Ottant'anni con Topolino
Io amo Topolino. Perchè mi piacciono gli eroi e perchè almeno nella fantasia preferisco pensare che i vincenti siano i buoni. Topolino ha le caratteristiche tipiche dell'eroe di altri tempi, quelli dei nostri padri e dei nostri nonni. E’ onesto, altruista, generoso, sprezzante del pericolo e amante dell'avventura, ma anche timido e impacciato nei confronti dell'altro sesso. Per me Topolino non è Humphrey Bogart, con il quale viene identificato spesso e a mio avviso di sproposito. Topolino potrebbe essere invece un Jimmy Stewart o un Gary Cooper, se non fosse che è così... piccoletto.
Topolino mi piace per quel viso tondo che ricorda tanto quello di un bambino. E come un bambino appena nato, si presenta a noi come l'incarnazione del bene. Topolino è infatti incapace di commettere un'azione negativa, sleale o anche banalmente egoistica. E' un puro. Poichè ha una moralità specchiata intuisce subito dove si annida la malvagità. Non si fida perciò di Gambadilegno, nonostante questi tenti spesso di buggerarlo dichiarando di aver cambiato vita e attitudini. Topolino è quel che si dice un cittadino modello: è un esempio di come si dovrebbe vivere in una comunità, aiutando il prossimo e rispettando la legge.
Il vero Topolino è talmente eroe che chiunque gli stia vicino può fargli solo da spalla. Accanto a lui Pippo è uno stralunato pasticcione, Paperino il compagno irascibile e vendicativo... Naturalmente sto parlando del Topolino vero, l'immortale, candida figura creata da Walt Disney e che rispecchia fedelmente le idee e le convinzioni del suo geniale Autore.
Purtroppo negli ultimi anni il vero Topolino ha subìto in Italia numerosi attacchi e provocazioni. Si è voluto rimpicciolirne la statura eroica, enfatizzare le sue umane debolezze. Mentre le spalle di ieri diventavano al contrario i nuovi protagonisti: Pippo, Paperino, Gambadilegno, perfino Manetta...
Chi scrive ha 41 anni ed essendo cresciuto con le storie di Romano Scarpa non può entusiasmarsi per un soggettista pur abile quale è Tito Faraci. Ricordo ancora un'intervista al Maestro, contemporanea all'uscita della miniserie MM, in cui Scarpa si mostrava dubbioso e preoccupato per la sorte che sembrava toccare al suo eroe preferito. Intravvedeva i mutamenti che avrebbero interessato il personaggio e non li condivideva. Anche i nuovi disegnatori non gli piacevano, in quanto lui ricordava ancora i tempi in cui il nostro topo era disegnato col compasso. Tre cerchi per un ideale di perfezione grafica che doveva rispecchiare quella interiore del personaggio.
Adesso Topolino compie 80 anni e mentre ci si appresta a festeggiarlo si parla già dei possibili, nuovi interventi su un personaggio che, così com'è, sembra non comunicare granchè alle ultime generazioni. L'infallibile Sherlock Holmes non piace, risulta antipatico e saccente, ragion per cui gli autori stanno pensando di trovargli un nuovo lavoro, da giornalista. Speriamo però che lo tengano ben lontano dalla politica, perchè Topolino deve rimanere una spanna sopra le nostre squallide beghe quotidiane.
Comunque vada, mio caro, vecchio, Topolino, anche se dovessero continuare ad infierire sul tuo esile corpicino, consolati, perchè queste rivisitazioni bislacche dureranno soltanto lo spazio di una generazione in crisi d'identità e la storia non se ne ricorderà. Cosicchè tu rimarrai sempre e soltanto l'eroe di grandi e piccini, il nostro mitico, piccolo, eppur grande, TO-PO-LI-NO!
Florian
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