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Discussione: Storace con Obama

  1. #131
    SMF
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    Citazione Originariamente Scritto da BOY74 Visualizza Messaggio
    Questo è legittimo e rispetto la tua posizione pur non condividedola.
    Però Giò,io non ho problemi se uno è nero o giallo,in questo mi rendo conto di non essere in linea con parte dell'area,però è così,per me conta la cittadinanza e conta anche il programma


    Riporto di seguito


    Roma, 4 nov. (Apcom) - Mentre gli osservatori israeliani si interrogano se il candidato democratico alla Casa Bianca, Barack Obama, non costituisca "dopo tutto" un "pericolo" per Israele, per Hamas, il movimento integralista palestinese che controlla la Striscia di Gaza, sia Obama che il candidato repubblicano, John McCain, sono "pessime" opzioni.

    Secondo quanto riporta il sito web del quotidiano israeliano Haaretz, i dirigenti di Hamas ritengono infatti che non ci saranno sostanziali cambiamenti nella politica americana in Medio Oriente, sia che vinca Obama o McCain. Il portavoce del gruppo a Gaza, Barhoom, ha giudicato "pessime" entrambe le opzioni a disposizione degli elettori americani, chiamati oggi al voto.

    In un'analisi pubblicata oggi da Haaretz, viene invece fatto osservare come tradizionalmente la comunità ebraica americana sia vicina al Partito democratico. Agli occhi degli israeliani Obama non dovrebbe dunque rappresentare un pericolo, ma Haaretz sottolinea come la grande incognita che pesa sul candidato afroamericano è la sua posizione nei confronti dell'Iran.

    I responsabili israeliani non lo hanno detto ad alta voce - osserva Haaretz -, ma l'intenzione di Obama di rilanciare il dialogo con Teheran sta suscitando in loro una certa preoccupazione. In realtà anche il presidente uscente, George W. Bush, intende inviare un incaricato d'affari nella capitale iraniana. Ma Bush si è sempre dimostrato intransigente nei confronti delle ambizioni nucleari iraniane, mentre alle orecchie dei vertici israeliani il tono utilizzato da Obama in merito a questo dossier è apparso finora troppo conciliante.

    Questa posizione potrebbe di certo irrigidirsi nel caso in cui dovessero fallire i contatti diplomatici, scrive Haaretz, ma è indubbio che i leader israeliani, riguardo al dossier iraniano, si sentirebbero più a loro agio con John McCain come presidente
    .


    http://notizie.alice.it/notizie/este...,16711541.html
    Israele non vuole che l'Iran abbia il nucleare perchè vuole mantenere il suo status di potenza nucleare nel Medio Oriente, ma ha avuto modo di collaborare con l'Iran e gli Stati Uniti per la spartizione della torta in Iraq.

    Non vedo poi cosa ci sia di così positivo in un'eventuale maggiore propensione verso il mondo arabo-islamico di Obama rispetto a McCain: visto il condominio islamo-americano nei Balcani e in Medio Oriente già, grosso modo, presente con un'amministrazione repubblicana, mi chiedo cosa succederà con Obama presidente.
    Anzi, lo so già purtroppo.
    Il punto è che tu vedi in maniera favorevole Iran e Hamas, perchè li ritieni dei "baluardi" contro il Mondialismo.
    Per me non è così e quindi ragiono di conseguenza.

  2. #132
    Torre d'Avorio
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    Predefinito /me si autocita

    Citazione Originariamente Scritto da DharmaRaja Visualizza Messaggio
    Dal loro punto di vista comprendo bene, preferiscono uno moscio, meno avventurista e meno aggressivo che proponga maggiori accomodamenti (o comunque dinamiche meno improntate al mezzo militare diretto), anziché rischiare attacchi e offensive militari. Fossi al posto di un iraniano capirei la preferenza visto il rischio di vedermi bombardato il paese, ma giacché la mia casetta è ben lontana dalle iraniche lande, non sarei io a pagare il prezzo di una gestione neocon che fa sì guerre, ma che le perde e sempre più rovinosamente.
    Tutti coloro che con orientamento multipolarista e anti-egemonico si approcciano alla politica internazionale non avrebbero potuto chiedere migliore manna dal cielo di questi otto anni di amministrazione neocon, gestita da dei pagliacci di un'incompetenza e di una corruzione tali come mai gli Stati Uniti ne avevano visti.
    Putin non era anti-americano, l'establishment russo ancorché autoritario, in una sua parte non indifferente è comunque intaccato dal virus liberale e dalla logica del puro interesse mafioso, è quindi ovvio che se gli Stati Uniti si fossero mostrati più diplomatici i russi avrebbero facilmente accettato compromessi a volontà, come Putin ha molte volte sperato.
    Senza questi splendidi idioti neoconservatori la SCO non avrebbe mai lontanamente assunto l'importanza che ha oggi, e tutta una serie di dinamiche nello scacchiere eurasiatico sarebbero state estremamente diverse. E' a quegli amorevoli asini che dobbiamo la rovina di ogni rapporto diplomatico credibile degli USA con la stragrande maggioranza dei paesi esteri, dopo la loro soppressione di ogni norma del diritto e di ogni diplomazia canonica. L'esercito è impantanato, l'Afghanistan è perso e ne usciranno solo tramite un umiliante accordo coi talebani che torneranno a far parte della compagine che governerà il paese (come minimo).
    I governi dei paesi non-allineati sono e restano intaccati dall'interesse e da valori che sono tutt'altro che simili ai nostri, bisogna continuamente spronarli, pungolarli, dar loro la scossa affinché reagiscano di riflesso, perché altrimenti la loro tendenza spontanea sarà infinocchiarsi e trovare ogni sorta di accomodamenti, cioè proprio ciò che nessuno che desideri un cambiamento dello status quo e degli equilibri internazionali può desiderare. Per ottenere la sintesi desiderata c'è bisogno di una preliminare, crescente tensione tra tesi e antitesi che porti a un profondo cambio di paradigma nel quadro internazionale.
    Un'altra amministrazione americana diretta da incompetenti che commetta anche solo la metà degli errori commessi da una delle due precedenti, continuerà a portare vantaggi su vantaggi nella saccoccia di chi si auspica la fine dell'egemonia unipolare statunitense. E' normale che chi rischia di farne le spese sulla pelle voglia evitarlo, ma quella pelle non è la mia, e anche in virtù di questo sono -siamo- chiamati a ragionare oltre le stesse preoccupazioni riguardanti i singoli. E' una guerra a tutto campo, priva di compartimenti stagni e soggiacente a leggi dinamiche precise, o se ne tiene conto o si perde completamente la bussola. Così come la si perde riducendo una cosa di portata mondiale come le elezioni Usa al candidato più o meno pro-immigrazione. In questi anni c'è stato Bush, fior fiore di wasp, non mi pare che il "multiculturalismo" massonico europeo ci sia andato leggero in quanto a "progresso" e questione migratoria. Non facciamo troppa psico-politica, una "faccetta nera" alla presidenza piuttosto che l'ennesimo vecchio wasp corrotto cambierà poco in Europa - potrei aggiungere che anche qualora influisse un po', gli equilibri di politica estera rimarrebbero prioritari anche come determinatori delle conseguenti politiche interne, ma evito perché ritengo davvero che la faccia di Obama non ci cambi un piffero.

    P.S.: L'America può affondare, popolarsi di orchetti e umpa lumpa, diventare Mordor, adorare la dea Kalì. Prima le si mozzano le braccia e le gambe, poi si potrà andare a dialogare col patetico troncone.
    Bisognerebbe inoltre capire quanto mai ce ne deve fregare della sanità in america e degli americani se decidere una preferenza su tali basi rischia di peggiorare la situazione in politica estera, cioè nella realtà che poi condiziona le macro-dinamiche mondiali con anni e anni d'inerzia.
    Tra l'altro vedo che molti citano le parti di establishment dietro McCain e mai quelle dietro Obama.. penserete mica si sia finanziato grazie ai fans come Ron Paul con tutta probabilità il bravoragazzo vincerà e nessuno lo ammazzerà come tanti paventano, questo perché si rivelerà non essere l'arcangelo Gabriele (al limite, l'arcangelo 'Mbutu) e perché in ogni caso un candidato è poco più di una faccia, rispetto alla fazione che lo 'backa'. Al limite l'amministrazione in carica in questo paio di mesi d'onnipotenza potrà fargli una november o una december surprise impantanandolo in qualche colpo di testa estero assurdo e fallimentare, e se tali imprudenze andassero a nostro favore, tanto di guadagnato.

  3. #133
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    Citazione Originariamente Scritto da rinnegato Visualizza Messaggio
    posto che di sicuro non manterrà la parola, perchè non dovrebbe essere una cosa positiva?
    "Da sempre, in politica, patrocinare la causa del povero è stato il mezzo più sicuro per arricchirsi".

    Nicolas Gomez Davila

  4. #134
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    Al livello di parole dette, potrei sostenere Obama. il problema è che tanto queste elezioni son tutta una sceneggiata e a comandare saranno sempre i soliti.

  5. #135
    beduino italico
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    Citazione Originariamente Scritto da Galaad Visualizza Messaggio
    e lo dici come una cosa positiva?
    Sostieni le oligarchie e le caste?

  6. #136
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    Obama e Mc Cain sono due facce della stessa medaglia , inutile farsi le seghe mentali su di loro!

 

 
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