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Ah, una cosa: è ovvio che tutto sto delirio sui soviet e su Kant, non c'entra nulla col punto. Primo perchè in Italia è riconosciuta la possibilità di variare l'IVA, quindi non è colpa di Berlusconi. Secondo, e qui Venom dovrebbe essere favorevolissimo al nuovo decreto, perchè il decreto ALLINEA due scaglioni di iva diversi, ponendoli alla normale aliquota del 20, mentre ora servizi identici hanno un trattamento diverso.
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Originariamente Scritto da
Venom
Mai detto che i consumi hanno pari necessarietà teorica e mai ho detto che è il mercato a decidere la necessarietà di un bene.
Ciò che stostengo in realtà è molto più semplice.
Ciò che è necessario per me, potrebbe non esserlo per te (e viceversa). Per questo non ha alcun senso che il governo decida tassare i consumi in base alla "necessità".
Ma tassare tutti i consumi in egual misura equivale ad una imposta non progressiva. Prova, per un attimo immaginare che non esistano imposte dirette ma solo tasse sui consumi, e prova ad imaginare le conseguenze del tuo discorso.
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Originariamente Scritto da
edera rossa
Ma tassare tutti i consumi in egual misura equivale ad una imposta non progressiva. Prova, per un attimo immaginare che non esistano imposte dirette ma solo tasse sui consumi, e prova ad imaginare le conseguenze del tuo discorso.
Senza contare che:
- l'iva viene differenziata non solo con un occhio al lato della domanda, ma anche per sostenere la produzione in certi settori (era questa la ragione dell'iva ridotta al satellite)
- a parte il necessario/non necessario (e francamente faccio fatica a capire come si possa negare che il pane è più necessario del satellite), c'è la possibilità di favorire/sfavorire determinati consumi. Non ci vedo nulla di strano se il governo di un paese decide, per esempio (come fanno tutti i governi occidentali, peraltro), di favorire il "consumo" di beni culturali.
Poi si può anche sostenere che lo stato è male e il mercato è l'unica forza legittima, ovviamente...
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jmimmo82
, non è accertabile che Berlusconi in ogni circostanza sacrificherà l'interesse del paese per l'utile personale.
.
No jmimmo, non è neppure questo il problema, la critica che si fa alla situazione di conflitto di interessi in cui viviamo per la spregiudicatezza di berlusconi e l' ignavia del CS tra il 1996 e il 2001 , varrebbe anche se , per assurdo l' attual e governo , per farsi bello decidesse in contrasto con gli interessi aziendali del cavaliere: potrebbe colpire altri operatori e non dimentichiamo che MEDIASET è quotata in borsa. Il punto è che chi prende decisioni importanti per l' economia del paese non deve avere personali interessi rilevanti in campo.
Quando lavoravo per una associzione di industriali non potei proporre un nostro associato (era pure di simpatie repubblicane) come membro dell' assemblea della fiera di bologna ( organo pletorico e quasi pleonastico) perchè era titolare di un impresa di pulizia e se fosse stato membro dell' assemblea ( che ovviamente non approva i contratti di fornitura , ma solo il bilancio ) non avrebbe mai poturo partecipare ad un appalto , neppure per toglierte le foglie secche dal viale di ingresso.
Ha ragione Alberich a dire che è molto più scandaloso il ridimensionamento degli incentivi per il risparmio energetico, ma questo è più emblematico
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Originariamente Scritto da
edera rossa
E' l'approccio di milioni di italiani.
Saranno pure milioni, ma senz'altro sono meno della maggioranza, altrimenti non ci ritroveremmo un magnate a capo del Governo...
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Anche se Berlusconi fosse l'uomo più onesto di questo mondo il diffidarne data l'ampiezza dei suoi interessi non è un atto di malafede , ma di prudente difesa degli interessi collettivi. Era il nostro amato Cattaneo a ricordare che la diffidenza è l'arte della libertà ( e forse, anche per questo era contrario all'ingresso dei magnati in politica).
La diffidenza nei riguardi del Governo è un'eredità culturale del liberalismo da cui Cattaneo ha attinto gran parte del suo pensiero filosofico. Ad ogni modo, ritengo che questa diffidenza sia doveroso manifestarla nei momenti critici come l'elezioni politiche. Durante il periodo legislativo, credo sia più produttivo per il paese un clima di generale fiducia nel quale ci si limita a denunciare le malefatte governative per poi rammentarle in prossimità delle successive elezioni...
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Originariamente Scritto da
lucrezio
No jmimmo, non è neppure questo il problema, la critica che si fa alla situazione di conflitto di interessi in cui viviamo per la spregiudicatezza di berlusconi e l' ignavia del CS tra il 1996 e il 2001 , varrebbe anche se , per assurdo l' attual e governo , per farsi bello decidesse in contrasto con gli interessi aziendali del cavaliere: potrebbe colpire altri operatori e non dimentichiamo che MEDIASET è quotata in borsa. Il punto è che chi prende decisioni importanti per l' economia del paese non deve avere personali interessi rilevanti in campo.
Quando lavoravo per una associzione di industriali non potei proporre un nostro associato (era pure di simpatie repubblicane) come membro dell' assemblea della fiera di bologna ( organo pletorico e quasi pleonastico) perchè era titolare di un impresa di pulizia e se fosse stato membro dell' assemblea ( che ovviamente non approva i contratti di fornitura , ma solo il bilancio ) non avrebbe mai poturo partecipare ad un appalto , neppure per toglierte le foglie secche dal viale di ingresso.
Ha ragione Alberich a dire che è molto più scandaloso il ridimensionamento degli incentivi per il risparmio energetico, ma questo è più emblematico
Concordo su tutto. Mi chiedo come mai Prodi, che avrebbe potuto fare una legge sul conflitto di interessi, si è tirato indietro.
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Originariamente Scritto da
Venom
Mai detto che i consumi hanno pari necessarietà teorica e mai ho detto che è il mercato a decidere la necessarietà di un bene.
Ciò che stostengo in realtà è molto più semplice.
Ciò che è necessario per me, potrebbe non esserlo per te (e viceversa). Per questo non ha alcun senso che il governo decida tassare i consumi in base alla "necessità".
beh scegliere fra interessi diversi quale sia il migliore per il Paese è la parte nobile della politica. Volete burro o cannoni ? (non si riferiva a "l' ultimo tango a parigi" :p).
Una tassazione che si differenzi per a secondo dei consumi che colpisce o faciliti , non è dettata solo da finalità sociali . ma di politica industriale , di politica ambientale , della salute, di differenziazione energetica... ovviamente si può esagerare nei due sensi ( troppi interventi o troppo pochi), ma ripeto , questo è governare . Sempre escludendo la poltica per gli amici e gli amici degli amici.
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Originariamente Scritto da
jmimmo82
Concordo su tutto. Mi chiedo come mai Prodi, che avrebbe potuto fare una legge sul conflitto di interessi, si è tirato indietro.
perchè - come hanno detto tutti gli esponenti del CS dal 2001 in poi (nella legislatura del 2006 2008 non c'erano i numeri)- è stata una str***ata ; forse causata dalla megalomania di D'Alema che aveva individuato Berlusconi come il leale avversario che gli avrebbe permesso di diventare il Padre della Nuova Costituzione , con buone possibilità di diventare presidente della repubblica
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Originariamente Scritto da
lucrezio
perchè - come hanno detto tutti gli esponenti del CS dal 2001 in poi (nella legislatura del 2006 2008 non c'erano i numeri)- è stata una str***ata ; forse causata dalla megalomania di D'Alema che aveva individuato Berlusconi come il leale avversario che gli avrebbe permesso di diventare il Padre della Nuova Costituzione , con buone possibilità di diventare presidente della repubblica
Guardando al susseguirsi degli eventi, mi vien da immaginare surrealisticamente, che gli abbiano permesso di governare in oggettiva conflittualità per il gusto di poterlo sfottere dai banchi dell'opposizione...:D
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tipo scherzo del marito dici ? tutto può essere