Risultati da 1 a 10 di 10
  1. #1
    Liberale mai a sinistra
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    Predefinito Nel PD c'è già chi se ne va...

    Caro Walter, io me ne vado

    Caro Walter, ti scrivo perché ho deciso di dimettermi dalla Direzione nazionale del Partito democratico. Una scelta non facile che nasce dall’esperienza di quest’ultimo anno e dai dubbi crescenti sulla capacità del Pd di proporsi come forza riformista e innovativa, come aveva annunciato di voler fare un anno fa.

    Il Pd aveva un’obiettivo ambizioso al quale avevo aderito con entusiasmo e che ora faccio fatica a riconoscere in questo partito, in numerosi ambiti. Dalle posizioni ambigue su importanti temi etici e valoriali, alla gestione di processi politici locali e nazionali, ma soprattutto alle posizioni in quegli ambiti più cruciali per la crescita del Paese: istruzione, ricerca e innovazione. Era su questi temi che coltivavo le aspettative maggiori verso il Pd. Ero stata molto delusa dalle politiche del Governo Prodi, ma speravo che con il Pd si aprisse una stagione nuova, fatta di elaborazione di idee e proposte significative. Di fronte alle posizioni del Pd su questi fronti non posso che essere sconcertata. Non ho visto nessuna proposta incisiva, se non “andare contro” la Gelmini. Peraltro tra tutti gli argomenti che si potevano scegliere per incalzare il ministro sono stati scelti i più scontati e deboli. Il mantenimento dei maestri, le proteste contro i tagli, la retorica del precariato, tutte cose che perpetuano l’immagine della scuola come strumento occupazionale. È questa la linea nuova e riformista del Pd? Cavalcare l’Onda non basta. Serve una proposta davvero nuova, che ribalti le attuali logiche di funzionamento della scuola anziché difenderle. Ma non ho visto niente di tutto questo.
    La mia delusione è tanto più forte quando penso alla propaganda fatta un anno fa riguardo all’apertura a idee nuove, quando penso alle molte persone provenienti da ambiti professionali qualificati che si erano avvicinate al progetto del Pd e che avrebbero potuto portare un contributo in termini di idee e innovazione. Che fine hanno fatto queste persone? Quali nuove modalità di coinvolgimento e ricambio ha creato il Partito? Io stessa, che ero stata contattata (così mi era stato detto) per le mie competenze “tecniche”, in un anno di vita del Pd non sono stata consultata mai nemmeno per un parere. Questa emarginazione non ha certo offeso né me né, credo, le altre persone già molto impegnate fuori dalla politica. Mi chiedo però come mai, un anno fa, ci era stata chiesta una collaborazione con tanto apparente entusiasmo quando evidentemente di questa collaborazione non c’era bisogno. Mi chiedo se era necessario fare tanto rumore sul ricambio generazionale quando basta guardare chi sta ancora in cabina di regia per capire che, in fondo, non è cambiato niente.
    Inneggiare al cambiamento, all’idea di una società e di una politica nuove serve a poco se manca il coraggio di intraprendere fino in fondo le azioni necessarie a realizzare queste idee. Sartre diceva che noi siamo quello che facciamo. Sono le nostre azioni che ci definiscono, stare a discutere su ciò che ci piacerebbe essere serve a poco: la gente ci giudicherà per quello che abbiamo fatto. E di quello porteremo la responsabilità. Per quanto mi riguarda non voglio portare la responsabilità delle scelte che sta facendo questo partito che in larga parte non condivido e sulle quali non ho avuto e non ho possibilità di incidere in alcun modo. Per questo ho deciso di dimettermi.

    Irene Tinagli

    Irene Tinagli insegna alla Carnegie Mellon University di Pittsburgh. Allieva di Richard Florida, è esperta di politiche pubbliche per l'innovazione, la creatività e lo sviluppo economico. Lavora come consulente per il Dipartimento Affari Economici e Sociali dell'Onu e per la Commissione europea. Il suo ultimo libro è “Talento da svendere” (Einaudi 2008).


    http://www.ilriformista.it/stories/P...0pagina/32175/


  2. #2
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    Poteva andarsene senza farsi tanta pubnlicità....

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da PD-SALVO Visualizza Messaggio
    Poteva andarsene senza farsi tanta pubnlicità....
    ben vengano pubblicità di questo tipo

  4. #4
    Amico di Oniria..wooff...
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    Citazione Originariamente Scritto da PD-SALVO Visualizza Messaggio
    Poteva andarsene senza farsi tanta pubnlicità....
    no ha fatto capire che ha aperto gli occhi davanti al miraggio VELTRONI e per non continuare a fare l'allocca ha messo NERO su BIANCO quello che pensa.

    mika è fessa

  5. #5
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    Veltroni dovrebbe meditare molto su queste parole:

    Inneggiare al cambiamento, all’idea di una società e di una politica nuove serve a poco se manca il coraggio di intraprendere fino in fondo le azioni necessarie a realizzare queste idee. Sartre diceva che noi siamo quello che facciamo. Sono le nostre azioni che ci definiscono, stare a discutere su ciò che ci piacerebbe essere serve a poco: la gente ci giudicherà per quello che abbiamo fatto.
    Ma secondo me ormai è un turacciolo alla deriva, in un mare di m[censura].

    Comunque riconosco che aveva cominciato bene e che aveva delle buone prospettive. Anche se ovviamente ho gioito per l'inevitabile sconfitta. Doveva continuare su quella strada, ma con le elezioni del nuovo sindaco di Roma ha sbandato ed è uscito di strada.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Newborn Visualizza Messaggio
    Caro Walter, io me ne vado

    Caro Walter, ti scrivo perché ho deciso di dimettermi dalla Direzione nazionale del Partito democratico. Una scelta non facile che nasce dall’esperienza di quest’ultimo anno e dai dubbi crescenti sulla capacità del Pd di proporsi come forza riformista e innovativa, come aveva annunciato di voler fare un anno fa.

    Il Pd aveva un’obiettivo ambizioso al quale avevo aderito con entusiasmo e che ora faccio fatica a riconoscere in questo partito, in numerosi ambiti. Dalle posizioni ambigue su importanti temi etici e valoriali, alla gestione di processi politici locali e nazionali, ma soprattutto alle posizioni in quegli ambiti più cruciali per la crescita del Paese: istruzione, ricerca e innovazione. Era su questi temi che coltivavo le aspettative maggiori verso il Pd. Ero stata molto delusa dalle politiche del Governo Prodi, ma speravo che con il Pd si aprisse una stagione nuova, fatta di elaborazione di idee e proposte significative. Di fronte alle posizioni del Pd su questi fronti non posso che essere sconcertata. Non ho visto nessuna proposta incisiva, se non “andare contro” la Gelmini. Peraltro tra tutti gli argomenti che si potevano scegliere per incalzare il ministro sono stati scelti i più scontati e deboli. Il mantenimento dei maestri, le proteste contro i tagli, la retorica del precariato, tutte cose che perpetuano l’immagine della scuola come strumento occupazionale. È questa la linea nuova e riformista del Pd? Cavalcare l’Onda non basta. Serve una proposta davvero nuova, che ribalti le attuali logiche di funzionamento della scuola anziché difenderle. Ma non ho visto niente di tutto questo.
    La mia delusione è tanto più forte quando penso alla propaganda fatta un anno fa riguardo all’apertura a idee nuove, quando penso alle molte persone provenienti da ambiti professionali qualificati che si erano avvicinate al progetto del Pd e che avrebbero potuto portare un contributo in termini di idee e innovazione. Che fine hanno fatto queste persone? Quali nuove modalità di coinvolgimento e ricambio ha creato il Partito? Io stessa, che ero stata contattata (così mi era stato detto) per le mie competenze “tecniche”, in un anno di vita del Pd non sono stata consultata mai nemmeno per un parere. Questa emarginazione non ha certo offeso né me né, credo, le altre persone già molto impegnate fuori dalla politica. Mi chiedo però come mai, un anno fa, ci era stata chiesta una collaborazione con tanto apparente entusiasmo quando evidentemente di questa collaborazione non c’era bisogno. Mi chiedo se era necessario fare tanto rumore sul ricambio generazionale quando basta guardare chi sta ancora in cabina di regia per capire che, in fondo, non è cambiato niente.
    Inneggiare al cambiamento, all’idea di una società e di una politica nuove serve a poco se manca il coraggio di intraprendere fino in fondo le azioni necessarie a realizzare queste idee. Sartre diceva che noi siamo quello che facciamo. Sono le nostre azioni che ci definiscono, stare a discutere su ciò che ci piacerebbe essere serve a poco: la gente ci giudicherà per quello che abbiamo fatto. E di quello porteremo la responsabilità. Per quanto mi riguarda non voglio portare la responsabilità delle scelte che sta facendo questo partito che in larga parte non condivido e sulle quali non ho avuto e non ho possibilità di incidere in alcun modo. Per questo ho deciso di dimettermi.

    Irene Tinagli

    Irene Tinagli insegna alla Carnegie Mellon University di Pittsburgh. Allieva di Richard Florida, è esperta di politiche pubbliche per l'innovazione, la creatività e lo sviluppo economico. Lavora come consulente per il Dipartimento Affari Economici e Sociali dell'Onu e per la Commissione europea. Il suo ultimo libro è “Talento da svendere” (Einaudi 2008).


    http://www.ilriformista.it/stories/P...0pagina/32175/

    Non c'è che dire: una donna con le palle!Proprio non si meritava un pesce lesso come Veltroni.
    Ma questo infortunio mette in luce come molti intellettuali non comprendono che sono solo strumenti provvisori dei politici che vogliono solo "durare" ovvero praticano l'immobilismo perchè diversamente non potrebbero sopravvivere: basti vedere quali uomini stanno gestendo il partito più innovatore(nella sigla) dell'ultimo ventennio.

  7. #7
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    fa la filosofa xchè tanto a lei il posto pubblico non glielo tocca nessuno, visto che è impiegata UE.
    Tsè!

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da PD-SALVO Visualizza Messaggio
    Poteva andarsene senza farsi tanta pubnlicità....
    come moni ovada

  9. #9
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    una grande! Ma invece di dimettersi che si candidi contro walter e massimo. Serve uno come obama o zapatero, un outsider che non sia un incompetente patentato (evito gli esempi ma ne abbiamo avuti) e che sappia sconfiggere la classe dirigente popolare-comunista che ancora ci guida

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da tucidide Visualizza Messaggio
    Non c'è che dire: una donna con le palle!Proprio non si meritava un pesce lesso come Veltroni.
    Ma questo infortunio mette in luce come molti intellettuali non comprendono che sono solo strumenti provvisori dei politici che vogliono solo "durare" ovvero praticano l'immobilismo perchè diversamente non potrebbero sopravvivere: basti vedere quali uomini stanno gestendo il partito più innovatore(nella sigla) dell'ultimo ventennio.
    Hai purtroppo ragione. Ma come fanno i politici ad incantare persone che hanno delle doti superiori quanto ad intelligenza?

    Evidentemente è vero che ognuno ha un prezzo (e non sempre in denaro) ed il politico è un abile mercante.

 

 

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