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Discussione: L'Epiclesi

  1. #21
    Ut unum sint!
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    Citazione Originariamente Scritto da giovannipresbit Visualizza Messaggio
    [FONT="Century Gothic"]Per quel che mi riguarda non te lo consentirò…Possono ovviamente e legittimamente intervenire papà Mappo e zio Lepanto ..ma intanto non te lo consentirò.. Le cattiverie forumistiche clericali e bigotte devono essere punite forumisticamente senza se e senza ma..
    P. Giovanni quello che ti chiedo è solo di non sporcare dei tread che mi stanno cari andando ot. Non mi sembra una richiesta assurda.
    Sulla cattiveria forumistica potresti essere così gentile da rispondermi in pvt o aprire un topic apposito? Perchè veramente comincio a non inquadrare quale sia il problema a cui ti riferisci.
    Però chiariamoci le cose altrove altrimenti cfinisce che ogni discussione seria e comunque su un tema preciso a cui partecipo io finisce nello scadere in un pugilato verbale con te su argomenti fuori ed estranei al topic.
    Se hai qualche rospo in gola buttalo fuori subito così te ne liberi.
    UT UNUM SINT!

  2. #22
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    Dipende da come il rito è strutturato e da quando è il momento dell'offerta e della richiesta del miracolo eucaristico.
    Nel nostro rito questa è chiaramente l'elevazione durante il memoriale eucaristico mentre l'epiclesi è una presentazione delle specie che verranno di lì a poco trasformate. Nel rito di S.Giovanni Crisostomo la nostra elevazione coincide proprio con l'epiclesi.
    Scusa se insisto, però non penso si tratti di questioni rituali. Ha detto bene giovannipresb, si tratta di Fede diversa.
    Se si afferma che la forma del Sacramento dell'Eucarestia sono le parole della Consacrazione, non si può poi arrivare a dire che se si cambia rito, allora la Consacrazione avviene all'Epiclesi e non subito dopo aver pronunciato le Parole.

    Per quanto riguarda l'elevazione, essa è stata introdotta in epoca tardiva per mostrare al popolo l'Ostia già consacrata, il Corpo di Cristo. Non è una richiesta a Dio. Ci può benissimo essere Messa anche senza elevazione. D'altronde se nel Rito di San Giovanni Crisostomo l'Altare è coperto dall'Iconostasi, non ha senso neanche parlare di elevazione.

    Nei Sacramenti la forma può ovviamente subire mutazioni accidentali, ma non sostanziali.
    A questo punto ti posso chiedere: qual è la forma del Sacramento dell'Eucarestia.

  3. #23
    Ut unum sint!
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    Citazione Originariamente Scritto da Eugenius Visualizza Messaggio
    Scusa se insisto, però non penso si tratti di questioni rituali. Ha detto bene giovannipresb, si tratta di Fede diversa.
    Se si afferma che la forma del Sacramento dell'Eucarestia sono le parole della Consacrazione, non si può poi arrivare a dire che se si cambia rito, allora la Consacrazione avviene all'Epiclesi e non subito dopo aver pronunciato le Parole.

    Per quanto riguarda l'elevazione, essa è stata introdotta in epoca tardiva per mostrare al popolo l'Ostia già consacrata, il Corpo di Cristo. Non è una richiesta a Dio. Ci può benissimo essere Messa anche senza elevazione. D'altronde se nel Rito di San Giovanni Crisostomo l'Altare è coperto dall'Iconostasi, non ha senso neanche parlare di elevazione.

    Nei Sacramenti la forma può ovviamente subire mutazioni accidentali, ma non sostanziali.
    A questo punto ti posso chiedere: qual è la forma del Sacramento dell'Eucarestia.
    Carissimo, sul punto ecco quanto chiarito dal Santo Sinodo sull'Eucarestia nel 2006:

    «Il limite che ha contrapposto la teologia cattolica del 2° millennio a quella ortodossa è stato quello di analizzare la trasformazione eucaristica in base alla nozione di tempo fisico, facendola dipendere esclusivamente o dal momento in cui vengono pronunciate le parole della consacrazione o dal momento in cui si pronuncia l’epiclesi consacratoria. Da una parte come dall’altra si è dimenticato che l’istante in cui avviene la transustanziazione (o metabolè) non è quello del nostro cronometro, bensì è l’istante di Dio, che è tempo sacramentale. Il magistero della lex orandi insegna che questo istante, essendo per natura sua al di là delle cose fisiche, ammette due momenti forti, entrambi provvisti di efficacia consacratoria assoluta: il racconto istituzionale e l’epiclesi. Riferita alle parole della consacrazione e all’epiclesi consacratoria, la nozione di efficacia consacratoria assoluta non sopporta né conflittualità né esclusivismi.» (Kolvenbach).
    UT UNUM SINT!

 

 
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