Appello di otto associazioni musulmane al responsabile del Viminale
Chiedono di portare avanti l'iniziativa voluta da Pisanu e Amato per il confronto
Consulta islamica, lettera a Maroni
"Ministro, non spezzi il filo del dialogo"
"Ci convochi al più presto, così muore un organismo unico e prezioso"
di VLADIMIRO POLCHI
ROMA - "Caro ministro, non spezzi il filo del dialogo e ci convochi al più presto". Ricordate la Consulta islamica? Voluta da Giuseppe Pisanu e confermata da Giuliano Amato, aveva raccolto attorno al tavolo del Viminale i più importanti rappresentati dell'islam italiano. Ne era nata una "Dichiarazione d'intenti", firmata dai musulmani moderati (ad esclusione dei "duri" dell'Ucoii), con l'obiettivo di dar vita a una Federazione dell'islam "pluralista e democratica". Che ne è stato?
Il ministro Roberto Maroni sembra essersene dimenticato. O meglio, sembra giudicarla inutile, visto che ancora non ha risposto alla lettera speditagli da 8 membri della Consulta, il 3 giugno scorso. "Così muore un organismo unico e prezioso", commenta con amarezza Yahya Pallavicini, vicepresidente della Coreis. Non è tutto: Maroni non ha finora convocato neppure il Comitato contro la discriminazione e l'antisemitismo, istituito nel 2004 da Pisanu e presieduto dal prefetto Mario Morcone.
A sollevare il caso è il settimanale
Metropoli in uscita domani con la
Repubblica.
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