IL 12 DICEMBRE TUTTI A ROMA CON I METALMECCANICI
08/11/2008 037
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Sciopero di 8 ore e manifestazione
Il crollo delle Borse, la recessione economiche, non sono un fulmine a ciel sereno ma il risultato disastroso di anni e anni di politiche liberistiche.
La crisi avanza ma il Governo e la Confindustria continuano a proporre quelle stesse ricette economiche e sociali che hanno portato ad essa. bisogna fermare i licenziamenti e la chiusura delle aziende. Occorrono grande investimenti pubblici nell'ecologia nell'industria, per uno sviluppo delle città e delle periferie legato ai bisogni reali delle persone, per far crescere il Mezzogiorno.
La difesa dell'occupazione deve accompagnarsi alla difesa della salute, bisogna cambiare le leggi dei governi di ogni colore che hanno fatto dilagare la precarietà del lavoro e che oggi rischiano di produrre centinaia di migliaia di disoccupati. Deve finire la persecuzione del lavoro migrante: più sicurezza per i migranti significa più diritti per tutti. Si devono estendere i contratti di solidarietà nelle aziende in crisi e bisogna fermare la flessibilità selvaggia degli orari, così come bisogna eliminare i vantaggi fiscali sullo straordinario.L'aumento delle retribuzioni deve partire da quelle dei contratti nazionali. Per questo va respinto il documento della Confindustria che riduce il salario reale, a partire dal contratto nazionale, mentre vuole imporre sempre più flessibilità ed incertezza al salario aziendale.
Serve la riduzione delle tasse sulle retribuzioni e sulle pensioni medio basse. Occorre riprendere la lotta all'evasione fiscale, aumentare le tasse sulle grandi ricchezze, sulla finanza e sui grandi patrimoni immobiliari. Va sviluppata la sanità pubblica e rafforzato il sistema pensionistico pubblico, in quanto entrambe non hanno alcuna alternativa reale.
Il Governo e la Confindustria vogliono limitare le libertà dei lavoratori, è necessario opporsi chiedendo in tutti i luoghi di lavoro la piena applicazione dei diritti sanciti dalla costituzione e rivendicando una legge sulla rappresentanza sindacale.
Le cose non cambieranno da sole, per questo bisogna scendere in lotta.
Il 12 dicembre tutti a Roma.




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