Vertice Ue-Cina, Mecacci: se Europa politica vuole esistere, leader europei annuncino disponibilità a incontrare Dalai Lama dopo decisione Pechino
Roma, 26 novembre 2008
• Dichiarazione di Matteo Mecacci, Deputato radicale e Presidente dell’Intergruppo Parlamentare per il Tibet
La decisione del Governo cinese di posticipare il Vertice UE-Cina come ritorsione dopo l’annunciato incontro tra il Presidente di turno dell’UE Sarkozy e il Dalai Lama previsto per il prossimo 6 dicembre in Polonia, e’ un test per verificare se esiste la volonta’ da parte dei leader Europei di costruire davvero un’Unione Europea come progetto politico, oltre che economico.
Per questo, sarebbe politicamente non solo opportuno, ma anche necessario, che dopo questo atto di ritorsione politica da parte di Pechino, tutti i leader di Governo europei, a partire dal Presidente del Consiglio Berlusconi, esprimessero la loro volonta’ e disponibilita’ a incontrare il Dalai Lama per discutere della situazione in Tibet e dello stallo dei colloqui tra le autorita’ cinesi e il Governo tibetano in esilio, che non puo’ continuare ad essere ignorato.
E’ infatti illusorio pensare che le autorità cinesi abbiano la volonta’ di trovare una soluzione alla vicenda tibetana fino a quando continueranno a “pretendere” che nessun leader internazionale incontri il Dalai Lama. Si tratta di un atteggiamento autoritario e inaccettabile da parte del Governo cinse e che dovrebbe far riflettere tutti i “realisti” che pensano di fare affidamento su un comportamento responsabile delle autorita’ cinesi a livello internazionale, dalla crisi in Darfur, all’attuale crisi economica globale. Fare accordi rinunciando ai propri principi e accettando ricatti, non scongiura i pericoli, ma ne annuncia di nuovi e piu’ gravi, non solo per il Tibet ma anche per noi.