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Discussione: Con Israele

  1. #1
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    Predefinito Con Israele

    "Con Israele, con la Ragione"


    Pubblichiamo il testo dell'appello in difesa di Israele sottoscritto da decine di giornalisti, intellettuali e personalità politiche che rispondono al documento presentato nei giorni scorsi al parlamento europeo dal gruppo riunito dietro la sigla "JCall", che a sua volta aveva criticato la politica del governo Netanyahu. Voler spingere lo stato ebraico a nuove concessioni senza ricevere nulla in cambio, questo il senso della risposta a JCall, vuol dire semplicemente consegnarsi nelle mani del nemico.


    L’aggressione a Israele dei firmatari del documento Jcall è ispirata da una visione miope della storia del conflitto arabo-israeliano, da una mancanza di percezione chiara del pericolo che Israele corre oggi di fronte a un grande attacco fisico e morale. E’ addirittura incredibile che personaggi intelligenti e colti come Alain Finkelkraut e Bernard-Henri Levy, invece di occuparsi dell’Iran che ben presto terrà tutto il mondo nel raggio della minaccia della sua bomba atomica, bamboleggino con l’idea che Benjamin Netanyahu sia il vero ostacolo alla pace, che l’impedimento essenziale per giungere a una risoluzione del conflitto sia un ipotetico, riprovevole atteggiamento israeliano. Sembra che gli intellettuali firmatari ignorino la realtà e inoltre che se ne infischino del contributo che il loro documento darà e sta già dando al movimento di delegittimazione senza precedenti che minaccia concretamente la vita di Israele.

    Voler spingere Israele a concessioni territoriali senza contraccambio significa semplicemente consegnarsi nelle mani del nemico senza nessuna garanzia: lo sgombero di Gaza, compiuto senza trattativa, ha portato risultati disastrosi, il territorio lasciato dagli abitanti di Gush Katif è diventato un’unica rampa di lancio per missili e terroristi; la trattativa di Ehud Barak, intesa a cedere a Arafat praticamente tutto quello che chiedeva, portò semplicemente all’orrore della seconda Intifada, con i suoi duemila morti uccisi da attentati suicidi. Lo sgombero della fascia meridionale del Libano nel 2000 ha rafforzato gli Hezbollah, li ha riempiti di missili, ha condotto alla guerra del 2006.

    Alain Finkelkraut, Bernard-Henri Levy e i loro amici sostengono di preoccuparsi per il futuro e la sicurezza d’Israele, ma di fatto ignorano l’elemento basilare che ha impedito ai processi di pace di andare in porto, ovvero il rifiuto arabo e palestinese di riconoscere l’esistenza stessa dello Stato d’Israele come dato permanente nell’area. Basterebbe che ogni mattina leggessero la stampa palestinese e araba e se ne renderebbero conto. Nessuna concessione territoriale di quelle che gli intellettuali francesi sembrano desiderare con tanta energia può garantire la pace, ma solo una rivoluzione culturale nel mondo arabo. E nessuno la chiede, nemmeno Obama che invece preme solo su Israele. E’ divenuta la moda di questo tempo.

    L’attacco a Netanyahu che si legge nell’appello di Jcall è volto a destrutturare la sua coalizione di destra. Ma la realtà è che non è mai contato nulla che un governo israeliano fosse di destra o di sinistra: i Palestinesi hanno sempre comunque rifiutato ogni proposta di pace.

    Ma che Israele diventi ancora più piccolo non servirà a niente finché Abu Mazen non rinuncerà a intitolare le piazze al nome dell’arciterrorista Yehiya Ayash, finché il mondo palestinese non smetterà di distribuire caramelle quando viene ucciso un ragazzo ebreo in qualche ristorante, finché non accetterà la richiesta davvero minimalista di Netanyahu di riconoscere che lo Stato di Israele è lo Stato del popolo ebraico.

    Sembrano ignorare questo dato evidente anche gli intellettuali israeliani che hanno firmato un documento addirittura contro il premio Nobel Elie Wiesel che ha scritto una nobilissima lettera in sostegno di Gerusalemme come patria morale e storica del popolo ebraico.

    E’ una triste epidemia perbenista, con la quale probabilmente si pensa di fornire un po’ d’ossigeno ai movimenti pacifisti che in questi anni non ha saputo altro che fallire ripetutamente sullo scoglio della cultura dell’odio islamista e contribuire alla diffamazione di Israele. Ma non si arriverà a nessun processo di pace (e le generose offerte di Olmert rifiutate da Abu Mazen ne fanno fede) finché una larga parte del mondo non smetterà di sperare che la distruzione di Israele sia dietro l’angolo, sulla scia della nuova eccitazione islamista dell’Iran e dei suoi amici Siria, Hezbollah, Hamas tutti sempre più armati di armi letali, e non solamente di vane parole, come i firmatari dell’”appello alla ragione”. Ma anche le parole possono uccidere e distruggere.

    Non ci sfugge, di fronte a una così evidente ignoranza della politica della mano tesa di Netanyahu con il discorso di Bar Ilan e il congelamento di dieci mesi degli insediamenti, lo sblocco di molti check point e la promozione di importanti misure per agevolare l’economia palestinese, che sia presente nel “documento Finkelkraut” un traino obamista, un perbenismo da salotto buono cui spesso gli intellettuali non sanno dire no. Esso mette i nemici di Israele, e sono più di sempre e più agguerriti, nella condizione di delegittimare e attaccare lo Stato ebraico, dicendo: “Anche molti ebrei sono dalla nostra parte”. Se questo era lo scopo dei firmatari, lo hanno raggiunto.



    Primi firmatari: Fiamma Nirenstein (giornalista e deputato), Giuliano Ferrara (direttore de Il Foglio), Paolo Mieli (presidente Rcs Libri, ex direttore del Corriere della Sera), Angelo Pezzana (giornalista, informazionecorretta.com e Libero), Ugo Volli (semiologo, Università di Torino), Shmuel Trigano (professore, Universités à Paris X-Nanterre), Giorgio Israel (Università La Sapienza), Giulio Meotti (giornalista, Il Foglio), Gianni Vernetti (deputato, ex Sottosegretario agli Esteri), Peppino Caldarola (giornalista), Alain Elkann (scrittore, consigliere Ministero Beni Culturali), Carlo Panella (giornalista, Il Foglio), Emanuele Ottolenghi (Senior Fellow, Foundation for the Defense of Democracies), Daniele Scalise (giornalista), Giancarlo Loquenzi (Direttore, l’Occidentale), Edoardo Tabasso (professore, Università di Firenze), Leonardo Tirabassi (presidente Circolo dei Liberi Firenze, Fondazione Magna Carta), Giacomo Kahn (Direttore mensile Shalom), Magdi Allam (parlamentare europeo), Luigi Compagna (senatore), David Cassuto (ex vicesindaco di Gerusalemme), Riccardo Pacifici (presidente Comunità Ebraica di Roma), Anita Friedman (Associazione Appuntamento a Gerusalemme), Leone Paserman (presidente della fondazione Museo della Shoah di Roma), Massimo Polledri (deputato), Enrico Pianetta (deputato, Presidente Associazione parlamentare di amicizia Italia-Israele), Alessandro Pagano (deputato), Dore Gold (President, Jerusalem Center for Public Affairs, former Ambassador of Israel to the UN), Norman Podhoretz (Writer, Editor-at-Large, Commentary Magazine), Michael Ledeen (Freedom Scholar, Foundation for Defense of Democracies), Barbara Ledeen (senior advisor, The Israel Project), Phyllis Chesler (Emerita Professor of Psychology and Women's Studies, City University of New York), Nina Rosenwald (Editor-in-Chief, Hudson New York), Harold Rhode (esperto di Medioriente, ex Pentagono) Caroline Glick (editorialista, Jerusalem Post), Rafael Bardaji (Foreign Policy director, FAES Foundation), Raffaele Sassun (Presidente Keren Kayemeth LeIsrael Italia), Max Singer (a founder and Senior Fellow, Hudson Institute), George and Annabelle Weidenfeld (President, Institute for Strategic Dialogue), Anna Borioni, (associazione Appuntamento a Gerusalemme), Efraim Inbar (Director, Begin-Sadat Center for Strategic Studies), George Jochnowitz (Professor emeritus of Linguistics, College of Staten Island)

    "Con Israele, con la Ragione" | l'Occidentale

  2. #2
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    Predefinito Rif: Con Israele

    Israele fu riconosciutoda stalin nel 1948.
    Gli ebrei hanno praticamente creato il comunismo e il golpe comunista del 1917 era tutto ebraico.

    ora, perchè tu giustifichi il genocidio di un intero popolo che abitava storicamente quella terra da parte dei giudeo\progressisti.
    Perchè ci battiamo contro l'aborto e nonostante ciò sosteniamo la macchina di morte israeliana?
    La palestina è una terra araba,e non capisco perchè non sostenere i palestinesi (popolo conservatore e reazionario) e sostenere iraele che è uno stato di chiara impronta SOCIALISTA E PROGRESSISTA (i kibbutz non sono comunismo) nata grazie all'appoggio di stalin?

  3. #3
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    Predefinito Rif: Con Israele

    Citazione Originariamente Scritto da taliban Visualizza Messaggio
    Israele fu riconosciutoda stalin nel 1948.
    Gli ebrei hanno praticamente creato il comunismo e il golpe comunista del 1917 era tutto ebraico.

    ora, perchè tu giustifichi il genocidio di un intero popolo che abitava storicamente quella terra da parte dei giudeo\progressisti.
    Perchè ci battiamo contro l'aborto e nonostante ciò sosteniamo la macchina di morte israeliana?
    La palestina è una terra araba,e non capisco perchè non sostenere i palestinesi (popolo conservatore e reazionario) e sostenere iraele che è uno stato di chiara impronta SOCIALISTA E PROGRESSISTA (i kibbutz non sono comunismo) nata grazie all'appoggio di stalin?
    Non penso sia il caso - non sarebbe comunque fruttuoso, visto che i tuoi toni su Israele e gli ebrei rasentano la classica e preconcetta paranoia antisionista, difficile da ribaltare - riaprire qui le tradizionali polemiche sulle origini e la natura dello Stato ebraico, sul terrorismo arabo e palestinese, sulle guerre che hanno scovolto e ancora oggi sconvolgono il martoriato Medio Oriente.
    Bastino queste precisazioni:
    - I Conservatori di questo Forum non sono reazionari anti-occidentali ed anti-liberali. Apprezziamo la sobrietà e la morigeratezza dei costumi e dei comportamenti, deprechiamo la corruzione di una modernità lasciva ed edonista, ma non siamo affatto favorevoli al modello arcaico sostenuto dall'Islam fondamentalista, con il quale non abbiamo nulla a che fare.
    - I Conservatori di questo Forum si dichiarano sostenitori dello Stato di Israele, che deve vivere prospero, in sicurezza ed in pace. Ciò non esclude affatto la possibilità di uno Stato palestinese, altrettanto prospero, in sicurezza ed in pace, comprendente Gaza, Cisgiordania e alcuni quartieri di Gerusalemme. Ovviamente, le organizzazioni palestinesi, prima di ogni concessione da parte israeliana, devono garantire la fine del terrorismo, degli attacchi, della propaganda antisionista ed antisemita, sancire in modo univoco e senza ambiguità il diritto di Israele ad esistere, ed allontanarsi definitivamente dall'estremismo, con una condanna se non un vero e proprio scioglimento di organizzazioni come Hamas, fautrici d'odio e di morte.
    - I Conservatori di questo Forum considerano Israele come un modello di democrazia da salvaguardare e proteggere, come un esempio per tutti gli Stati dell'area. La barbiarie estremista non sta in Israele. Il fanatismo islamico, anti-occidentale, anti-ebraico, è il nemico di coloro che difendono la libertà.

 

 

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