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  1. #1
    Mai l'altra guancia
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    Thumbs up La risposta di Suor Ildefonsa.

    Genova La richiesta inoltrata ai superiori

    Il convento vuole il testamento biologico «Non si può vivere come vegetali»

    Suor Ildefonsa: ho visto tanta sofferenza, aspetto il permesso insieme con tre sorelle

    Suor Ilda accudisce i malati del Don Orione (Pambianchi) GENOVA - Suor Ildefonsa ha settantaquattro anni, ha preso il velo a diciassette e da allora non ha mai smesso di dedicarsi agli altri, ai più sfortunati: per venticinque anni si è presa cura dei ricoverati del Don Orione, è vissuta a contatto della sofferenza più profonda. Ieri suor Ildefonsa, per tutti suor Ilda, ha ricevuto a Genova un premio come «donna fuori dal coro», e ha mantenuto fede al suo carattere. «Ho chiesto ai miei superiori — rivela — di poter fare il testamento biologico. È stata una richiesta verbale, non l'ho messo per scritto, sono in attesa». Rispetta l'obbedienza suor Ilda, e con serenità ripete «sono dentro alla Chiesa», ma con umiltà ha posto un problema: «Non voglio essere ridotta come un vegetale. Se questo fosse il mio destino vorrei che mi lasciassero andare via in pace, ho letto che anche Papa Giovanni Paolo II avrebbe detto, arrivato il suo momento, "lasciatemi andare"». «Questa richiesta non mi risulta », ha detto brevemente ieri sera il cardinale di Genova Angelo Bagnasco, «in ogni caso — ha aggiunto riferendosi al testamento biologico e al caso di Eluana Englaro di cui aveva appena parlato per ribadire le posizioni della Chiesa — non credo che si tratterebbe di una richiesta in questa prospettiva». Suor Ilda non è la sola, nel suo ordine, ad aver riflettuto sulla fine della vita e a voler mettere per scritto le proprie volontà: «Siamo in quattro sorelle. Chiediamo se possiamo fare il testamento biologico per respingere ogni accanimento terapeutico». La decisione, come ha raccontato ieri Il Secolo XIX, è di poco tempo fa: «È successo questo — racconta suor Ilda —. Una sorella è stata male e si è accasciata a terra nel cortile, aveva avuto un ictus. È arrivata l'ambulanza ed è stata intubata subito, sul posto, e poi ricoverata al Galliera».

    L'ospedale Galliera di Genova è di una Fondazione presieduta per statuto dal vescovo della città, oggi monsignor Bagnasco. «La sorella è rimasta intubata, attaccata alle macchine quasi tre mesi», continua suor Ilda, «e io ho sofferto tanto vedendola in quello stato. Poi una notte mi hanno chiamato, aveva un febbrone ed è finita. Io ho pensato: non voglio essere attaccata alle macchine, non voglio che la fine sia così. Perché prolungare la sofferenza per sé e per gli altri?». Ha visto tante sofferenze, suor Ilda, ha accompagnato molte persone nell'ultimo viaggio, e parla con grande sincerità: «Ho perso da poco il mio unico fratello. L'ho assistito in ospedale e insieme abbiamo detto tante volte il rosario. Soffriva e mi confidava: sono stanco, basta. Ho pregato perché il Signore aprisse le sue braccia e lo accogliesse a sé. Si dice che gli ultimi giorni di sofferenza possono avvicinare a Dio ed essere una benedizione, ma io non so se portano veramente alla salvezza o alla dannazione. Anche la scienza, la medicina, possono sbagliare. È meglio che la Provvidenza faccia il suo corso ». Questa piccola suora dal carattere intrepido ha fiducia nella Chiesa: «È in cammino, come tutti noi, nel buio e con sprazzi di luce: ma la luce arriva sempre. C'è bisogno di tempo. Sono stata fra le prime a fare atto notarile per poter donare gli organi, ora, per il testamento biologico aspetterò ». Suor Ildefonsa, vuole chiarire il suo pensiero: «Io credo fermamente nella vita. Fin dal primo istante del concepimento. Ho accudito al Don Orione bambini senza alcuna facoltà mentale, senza arti, a volte qualche visitatore diceva: ma a chi serve una vita così? Io rispondevo: serve a te, perché tu ti possa chiedere che cosa sai fare per loro».
    Erika Dellacasa
    18 novembre 2008
    Arriverà?




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  2. #2
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    Ha importanza?

  3. #3
    Io sto con il Papa
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    Con tutto il rispetto, ma la linea ufficiale e in linea con la dottrina è quella del card.Bagnasco!

  4. #4
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    Che nomi, povere suore!...

    Quasi peggio di quelli "moderni" appioppati ai bambini.

  5. #5
    MANDA A CASA LA CASTA
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    purtroppo in parlamento dormono.. come sempre.

  6. #6
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    La suora mi pare che abbia smentito in parte.

    http://notizie.alice.it/notizie/poli...,16912905.html

    La suora del testamento biologico: Male interpretata

    "Da rifiutare se prevede interventi di tipo eutanasico"

    postato 18 ore fa da APCOM ARTICOLI A TEMA



    Roma, 19 nov. (Apcom) - Aveva chiesto alla sua superiora di poter fare un testamento biologico, ma oggi suor Maria Ildefonsa Busatta, religiosa 'orionina' di un convento genovese, esprime la sua "amarezza" nell'essere stata "occasione di mala interpretazione" da parte della stampa e precisa: "Se il testamento biologico di cui si parla oggi avesse per oggetto interventi del tipo eutanasia è chiaro che è da rifiutare".
    "Carissima Madre Maria Irene, sento il bisogno di manifestare a lei il mio vero intendimento nel parlare del tema dell'accanimento terapeutico e testamento biologico per il quale il mio nome è finito sui giornali", afferma la religiosa in una missiva pubblicata integralmente dal 'Sir', il Servizio informazione religiosa della Cei. "Sono sorpresa e dispiaciuta che la mia conversazione - forse non precisa nelle parole - sia stata ripresa e usata dalla stampa per accreditare forme di volontaria omissione di aiuto medico ai malati gravi che costituiscono forme di eutanasia. Ho passato la mia vita nel soccorrere e aiutare persone con gravi limiti (bimbi, malati, anziani) e mai li ho ritenuti 'vegetali' o non degni di essere aiutati a vivere. Quello che personalmente rifiuto è l'accanimento terapeutico nel senso e nelle forme illustrate dal magistero della Chiesa".
    "Se il testamento biologico di cui si parla oggi avesse per oggetto interventi del tipo eutanasia è chiaro che è da rifiutare", afferma suor 'Ilda'. "Sono stata abituata con Don Orione a 'vedere e servire Cristo nell'uomo' sapendo che 'nel più misero degli uomini brilla l'immagine di Dio' e respingo ogni atto o omissione che attenti alla sacralità della vita. Cara Madre, voglia comprendere il mio stato di amarezza nell'essere stata occasione di mala interpretazione su valori sacri e per i quali ho speso e intendo spendere tutta la mia vita. Don Orione mi aiuti a perseverare nella via del bene in piena unità con il magistero della Chiesa". La lettera è stata fornita al 'Sir' da don Flavio Peloso, superiore generale dell'opera Don Orione mentre il vescovo di suor Ildefonsa è il card. Angelo Bagnasco, presidente della Cei.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da ConteMax Visualizza Messaggio
    La suora mi pare che abbia smentito in parte.

    http://notizie.alice.it/notizie/poli...,16912905.html

    La suora del testamento biologico: Male interpretata

    "Da rifiutare se prevede interventi di tipo eutanasico"

    postato 18 ore fa da APCOM ARTICOLI A TEMA

    Roma, 19 nov. (Apcom) - Aveva chiesto alla sua superiora di poter fare un testamento biologico, ma oggi suor Maria Ildefonsa Busatta, religiosa 'orionina' di un convento genovese, esprime la sua "amarezza" nell'essere stata "occasione di mala interpretazione" da parte della stampa e precisa: "Se il testamento biologico di cui si parla oggi avesse per oggetto interventi del tipo eutanasia è chiaro che è da rifiutare".
    "Carissima Madre Maria Irene, sento il bisogno di manifestare a lei il mio vero intendimento nel parlare del tema dell'accanimento terapeutico e testamento biologico per il quale il mio nome è finito sui giornali", afferma la religiosa in una missiva pubblicata integralmente dal 'Sir', il Servizio informazione religiosa della Cei. "Sono sorpresa e dispiaciuta che la mia conversazione - forse non precisa nelle parole - sia stata ripresa e usata dalla stampa per accreditare forme di volontaria omissione di aiuto medico ai malati gravi che costituiscono forme di eutanasia. Ho passato la mia vita nel soccorrere e aiutare persone con gravi limiti (bimbi, malati, anziani) e mai li ho ritenuti 'vegetali' o non degni di essere aiutati a vivere. Quello che personalmente rifiuto è l'accanimento terapeutico nel senso e nelle forme illustrate dal magistero della Chiesa".
    "Se il testamento biologico di cui si parla oggi avesse per oggetto interventi del tipo eutanasia è chiaro che è da rifiutare", afferma suor 'Ilda'. "Sono stata abituata con Don Orione a 'vedere e servire Cristo nell'uomo' sapendo che 'nel più misero degli uomini brilla l'immagine di Dio' e respingo ogni atto o omissione che attenti alla sacralità della vita. Cara Madre, voglia comprendere il mio stato di amarezza nell'essere stata occasione di mala interpretazione su valori sacri e per i quali ho speso e intendo spendere tutta la mia vita. Don Orione mi aiuti a perseverare nella via del bene in piena unità con il magistero della Chiesa". La lettera è stata fornita al 'Sir' da don Flavio Peloso, superiore generale dell'opera Don Orione mentre il vescovo di suor Ildefonsa è il card. Angelo Bagnasco, presidente della Cei.
    probabilmente sarà stata contattata da qualche uomo di bagnasco e le avranno fatto fare marcia indietro...

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da matrix82ct Visualizza Messaggio
    probabilmente sarà stata contattata da qualche uomo di bagnasco e le avranno fatto fare marcia indietro...
    dal testo della ritrattazione non si capisce bene quale sarebbe stata la volontà da lei espressa. Forse un po' di eccesso iniziale nell'lnterpretarne le parole iniziali e qualche pressione successiva per farla ritrarre anche di quel poco o tanto che aveva detto, ha portato ed un testo che non mi sembra specifichi molto.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da edera rossa Visualizza Messaggio
    dal testo della ritrattazione non si capisce bene quale sarebbe stata la volontà da lei espressa. Forse un po' di eccesso iniziale nell'lnterpretarne le parole iniziali e qualche pressione successiva per farla ritrarre anche di quel poco o tanto che aveva detto, ha portato ed un testo che non mi sembra specifichi molto.
    Certo.
    Il sale iniziale è stato bilanciato dallo zucchero successivo
    Quello che personalmente rifiuto è l'accanimento terapeutico nel senso e nelle forme illustrate dal magistero della Chiesa
    Si capisce subito che sono parole che le sgorgano dall'animo.
    La pecorella, smarrita per un attimo, riportata nell'ovile dal buon pastore.

 

 

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