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  1. #11
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    22-11-2008 Gaza




    Gaza - Finalmente libere dalla presenza degli osservatori per i diritti umani del Free Gaza mov. e dell'International Solidarity Movement, pronti a documentare e denunciare i quotidiani abusi, ieri sera le motovedette israeliane hanno aperto il fuoco contro le barche dei pescatori palestinesi al largo di Khan Yunes e Rafah, nel sud della Striscia di Gaza.
    Testimoni oculari hanno riferito che le navi da guerra israeliane hanno sparato contro i pescherecci, terrorizzando i pescatori, ma non hanno causato vittime.
    Si ricorda che le forze di occupazione israeliane, martedì scorso, hanno rapito tre pacifisti stranieri e quindici pescatori palestinesi. Questi ultimi sono stati rilasciati senza le imbarcazioni, mentre gli attivisti sono stati imprigionati nel carcere di Ramle e oggi verranno espulsi. Tra i sequestrati c’è l'italiano Vittorio Arrigoni, per il quale i maggiori quotidiani e le tv del nostro Paese non hanno speso neanche una breve.

  2. #12
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    22-11-2008 In queste ore convulse è stato per me difficile prendere la decisione giusta, coerente con quello in cui credo e il più possibile razionale.
    Quella razionalità di cui spesso sono sprovvisto essendo l’istinto e la passione la mia naturale bussola.
    Ho deciso, contro la mia istintività combattente, razionalmente di non resistere
    alla deportazione.
    E di farmi imbarcare domattina su un aereo diretto a Roma.
    Spero che nessuno dei miei più cari amici da Rafah agli USA mi considerino un codardo per questa scelta.
    Ho valutato rischi e benefici.
    Nella stessa misura di quando nuotando verso Gaza nel tentativo di resistere alla cattura circondato da otto navi da guerra israeliane, ho visto le mie mani colorate di blu e ho desistito nella fuga.
    Forse sarò più utile alla causa fuori da queste mura sbarrate, forse qui dentro sarei addirittura più di danno che di beneficio per le nostre prossime valorose missioni.
    Il tempo smentirà o confermerà i miei dubbi e le mie decisioni.
    Ringrazio tutti coloro che mi hanno sostenuto e consigliato in questa frenetica giornata fatta di caffè lunghi georgiani, di tè eritrei e sigarette etiopi (gli insetti, invece, gentilmente offerti da Israele).
    In particolare ringrazio:

    - Huweida dagli USA col suo accento yankee
    - Paul, per il consiglio sullo streaptease
    - Adam e Sacha dalla West Bank per le ricariche telefoniche e del morale
    - Daniela da Al Quds per le sigarette mai pervenute
    - Bianca dalla Francia per il vino bianco
    - Leila sempre empatica
    - Tutti i blogger guerrilleri della rete
    - Mahfus e tutti i gazawi (tranne un certo Jamal)
    - Fida, Donna, G., OJ (eat, eat!), Eva (sleep, sleep!) e la companera Cohime.

    Ragazzi, sono orgoglioso di aver conosciuto e combattuto con esseri umani straordinari come voi, inshallah altre intifade marine nel nostro domani.

    Darlene, il migliore vino sta nelle botti piccole.
    Andrei, mi devi sempre quella rivincita sul tavolo verde.

    E tutti coloro che colpevolmente ho dimenticato e che mi si sono dimostrati vicini in queste ore.

    Il vostro mai domo Vik.

    Restiamo umani.



    http://www.infopal.it/testidet.php?id=9921

  3. #13
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  4. #14
    GiOcO dI sQuAdRa
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    VITTORIO ARRIGONI SCARCERATO TORNA IN ITALIA


    <



    di Kamo
    La mattina del 18 novembre, al largo delle coste di Gaza, la Marina israeliana ha attaccato pescatori e attivisti dell'International Solidarity Movement. Le navi da guerra hanno circondato diverse barche da pesca, sequestrando 14 pescatori e 3 attivisti internazionali.
    Tra i pacifisti arrestati, Andrew Muncie, Darlene Wallach (Usa) e Vittorio Arrigoni.

    Sono state informate del rapimento le ambasciate della Gran Bretagna, degli Stati Uniti e dell'Italia. I pescatori stavano pescando a 7 miglia al largo delle coste di Deir Al Balah, in acque gazesi, ben all'interno dei limiti di pesca definiti negli accordi di Oslo del 1984!
    I tre attivisti sono stati portati al centro di detenzione dell'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv dove hanno passato la notte. Questa mattina sono stati trasferiti a Ramlè alla prigione Maasiyahu. I motivi di questo trasferimento sono, al momento, sconosciuti.

    Ieri Vittorio Arrigoni ha telefonato alla sua famiglia e ha comunicato che, durante l'arresto e il trasferimento dai pescherecci alle navi da guerra, sono stati colpiti con le pistole che sprigionano scariche elettriche e poi lasciati immersi in acqua per mezz'ora. Vittorio è anche titolare del blog GuerrillaRadio.


    Pare le condizioni di questo carcere non siano brutte (quello di Ramlè) e che loro si trovino insieme ad altri attivisti stranieri e non con criminali israeliani. Pare anche che abbiano deciso di resistere pacificamente e di opporsi alla loro espulsione.

    I 15 pescatori palestinesi sono invece stati rilasciati questa notte e sono rientrati a Gaza.
    Questa mattina attendevano l'arrivo di due avvocati e del Console italiano Felip.


    L'arresto di Vittorio, come degli altri due attivisti, è illegale. Secondo quanto riferito al Ministero per gli Affari Esteri dal Consolato generale di Gerusalemme, che si è subito attivato, Vittorio aveva già un decreto di espulsione da Israele dal 2005 e potrebbe essere considerato recidivo: questo aggraverebbe notevolmente la sua posizione. C'è da considerare però che, secondo il Diritto internazionale, l'arresto di Vittorio è avvenuto in acque internazionali (a 7 miglia dalla costa di Gaza) per cui è da ritenersi (sempre per il Diritto Internazionale) del tutto illegittimo.

    Il caro Vittorio sconta il fatto di non aver voltato lo sguardo di fronte a quell'obbrobrio che è il lager di Gaza, di non aver accettato che la politica criminale e genocida del governo israeliano si manifestasse impunemente, senza che qualcuno avesse difeso la dignità e la libertà dei fratelli palestinesi. Da anni, ormai, manifestiamo il nostro dissenso, gridando Gaza vivrà e supportando le cause dei fratelli palestinesi, ma pare che la cortina fumogena della disinformazione italiana continui a funzionare bene ed a tenere nascosto questo crimine immondo.

    Quel lager a cielo aperto (Gaza), messo in piedi dallo stato israeliano con la connivenza delle democrazie occidentali deve essere liberato, così come devono essere liberati tutti i prigionieri palestinesi detenuti illegalmente nelle carceri israeliane. Deve essere liberato subito il nostro Vittorio, così come tutti gli altri attivisti detenuti illegalmente da uno stato razzista qual è quello israeliano.

    La notizia è circolata per tutta la giornata nella "blogosfera", sulla stampa e sulla BBC, ma non ha trovato eco nel frivolo TG1. Non conta nemmeno che la notizia riguardi un cittadino italiano. Sapete com'è, nell'informazione italiana che si preoccupa, a fronte di 3000 morti per un terremoto in un paese del terzo mondo, di tranquillizzarci per prima cosa che "nessun italiano è rimasto coinvolto", se un nostro connazionale viene invece arrestato in Palestina, il fatto non sussiste.

    Nel silenzio concordato tra i media sulla Palestina, a parte qualche reportage sui catfight tra cristiani che si rotolano nel fango davanti al Santo Sepolcro, giusto per movimentare le giornate, si fa finta di fare informazione e giustificare lo stipendio dell'inviato. La lezione è che in Occidente di ciò che accade in quel lembo di terra non deve interessare. Non è cosa nostra, secondo la stampa embedded e secondo i dettami israeliani.

  5. #15
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    Ciao a tutti, fratelli e sorelle,
    al di qua e al di là del filo spinato israeliano che imprigiona Gaza nel suo assedio.

    Sto meglio,
    nel tepore della casa dei miei genitori,
    col mio cane che non smette un secondo di scodinzolarmi attorno,
    bevendo qualche arham juice,
    fumando le mie beedies,
    guardando malinconico fuori dalla finestra un giardino che si ovatta di bianco,
    qui nevica.

    Certamente sono colto dalla famosa "febbre di Gaza".
    Non c'è rimedio se non tornare alla battaglia che ho interrotto,
    bisogna saper accettare il proprio destino, anche se è generoso di dolore e avaro gioie.

    Sono un leone io,
    più mi bastonano, più mi imprigionano,
    più rafforzano la mia determinazione verso quello in cui più credo,
    che in questi ultimi mesi della mia vita e' significato
    libertà per la gente di Gaza,
    la mia seconda famiglia.

    Sono già alla terza doccia quest'oggi,
    più che dalle postule delle puntere d'insetto che infestavano la prigione in cui mi hanno tenuto sequestrato,
    mi sto ripulendo dal loro odio,
    qualcosa di veramente inumano.

    Sto anche facendo un pò di allenamento fisico,
    e di forchetta,
    riprendendomi i chili perso negli ultimi giorni.

    Ovviamente sto scrivendo anche qualche articolo, e rilasciando interviste.

    questo il mio numero telefonico italiano:

    (+39)
    3343902658

    Credo che presto volerò a Londra, i media inglesi si sono dimostrati attenti alla nostra causa in difesa dei diritti umani,
    i media nostrani,
    come al solito tutti a presi a non disturbare il loro datore di lavoro unico,
    (leggasi berlusconi e la sua truppa di pidduistipostfascistimafiosi) che quando si parla di israele pare più servizievole
    di quando si inginocchiava davanti alla patta di Bush.

    stay human,


    Vostro Vik dall'esilio.

    Vittorio Arrigoni
    contatti:
    guerrillaingaza@gmail.com
    3343902658
    ps. Grazie ai tanti per il sostegno.
    25/11/2008 190

    http://guerrillaradio.iobloggo.com/archive.php?eid=1751#commenti_5822674

  6. #16
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    La marina israeliana ha restituito i 3 pescherecci palestinesi rubati martedì scorso,
    il giorno in cui con un blitz terroristico aveva rapito i 3 internazionali attivisti per i diritti umani, Vittorio Arrigoni, Darlene e Andrew (poi deportati da Israele) e 15 pescatori palestinesi (poi rilasciati).

    Il governo israeliano, per bocca di un suo portavoce, ha recentemente minacciato i pescatori di Gaza che qualsiasi barca oltrepassi il limite di 6 miglia dalla costa, sarà confiscata e il suo equipaggio, compreso attivisti internazionali, verrà "arrestato".

    Il limite di 6 miglia imposto unilateralmente dalle Autorità israeliane, è assolutamente illegale e criminoso, gli accordi di Oslo infatti hanno fissato a circa 20 miglia dalla linea costiera il limite massimo di allontanamento e sono 12 le miglia sancite dall'Accordo Bertini, stipulato nell'Agosto 2002 tra le Nazioni Unite e Israele.

    Un limite imposto da Israele apposta per impedire ai pescatori di Gaza di procacciarsi il necessario di che sfamarsi, che si inquadra nel piano criminale di punizione collettiva imposto dal governo israeliano a Gaza con il suo assedio.

    I proprietari dei tre pescherecci palestinesi si stanno muovendo su di una piccola imbarcazione, per raggiungere i tre pescherecci rapinati da Israele la settimana scorsa, e ora abbandonati dalla stessa marina israeliana al largo di Gaza.

    Vittorio Arrigoni
    blog: http://guerrillaradio.iobloggo.com/
    mail: guerrillaingaza(at)gmail.com
    contatto: 3343902658

 

 
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