





dal momento che lei attualmente non è in grado di manifestare la sua volontà è ovvio che ci dobbiamo basare sulla volontà manifestata da cosciente.E' proprio su questo che si basa il testamento biologico.
Anche qui si vede l'ipocrisia della Chiesa e di tutti i clericali che stanno conducendo questa battaglia contro i mulini a vento.Si dicono favorevoli al testamento biologico,ma il testamento biologico serve per l'appunto a regolare casi come quelli di Eluana,nei quali cioè un soggetto da cosciente,dispone di sè per l'eventualità che sarà incosciente




Per te è ovvio , per me assolutamente no , il testamento biologico esprime un'ipotesi di volontà ma non l'effettiva volontà di una persona...
il TB dice che in quelle condizioni io non vorrei vivere ma non potrà mai confermare l'effettiva volontà in quel dato momento , la differenza mi sembra chiara.
La Legge in tanti paesi ha deciso di basarsi sul TB per farla breve , per tagliare la testa al toro ma nessuno di assicura della sua giustezza , si presume che la volontà di un paziente in stato comatoso sia la stessa di quando quel paziente era sano , è una presunzione...
che si decida della vita/morte di una persona su una presuzione è qualcosa di molto grosso secondo me , da rifletterci sopra....
Questo è un altro discorso , ci sono tanti cattolici che sono a favore del testamento biologico , altri no , altri politici che ci marciano , e poi ci sono ancora altri che un paziente in quelle condizioni lo farebbero fuori a prescindere dalla sua volontà (non lo dicono apertamente ma è cosi)Anche qui si vede l'ipocrisia della Chiesa e di tutti i clericali che stanno conducendo questa battaglia contro i mulini a vento.Si dicono favorevoli al testamento biologico,ma il testamento biologico serve per l'appunto a regolare casi come quelli di Eluana,nei quali cioè un soggetto da cosciente,dispone di sè per l'eventualità che sarà incosciente


Quindi tu ponendoti piu' a destra di Ratzinger sei contrario anche al testamento biologico?
Può darsi che la volontà della persona incosciente cambi rispetto a quando era incosciente.
Ma quello che è certo è che da incosciente non è in grado di manifestare la volontà.
Pertanto qual è l'alternativa?
Lasciarlo morire significa rispettare la sua volontà,sia pure una volontà manifestata da sano.
Al contrario,tenerlo in vita forzatamente quale volontà rispetta?Quella di Ruini e di Bagnasco?




che discorsi del menga , tu ragionerai in base a schemi destra-sinistra , laici-chiesa , io ragiono col mio cervello e stop , sto dicendo e nessuno può smentirmi , che nei fatti qualsiasi decisione si prenderà non sarà giusta o comunque non si avrà la certezza della sue giustezza.
Bisogna accettare che questo caso è un caso senza soluzione , e la Cassazione o il Parlamento (quando faranno la legge) agiranno sulla presunzione e non sulla volontà effettiva del singolo , per me su questo punto c'è da riflettere , ripeto.
sei capatosta allora , il punto è che non si può conoscere la vera volontà proprio perchè Eluana è in uno stato in cui non si può esprimere.


c'è indubbiamente il rischio di uno slippery slope, di intraprendere una strada che alla fine legittimi la soppressione legale di anziani, disabili, disadattati. Ma c'è indubbiamente la necessità che questa delicata materia venga affrontata e che si legiferi sul "fine vita". Il caso Englaro solleva un dibattito etico, religioso, politico, che si inserisce su un vuoto di normative tale per cui alla fine il potere giudiziario si è sostituito a quello legislativo. L'unica risposta possibile è il testamento biologico, che a mio avviso dovrebbe contenere anche le informazioni del paziente in merito alla sua volontà di donazione di organi, ad esempio. E' un consenso al quale manca, come dici tu, l'attualità, ma come ho tante volte detto, almeno ci dice quale sarebbe stato il grado di accettazione di quel malato, per quel trattamento. Alcuni malati sanno qual'è il destino che li attende. Io ho visto tanti malati rifiutare la dialisi come era loro pieno diritto fare, e famiglie premere affinchè il malato, che magari nel frattempo era diventato incosciente, venisse sottoposto a quel trattamento che tanto aveva osteggiato quando era lucido. E parlo anche di malati che quel trattamento già lo facevano e lo sentivano intollerabile. Cosa faresti tu, in una situazione del genere? Che strumenti hai per mettere in pratica le scelte che reputi giuste?
In quanto al dubbio (anche ragionevole) che ci possa essere un contenimento di spesa dietro le pratiche di sospensione dei trattamenti, potrei risponderti con la stessa serenità che forse molte di queste situazioni si rivelano redditizie per alcune strutture di accoglienza. Ma siccome non sono cinica, né in un senso né nell'altro, non lo penso. Manterrei il dibattito su un piano squisitamente normativo.


però quando la volontà del singolo c'era ed era chiara,come nel caso di Welby gli stessi che adessono sbraitano per tenere in vita Eluana,parimenti non rispettavano la volontà.Insomma chi deve decidere della propria vita?Il soggetto interessato o Ruini e Bagnasco?E' questo il punto