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  1. #1
    W il Patriottismo Siciliano!
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    Predefinito Questionario sulla Mafia

    Domande da parte di un mio collega laureando in Antropologia Culturale all'università di Bologna, funzionali alla sua tesi di laurea. Lo aiutiamo? Che ne dite..?


    • Cosa è la mafia?

    • Dove vedi la mafia nel mondo che vivi?

    • Come pensi che sia cambiata la mafia negli ultimi 20/30 anni?

    • Pensi che sia un fenomeno strettamente politico, che sia un ampio sistema culturale o entrambe le cose?

    • Si può vincere la mafia? Se si come? Se no perché?

    • La mafia è sempre stata criminale o ci sono stati momenti in cui i benefici che essa procurava alla popolazione non permetteva di considerarla criminale?

  2. #2
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    Predefinito

    Io ho risposto così.

    • Cosa è la mafia?

    La Mafia (il cui nome penso sia il caso di scrivere con la lettera maiuscola, in quanto nome proprio di un fenomeno preciso, preciso ma, paraddossalmente, dai confini molto labili) è tutto e non è nulla. È una cultura? Anche… ma dove comincia e dove finisce? È davvero possibile delimitarla? È atteggiamento mafioso pugnalare l’amante della propria moglie? È atteggiamento mafioso derubare? Lo è forse raccomandare un lavoratore in cambio di voti? Lo è tacere, quando vengono fatte domande su di essa? Lo è trafficare con la droga? Lo è chiedere il pizzo? Da un estremo all’altro di queste domande, a quali avremmo risposto ‘sì’, e a quali ‘no’? La Mafia è qualcosa che controlla, che tiene d’occhio perché tutto vada come deve andare… ma per chi le cose devono andar così? Cui prodest? Giova forse alla povera gente che apre delle attività commerciali? Giova forse all’intera economia siciliana, ultima in Europa? A chi giova? La Mafia è qualcosa che soffoca, ma il ‘soffocare’ implica l’agire su qualcosa di vivo per causarne la morte ed arrivare a determinarne l’inoffensività.
    Le risposte, naturalmente, non possono essere matematiche. Molte cose, fatti accaduti in 60 e più anni di storia siciliana, mi inducono personalmente a dare una risposta, semplicistica, forse… ma l’uomo non tende per sua natura a ridurre la complessità più che possa? Ebbene io penso che la Mafia sia uno strumento di controllo per quelle popolazioni che potrebbero causare ‘problemi’ ad un sistema ben più ampio, sistema che deve continuare a sussistere sempre e comunque. Presunti capi-Mafia come Riina, Provenzano, Messina Denaro e tanti altri, occuparono o occupano il posto che dovevano occupare, ma non sono loro a muovere i fili. Giuseppe Fava lo capì, e lo capì così bene che dopo una settimana dall’intervista fatta al programma televisivo Film Dossier, condotto da Enzo Biagi ed in cui espresse proprio tali sue convinzioni, fu ucciso, nei primi del gennaio 1984. La Mafia sostiene lo Stato e lo Stato sostiene la Mafia in una raccapricciante osmosi che si protrae da sempre, e che adesso ha raggiunto proporzioni probabilmente irreversibili, a meno che non avvenga qualcosa di veramente sconvolgente. Dato il mio personale pensiero politico, tendo a pensare che una soluzione radicale come un’indipendenza della Sicilia (naturalmente aborrata così tanto dalle istituzioni italiane, così da favorire un falso movimento per l’autonomia per incamerare quei sinceri speranzosi ed insoddisfatti in odore di ‘risveglio patriottico siculo’ e far morire sul nascere eventuali altri veri ‘rigurgiti’ separatisti, come quelli già sopiti nel 1946) potrebbe essere qualcosa di radicalmente rivoluzionario, e non parlo di ‘rivoluzione’ in senso sovversivo filo-cheguevariano, ma di ‘rivoluzione’ come di ‘capovolgimento’ di una situazione non più sostenibile dalla popolazione, popolazione che già inizia a stancarsi anche a causa della crisi economica e già stanca dell’assenza dello Stato istituzionale che dovrebbe garantire determinate condizioni di vita, mai, in Sicilia, veramente garantite, motivo per cui la criminalità di stampo mafioso ha avuto sempre un appoggio determinante come anti-Stato, da parte degli abitanti, un anti-Stato messo lì apposta dallo Stato per sopperire alla sua stessa mancanza. È il cane che si morde la coda.
    A cosa servirebbe l’indipendenza della Sicilia? A spezzare un sistema ormai in sé in via d’estinzione e che sussiste solo per un assurdo accanimento terapeutico, in cui a giovarne sono la massoneria (o almeno una parte di essa) e quegli esecutori che non hanno un ruolo eccessivamente esposto ma facenti pur parte della grande famiglia mafiosa: si tratta di due elementi della politica italiana (massoneria e Mafia) che non si escludono a vicenda, ma che a mio parere hanno molto, molto a che vedere tra loro.

    • Dove vedi la mafia nel mondo che vivi?

    Dove? La vedo nella negazione di un posto di lavoro; la vedo nell’impossibilità di poter sognare una famiglia nel posto in cui sono nato e che amo; la vedo nell’osservare gente lavorare in un settore per il quale non detiene una qualifica; la vedo nell’abbandono dei luoghi che vedo da quando sono nato, luoghi che hanno visto tempi in cui tutto il mondo conosciuto li invidiava per il loro splendore culturale; la vedo nella costrittiva povertà di famiglie che dormono fuori dal palazzo del comune per protesta contro l’assenza di un tetto sopra la propria testa; la vedo nella nostra sommersione nella spazzatura. La vedo, insomma, nella mancanza quasi totale di reazione da parte di uno Stato (e dei suoi organi dipendenti, alcuni anche incostituzionali, come le Province siciliane) che si fa promotore di un certo tipo di ‘legalità’ solo a parole.

    • Come pensi che sia cambiata la mafia negli ultimi 20/30 anni?

    La Mafia di 20/30 anni fa preparava il terreno per qualcosa; questo terreno ha avuto l’ultimo atto di lavorazione con la morte di Falcone e Borsellino ed è stato irrigato con il loro sangue, con il sangue di martiri che sono serviti in quanto tali proprio per il progetto più ampio di ridefinizione dello stesso Stato italiano. Adesso la Mafia non ammazza più… perché non ne ha più bisogno: “È finito tutto…”, disse Antonino Caponnetto immediatamente dopo la strage di via D’Amelio, in un’intervista al Tg3 Regione. Cosa è finito? Ma, soprattutto, cosa è cominciato? E cosa continua ancora oggi? Questo vorrei tanto saperlo.

    • Pensi che sia un fenomeno strettamente politico, che sia un ampio sistema culturale o entrambe le cose?

    Se fosse un sistema culturale in senso stretto, da cosa avrebbe avuto origine? Quando? E perché? Se parliamo di ‘cultura mafiosa’ implichiamo che vi sia coinvolta tutta una popolazione e non solo parte di essa (intendendo per ‘parte di essa’ coloro che sono più immediatamente collegati alla Mafia istituzionalmente riconosciuta come tale), popolazione che ragiona, agisce e fa agire secondo schemi giudicati ‘mafiosi’. Ma giudicati ‘mafiosi’ da chi? A parer mio la faccenda dovrebbe essere vista prima di tutto in senso storico-culturale che in senso solamente culturale, che coinvolga elementi appartenenti alla concezione che i nuovi conquistatori della Sicilia (i Piemontesi in primis) ebbero di determinati comportamenti denotati tra la popolazione siciliana (Cesare Lombroso credeva che il volume cranico dei così detti ‘meridionali’ fosse un indice biologico di una congenita dedizione all’illegalità… ma ‘illegalità’, ancora una volta, seondo chi?). È a mio parere errato tacciare di ‘mafia’ ogni comportamento estraneo alla cultura dei nuovi ‘padroni’ del Nord: la resa dei conti, il rispondere a tono ad un torto subito (come per il caso già accennato dell’uccidere l’amante della moglie, quando non anche la moglie stessa), il domandare una tassa sul terreno e sulla sua produzione (l’antenato del ‘pizzo’ odierno), il reagire violentemente ad una violazione di territorio non sono consuetudini già presenti in molte culture umane? Allora la ‘mafiosità’ di tali atteggiamenti da cosa dipende? Dall’anacronismo con cui continuano a significare oggi come nel XIX secolo, sebbene in forme differenti? Beh, se la Mafia fosse una cultura, allora anche io sarei in parte mafioso… come lo sarebbe in parte ogni uomo sulla terra in quanto ricercatore della soddisfazione del proprio ego anche a costo di calpestare gli altri, ricerca che costituisce una tappa con cui anche i santi cristiani hanno dovuto fare i conti, in quanto prima di tutto ‘uomini’ fatti di carne ed ossa.
    Se, invece, la Mafia viene intesa come uno strumento di controllo politico, come continuo a ribadire e come sostengo, ad iniziare dal suo nome, potrebbero essere evidenti ben altre dinamiche, dinamiche che potrebbero sconvolgere chi ancora pensa che il mafioso sia davvero solo chi abbia un’arma in mano, chi abbia una pronuncia retroflessa e cerca semplicemente di far soldi sulle spalle degli altri…

    • Si può vincere la mafia? Se si come? Se no perché?

    Se, come credo, la Mafia non è una cultura in senso stretto ma la manifestazione di un certo tipo di politica, promossa e sostenuta dallo stesso Stato italiano, allora credo che la risposta possa essere ‘sì’. Come? A questo ho già risposto alla prima domanda, ovvero ‘spezzando’ il sistema politico vigente: facendo diventare la Sicilia uno Stato.

    • La mafia è sempre stata criminale o ci sono stati momenti in cui i benefici che essa procurava alla popolazione non permetteva di considerarla criminale?

    Potrebbero anche esserci stati momenti in cui eventuali benefici che essa procurava alla popolazione non permettessero di considerarla criminale (ma allora non esisteva nemmeno il nome stesso di ‘Mafia’, figuriamoci la sua percezione) dalla stessa popolazione che usufruiva di tali eventuali benefici. La cosa che mi pare sia verosimile è che la criminalizzazione della Mafia sia avvenuta quando qualcuno l’ha istituzionalmente criminalizzata, costituendola di diritto, potremmo dire, come un anti-Stato… ma un anti-Stato che fa comodo, come dicevo, come alleata di quello che si costituisce come Stato. Se inizialmente la Mafia, benché ancora giovane e, come detto, senza ancora un nome ben definito, poteva essere intesa come un organo di semplice gestione del ternitorio alternativa al nuovo Stato italiano, adesso, e certamente non solo da adesso, si tratta di un movimento repressivo atto al controllo, proprio in quanto istituzionalizzato dallo Stato, probabilmente anche all’insaputa di chi fa parte delle ultime falangi mafiose, quelle più lontane dalla logistica e che sono quelle che più spesso vengono demonizzate come ‘mafiose’ tout court e mostrate come facenti parte dell’unico volto possibile della Mafia… in maniera naturalmente falsante.

  3. #3
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    Sarò molto veloce nelle risposte:

    • Cosa è la mafia?
    - Si potrebbero scrivere libri interi, senza però dire cosa è la mafia nella sua essenza. Secondo me le parole chiave della mafia sono: egemonia, compromesso, ignoranza, subcultura, soldi.

    • Dove vedi la mafia nel mondo che vivi?
    - Nei migliori giovani che se ne vanno disperati dalla nostra terra che, puntualizzazione, chiamiamo terra per non chiamarla nazione.

    • Come pensi che sia cambiata la mafia negli ultimi 20/30 anni?
    - Spara meno. Brucia di più. Fa più affari. E' più politica.

    • Pensi che sia un fenomeno strettamente politico, che sia un ampio sistema culturale o entrambe le cose?
    - Ci sono Cosa Nostra, Stidda, clientelismo e sistema capitalista che rappresentano il sistema politico-militare della mafia. C'è anche lo spirito di mafia (riprendendo Gaetano Mosca) che ne garantisce la "legalità" e quindi può essere considerato l'impalcatura culturale e ideologica della mafia. Ed è quest'ultimo il più difficile a essere sconfitto.

    • Si può vincere la mafia? Se si come? Se no perché?
    - Verrà sconfitta, chissà quando, ma sono sicurissimo che verrà sconfitta. Come e quando...non sono un veggente! Posso solo dire che la mafia qui in Sicilia fa comodo a chi sta fuori. Se analizziamo la storia notiamo che il sistema mafioso è stato tenuto in piedi da forze esterne alla Sicilia. Serve ad altri. Non serve i siciliani. E per siciliani io intendo i siciliani veri, quelli onesti, quelli oppressi, quelli che hanno saputo rivoltarsi ciclicamente, non gli ascari e chi ha pensato sempre ai propri interessi. Morale: dobbiamo sconfiggerla noi siciliani la mafia e non sperare che siano gli altri a a farlo. Più responsabilità meno prostituzione. Più indipendenza e meno "Ci vendiamo al migliore offerente!". Odio chi, come Sonia Alfano, implora per la risoluzione dei propri problemi chi viene da lontano pieno di soldi. Restiamo, rimbocchiamoci le maniche, non permettiamo che la gente ci dica che siamo degli illusi. Non scappiamo. Non facciamo ragionamenti del tipo "C'è chi ci pensa al posto mio" oppure "Non cambierà mai nulla!"

    • La mafia è sempre stata criminale o ci sono stati momenti in cui i benefici che essa procurava alla popolazione non permetteva di considerarla criminale?
    - La mafia non ha mai procurato benefici se non per chi ne ha fatto parte. La mafia è criminalità perchè è ingiustizia. Ma, riprendendo un tema attuale, se dà posti di lavoro, se produce ricchezza, se distribuisce benessere, dobbiamo fare un ragionamento inverso, dobbiamo fare un ragionamento semplice, del tipo costi-benefici. Se dà lavoro a 50, ne toglie a 100! Se produce ricchezza per 10, produce povertà per 1000! Se distribuisce benessere per una parte della popolazione, l'altra parte fa letteralmente la fame. Chi pensa che la mafia abbia portato progresso è soltanto stupido. Chi crede alla leggenda dei Beati Paoli è soltanto un ignorante. Chi pensa a una mafia che risolva tutte le ingiustizie, che crei ordine, non pensa alla mafia ma alla sua scomparsa e a qualcosa che la sconfigga.

    ANTUDO

  4. #4
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    La Mafia non rende alcun servizio ai Siciliani, fino a 150 anni addietro di Mafia non ne parlava nessuno, o era invisibile o era inesistente, certo poteva esistere una "Mafia" nelle campagne siciliane, ma era una cosa minima non invasiva come oggi, se ciò è avvenuto e perchè la presenza della Mafia ha fatto comodo alle caste dominanti continentali, i "Siciliani" ed altri Popoli colonizzati in tutto il mondo erano ritenuti o selvaggi o poco più che bestie, mentre i loro dominatori quanto più erano sanguinari, tanto più si sentivano, autorizzati da Dio, a sottomettere le "razze" inferiori o a sterminarle, sicuramente a rapinarle. La Mafia oggi è una creatura continentale che uccide in Sicilia, è l'equivalente degli "Squadroni della Morte" che nelle dittature latino-americane uccidevano gli oppositori o chiunque potesse anche per sbaglio opporsi agli interessi economici o politici del Potere. Altra considerazione, ho letto in questi giorni dati dell'ISTAT, Sicilia e Basilicata sono le Regioni più povere in Italia, guarda che coincidenza, sono le uniche Regioni in Italia ricche di petrolio, quindi la ricchezza del petrolio a chi finisce ?

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Coriolano Visualizza Messaggio
    La Mafia non rende alcun servizio ai Siciliani, fino a 150 anni addietro di Mafia non ne parlava nessuno, o era invisibile o era inesistente, certo poteva esistere una "Mafia" nelle campagne siciliane, ma era una cosa minima non invasiva come oggi, se ciò è avvenuto e perchè la presenza della Mafia ha fatto comodo alle caste dominanti continentali, i "Siciliani" ed altri Popoli colonizzati in tutto il mondo erano ritenuti o selvaggi o poco più che bestie, mentre i loro dominatori quanto più erano sanguinari, tanto più si sentivano, autorizzati da Dio, a sottomettere le "razze" inferiori o a sterminarle, sicuramente a rapinarle. La Mafia oggi è una creatura continentale che uccide in Sicilia, è l'equivalente degli "Squadroni della Morte" che nelle dittature latino-americane uccidevano gli oppositori o chiunque potesse anche per sbaglio opporsi agli interessi economici o politici del Potere. Altra considerazione, ho letto in questi giorni dati dell'ISTAT, Sicilia e Basilicata sono le Regioni più povere in Italia, guarda che coincidenza, sono le uniche Regioni in Italia ricche di petrolio, quindi la ricchezza del petrolio a chi finisce ?
    Lo ripeeto anche in questo post: stiamo attenti a leggere quei dati. La suddetta ricerca si basa sul consumo e non su un altro parametro ben più importante: il risparmio.

    ANTUDO

  6. #6
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    • Cosa è la mafia?

    La mafia è il potere, la corruzione, i salotti buoni

    • Dove vedi la mafia nel mondo che vivi?

    Dapertutto la risposta l'ho data su

    • Come pensi che sia cambiata la mafia negli ultimi 20/30 anni?

    La mafia non è mai cambiata da 110 anni ad oggi, a meno che non parliamo di mafia come braccio armato, cioè quello che fa le stragi o gli omicidi, perchè la borghesia mafiosa ha sempre avuto un atteggliamento che è uguale da 100 anni

    • Pensi che sia un fenomeno strettamente politico, che sia un ampio sistema culturale o entrambe le cose?

    politico solo politico

    • Si può vincere la mafia? Se si come? Se no perché?

    non offendendo più laverità come si sta facendo da 40 anni a questa parte


    • La mafia è sempre stata criminale o ci sono stati momenti in cui i benefici che essa procurava alla popolazione non permetteva di considerarla criminale?

    L mafia è mafia è non porta nessun beneficio


    Al tuo amico andropologo mi permetto di consigliare due libri di Leopoldo Franchetti del 1976 che il giudice Roberto scarpinato consiglia a chiunque gli chiede qualcosa di approfondito sulla mafia e sono "Politica e mafia in sicilia" e "condizioni politiche e amministrative della sicilia" e libro molto bello è "Il ritorno del principe" di saveri lodato e francesco scarpinato dove spiega priprio la criminilalità dei potenti, scusaemi se mi sono dilungato troppo.

    P.S. un caro saluto a roman.

  7. #7
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    1- la mafia e' una organizzazione criminal/politica/culturale tendente al controllo politico e finanziario del territorio (e felle persone in esso) basata sulla assoluta omerta'.

  8. #8
    freeman
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    2- Dove vedi la mafia nel mondo che vivi?
    Non la vedo piu' perche' lontano ormai.
    Da persona normale no la vedi mai, la percepisci quando dici o critichi chi o cosa non dovresti criticare

  9. #9
    freeman
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    • Come pensi che sia cambiata la mafia negli ultimi 20/30 anni?
    E diventata piu' prudente e modesta , non vuole far rumore, farsi notare, forse anche perche le mancano oppure ha meno appoggi politici d una volta , nella capitale.

  10. #10
    freeman
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    4- Pensi che sia un fenomeno strettamente politico, che sia un ampio sistema culturale o entrambe le cose?
    No. E' un sistema criminoso che si avvale della cultura dell'omerta', dei favori e del parentaggio, tipica siciliana e di ricatti e collusioni di politici per coprirsi le spalle e ottenere favori.

 

 
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