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Rif: *** CAMERON! ***
Cameron nuovo premier, cosa dice la stampa
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The Times
«La nuova politica»: dopo giorni di trepidazione, il conservatore The Times può finalmente esultare, ritenendo la coalizione fra Conservatori e Liberal-Democratici «la migliore soluzione per il Paese».
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Rif: *** CAMERON! ***
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Non che tale opinione sia condivisa necessariamente da tutti i deputati e militanti del partito, sottolinea l'editoriale del Times, ma la cooperazione con un altro partito e il mettere gli interessi del Paese al di sopra di quelli della propria parte «è la miglior prova possibile che il partito Conservatore è cambiato».
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Rif: *** CAMERON! ***
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The Independent
The Independent è assai meno ottimista: il fallimento del possibile asse progressista Lib-Lab «è causa di vero rincrescimento», dato che le politiche dei due partiti sono più affini su molte questioni quali l'Europa e la riforma della legge elettorale, cavallo di battaglia dei Lib-Dem e del giornale.
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Rif: *** CAMERON! ***
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Alla fine, il giudizio sulla coalizione dipenderà da quanto riuscirà veramente a rappresentare un nuovo modo di fare politica: perché, nota The Independent, se la riforma elettorale si farà le alleanze fra i partiti diventeranno la regola e non l'eccezione. Proprio la riforma sarà la cartina di tornasole della coalizione: il referendum ottenuto dai Lib-Dem dovrà svolgersi senza ritardi e senza tentativo di eludere la questione.
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Rif: *** CAMERON! ***
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The Guardian
Assai meno entusiasta il Guardian, che definisce la coalizione «l'indoramento della pillola»: Liberal-Democratici e Laburisti hanno sprecato un'opportunità storica di formare un'alleanza progressista legittima. Ma anche la coalizione con i Conservatori non è priva di opportunità e «rappresenta una migliore alternativa per il Paese - e per i liberali - che non un governo di minoranza conservatore, per non parlare di una maggioranza Tory».
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Rif: *** CAMERON! ***
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Un governo che sarà guidato da un Primo ministro che sembra essere - specie agli occhi dell'ala destra del suo stesso partito - un «vero Tory liberale, il rappresentante di una tradizione autentica e onorevole». Nei prossimi mesi la coalizione dovrà superare la prova della crisi economica, e si vedrà se «ai ricchi sarà fatta pagare la loro equa parte del debito, o se il fardello ricadrà sui poveri e sulle classi meno abbienti attraverso i tagli ai servizi e l'aumento dell'Iva». Il Labour, all'opposizione e con un nuovo leader, avrà l'opportunità di costruirsi un futuro, conclude il Guardian
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Rif: *** CAMERON! ***
Il commento
Dave & Nick scelta pragmatica
di Beppe Severgnini
Corriere della Sera, 12 maggio 2010
Certo: meglio una maggioranza netta e il governo di un solo partito. Ma poiché la maggioranza netta non c’è, e il governo di un partito è impossibile, a Londra si cambia: governo di coalizione tra i conservatori di David Cameron e i LibDem di Nick Clegg. La tradizione impone altre cose? Poco male: si cambia anche quella. Se l’esperimento dovesse funzionare—e potrebbe—gli inglesi ci spiegheranno che esiste una nuova tradizione. Rassegnazione? Compromesso? Opportunismo? Macché: buon senso. La spiegazione dell’esito elettorale britannico è più antropologica che politica. Molti avevano escluso, all’estero, la possibilità di una coalizione tra Tories e Liberal-Democrats. Li dividevano—li dividono ancora—l’atteggiamento verso l’Europa, l’immigrazione e la legge elettorale. Non avevano considerato, molti stranieri, il pragmatismo di un Paese di solidi principi. Il Regno Unito, alle prese con problemi di debito pubblico e autostima, non può permettersi chiacchiere o perdite di tempo. Ha bisogno di un governo. E questo, oggi, è l’unico possibile.
Nicholas William Peter Clegg e David William Donald Cameron, entrambi 43enni e fisicamente somiglianti, sono la nuova strana coppia della politica europea. Resisteranno? I precedenti storici — si legge — inducono al pessimismo: il «parlamento appeso» uscito dalle elezioni del febbraio 1974 produsse un governo effimero, durato pochi mesi. Ma il laburista Harold Wilson, allora, tentò di governare senza maggioranza (anche allora i liberali di Jeremy Thorpe erano la terza forza ma non entrarono in una coalizione). Oggi Cameron & Clegg la maggioranza ce l'hanno. Se avessero bisogno anche di un motto, può prestarglielo la baronessa Thatcher, che un giorno s’inventò TINA: There Is No Alternative. E quando non c’è alternativa che si fa? Semplice: si prende l'unica strada possibile. In questo caso l’ingresso dei liberaldemocratici nel governo. È certo che la politica verso l’Unione Europea sarà quella dei conservatori: niente euro, per nessun motivo. Ed è probabile che l’attuale sistema maggioritario, che tante difficoltà ha creato ai liberali per ottant’anni, verrà sottoposto a referendum. E confermato.
Tutto questo si vedrà. Per adesso si vede altro, ed è altrettanto interessante: lo spettacolo di un Paese dove le campagne elettorali non sono guerre civili verbali e i risultati vengono accettati con fair-play. E — ripeto — pragmatismo. Da parte degli elettori — consapevoli che un governo serve — e da parte degli eletti. Cameron sa di non aver ottenuto la maggioranza plebiscitaria che consentì a Thatcher e Blair di rivoluzionare il Paese. Clegg è consapevole di non aver sfondato. Il nuovo primo ministro—su Google, ieri sera —veniva dopo James Cameron (regista canadese) e Cameron Diaz (attrice californiana): ha molto da fare e da dimostrare. Il leader liberale deve convincere gli elettori di essere «not just a pretty face», non solo una bella faccia capace di sedurre in tv. Due leader col senso del limite: prestateceli.
Dietro di loro una nazione, quella britannica, che non disdegna le novità: anzi. Nel Regno Unito amano fingersi tradizionalisti quando sono, in effetti, anticonformisti. Non solo a Londra. Da Aberdeen a Bristol, da Cardiff a Dundee amano cambiare anche per il gusto di cambiare. È un gusto sano, legittimo e democratico. 10, Downing Street: uno esce, l'altro entra. Un balletto catartico. L’abitudine al comando tenta e corrompe—ogni riferimento alle Appaltopoli e Rogitopoli italiane è puramente voluto — e risciacquare periodicamente le stanze del potere fa bene a tutti. Quindi in bocca al lupo, Dave & Nick, ragazzi degli anni Sessanta. Di tutto ha bisogno l’Europa, oggi, meno che di un giovane fallimento.
Dave & Nick scelta pragmatica - Corriere della Sera
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Gb,"governo ispirato da 3 principi"
Cameron:"Libertà,equità,responsabilità"
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I liberaldemocratici saranno "rappresentati a ogni livello del governo". Lo ha dichiarato David Cameron, nella conferenza stampa congiunta che ha tenuto a Londra insieme a Nick Clegg, per annunciare al Paese la formazione del "governo stabile, forte e determinato" di cui ha bisogno il Paese. Un governo, ha aggiunto, ispirato a tre principi, "libertà, equità, e responsabilità".
Cameron ha subito ricordato il principale problema da affrontare: "Nessun governo in tempi moderni ha ricevuto un'eredità economica così terribile". Parlando ai giornalisti, il neo-premier ha chiarito la volontà sua e di Nick Clegg di "introdurre una nuova politica, dove è più importante l'interesse nazionale che quello di partito, dove la cooperazione e il compromesso non sono segni di debolezza, ma di forza".
"Fino a oggi eravamo rivali, ora siamo colleghi", ha aggiunto il leader dei Liberal Democratici. "Ciò la dice lunga su questo nuovo tipo di governo. Ci saranno dossi e attriti, ma reggerà nonostante quelle differenze". Gli fa eco Cameron: "Questo è un accordo per cinque anni".
Durante la conferenza stampa congiunta non è mancato un attimo di ilarità e imbarazzo quando un giornalista ha ricordato a David Cameron il giorno in cui, alla domanda "Qual è la sua barzelletta preferita?", egli rispose "Nick Clegg". "Mi dispiace, ho paura di averlo detto una volta", ha confidato al suo nuovo vice, Clegg, che scherzando ha risposto: "Me ne vado!".
Secondo l'accordo raggiunto tra i due partiti, il governo manterrà il punto cardine del programma dei Conservatori, quello di tagli della spesa pari a sei miliardi di sterline già quest'anno, e di una "riduzione accelerata" del deficit record del Paese che è pari a 163 miliardi. Il nuovo esecutivo esclude l'adesione della Gran Bretagna all'euro nei prossimi cinque anni. Saranno inoltre "aumentare in modo sostanziale" le indennità sulle tasse sui redditi, come voluto dai LibDem. I Tory hanno dovuto rinunciare al loro programma di esenzioni sulle tasse di successione.
Sarà varata una riforma ampia del sistema bancario, che includerà il controllo dei bonus e nuove imposizioni fiscali, e saranno aumentate le tasse su alcuni capital gains (seconde case, investimenti azionari dei privati), passando dall'attuale flat tax del 18 per cento a quasi il 40 per cento.
Gb,"governo ispirato da 3 principi". Cameron:"Libertà,equità,responsabilità" - mondo -Tgcom - pagina 1
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GRAN BRETAGNA
Al via la coalizione Cameron-Clegg
'Libertà, giustizia e responsabilità'
Il neopremier conservatore comincia a riempire le caselle del gabinetto di coalizione: Clegg vicepremier, il 38enne Osborne alle Finanze, 5 ministri lib-dem. La crisi economica il primo problema da affrontare
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William Hague, nuovo ministro degli Esteri
LONDRA - Archiviate le giornate convulse del post-elezioni, dopo la prima notte trascorsa a Downing Street il nuovo premier britannico David Cameron inizia oggi il primo giorno di lavoro con l'agenda dominata dalla formazione del nuovo governo di coalizione, un inedito per la storia recente britannica. Ancora molte caselle vuote nella formazione, che vede per ora alcuni punti fermi significativi. Innanzi tutto, e per forza di cose, il ruolo di vicepremier affidato al leader libearldemocatico Nik Clegg che con i suoi 57 deputati ha permesso ai Tories di formare la maggioranza necessaria a governare.
"Io e Nick Clegg abbiamo formato un governo di coalizione, che è unito da tre principi: libertà, giustizia e responsabilità e iI liberal democratici saranno rappresentati a ogni livello del governo", ha detto Cameron, nella prima conferenza stampa congiunta con il suo vice, Clegg. Il nuovo premier ha parlato dell'intenzione sua e del partner di "introdurre una nuova politica, dove è più importante l'interesse nazionale che quello di partito, e dove la cooperazione e il compromesso non sono segni di debolezza ma di forza".
Per Cameron il principale problema da affrontare immediatamente resta la crisi economica: "Nessun governo in tempi moderni ha ricevuto un eredità economica così terribile", ha detto. Entrambi "concordano che la riduzione del deficit e la continuità per assicurare la ripresa economica sono le questioni più urgenti che la Gran Bretagna deve fronteggiare". Il governo Lib-Con mantiene quindi come punto cardine del programma dei conservatori, quello di tagli della spesa pari a sei miliardi di sterline già quest'anno, e di una "riduzione accelerata" del deficit record del Paese che è pari a 163 miliardi (11,1 per cento del prodotto interno lordo, secondo le stime del governo). Il nuovo governo esclude inoltre l'adesione della Gran Bretagna all'euro nei prossimi cinque anni, la durata dell'accordo definito nei negoziati fra i due Partiti per un governo di coalizione.
Tra le difficoltà che la coalizione dovrà affrontare, significativa è la conferma alla guida del Foreign Office del ministro degli Esteri ombra, William Hague. Un euroscettico di ferro, che renderà difficile la convivenza con gli europeisti liberaldemocratici. Agli alleati andranno altri quattro ministeri e una ventina di altre cariche. Il capo segreteria di Clegg, Danny Alexander, occuperà il ministero per gli Affari scozzesi; al numero due dei Libdem, Vince Cable, verrà assegnato la responsabilità per "banche e imprese" anche se non è ancora chiaro se il titolo sarà di primo segretario al Tesoro; David Laws sarà il segretario per l'Infanzia mentre non si sa ancora quale incarico svolgerà l'ex candidato a leader dei Libdem Chris Huhne.
I Tories si aggiudicano i portafogli di peso. A un altro giovanissimo (Cameron e Clegg hanno 43 anni), il 38enne George Osborne, va il ruolo chiave di cancelliere dello Scacchiere. Liam Fox diventa il ministro della Difesa mentre Andrew Lansley andrà al ministero della Salute. Theresa May è stata nominata ministro dell'Interno, mentre alla Giustizia va Ken Clarke.
Resta, pesante, l'incognita Europa. Il patto di coalizione stretto fra Libdem e Tories esclude ogni ingresso nell'euro e prevede un referendum per ogni trasferimento di sovranità all'Ue. Hague ha subito esordito, all'indomani del voto, con un documento che aveva provocato una levata di scudi tra i libdem. Il testo esordiva sottolineando che la vittoria elettorale dei conservatori "cambia la relazione britannica con l'Ue" e prometteva di chiedere il "rimpatrio" di poteri in materia di giustizia penale, politica sociale e occupazione oggi sotto la giurisdizione di Bruxelles. Hague è stato anche fortemente criticato da Clegg per aver ritirato il partito conservatore dal gruppo europarlamentare popolare, da lui considerato troppo favorevole all'integrazione europea. Sotto la sua guida gli eurodeputati conservatori hanno formato un gruppo euroscettico con i polacchi del partito della Legge e la Giustizia del defunto presidente Lech Kaczynski e i cechi della Piattaforma Civica Democratica.
Al via la coalizione Cameron-Clegg 'Libertà, giustizia e responsabilità' - Repubblica.it
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Rif: *** CAMERON! ***
Ecco la squadra di Cameron:
all'economia il 38enne Osborne
di Andrea Franceschi
Il Sole 24 Ore, 12 maggio 2010
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleO...9-631631e51023
George Osborne
Poco più di 12 ore dopo la nomina del leader conservatore David Cameron alla guida del nuovo governo di coalizione con i Liberal-Democratici va prendendo forma la lista dei Ministri dell'esecutivo, che dovrebbe prevedere per i Lib-Dem cinque portafogli compreso quello del leader Nick Clegg, nominato vicepremier.
Ecco gli incarichi già assegnati: quelli ministeriali noti finora sono tutti conservatori, tranne Clegg che sarà vicepremier. Agli esteri ci sarà William Hague. Agli Interni: saranno affidati a Theresa May (che avrà anche il sottosegretariato delle Pari opportunità). La Difesa sarà affidata a Liam Fox, la Giustizia a Ken Clarke e la Sanità ad Andrew Lansley.
La gestione dell'economia sarà affidata a George Osborne che, con i suoi 38 anni è il più giovane Cancelliere dello Scacchiere britannico da oltre un secolo. Il suo obiettivo, come ha ricordato Cameron nel giorno della sua nomina, sarà quello di mettere ordine nei conti pubblici. Il problema è quantomai urgente in questa fase. L'espansione di deficit e debito pubblico in conseguenza della crisi finanziaria ha messo in discussione la stessa solvibilità di paesi come la Grecia, la Spagna e il Portogallo. Anche la Gran Bretagna, che ha dovuto affrontare costosi salvataggi bancari non se la passa tanto bene. Sul tema della riduzione del deficit peraltro Osborne, braccio destro di Cameron nella corsa alla guida dei Tories del 2005, è stato criticato in campagna elettorale per aver proposto di destinare 6 miliardi di sterline alla riduzione delle tasse sui salari, piuttosto che al contenimento del deficit.
Il neo cancelliere dello scacchiere sarà affiancato dal liberal democratico Vince Cable, nominato sottosegretario con delega al settore bancario. Il suo nome è noto perché, un'anno prima delsalvataggio pubblico della Northern Rock (la banca britannica travolta dalla crisi finanziaria ndr.) aveva lanciato l'allarme indebitamento. Famosa anche una sua frase del 2007, per attaccare il primo ministro Gordon Brown disse che: «in poche settimane aveva fatto una metamorfosi da Stalin a Mister Bean».
Nel partito laburista invece è iniziata la gara per la successione a Gordon Brown. Il primo candidato in lizza è David Miliband, già ministro degli Esteri del governo guidato da Gordon Brown.
Ecco la squadra di Cameron: all'economia il 38enne Osborne - Il Sole 24 ORE