

Totalmente favorevole a qualunque attività che preservi la libertà personale di decidere della propria vita come essa meglio ritiene. E nel caso in cui questa sia impossibilitata a decidere, sarà la famiglia a dover prendere una decisione, poichè l'unica in grado di scegliere la strada meno sofferente per entrambe le parti. L'unica entità giuridica che si è sobbarcata il peso etico e sociale durante la cura ed assistenza del malato, non certamente personaggi estranei, sempre pronti ad intervenire laddove non necessario, appropriato nè tantomeno auspicato.
Qualunque interferenza in queste questioni corrisponde ad un'ingerenza intollerabile. Sia esso lo stato od una religione. Solo una forma autoritaria e repressiva della libertà d'azione e libero arbitrio agisce in questo modo.
Nessuno ha dato loro questo diritto. Lo stato è creato dalla comunità di individui; la religione segue il volere di Dio o degli dei, i quali hanno maggiore saggezza e potere divinatorio di qualunque essere umano, sia esso un ecclesiastico, rabbino, imam o santone. Il viceversa è puro atto pretestuoso, non confutabile e non accertabile e quindi privo di ogni fondamento teologico o metafisico.
Ecco perchè io ho fatto firmare di fronte ad un notaio la mia decisione di eutanasia ed espianto organi qualunque sia il mio stato cerebrale e fisico. La mia famiglia ha garantito formalmente che accetterà questa mia inderogabile decisione. Coloro i quali verranno meno a questa ufficiale richiesta presa in uno stato psico-fisico razionale e lucido ne risponderanno di fronte alla legge.
בראשית






No, per favore. Non si può lasciare nel libero arbitrio del singolo la scelta di queste decisioni. Significa avallare un'etica personale, che può anche essere quella corrispondente ai desideri della famiglia, come no. Il fatto, ed è un fatto, che in Italia ci sia una forma di eutanasia sotterranea che in un certo modo risponde al vuoto legislativo in merito alla "fine vita" non è legittimo. Nonostante le migliori intenzioni non lo è. Quindi ben venga soprattutto una misura come quella del testamento biologico che fa capire a me, medico, le volontà del paziente, espresse lucidamente, e il grado di accettazione per le terapie che gli potrebbero essere fornite. Manca l'attualità del consenso? Si, vero, ma spesso anche pretestuoso. Un malato di fibrosi cistica sa benissimo che ad un certo punto della vita, se sopravvive, può trovarsi totalmente dipendente da un ventilatore meccanico, dal quale non potrà più essere deconesso. E magari in quel momento sarà incosciente. Io, medico, che metto il mio malato al centro di tutto il percorso sanitario, voglio sapere se essere intubato per tutta la vita è quello che vuole o no. Perchè quel malato è il SOGGETTO e non il complemento oggetto della mia professione. E voglio che quella volontà abbia valore giuridico, che sia superiore alla mia, a quella di chiunque altro. Lui, e solo lui, respirerà col ventilatore meccanico per tutto il tempo che gli resta. Io tornerò a casa dopo avere smarcato.


come fa a rimanere privata una vicenda che è arrivata alla cassazione.






Ecco , quello è il punto per me , io sono per l'eutanasia ma dev'esserci la richiesta consapevole del paziente , quello che sappiamo di Eluana sono le parole del padre di un discorsettro fatto all'inizio degli anni '90 ma come si può prenderlo per buono?
e lo stesso discorso vale per il testamento biologico , le persone dicono e scrivono tante cose per impulso di cui poi si pentono , anch'io potrei dire di voler morire in certe condizioni ma poi magari a trovarmici per davvero potrei cambiare idea...
io non conosco la situazione nel particolare di Eluana , so che è un caso disperato ma so anche che la scienza medica fa progressi ogni anno e che una situazione oggi definita dal tribunale irreveresibile un domani potrebbe invece risolversi inoltre la ragazza nemmeno soffre a quanto ho capito , perchè il cervello non è cosciente...
stante questa situazione la terrei in vita e consiglierei al padre di pensare a lei come ad una "morta vivente" cioè darla per morta ma non completamente , di tenere accesa una speranza , senza mai però farci troppo affidamento.
Pensiamoci , non soffre , non sente dolore , perchè allora interrompere ogni sostentamento?perchè al 99.99% non si risveglierà da quello stato comatoso?o per risparmiare sulle cure?