavoro-ombra Stephen Timms ha sottolineato che «il problema è che non ci sono posti di lavoro per i disoccupati perché non c'è lavoro per nessuno». Brendan Barber, segretario generale del Trades Union Congress, ha commentato che «la disoccupazione di lungo corso è raddoppiata non perché improvvisamente sono aumentati gli scrocconi che non hanno voglia di lavorare, ma come risultato inevitabile di politiche economiche basate su tagli che distruggono la crescita».

    In seguito alle critiche però il governo ha fatto marcia indietro sulla proposta di ridurre del 10% i rimborsi per l'affitto per chi è disoccupato da più di un anno, eliminandola dal testo di legge. Nelle intenzioni di Cameron la misura sarebbe stata un incentivo ulteriore a cercare lavoro, ma i critici l'hanno definita "crudele" e "punitiva".

    18 febbraio 2011
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  6. #6
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    Predefinito Rif: Cameron promette, meno immigrazione e più devolution

    Britannici Terroni.
    Bisogna adattarsi al presente, anche se ci pare meglio il passato.

  7. #7
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    Predefinito Rif: Cameron promette, meno immigrazione e più devolution

    Non penso sarà sufficiente a salvare la Gran Bretagna dal declino nel quale è entrata ormai da qualche decennio.
    La cura Tatcher aveva arrestato la marcia verso il basso, ma ora che si sono avviati al gran trotto verso la fine, dubito che gli Inglesi sappiano rimettersi in riga.
    Specie considerando che sono terra di immigrazione selvaggia e colonizzazione islamica ormai da troppo tempo.
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