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Discussione: E si comincia...

  1. #51
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    Predefinito 10 in condotta

    Evidentemente la Gelmini ha toccato un nervo scoperto.
    Se i genitori non sanno o non possono insegnare la buona educazione, la civile condotta e la conoscenza della legge base del nostro Paese, è solo la scuola che deve intervenire.
    Prima che non sia tropopo tardi.
    I volgari "casini" visti e rivisti nelle piazze italiane in questi giorni sono l'amaro frutto prodotto da una "scuola" incapace.

    saluti

  2. #52
    Dai che non c'ho tempo
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    Dal dire al fare… Scritto da Marco Cavallotti giovedì 30 ottobre 2008
    Sono passati i tre mesi della luna di miele, sono passati i tempi in cui le dichiarazioni bastavano per riempire di speranze gli Italiani non legati al sistema corporativo assistenziale; e ora di fronte ai fatti – che spaventano assai più delle parole, nella loro concretezza tanto estranea al tran tran politico nostrano – l'Italia dei garantiti e degli assistiti si ribella. I più esposti sono ovviamente Brunetta e la Gelmini, che hanno osato proporre concretamente e magari perfino far approvare provvedimenti che, seppure parziali e da completare con altre norme ben più pesanti da digerire, già scuotono dalle fondamenta un sistema ben collaudato di connivenza e di silenzio consociativo. Il ministro Brunetta, galvanizzato dal successo riscosso fra gli elettori, vorrebbe che anche i magistrati, come tutti i pubblici funzionari, fossero tenuti a un orario di ufficio. Inaudito! La Gelmini ha ottenuto la conversione in legge di norme che, pur non essendo risolutive, danno un segno e un senso chiaro alla sua direzione di marcia per la nostra scuola. Per l'Italia ancorata ai vecchi schemi dell'opposizione e alla logica della spesa incontrollata a carico degli eredi e dei discendenti, è troppo. Ed ecco le prime discese in piazza, mentre già qualcuno evoca spettri desunti dall'esperienza del '68: anche lì era cominciata con modi e toni quasi civili, anche lì all'inizio erano solo ragazzi delle università che mescolavano richieste di aggiornamento didattico a vaghe pretese rivoluzionarie. Le cose sono andate come poi si è visto grazie alla connivenza di alcuni gruppi politici e sindacali e a un clima di instabilità e di mancanza di fermezza e univocità nella linea e nelle intenzioni del governo.
    Se si decide – giustamente – di por mano a riforme necessariamente dolorose, le manifestazioni di piazza, le derive populiste e genericamente protestatarie di questa opposizione – quando non l'appoggio nemmeno troppo segreto a iniziative eversive, come avvenne quarant'anni fa – sono da mettere in conto. L'importante per la maggioranza è sapere quel che si fa, e volerlo fare fino in fondo. E che lo sappiano con chiarezza tutti i partiti membri dell'alleanza di governo: per rompere un fronte non serve nemmeno essere di diversa opinione sui contenuti dei provvedimenti; basta tentennare intorno a ipotetiche trattative, a confronti, a defatiganti "dialoghi" con la controparte. Proprio come sta avvenendo oggi per il Cai, erede della parte "sana" – si fa per dire – di Alitalia, dove la politica sindacale continua a fare come se i danari gettati e il tempo fossero variabili indipendenti rispetto ai risultati, e nessuno ha ancora avuto il coraggio di dire basta.
    Il pericolo di impantanamento per mancanza di coraggio e di determinazione nel perseguimento degli obiettivi è sempre presente, e le tentazioni di rompere il fronte in vista di vantaggi particolari, magari in prossimità delle amministrative e delle europee, può essere forte, soprattutto in un partito che non ha ancora completato la conversione da destra sociale a destra liberale. Ecco dunque sempre presente il pericolo che si trasformi l'intero Paese in una sorta di grande Alitalia, già fallita e non ancora chiusa, già riformata e ancora legata ai bolsi rituali compromissori pretesi da alcune migliaia di privilegiati che godono di diritti e trattamenti inavvicinabili per la stragrande maggioranza degli Italiani: una vera vergogna. Stiamo per affrontare una sfida difficile e dura, dalla quale dipende il destino di tutti noi.
    Così – lo percepiscono un po' tutti – mentre la popolarità del leader sale, perché ha parlato e parla di provvedimenti generali e di interventi che sono sufficientemente astratti per risultare alla maggioranza giusti e opportuni –, l'appeal dei singoli ministri scende, perché essi sono necessariamente chiamati a prendere provvedimenti concreti, che toccano persone precise e categorie ben definite. E fra il dire e il fare, appunto, soprattutto in Italia…
    Mai come in questo caso è necessaria la parola e il sostegno di colui che viene considerato il capofila, di quello che ha dato il la ed ottenuto i consensi. Vien da citare in questi casi, al solito, il generale De Gaulle – che bloccò le piazze con il suo famoso «la chienlit est terminée» –; e la Thatcher cancelliere di ferro, e lo stesso Giolitti nell'Italia di inizio '900, che seppero tener ferma la barra nella tempesta, ignorando le reazioni spesso violente. Più in piccolo, riuscirà Berlusconi a tirare diritto, a difendere i suoi ministri e spronarli perché accelerino? Solo quando il disegno apparirà chiaro potrà dire di aver vinto.

    http://www.legnostorto.com/index.php...=view&id=23244

  3. #53
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    Citazione Originariamente Scritto da tolomeo Visualizza Messaggio
    anche un undicenne saprebbe cliccare su questo

    http://www.webometrics.info/premierleague.asp

    e vedere se ci trova la propria università.

    tu, la tua, la trovi?
    No, ma la MIA Università, additata come diplomificio:

    1) NON FA Esami a crocette (tranne il Laboratorio di Informatica, accipuffa che regaloni)

    2) Ha 4 campus

    3) Ha 1 sola sede staccata per un corso di laurea che c'è praticamente solo da noi in tutto il centro Italia

    4) Investe tutto il suo 5 per mille in ricerca

    5) Fa joint ventures col privato molto redditizie e innovative, che fruttano il 10% del bilanciopiù il 20% di tasse (lo Stato copre il restante 70, contro la qota massima garantita dell'80%).

    6) Dà ai suoi ricercatori il controllo dei propri progetti

    7) Offre più di 200 borse di studio su 3000 iscritti

    8) Tiene le tasse basse

    9) Incentiva pesantemente l'internazionalizzazione, con corsi di lingua gratuiti in 4 lingue straniere, interi corsi fatti in inglese, convenzioni con la CINA

    10) Assieme a Trento è l'UNICA università italiana ad avere un bilancio trasparente, fatto tramite il rendiconto di tipo economico-patrimoniale

    11) Ha un passivo per ammortamento di soli 117 000 euro che a parità di stanziamenti si riduce in 6 anni a 0.

    12) Spende per gli stipendi l'83,7%, contro la quota del 90% indicata dal Ministero

    13) Mi assicura due sessioni di esame, ogni tre mesi

    14) Mà dà la possibilità di lavorare in Ateneo e mettere da parte qualche soldo

    15) Ha una delle POCHISSIME SUL TERRITORIO NAZIONALE scuole di specializzazione in diritto civile

    Poi non è la Bocconi, non ha contatti con le megauniversità, ma è una Università seria e che mi offre una buona formazione a costo contenuto in vista della specialistica.

    Eppure nel 2010 grazie a questi tagli rischia la chiusura perchè è un piccolo centro (lo ricordo a tutti, nell'ultima graduatoria del Sole 24 Ore era indicata come la migliore delle piccole università, e in classifica aggregata era alla pari con BOLOGNA- dove, appunto, l'esame di Diritto Privato si fa a crocette, io mi sono sorbito due esami orali full contact col professore).


    Quindi sì, se permetti mi incazzo, e manifesto, perchè, anche se a settembre dovrei avere l'agognata laurea, vedere MORIRE UNA UNIVERSITA' CHE ESISTE DAL 1336 PERCHE' NON ABBIAMO ABBASTANZA ISCRITTI E TENIAMO BASSE LE TASSE (come se il numero di studenti all'interno delle classi fosse un fattore di qualità, lo sanno anche i sassi che troppi studenti rallentano lo studio, e infatti le Università private prestigiose hanno il numero chiuso - oddio ce l'hanno anche quelle patacca come la LUISS ma è un altro discorso) E' INACCETTABILE.

  4. #54
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    Citazione Originariamente Scritto da tolomeo Visualizza Messaggio
    anche un undicenne saprebbe cliccare su questo

    http://www.webometrics.info/premierleague.asp

    e vedere se ci trova la propria università.

    tu, la tua, la trovi?
    Consiglio http://www.webometrics.info/rank_by_...asp?country=it piuttosto, è molto più semplice.

    Comunque quello è un ranking della presenza sul web delle varie università, non della qualità accademica... che è misurata, ad esempio, da http://www.arwu.org/rank2008/EN2008.htm
    Come criteri usano: il numero di allievi che hanno vinto premi nobel o medaglie fields, il numero di docenti che hanno vinto premi nobel o medaglie fields, la quantità di citazioni in 21 campi diversi, il numero di articoli su Nature e Science, il numero di articoli nello Science Citation Index e nel Social Science Citation Index, e infine una "per capita performance", che desumo essere il numero di articoli pubblicati.

    C'è qualche stranezza, ad esempio:
    - la Normale finisce piuttosto in basso perché (anche data la taglia ridotta, immagino) non ha premi nè pubblicazioni su Nature e Science
    - i criteri sembrano escludere corsi di studio come Giurisprudenza o Lettere, quindi prevedo che gli atenei rinomati per quei corsi di laurea finiscano più in basso di quanto non siano davvero (non ho la minima idea di quali atenei siano buoni per tali corsi di laurea, pertanto uso la parola "prevedo")
    There is no calamity greater than lavish desires.
    There is no greater guilt than discontentment.
    And there is no disaster greater than greed.

    Lao-Tzu

  5. #55
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    Citazione Originariamente Scritto da Manfr Visualizza Messaggio
    No, ma la MIA Università, additata come diplomificio:

    1) NON FA Esami a crocette (tranne il Laboratorio di Informatica, accipuffa che regaloni)

    2) Ha 4 campus

    3) Ha 1 sola sede staccata per un corso di laurea che c'è praticamente solo da noi in tutto il centro Italia

    4) Investe tutto il suo 5 per mille in ricerca

    5) Fa joint ventures col privato molto redditizie e innovative, che fruttano il 10% del bilanciopiù il 20% di tasse (lo Stato copre il restante 70, contro la qota massima garantita dell'80%).

    6) Dà ai suoi ricercatori il controllo dei propri progetti

    7) Offre più di 200 borse di studio su 3000 iscritti

    8) Tiene le tasse basse

    9) Incentiva pesantemente l'internazionalizzazione, con corsi di lingua gratuiti in 4 lingue straniere, interi corsi fatti in inglese, convenzioni con la CINA

    10) Assieme a Trento è l'UNICA università italiana ad avere un bilancio trasparente, fatto tramite il rendiconto di tipo economico-patrimoniale

    11) Ha un passivo per ammortamento di soli 117 000 euro che a parità di stanziamenti si riduce in 6 anni a 0.

    12) Spende per gli stipendi l'83,7%, contro la quota del 90% indicata dal Ministero

    13) Mi assicura due sessioni di esame, ogni tre mesi

    14) Mà dà la possibilità di lavorare in Ateneo e mettere da parte qualche soldo

    15) Ha una delle POCHISSIME SUL TERRITORIO NAZIONALE scuole di specializzazione in diritto civile

    Poi non è la Bocconi, non ha contatti con le megauniversità, ma è una Università seria e che mi offre una buona formazione a costo contenuto in vista della specialistica.

    Eppure nel 2010 grazie a questi tagli rischia la chiusura perchè è un piccolo centro (lo ricordo a tutti, nell'ultima graduatoria del Sole 24 Ore era indicata come la migliore delle piccole università, e in classifica aggregata era alla pari con BOLOGNA- dove, appunto, l'esame di Diritto Privato si fa a crocette, io mi sono sorbito due esami orali full contact col professore).


    Quindi sì, se permetti mi incazzo, e manifesto, perchè, anche se a settembre dovrei avere l'agognata laurea, vedere MORIRE UNA UNIVERSITA' CHE ESISTE DAL 1336 PERCHE' NON ABBIAMO ABBASTANZA ISCRITTI E TENIAMO BASSE LE TASSE (come se il numero di studenti all'interno delle classi fosse un fattore di qualità, lo sanno anche i sassi che troppi studenti rallentano lo studio, e infatti le Università private prestigiose hanno il numero chiuso - oddio ce l'hanno anche quelle patacca come la LUISS ma è un altro discorso) E' INACCETTABILE.
    Pazienza, se chiude dormiremo lo stesso. Se poi non chiude come succederà (mi pare che ci dovevano cacciare dall'Europa a causa di Berlusconi ma non è avvenuto...) vuol dire che siete al solito catastrofisti.

  6. #56
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    Citazione Originariamente Scritto da Skepto Visualizza Messaggio
    Consiglio http://www.webometrics.info/rank_by_...asp?country=it piuttosto, è molto più semplice.

    Comunque quello è un ranking della presenza sul web delle varie università, non della qualità accademica... che è misurata, ad esempio, da http://www.arwu.org/rank2008/EN2008.htm
    Come criteri usano: il numero di allievi che hanno vinto premi nobel o medaglie fields, il numero di docenti che hanno vinto premi nobel o medaglie fields, la quantità di citazioni in 21 campi diversi, il numero di articoli su Nature e Science, il numero di articoli nello Science Citation Index e nel Social Science Citation Index, e infine una "per capita performance", che desumo essere il numero di articoli pubblicati.

    C'è qualche stranezza, ad esempio:
    - la Normale finisce piuttosto in basso perché (anche data la taglia ridotta, immagino) non ha premi nè pubblicazioni su Nature e Science
    - i criteri sembrano escludere corsi di studio come Giurisprudenza o Lettere, quindi prevedo che gli atenei rinomati per quei corsi di laurea finiscano più in basso di quanto non siano davvero (non ho la minima idea di quali atenei siano buoni per tali corsi di laurea, pertanto uso la parola "prevedo")
    Se pensi che il Nobel l'hanno dato a Dario Fo e non al Prof. Gabibbo ti viene qualche dubbio sui parametri che usa questo sito?

  7. #57
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    Citazione Originariamente Scritto da Vecchio Van Visualizza Messaggio
    Se pensi che il Nobel l'hanno dato a Dario Fo e non al Prof. Gabibbo ti viene qualche dubbio sui parametri che usa questo sito?
    Guarda... mi pare che in campi come la fisica e la chimica ci sia ben poco da discutere (e ti assicuro che la Fields, per la matematica, di certo non la danno a muzzo).
    Però se vuoi i dati sono dettagliati, puoi ricalcolare tutto riferendoti alle sole pubblicazioni e/o citazioni escludendo questo parametro. C'è pure la versione come foglio Excel, quindi puoi farlo fare in automatico.
    There is no calamity greater than lavish desires.
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    And there is no disaster greater than greed.

    Lao-Tzu

  8. #58
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    Domandina:
    supponiamo che almeno alcuni dei forumisti siano studenti in procinto di andare all'università.
    Questa istituzione oggi si basa dal punto di vista amministrativo e in parte didattico su lavoratori con contratti a termine.
    Il decreto Gelmini,che riforma non è,stabilisce che questi contratti non saranno rinnovati.
    Siete in grado di valutare le conseguenze dal punto di vista pratico?
    Altra domandina:
    se gli sperchi nella pubblica istruzione esistono perchè non si perseguono?
    E' forse sbagliato aspettarsi dal ministro dell'istruzione la gestione del ministero che dirige?
    Vi piace tanto l'idea dell'imprenditore che gestisce lo stato.
    Esiste una sola azienda seria che in caso di difficoltà economica opera tagli orizzontali senza preoccuparsi di salvare(se non incentivare) i reparti piu' produttivi?
    Esiste una logica in tutto questo?
    Chi oggi butta via 10 domani butterà magari via 6 ma sempre butterà via finchè un ministro che abbia voglia di lavorare non si sieda e analizzi il sistema nel complesso,perchè non ditemi che operare i tagli previsti è il frutto di uno studio.

  9. #59
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    Bravo Pansa,mi sa che comprerò il Riformista e leggerò un pò meno Libero che già leggo a giorni alterni perchè si sta guastando con la mania di parlare ogni giorni di Berlusca e di Veltroni in tutte le salse.
    Penso che Pansa abbia ragione nel suo pessimismo che si concilia con il mio .
    I giovani che sbraitano scomposti per le vie e piazze non sono solo quelli tratteggiati dalla penna del giornalista ma sono anche la generazione che non comprende che la scuola non è un problema di finanziamenti ma un'opportunità per i ragazzi che comprendono che lì si deve imparare e che gli stipendi dei proff.non sono un loro problema ma la loro capacità professionale che si esplica solo se i proff.non sono dei falliti che si rivalgono sui bambini già alle elementari e se li prendono in ostaggio per difendere i loro privilegi mal pagati ,ma pagati puntualmente ogni mese ,che sono le miserie d'italia.(in minuscolo).

 

 
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