Roma. Se il CaW è destinato a ricostituirsi, sarà questa settimana a rivelarlo. Arriva nelle aule parlamentari una vagonata di
provvedimenti attraverso i quali gli osservatori potranno giudicarne la ripresa. Il decreto Gelmini sulla scuola, il pacchetto sicurezza, la legge elettorale europea, il dl sui fondi agli enti locali, il ddl per il federalismo fiscale e i provvedimenti contro la crisi (con 11 emendamenti “propositivi” e dialoganti
del Pd).
Non bastasse, c’è lo stallo alla Vigilanza Rai.
Pdl e Lega hanno i numeri per fare da soli, ma nella coalizione sono in tanti – l’asse Bossi-Tremonti e il plenipotenziario
del Cav. Gianni Letta – a ritenere utile il contributo dei democratici.
Ieri il Pd ha posto una condizione, Massimo D’Alema ha spiegato che “sarebbe un atto saggio ritirare o sospendere il decreto Gelmini”.
Ma la maggioranza respinge l’ipotesi.
D’altra parte dopo le parole pronunciate al Circo Massimo, Walter Veltroni non può fare retromarcia e si opporrà – inutilmente – all’approvazione.
E la “resistenza passiva” potrebbe rivelarsi la chiave per la ripresa del
dialogo.
Il Pd ha intavolato con la maggioranza una trattativa sulla legge elettorale: o
meglio, ha fatto sapere che qualora il Pdl abbassasse le asticelle dello sbarramento al 4 per cento non ci sarebbero barricate.
E benché ieri alcuni dirigenti di Pd, Idv, Udc e Mpa abbiano firmato un appello per le preferenze, sono rivelatrici le parole di Calderoli:
“Veltroni dice ‘preferenze’ ma vuole liste bloccate. Il testo del Pdl è migliorabile”.
Chissà che persino sulla Vigilanza non sia questa la soluzione. Il Pd potrebbe brontolare e prendere atto dell’ineleggibilità di Orlando per riversare i propri voti su un altro candidato.
Del resto, nonostante la pubblica irritazione del Cav., Veltroni nel discorso del
25 è sembrato non voler calcare troppo la mano, recuperando la piazza all’idea di opposizione “intransigente ma propositiva” che il gran ciambellano Bettini gli aveva suggerito per disinnescare Di Pietro.
Più agevole sembra la strada del federalismo:
“Il dialogo – ha detto ieri Roberto Formigoni parafrasando Bossi – va cercato a 360 gradi”.
Infine a ricostruire il CaW (regista Gianfranco Fini) punta la riforma dei regolamenti parlamentari.
Ma è solo il Cav. a decidere, e per adesso pensa alla crisi economica.
Chissà che non smentisca tutti. Bollando Veltroni come definitivamente “inaffidabile”.
www.ilfoglio.it 28 10 08
saluti




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