Redattore Sociale - Dire, 14 novembre 2008

Con gli emendamenti della Lega che mirano a far pagare le prestazioni sanitarie pubbliche agli immigrati irregolari e obbligano i medici a segnalare i clandestini, "di fatto si nega a degli esseri umani il diritto ad essere curati". È quanto sottolinea Paolo Beni, presidente nazionale dell’Arci, nel corso di una conferenza stampa organizzata dai Radicali e dall’associazione Antigone sul ddl sicurezza bollando il provvedimento del governo "come inutilmente persecutorio verso chi è diverso".

Secondo l’esponente dell’Arci "il ddl, dopo il passaggio in commissione al Senato, è arrivato in aula nettamente peggiorato dimostrando che la maggioranza sta di fatto seguendo la linea della Lega". Con i nuovi emendamenti del Carroccio, poi, "rischia di peggiorare ulteriormente". Per l’Arci "le orride cose contenute nel provvedimento nascondono in realtà un disegno lucido e preciso di una società in cui i rapporti tra gli individui non sono più basati sui principi di uguaglianza ma sulla legge del più forte che porterà all’affermazione del concetto che ci sono cittadini di serie A e di serie B". Poi aggiunge: "È bene cominciare a chiamare le cose con il loro nome, il governo e la sua maggioranza fanno istigazione all’odio e al razzismo creando allarme sociale".

Per questo, anticipa il presidente Arci, "stiamo ragionando attorno a un tavolo con altre associazioni, tra cui le Acli e la Caritas, per avviare nelle prossime settimane una grande iniziativa culturale di informazione e sensibilizzazione dell’opinione pubblica per arginare un fenomeno che sta diventando preoccupante". L’idea che si sta affermando con il pacchetto sicurezza del centrodestra, spiega il presidente nazionale dell’associazione Antigone, Patrizio Gonnella, è che "l’italiano va protetto e lo straniero punito, ma è solo propaganda perché le norme contenute nel ddl sono un mix di razzismo istituzionale e qualunquismo securitario".

Dai radicali eletti nel Pd arriva la promessa di dare battaglia in parlamento contro il ddl sicurezza che, sottolinea Donatella Poretti, è "estremamente vago e generico nei contenuti come dimostra la norma sul registro dei senza fissa dimora che, non spiegando né a cosa servirà né chi lo userà, si riduce a una schedatura e basta". Marco Perduca denuncia invece "una lista di spauracchi creati ad arte" dal il centrodestra "con la collaborazione del sistema radio-televisivo". Quindi osserva: "Hanno cominciato con il decreto sicurezza, che è già stato approvato in parlamento, facendo credere che il problema prioritario in Italia era la questione rom, poi è arrivato l’allarme extra-comunitari, subito dopo quello sulle prostitute. Invece - conclude - ci sono studi nazionali e internazionali che ci dicono che l’Italia probabilmente è uno dei Paesi più sicuri al mondo".