



IRAN: IMPICCATO AD AHWAZ PER DROGA
23 maggio 2010: un uomo è stato impiccato ad Ahwaz, nella provincia iraniana del Khuzestan, dopo essere stato riconosciuto colpevole di traffico di droga. La notizia è stata riportata dal sito ufficiale della magistratura locale, che identifica il giustiziato solo come "S. R.", la cui impiccagione ha avuto luogo la sera nel carcere di Karoun. In base allo stesso sito, l’uomo era stato condannato a morte per il traffico di 675 grammi di eroina. (Fonti: Iran Human Rights, 25/05/2010)


MAURITANIA: CHIESTE 3 CONDANNE CAPITALI PER OMICIDI TURISTI FRANCESI
24 maggio 2010: un procuratore mauritano ha chiesto al Tribunale penale di Nouakchott di condannare a morte tre giovani mauritani affiliati ad Al Qaida accusati di aver ucciso quattro turisti francesi alla fine del 2007, nel sud del Paese.
All'apertura del processo a loro carico i tre accusati - Sidi Ould Sidna, 22 anni, Mohamed Ould Chabarnou, 29 anni, e Maarouf Ould Haiba, 28 anni - si sono dichiarati 'soldati di Al Qaida' ed hanno ammesso di essersi addestrati nei campi della rete terroristica, negando tuttavia di essere gli assassini dei quattro turisti francesi.
I tre sono accusati di associazione criminale e appartenenza a gruppo armato autore di omicidi e attacchi terroristici contro cittadini stranieri. Sidi Ould Sidna e Mohamed Ould Chabarnou sono stati arrestati nel gennaio 2008 in Guinea-Bissau con la collaborazione dei servizi segreti francesi, mentre il terzo, Maarouf Ould Haiba, e' stato fermato a Nouakchott. Il Tribunale di Nouakchott sta processando 12 cittadini mauritani in relazione agli omicidi dei turisti francesi. Due degli imputati sono contumaci. (Fonti: ANSA-AFP, 24/05/2010)


IRAN: IMPICCATO PER TERRORISMO NEL SISTAN-BALUCHESTAN
24 maggio 2010: Abdolhamid Rigi è stato impiccato nella provincia iraniana del Sistan-Baluchestan, nel carcere di Zahedan, dopo essere stato riconosciuto colpevole di atti terroristici, rapine a mano armata e traffico di droga.
Abdolhamid è il fratello di Abdolmalek Rigi, leader del gruppo ribelle sunnita Jundollah (Soldati di Dio), attualmente detenuto nella Repubblica Islamica.
L’esecuzione di Abdolhamid era stata inizialmente fissata lo scorso luglio e a dicembre, tuttavia era stata rimandata dalle autorità per ottenere da lui ulteriori informazioni.
Il leader di Jundollah, Abdolmalek, è stato arrestato a febbraio, quattro mesi dopo la rivendicazione da parte del gruppo di un attentato esplosivo costato la vita a decine di persone, inclusi alcuni ufficiali delle Guardie Rivoluzionarie.
All’esecuzione di Abdolhamid hanno assistito parenti delle vittime di Jundollah, per alleviare “il loro dolore”, ha dichiarato Ebrahim Hamidi, funzionario giudiziario nella provincia del Sistan-Baluchestan, aggiungendo che “le autorità hanno deciso di non effettuare l’esecuzione in pubblico per motivi di sicurezza”. (Fonti: Reuters, 24/05/2010)


IRAN: QUATTRO IMPICCATI A YAZD PER TRAFFICO DI DROGA
25 maggio 2010: quattro persone sono state impiccate nella prigione della città di Yazd dopo essere state condannate a morte per traffico di droga. Lo ha riportato il sito ufficiale della magistratura di Yazd, secondo il quale tre uomini, identificati come ‘A. Sh.’, ‘Kh. N.’ e ‘M. B.’, erano stati condannati per il possesso di 67 chili di crack, 120 chili di marijuana, 36 chili di oppio e 7 chili di eroina, mentre la quarta persona, identificata come ‘M. M.’ era stata condannata per il traffico di 125 chili di oppio. (Fonti: Iran Human Rights, 03/06/2010)


MAURITANIA: TRE CONDANNE CAPITALI PER OMICIDIO TURISTI FRANCESI
25 maggio 2010: tre giovani mauritani sono stati condannati a morte dal tribunale penale di Nouakchott, capitale della Mauritania, per gli omicidi di quattro turisti francesi, commessi alla fine del 2007. Sidi Ould Sidna, 22 anni, Mohamed Ould Chabarnou, 29 anni, e Maarouf Ould Haiba, 28 anni - si erano dichiarati 'soldati di Al Qaida' ma avevano negato di essere gli assassini dei quattro turisti francesi, uccisi vicino alla citta' di Alege, nel sud est della Mauritania.
Gli imputati hanno tuttavia ammesso di essersi addestrati nei campi della rete terroristica. Erano accusati di associazione criminale e appartenenza a gruppo armato autore di omicidi e attacchi terroristici contro cittadini stranieri. Sidi Ould Sidna e Mohamed Ould Chabarnou sono stati arrestati nel gennaio 2008 in Guinea-Bissau con la collaborazione dei servizi segreti francesi, mentre il terzo, Maarouf Ould Haiba, e' stato fermato a Nouakchott. Il Tribunale di Nouakchott sta processando 12 cittadini mauritani in relazione agli omicidi dei turisti francesi. Due degli imputati sono contumaci. (Fonti: ANSA-AFP, 25/05/2010)


YEMEN: CONFERMATE DUE CONDANNE A MORTE PER SPIONAGGIO
25 maggio 2010: la Corte d’Appello per la Sicurezza dello Stato ha confermato in Yemen le condanne a morte di due uomini riconosciuti colpevoli di spionaggio in favore dell’Iran.
Si tratta di Abdel Karim Ali, 34 anni, e Hani Ahmed Deen, 31, riconosciuti colpevoli nel marzo 2009 di aver passato alla Repubblica Islamica informazioni e documenti riguardanti l’esercito dello Yemen ed il presidente di quel Paese, tra il 1997 ed il 2008.
La Corte d’Appello di Sana’a ha inoltre confermato l’assoluzione di un terzo imputato, Eskandar Abdullah Yousef, 58 anni.
I due condannati respingono il verdetto della Corte d’Appello, e annunciano di volersi rivolgere alla Corte Suprema.
Nel corso del processo hanno dichiarato di essere stati torturati e costretti a firmare false confessioni.
Secondo l’accusa, i due avrebbero ricevuto un compenso in denaro da parte dell’ambasciata iraniana a Sana’a. (Fonti: The National, 26/05/2010)


IRAN: IMPICCATO PER STUPRO
26 maggio 2010: un uomo è stato giustiziato nella prigione della città di Zahedan, nel sud-est dell’Iran, dopo essere stato riconosciuto colpevole di stupro. La notizia dell’impiccagione è stata diffusa dall’agenzia di stampa ufficiale Fars, che identifica l’uomo solo come Jamshid Mir. (Fonti: AFP, 27/05/2010)


CINA: TIBETANO CONDANNATO A MORTE PER RIVOLTE 2008
26 maggio 2010: il Tribunale Intermedio del Popolo di Lhasa, in Cina, ha condannato a morte il tibetano Sonam Tsering, 23 anni, con pena sospesa per due anni, in relazione alle rivolte in Tibet di due anni fa.
La notizia della condanna è stata diffusa dal Centro Tibetano per i Diritti Umani e la Democrazia, che ha sede in India, secondo cui Sonam, che è originario di Ganzi, è il settimo tibetano ad essere condannato a morte per le rivolte, inclusi due già giustiziati.
Per il governo di Pechino le dimostrazioni del 2008 fanno parte di una campagna violenta organizzata dal Dalai Lama e dai suoi sostenitori per cacciare le autorità cinesi dal Tibet e sabotare le Olimpiadi di Pechino dell’agosto di quell’anno.
Il Dalai Lama respinge queste accuse, sostenendo di puntare ad una significativa autonomia del Tibet sotto l’autorità di Pechino. (Fonti: Associated Press, 26/05/2010)


KUWAIT: CONDANNATA A MORTE PER STRAGE
26 maggio 2010: una corte d’Appello del Kuwait ha confermato la condanna a morte di una donna che avrebbe appiccato il fuoco ad un tendone nel corso del matrimonio tra suo marito ed una seconda donna, provocando la morte di 57 donne e bambini.
La condannata si chiama Nasra Yussef Mohammed al-Enezi, 23 anni, riconosciuta colpevole a marzo dal tribunale di primo grado di “omicidio premeditato e di aver appiccato il fuoco con l’intenzione di uccidere” alla tenda riservata alle donne e bambini, il 15 agosto 2009.
“Riteniamo sempre che la sentenza sia esagerata. Ci rivolgeremo alla Corte Suprema”, ha dichiarato l’avvocato difensore Zaid al-Khabbaz.
L’imputata ha respinto le accuse, che secondo l’avvocato non sono basate su prove concrete.
Enezi in un primo momento era stata creduta l’ex moglie dello sposo, ma lo stesso avvocato ha spiegato essere ancora sposata con l’uomo e di aver avuto da lui due figli, entrambi disabili mentali. Se la Corte Suprema confermerà la condanna capitale, Enezi potrebbe essere la prima donna cittadina del Kuwait ad essere giustiziata nel Paese, dal momento che le donne messe a morte finora nell’Emirato erano tutte straniere.
In Kuwait sono state giustiziate 72 persone, incluse tre donne, da quando circa 40 anni fa è stata introdotta la pena di morte. In massima parte le condanne capitali sono state emesse per omicidio e traffico di stupefacenti. (Fonti: Afp, 26/05/2010)