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Discussione: Crisi e immigrazione

  1. #31
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    Citazione Originariamente Scritto da Leonid Visualizza Messaggio
    Quando dico lavoratore italiano includo anche gli stranieri inseriti.
    si ma intendevo proprio quelli che ora come ora son fuori.
    vedi, per me possano pure rimanere le frontiere, ma quando penso al proletariato, penso anche a chi è di là.
    comunque: che ne pensi allora del protezionismo? (senza colonialismo...ovvio!!)
    sembra una misura ottima in questo momento di crisi, ma forse sembra ancor meglio (sembra al capitale) il federalismo, che dovrebbe essere una via più breve ai dazzi...

  2. #32
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    Citazione Originariamente Scritto da EL ROJO Visualizza Messaggio
    E a Treviso anche la Cgil
    vuol frenare i nuovi ingressi


    di NICOLA PELLICANI
    TREVISO - La Cgil della Marca chiede di sospendere i flussi d'immigrati. "Basta nuovi ingressi di stranieri, finché non saranno ricollocati quelli lasciati a casa in questi mesi dalle aziende". Esattamente quello che dice il ministro dell'Interno Roberto Maroni. La richiesta di Paolino Barbiero, segretario della Cgil di Treviso, accende un caso. Spiazza i sindacati e i partiti, prende in contropiede gli industriali e guadagna ovviamente gli applausi della Lega, che nella Marca governa quasi ovunque.

    L'idea della Cgil di Treviso sarà formalizzata giovedì al "tavolo" sui problemi del lavoro convocato dalla Provincia. "Noi non chiederemo - precisa Barbiero - di bloccare totalmente i flussi d'ingresso. Partendo però dalla considerazione che nella nostra provincia sono ormai migliaia gli immigrati rimasti senza lavoro e molti di loro ora rischiano di venire espulsi o di rimanere sul territorio in condizione di clandestini, abbiamo chiesto alle autorità d'intervenire sul governo per sospendere i nuovi arrivi, finché non saranno riassorbiti i disoccupati stranieri. Oltre, ovviamente a quelli italiani".

    (...)

    http://www.repubblica.it/2008/10/sez...l-treviso.html


    Cosa ne pensate?
    sono misure che non avranno alcun effetto positivo, è un po' come spazzare lo sporco sotto il tappeto.
    fino a che esisterà una diseguaglianza sociale a livello mondiale pari a quella che si ha oggi esisteranno i fenomeni migratori e il tenore di vita dei lavoratori a bassa specializzazione sarà destinato a diminuire.

    Non ha alcuna importanza impedire l'arrivo dei migranti se un'azienda per restare sul mercato è costretta a delocalizzare in Messico, Cina, Ucraina, ecc...

    La risoluzione della questione richiede una critica al liberismo (e fin qui tutti d'accordo credo) ma anche a certi principi cardine come l'autodeterminazione dei popoli che hanno reso impossibile attuare politiche di sviluppo a livello globale.

  3. #33
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    beh, insomma...io dico che la proposta va valutata.
    e capire inanzitutto se è attualizzabile chiudere temporaneamente le frontiere.xkè io sinceramente non lo so

  4. #34
    Leonid
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    Citazione Originariamente Scritto da due_calzini Visualizza Messaggio
    si ma intendevo proprio quelli che ora come ora son fuori.
    vedi, per me possano pure rimanere le frontiere, ma quando penso al proletariato, penso anche a chi è di là.
    comunque: che ne pensi allora del protezionismo? (senza colonialismo...ovvio!!)
    sembra una misura ottima in questo momento di crisi, ma forse sembra ancor meglio (sembra al capitale) il federalismo, che dovrebbe essere una via più breve ai dazzi...
    No. L'internazionalismo non è "pensare a tutti i proletari della terra" a mò di Organizzazione Non Governativa. Noi siamo una Nazione ed è nostro dovere agire positivamente nel nostro contesto, con la rispettiva organizzazione nazionale. Sarà compito dello Stato Ucraino o di quello Moldavo, occuparsi dei propri lavoratori, noi non siamo in condizione di sostenere, soprattutto con questa crisi destinata ad aggravarsi, il peso di ulteriori lavoratori stranieri.
    A meno che non si voglia procedere per sostituzione, come fanno i Comuni quando assegnano le case popolari, invece di darle a Maria e Giovanni, le danno a Alia e Mohammed, generando ulteriore competizione e guerre etniche (cosa che non escluderei nei prossimi mesi). Qui tratta di rilanciare l'economia reale attraverso un macro-intervento dello Stato , espropriando banche e aziende alle multinazionali. In poche parole la realizzazione di un Socialismo di Stato. L'alternativa è la collettivizzazione della miseria.

 

 
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