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tra kefiah e bomber

di Andrea Benvenuti

L'incontro ha avuto luogo in un bar vicino a piazza Giochi Delfici, nel cuore della Roma bene: kefiah e bomber davanti a qualche birra per sancire, dopo gli scontri di piazza Navona, la pax romana tra gli studenti di destra che gravitano attorno al Blocco studentesco e i ragazzi dei collettivi di sinistra. "Ma i nomi dei ragazzi dei collettivi non te li dico, sennò poi me li bruci", dice Francesco Polacchi, coordinatore nazionale del Blocco.

Di sicuro all'happy hour romano c'erano gli studenti dei licei Bernini, Lucrezio Caro, Farnesina e Nomentano. I primi che, nella capitale, hanno avviato iniziative unitarie contro le misure del governo che 'uccidono la scuola pubblica'. Rilanciare il 'patto di Bergamo' siglato all'inizio delle proteste anti-Gelmini è l'obiettivo di Lotta studentesca, costola di Forza Nuova: "Vogliamo creare un fronte trasversale a Roma perché le misure della riforma Gelmini e del decreto Tremonti cancellano il futuro di tutti", dice Daniele, il loro responsabile regionale, cinque sedi a Roma e un centinaio di ragazzi nelle secondarie superiori. Stesso appello dal centro sociale Casa Pound, nel cuore del quartiere melting pot tra l'Esquilino e la stazione Termini, dove si riunisce Blocco studentesco: "Gli studenti sanno che non ci interessa rispondere alle provocazioni né cadere nella deriva della violenza", sostiene Polacchi, a dispetto del furgone pieno di mazze a piazza Navona.

A Roma il peso nelle scuole di Blocco studentesco e di Lotta studentesca è cresciuto negli ultimi due anni, e diversi istituti sono passati di mano alle elezioni dei consigli. È finita in pareggio al liceo Visconti, mentre Nomentano e Mamiani hanno votato per le liste di destra così come il Pertini e l'Amaldi, scuole a due passi dai campi nomadi di Tor Bella Monaca. Per ora le occupazioni da destra sono sospese, "ma siamo pronti a riprendere la protesta insieme agli studenti di sinistra". Prossimo test è lo sciopero dell'università. Scenderanno in piazza tutti. Anche gli studenti delle superiori. Pacificatori e provocatori compresi.