



«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij




«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij




No.
Il valore dipende dalle posizioni di forza all'interno del contesto sociale e temporale. Oggi, nella società del 2015, quelle due azioni vengono trattate in maniera differente. Domani, o ieri, potrebbe essere, o essere stato, molto diverso.
Questo è il relativismo.
E le religioni, in misura diversa l'una dall'altra, anche loro si piegano ai principi relativistici ed al modello del rapporto di forza.
Tant'è che oggi nessun fedele (ivi inclusi togati di alto o basso rango) tollererebbe, tanto per fare un esempio, qualcosa di anche solo vagamente simile all'Inquisizione.
Perchè usi, costumi e morale (almeno quella condivisa dalla maggioranza) sono cambiati, e le religioni si sono dovute adattare.
Tra mille contorsionismi dialettici, ovviamente, onde mascherare - o provare goffamente a farlo - il fatto che, come qualunque sistema di valori umano (e non dettato da un dio di cui nessuno ha mai dimostrato, né mai dimostrerà l'esistenza), devono giocoforza piegarsi alla natura relativistica della società umana.
Ultima modifica di nicolaj198vi; 17-07-15 alle 22:41
A tuo modo sei assai romantico, Nic - PiccolaIena






non è importante che tu vanti o meno consonanza con la forza invisibile, il punto è che ci sono valutazioni benedette da una qualità invisibile e altre che non godono di questa benedizione, di modo che non possono essere pari nel tribunale dei giudizi di valore perché il bacio da parte dell'Inesprimibile distingue gli uni dagli altri
Ultima modifica di Troll; 17-07-15 alle 22:43


«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij