
Originariamente Scritto da
_crazy diamond_
Cristallino, Steppen.
Oggi si va sbandierando orgogliosamente lo sdoganamento di tutti quei tabù più o meno recenti propri della sessualità femminile, da quelli atavici come l'autoerotismo, certamente esaltato già nei decenni scorsi ma allora confinato essenzialmente entro i limiti delle rivendicazioni femministe, e celebrato invece oggi in tutte le sue varianti come parte integrante della non più scandalosa ordinarietà, o il lesbismo, fino a quello che è il trend più confessato, svelato, raccontato e indagato del momento, il sadomasochismo (ndr, ho visto la trilogia di '50 sfumature di grigio' in mano a donne che non potresti immaginare. Donne che per andare al lavoro o all'università usano lo zaino da campeggio Quechua al posto della borsa. Non so se mi spiego).
E mi fa sorridere che a fronte di questo non ce n'è una che sia invece capace di ammettere a sè stessa quanto agli altri quella che è semplicemente una verità innegabile, lampante.
Ma che è anche è il presupposto, l'assunto cardine su cui fonda l'intera costruzione della propaganda femminista. Cosa c'è, sempre, ad avallare la colpevolizzazione del maschio? Cos'è che gli si imputa, ogni volta, se non il ritenere la donna un oggetto sessuale?
Non c'è caso, che si tratti di accusa di violenza sessuale o che si tratti di 'femminicidio', in merito al quale non ci sia qualche gongolante pseudo opinionista dei poveri intento a costruire la stessa trita e ritrita tesi della donna vista dall'uomo come oggetto.
Capisci che ribaltare questo punto di vista, sconfessarne almeno in parte la natura, significherebbe privare il coltello del manico.
E nessuna è disposta a farlo, perchè ognuna ne è consapevole.