LAVORO E WELFARE STRAPPO NELLA CDL
Maggioranza di nuovo ai ferri corti dopo le polemiche sulle case Ater
Quote immigrati,
la Lega vota contro
Paolo Mosanghini
La giunta dimezza gli ingressi (da 6 a 3 mila), ma al Carroccio non basta
Il capogruppo Ln insorge: «Con queste difficoltà non serve manodopera»
L’assessore Rosolen: «In questa situazione abbiamo cercato un equilibrio»
UDINE. La giunta dimezza le richieste al governo delle quote per i lavoratori stranieri. E la Lega, che aveva proposto addirittura di azzerare tali quote, non ci sta e vota contro.
Il giorno dopo l’approvazione della legge Omnibus - che ha visto il partito di Bossi “accontentarsi” del limite di dieci anni di residenza in Italia, «dei quali almeno cinque in regione», per un alloggio pubblico - ieri, nella riunione di giunta, il Carroccio ha cercato di far valere le proprie ragioni su un altro tema. Ma l’esecutivo non ha ceduto e gli assessori leghisti Federica Seganti e Claudio Violino hanno votato contro.
La discussione verteva sul fabbisogno di lavoratori extracomunitari, prevedendo il dimezzamento delle richieste, da 6-8 a tremila (di cui 700 stagionali). La delibera di generalità era stata preparata dall’assessore al lavoro Alessia Rosolen, che ieri però era a Roma, pertanto è stata illustrata dal vicepresidente Luca Ciriani. Un’ipotesi - ha detto poi l’assessore Rosolen - che ha tenuto conto di cinque elementi principali: la crescita del numero di lavoratori neocomunitari, l’aumento dei ricongiungimenti familiari, la sempre piú ampia presenza di extracomunitari nelle liste di cassa integrazione e mobilità (sono 1.153, pari al 14,1 per cento del totale), l’accentuarsi dei fenomeni di crisi aziendale, l’aumento del ricorso delle imprese agli straordinari, che comporta un calo della domanda di lavoro temporaneo e flessibile.
«Comprendo le perplessità della Lega, ancor di piú in questo momento - ha affermato l’assessore Rosolen -. Tuttavia la giunta ha cercato un equilibrio tra le richieste del mondo produttivo, i dati sulla disoccupazione, la situazione geopolitica regionale, i correttivi, le richieste di stagionali e di badanti. Di fronte a questa situazione occorre dunque prima di tutto tutelare chi già lavora in regione e garantire nello stesso tempo una risposta di fronte alle richieste».
La delibera dunque segnala al governo la necessità di 2.300 quote piú altre 700 per i lavoratori stagionali.
Ma proprio la situazione generale di crisi e la possibile perdita di lavoro da parte di chi è già in regione sono i motivi che hanno spinto la Lega nord a pretendere l’azzeramento delle quote. «Oggi - spiega il capogruppo del Carroccio Danilo Narduzzi - ci troviamo di fronte a una grave crisi che causa l’espulsione dal mondo produttivo della manodopera non qualificata pertanto far entrare altre persone, ancora non qualificate, porta ad aggravare la situazione. Chi non ha lavoro ed è senza qualifica va qualificato e non si risolvono i problemi concedendo altre quote». Nessun “regolamento di conti” interno dopo lo sgambetto sui limiti per accedere agli alloggi popolari e la polemica sulle aperture domenicali? «Dicevo queste cose in agosto, quindi in tempi non sospetti. Noi invece chiediamo di essere in linea anche con quanto dice il nostro partito a livello nazionale», conclude Narduzzi. (27 novembre 2008)
http://espresso.repubblica.it/dettag...ntro/2050804/6
carlomartello




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