



Continui a dar aria alla bocca senza verificare se il cervello è connesso


Condivido, ma vorrei ricordarti che queste persone spesso scappano dalla fame e dalle guerre e non anno altre alternative. La colpa sta in chi non fa i controlli, nella politica, in chi li fa venire in italia per sfruttarli. Se nessuno gli desse da lavorare in itaglia ci passerebbero soltanto per arrivare in nord europa.


Però questo dovrebbe presupporre un minimo QI, che il nostro militonto orgoglione ha dimostrato di non avere in tutte le vaccate espresse nei vari 3d. Almeno una volta c'era una sQuola quadri o roba simile, adesso vengono su proprio così senza farci nulla e appartengono alla new age fognanuovistalegaiola che tanto successo (e cadreghe) ha portato alla cosca varesotta.


Riporto a riguardo un intero post di aussiebloke presente in un altro 3d:
1) Non ci sono guerre in Libia, Tunisia, Francia, Svizzera, Austria, Slovenia, SanMarino e Croazia. Quindi quelli che sono fuggiti dalle guerre, prima di arrivare in itaglia hanno attraversato almeno 4 o 5 altri paesi non in guerra. Se il loro scopo era "fuggire dalla guerra", potevano fermarsi li', non avevano bisogno di arrivare fino in itaglia. Cribbio, c'e' gente che cerca di emigrare in Australia dicendo di essere fuggita dalla guerra in Congo...ci sono 15 nazioni in cui potevano fermarsi, fra Congo e Australia.
2) Meta' dell'Africa e' in continuo stato di guerra da sempre. Quindi anche lo scappare dalla guerra non puo' essere considerata condizione sufficiente.
3) Il 99% di chi arriva non sta scappando dalla guerra. Sta scappando da posti infami rimasti arretrati per sovrappopolazione, arretratezza culturale, islam tradizionalista, ecc. Scappano di la' perche' si rendono conto che la vita la' fa schifo, ma portano con se' lo stesso bagaglio di arretratezza mentale che e' la causa dell'arretratezza del loro paese... anzi, appena arrivati in occidente, re-instaurano un modello di societa' identico a quello nel loro paese di origine... e allora che senso aveva emigrare? Emigrano in occidente per poter godere dei soldi, dei servizi pubblici e dei beni di consumo prodotti dalla cultura e dal lavoro degli autoctoni, ma al tempo stesso continuare a vivere come nella loro societa'. Eh no, troppo comodo.


Infatti ho detto che scappano dalla famee dalla guerra. E' ovvio che tendano ad andare in quei paesi dove sono convinti di poter sostentarsi e trovare lavoro. Quando gli itagliani emigravano in cerca di lavoro andavano in svizzera, belgio, germania, non certo in albania o in africa. Non dimentichiamoci poi delle comunità itagliane in venezuela, argentina, australia e america.


Il vero motivo è il persistente divario tra le remunerazioni dei fattori a livello globale, ma per risolvere questa disparità sociale e macroregionale e questi squilibri penso che tutte le ricette dei vari gatt e wto vadano nella direzione sbagliata. E non capendo questo problema di fondo, tutti gli slogan o le facili soluzioni rimangono monche. Però è anche vero che se tutti i paesi vivessero agli standard degli usa, il nostro pianeta chiuderebbe baracca e burattini il giorno dopo; ovvio che la colpa sta proprio in chi vive sopra gli standard e indirettamente perpetua anche le drammatiche condizioni degli altri paesi. Sulle conseguenze, poi, mi pare che ci siano pochi dubbi (almeno sul breve-medio periodo), guardando qualsiasi modello di mobilità internazionale dei fattori: se ci sono disparità salariali evidenti e gruppi consistenti di persone si muovono nel paese con i salari più alti, beh, i risultati non potranno che essere aumento di forza lavoro, aumento di produzione complessiva (finchè l'economia tira, altrimenti sacche di disoccupazione e aumento del malessere sociale che qualcuno dovrà spiegarci come affrontare...), condizione dei lavoratori che peggiora a causa della riduzione del salario (guerra tra poveri e i pescecani se la ridono...), con concomitante miglioramento della condizione dei proprietari di capitale a causa dell'aumento dell'offerta di lavoro, che fa crescere la produttività (che per me non è affatto un valore assoluto, anzi, tutt'altro, e infatti in nome della produttività si cercherà pian piano di smantellare certi traguardi ottenuti con decenni di lotte a cominciare da inizio 900) e quindi il rendimento del capitale. Ecco spiegate le posizioni in linea con i loro obiettivi di confindustria e quelle invece contraddittorie di alcuni sindacalisti e politici. Per quelle della chiesa potremmo fare un discorso a parte sul "mercato dei fedeli" (e nuove reclute per seminari e chiese).


Non discuto ma, permettimi, non mi interessa di passare per cinico quando faccio notare che nel mondo muoiono decine di bambini ogni secondo per mancanza di cibo. Ci sono innumerevoli guerre, accompagnate da scempi di ogni genere, violenze fisiche e mentali comprese.
Ora, è vero che la gente padanoalpina è conosciuta per essere il somaro da lavoro ideale, però perchè mai dovrebbe prendersi a carico i problemi dell'intero globo? Non ce ne sono forse già abbastanza?



