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  1. #21
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    http://www.affaritaliani.it/cronache...ante41208.html

    Macerata/ Maestra d'asilo aspetta un figlio da un sacerdote. Scandalo in paese
    Giovedí 04.12.2008 17:25
    Lei è una maestrina dell'asilo. Per essere precisi della scuola materna delle suore. Lui è un giovane sacerdote della diocesi di Macerata. Facile incontrarsi negli ambienti religiosi. Difficile o quantomeno anomalo che un prete possa avere una relazione sessuale. E invece il sesso c'entra eccome in questa vicenda. Questa è una storia da film, alla Uccelli di Rovo.
    Il bel prete colombiano Jaime Ramirez Chinchilla ha messo incinta la giovane donzella, che secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it ha 30 anni. A Tolentino, un piccolo paesino in provincia di Macerata, non si parlava d'altro già da tempo. Uno di quei pettegolezzi che fanno impazzire la provincia. Ma ormai la storia non è più un segreto, visto che la relazione pare andasse avanti da tempo. E soprattutto perché il frutto del peccato sta venendo alla luce. A giorni nascerà e nessuno può far finta di nulla.



    Inutile dire che alla diocesi di Macerata sono "fuggiti" tutti. Cellulari spenti, telefoni staccati. Non risponde nessuno. Nessuno vuole commentare la notizia. La Curia vescovile si è limitata ad emettere una nota per chiedere "dovuto rispetto e necessaria discrezione". Aggiungendo che "in questi casi le persone interessate sono tenute ad assumersi le rispettive responsabilità di fronte alla vita nascente, tenendo conto comunque del loro attuale stato di vita". Insomma. Il fattaccio è chiaro a tutti. E pare sia evidente già da mesi, come scrive il Corriere Adriatico che ha portato alla luce la notizia. Anche se dalla Diocesi non vogliono confermare.
    Ma veniamo ai dettagli di questo scandalo. Il protagonista è don Jahime Ramirez Chinchilla, ordinato sacerdote nel maggio 2001. Si è formato come sacerdote missionario alla "Redemptoris Mater" di Macerata. Gioviale, aperto, carino, molto simpatico ai giovani e a tutto il paese. Un giocherellone pronto a scherzare sempre con tutti. Poi il fatidico incontro, che gli ha fatto perdere la testa e gli ha cambiato la vita. Inizia la relazione e ora sta per nascere il figlio dell'amore nato in parrocchia.



    Ma mentre lei porta in grembo il bimbo, il bel don Jaime ha pensato bene di fuggire. Forse per paura della reazione della Curia, o del giudizio della gente del piccolo paese. Fatto sta che di lui non si hanno notizie. Il prete era solito viaggiare il mondo e può darsi che torni a momenti. Non sa che ad aspettarlo c'è una bufera.
    Già perché di quanto accaduto hanno già preso nota i "piani alti" della Curia di Macerata. Ufficilamente non è stato preso alcun provvedimento, ma il sacerdote rischia grosso. Il prezzo da pagare è lasciare il ministeto. L'alternativa è continuare la relazione sottobanco. L'ultima parola spetta al Vescovo. Sempre che il futuro padre torni in Italia...
    B.S.

  2. #22
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    grande thread del conte...

  3. #23
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    Divorzio all'italiana. Vi sposa il prete pedofilo? Nozze da annullare

    http://notizie.alice.it/notizie/cron...,17106802.html

    Pedofilia/ Prete condannato, coppia di sposi chiede annullamento

    Legali: per sacerdote era venuto meno il vincolo di grazia

    postato 48 min fa da APCOM ARTICOLI A TEMA

    Roma, 4 dic. (Apcom) - Indegnità del celebrante. Per questa ragione una coppia di sposi, convolati a nozze nel 2005, hanno chiesto l'annullamento del "vincolo" davanti al tribunale ecclesiastico della Sacra Rota. Protagonisti della vicenda, sono A. F., 32 anni, romana e L.B., 35 anni, di Oriolo romano, che hanno affidato la loro istanza agli avvocati Giacinto Canzona e Anna Orecchioni. Alla base della richiesta c'è stata la scoperta, fatta dalla coppia, che il sacerdote che ha celebrato le nozze nella chiesa di San Liberato, a Bracciano, don Massimiliano Crocetti, alcuni mesi fa, è stato condannato per una vicenda di pedofilia.
    Secondo quanto spiegato dai legali i due sposi avevano prenotato la chiesa due anni prima della cerimonia, ed avevano fatto il corso prematrimoniale quando, all'ultimo momento, il sacerdote che aveva seguito i giovani era stato costretto a dare forfait per motivi di salute. A quel punto la coppia decise di rivolgersi a don Crocetti, parroco di Oriolo Romano, per la celebrazione della cerimonia.
    Dopo circa tre anni, nel febbraio del 2008, è però arrivata la condanna di don Crocetti a quattro anni e quattro mesi di reclusione. Per questo la decisione di fare ricorso alla Sacra Rota. Don Crocetti, 36 anni, originario di Montefiascone, era stato arrestato nell'agosto del 2006 con l'accusa di tentata violenza sessuale nei confronti di un ragazzo di quindici anni a Oriolo Romano e di un tredicenne di Vetralla. I due paesi dove il prete era stato parroco.
    In base alla richiesta degli avvocati Canzona e Orecchioni, per don Crocetti era scaduto il 'vincolo di grazia', perché sulla base della condanna penale e l'arresto prima, i fatti che hanno riguardato il sacerdote coinvolgono anche il periodo in cui si sposò la coppia. Se poi si cerca un motivo per chiedere l'annullamento, quello che il prete è indegno è un ottimo motivo.

  4. #24
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    05.12.08
    Discriminazione gay, la Chiesa giustifica



    di Carmelo Palma, da L’Opinione del 5 dicembre 2008
    Se è vero che i gay sono un’immarcescibile icona del politicamente corretto, è altrettanto vero che sulla questione gay, anche nel cuore dell’Occidente libero, continua a esercitarsi una scorrettezza politica palesemente discriminatoria e grettamente conformistica, che, per rendersi presentabile, neppure dissimula, ma “infiocchetta” il pregiudizio con gli svolazzi della cortesia e del sussiego.
    A dimostrarlo è il birignao “diplomatichese” con cui il Vaticano ha tentato di giustificare l’opposizione ad una dichiarazione che in sede Onu, su iniziativa dell’UE, richiede la depenalizzazione dell’omosessualità e una sorta di moratoria universale della discriminazione fondata sull’orientamento sessuale e l’identità di genere. A confermarlo è stato il coro di quanti, per difendere il Vaticano, hanno denunciato un trappolone mediatico teso contro la Santa Sede, come se la posizione “ufficiale” della Chiesa Cattolica (e dell’attuale Pontefice) non fosse sul tema assolutamente chiara. Chiaramente contraria alla persecuzione giudiziaria dell’omosessualità. E chiaramente favorevole a forme di “giustificata” discriminazione civile degli omosessuali.
    Si legga a questo proposito un documento di esemplare chiarezza come “Alcune considerazioni concernenti la risposta a proposte di legge sulla non discriminazione delle persone omosessuali” pubblicato a firma di Joseph Ratzinger sull’Osservatore Romano del 24 luglio 1992, in cui sono tratte le conseguenze più direttamente politiche delle considerazioni di natura dottrinaria contenute nella Lettera De pastorali personarum homosexualium cura, della Congregazione per la Dottrina della Fede (10 ottobre 1986). Scriveva l’allora Prefetto dell’ex Sant’Uffizio e oggi Papa Benedetto XVI: “10. La "tendenza sessuale" non costituisce una qualità paragonabile alla razza, all’origine etnica, ecc. rispetto alla non-discriminazione. Diversamente da queste, la tendenza omosessuale è un disordine oggettivo e richiama una preoccupazione morale. 11. Vi sono ambiti nei quali non è ingiusta discriminazione tener conto della tendenza sessuale: per esempio nella collocazione di bambini per adozione o affido, nell’assunzione di insegnanti o allenatori di atletica, e nel servizio militare. 12. Le persone omosessuali, in quanto persone umane, hanno gli stessi diritti di tutte le altre persone, incluso il diritto di non essere trattate in una maniera che offende la loro dignità. Fra gli altri diritti, tutte le persone hanno il diritto al lavoro, all’abitazione, ecc. Nondimeno questi diritti non sono assoluti. Essi possono essere legittimamente limitati a motivo di un comportamento esterno obiettivamente disordinato. Ciò è talvolta non solo lecito ma obbligatorio, e inoltre si imporrà non solo nel caso di comportamento colpevole ma anche nel caso di azioni di persone fisicamente o mentalmente malate. Così è accettato che lo stato possa restringere l’esercizio di diritti, per esempio, nel caso di persone contagiose o mentalmente malate, allo scopo di proteggere il bene comune.”
    E’ certo vero che la materia delle normative anti-discriminatorie, che il cardinale Ratzinger discuteva in questo documento, è quella in cui il politically correct si è sempre espresso nelle forme giuridicamente più inconsistenti e ideologicamente più polverose, ipotizzando una serie di “discriminazioni positive” che ledono in generale il principio dell’uguaglianza giuridica e costituiscono un fattore di grave disordine normativo. Ma è altrettanto vero che essere contro le discriminazioni positive non comporta automaticamente essere per le discriminazioni negative.
    La Chiesa, nella sua dottrina ufficiale, continua a considerare l’omosessualità alla stregua di una patologia psichica e di una perversione morale di carattere sostanzialmente anti-sociale. E’ questa diagnosi - diciamo così - datata, non una naturale e liberale diffidenza nei confronti del costruttivismo giuridico, a dettare le ragioni e il sentimento dell’opposizione vaticana alle normative anti-discriminatorie.
    Non è un problema da poco, né del tutto impolitico, come non è puramente dottrinaria e priva di conseguenze sociali la misoginia o la vera e propria “ginofobia” del fanatismo islamico, anche quando non sfocia in comportamenti persecutori e violenti.

  5. #25
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    http://www.italiaoggi.it/giornali/de...odiciTestate=1

    Il vero caso De Magistris

    Primo Piano
    Di Franco Bechis


    L'ex pm accusa: una nuova P2 fra Vaticano, Gdf, politici e giudici

    L'interrogatorio è del 27 ottobre scorso davanti alla procura di Salerno. Quel giorno Luigi De Magistris, ex pm di Catanzaro e ora giudice del tribunale del riesame di Napoli (i magistrati si promuovono sempre per punizione), ha spiegato i motivi di quella che ritiene una persecuzione ai suoi danni: «La nostra attività investigativa interruppe i progetti di infiltrazione all'interno delle istituzioni e la creazione di iniziative, di tipo massonico, in cui dovevano partecipare personaggi di altissimo livello istituzionale». Dunque sarebbe un solo filone dell'inchiesta di Catanzaro, la ormai celebre «Why not» ad avere originato la bufera. Perché secondo l'ex pm fra manager, politici, alti prelati e militari era pronta una nuova P2...Secondo l'interrogatorio del neo giudice De Magistris che è alla base del clamoroso atto di sequestro-dissequestro di documenti fra le procure di Salerno e Catanzaro, il più importante filone investigativo da lui seguito sarebbe stato “quello relativo all'imprenditore-faccendiere Renato D'Andria”. Un filone che seguiva una vecchia inchiesta fatta da De Magistris a Napoli fra il 1999 e il 2001, in cui avrebbe scoperto una struttura deviata “che era stata creata con il concorso di appartenenti alla pubblica amministrazione: in particolare ufficiali e sottufficiali appartenenti all'Arma dei Carabinieri, con consumazione di gravi reati contestati, dall'associazione per delinquere alla corruzione”. Secondo De Magistris quella struttura aveva preparato un attentato all'avvocato Giuseppe Frigo, oggi membro della Corte Costituzionale. Il nucleo deviato intratteneva collegamenti «con esponenti di primo piano delle Istituzioni (politici, appartenenti alle Forze dell'ordine, magistrati), del mondo economico-finanziario ed anche del Vaticano (uno di questi, monsignor Camaldo, ai vertici della gerarchia vaticana, all'epoca mi pare indicato come capo del cerimoniale della Santa Sede) (...) Agli atti dell'inchiesta emerge anche il nominativo di Giancarlo Elia Valori, che fu anche sentito (...) Emerse, ricordo, anche la costituzione della Fondazione di San Martino della Guardia svizzera pontificia, insomma si trattava di ambienti di altissimo livello con personaggi di primo piano anche della massoneria”. De Magistris ne ha per tutti. Anche per i parlamentari che hanno fatto interpellanze non gradite sul suo caso, da Alfonso Papa a Italo Bocchino. O per i magistrati non sui amici, come Arcibaldo Miller. Accuse gravi. Forse provabili. Forse no. Ma se il caso fosse questo ultimo, c'è da chiedersi perché un pm che non può fare più il pm diventa giudice... Franco Bechis

  6. #26
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    Lourdes. L'ex rettore del santuario condannato a 1 anno con la condizionale

    http://www.ladepeche.fr/article/2008...-Zambelli.html

    ourdes. Un an de prison avec sursis pour le père Raymond Zambelli

    L'ex-recteur des Sanctuaires de Lourdes devant le tribunal de Tarbes pour abus de confiance, dans le cadre de la procédure de reconnaissance préalable de culpabilité.



    Le père Zambelli a reconnu avoir détourné des fonds au détriment des Sanctuaires : il a été condamné, hier, à un an de prison avec sursis. Photo Laurent Dard.


    Il aura évité le crépitement des flashs à sa sortie du palais de justice. C'est à l'abri des regards et surtout loin de la presse, que l'ex-recteur des Sanctuaires de Lourdes a comparu hier devant le tribunal.
    Raymond Zambelli était convoqué dans le cadre de la procédure de comparution en reconnaissance préalable de culpabilité, ce que le grand public appelle, un peu à tort, le « plaider coupable ».
    En juin 2008, le service TRACFIN (Traitement du renseignement et de l'action contre les circuits financiers clandestins) avertit le procureur de Tarbes qu'il se passe des choses bizarres sur le compte en banque du recteur Zambelli. Un compte qui affiche quelque 427.000 € et surtout des mouvements très suspects. Une enquête se met en route et fait grand bruit. Le recteur donne une conférence de presse, crie sa bonne foi. Mais le SRPJ est en route et va tout vérifier. Il faudra plusieurs mois d'enquête, pour trier et classer tous les chèques qui ont transité sur le compte du père Zambelli. « Nous traiterons cette affaire comme n'importe quelle autre affaire du même type », nous avait déclaré en juin le procureur Gérard Aldigé. On reproche au recteur d'avoir empoché des chèques, donnés par des pèlerins, destinés à l'Église, et de les avoir mis sur son compte personnel, pour les placer ensuite. Il y avait aussi des espèces.
    Hier matin, à l'issue de la comparution du recteur, le procureur a donné une conférence de presse pour expliquer le déroulement de l'enquête et son aboutissement : « Le SRPJ a tout épluché. Tous les chèques ont été passés au crible et les personnes contactées. Pour les espèces, c'est évidemment impossible. »
    50.000 € détournés

    Au total le détournement se monte à 50.000€. « Nous avons vérifié la provenance des 427.000 €: comme il l'a toujours affirmé, cet argent provient du don d'une maison à Courcelles-sur-Mer, fait par une bienfaitrice en 1980.
    Il a revendu ce bien et placé l'argent. C'est prouvé. En revanche, il y a eu détournement de chèques qui étaient destinés à l'Église et que le père a placés sur son compte. Ce détournement s'élève à 50.000€. Cette somme provient de 250 chèques identifiés. 20 % des personnes ont reconnu connaître le père Zambelli et lui avoir donné cet argent. Cinq personnes ont porté plainte, pour une somme totale de 580€. »
    Ce qui signifie que 80 % des personnes avaient fait des dons pour l'Église. Toute cette enquête a conduit, le 16 novembre dernier, au placement en garde à vue de l'ancien recteur qui avait démissionné quelques jours plus tôt pour « raisons de santé ». Garde à vue qui a d'ailleurs été prolongée. Les aveux n'étaient sans doute pas faciles. Mais le père a avoué et surtout reconnu le détournement : « C'est la raison pour laquelle j'ai choisi, comme j'en ai la possibilité, la procédure de comparution en reconnaissance de culpabilité », précisait hier le procureur. « J'ai estimé que cela valait un an de prison avec sursis, la peine maximum en CRPC. »
    Il n'y a aucune peine d'amende : « Le recteur a déjà tout remboursé, aussi bien aux plaignants qu'aux Sanctuaires : il n'y a donc pas lieu à une amende », estime le magistrat.
    « C'est la peine qui aurait été a priori infligée par un tribunal correctionnel », ajoute Gérard Aldigé.
    Pourquoi cette procédure ?

    « C'est scandaleux ! », estimaient, hier matin, Me Toujas-Lebourgeois et son confrère le bâtonnier Jacques Bertrand. « Des affaires bien moindres que celle-là passent en collégiale, alors que là… » Le sentiment de malaise était en effet palpable hier au tribunal : était-ce une fleur faite au recteur ? Non pas pour qu'il échappe à une condamnation, mais au moins au public et aux photographes ? La question était sur toutes les lèvres.
    La CRPC est une procédure plus rapide, et au départ destinée à désengorger les tribunaux. Il ne s'agit en rien, comme on le croit trop souvent, d'un quelconque marchandage. Pour qu'il y ait CRPC, il faut que le prévenu reconnaisse les faits qu'on lui reproche. C'est le cas pour le père Zambelli. Il faut également que le prévenu accepte la peine que propose le procureur : c'est encore le cas pour le recteur.
    Il n'empêche… « On voit passer en audience publique des gens qui reconnaissent et qui ont sur les bras des affaires bien moins importantes », ajoutent les avocats. Alors pourquoi cette procédure ? À quelles fins surtout ? Faire en sorte qu'il soit à l'abri des regards ? « Non. » affirme avec force le procureur. « La CRPC n'est pas une sous-procédure comme certains le pensent. La seule différence, c'est que le prévenu reconnaît ce qui lui est reproché. La justice passe, la peine est infligée. » Certes, mais de façon beaucoup plus discrète qu'en audience publique, où il y a du public et un banc de la presse garni.
    Dans son enquête, le SRPJ a mis au jour plusieurs mouvements sur le compte du recteur, ayant trait au détournement : des sommes étaient envoyées au Burkina-Faso, à des prêtres pauvres. Mais des sommes tellement infimes au regard du détournement. Quant aux motivations du père Zambelli, là encore, la CRPC lui évite de répondre : pourquoi détourner 50.000 € de dons alors qu'on a déjà près de 450.000 € sur son compte ? Le procureur avance une hypothèse : la peur de la retraite, la peur de manquer sur ses vieux jours, la manie de thésauriser.
    Quoi qu'il en soit, le public n'aura pas les réponses aux questions qu'il se pose. Le père Zambelli a été condamné à un an de prison avec sursis. Sans aucune amende. Sans aucuns dommages et intérêts : il n'y avait pas de parties civiles.

  7. #27
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    Avete letto il libro di Curzio Maltese "la questua" ? E' stato scritto grazie al supporto di Maurizio Turco, deputato radicale.
    E' un libro che consiglio perché mette in luce un aspetto insabbiato e taciuto dai media italiani: quanto costa la Chiesa Cattolica allo Stato Italiano. E a partire da esempi concreti, senza faziosità gratuite, racconta di una mole impressionante di denaro pubblico speso in privilegi concessi al clero.
    Lettura consigliata a chi non ha perso la capacità di indignarsi.

  8. #28
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    Già fatto.

    Ma il meccanismo così bene evidenziato dal libro in questione è stato generato dalla revisione del Concordato sottoscritta da Craxi.

    Il prossimo 11 febbraio si compirà l'80 esimo anniversario della prima firma dei patti lateranensi...

    molte delle distorsioni e delle prevaricazioni di oggi derivano proprio da quel patto scellerato che permise la permanenza di uno stato della Città del Vaticano, con tutte le distorsioni che oggi siamo chiamati a vedere.

  9. #29
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    Citazione Originariamente Scritto da fil.tan Visualizza Messaggio
    Avete letto il libro di Curzio Maltese "la questua" ? E' stato scritto grazie al supporto di Maurizio Turco, deputato radicale.
    E' un libro che consiglio perché mette in luce un aspetto insabbiato e taciuto dai media italiani: quanto costa la Chiesa Cattolica allo Stato Italiano. E a partire da esempi concreti, senza faziosità gratuite, racconta di una mole impressionante di denaro pubblico speso in privilegi concessi al clero.
    Lettura consigliata a chi non ha perso la capacità di indignarsi.
    Citazione Originariamente Scritto da xenia45 Visualizza Messaggio
    Già fatto.

    Ma il meccanismo così bene evidenziato dal libro in questione è stato generato dalla revisione del Concordato sottoscritta da Craxi.

    Il prossimo 11 febbraio si compirà l'80 esimo anniversario della prima firma dei patti lateranensi...

    molte delle distorsioni e delle prevaricazioni di oggi derivano proprio da quel patto scellerato che permise la permanenza di uno stato della Città del Vaticano, con tutte le distorsioni che oggi siamo chiamati a vedere.
    Grande libro, a Curzio Maltese dovrebbe andare la riconoscenza di tutti.

  10. #30
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    bello questo 3d... complimenti al compagno max per l'idea...


    Dic 12
    Bioetica e Vaticano. Il ritorno del “papa re”
    DAL BLOG DI DONATELLA PORETTI

    Comunicati Invia un commento
    La nuova istruzione vaticana in materia di bioetica, ‘Dignitas personae’, al di la’ delle specifiche indicazioni per i credenti, manifestando la propria contrarieta’ alla diagnosi preimpianto e alla selezione tra embrioni, riporta un’indicazione significativa della politica della Chiesa romana: “Tale discriminazione e’ immorale e percio’ dovrebbe essere considerata giuridicamente inaccettabile”. Un passaggio interessante, quello della contiguita’ peccato e reato, sempre piu’ esplicitato negli ultimi documenti vaticani.
    Fino a poco tempo fa il Vaticano si limitava a dettare la linea morale, facendo intendere al legislatore che avrebbe gradito come quella linea divenisse anche regola non solo di vita per i credenti, ma legge per tutti
    i cittadini. Poi, vista la sempre maggiore disponibilita’ del legislatore a tradurre in legge i “desiderata” della Chiesa romana, ha reso piu’ diretta anche la comunicazione.
    Nella contrarieta’ alla depenalizzazione dell’omosessualita’ in sede Onu, il Vaticano cercava di spiegare i possibili effetti della fine delle discriminazioni per i Paesi che non hanno regolamentato i matrimoni gay, oggi con questo documento si torna al “papa re” e al potere temporale della chiesa: e’ immorale, e’ peccato, percio’ “deve” essere vietata, deve essere reato.
    La responsabilita’ di questa deriva, ovviamente, e’ tutta in capo alla classe politica divenuta clericale, perche’ non piu’ credente nella politica, ma solo nell’affare e nel servilismo.

 

 
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