



E tu che ci dici dei conflitti d'interesse di Prodi, D'Alema & C.?


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Il maggior conflitto di interessi, è quello della COOP, grande distribuzione:
Abbiamo zone, come la Liguria, con il 100% degli ipermercati esistenti a marchio COOP ( altre regioni con quote intorno all'80%), apputato che, nelle regioni con queste caratteristiche sia svantaggioso per i consumatori fare la spesa rispetto ai consumatori residenti in zone dove la libera concorrenza è permessa, vediamo come questa commistione fra sinistra e distribuzione intacchi da decenni, le tasche degli acquirenti.Ma il danno lo creano anche allo Stato, con una tassazione agevolata inferiore del 20% rispetto alle altre catene, senza perarltro che questa agevolazione si riversi almeno in parte sui prezzi, La UE ha già chiesto un adeguamento, ma il governo precedente ha fatto finta di non sentire...


1. fonte dei dati?
1.1 la tassazione agevolata per le coop (bilanciata da vincoli che le società di capitali non hanno) vale per tutti e tutti sono liberi di scegliere questa forma di società, se lo ritengono vantaggiso.
2. le società cooperative, a norma di legge, sono a proprietà diffusa, non hanno un padrone e vale la regola "una testa un voto" indipendentemente dal numero di quote possedute. quindi non esiste un proprietario delle coop. inoltre i detentori di quote non precepiscono utili come nelle soc. di capitali.
2.1 c'è una vicinanza tra alcune coop e il centro sinistra? vero, ma permettimi di dire che offendi la tua intelligenza se credi questo sia paragonabile alla proprietà/controllo diretto di un impero televisivo/editoriale con rami nel settore bancario, edile, ecc, ecc.
abbi il coraggio di dire che del conflitto non te ne frega nulla parché ritieni giusto e normale farsi gli affari propri stando seduti sulla sedia della presidenza del consiglio.






Dire che è vero non è una dimostrazione.
Ripeto, le coop hanno dei cosiddetti vantaggi fiscali compensati da vincoli inesistenti per altri.
tra l'altro la concorrenza non è sleale in quanto è il nostro ordinamento che prevede la coesistenza di forme societarie diverse. la concorrenza è sleale quando viola le norme che la regolano. qui non c'è alcuna violazione, fino a prova contraria.
vogliamo fare una discussione seria sulla necessità eventuale di modificare le norme di diritto societario in tema di coop? facciamola.
ma smettiamola di raccontare la castronata che le coop godono di vantaggi che altri non hanno e che questo accade perché sono "rosse".
come dico sempre: ogni imprenditore è libero di trasformare la propria azienda in cooperativa se lo ritiene necessario. se questo non accade significa, a rigor di logica, non che nn è automaticamente così vantaggioso essere una coop.


I rilevamenti prezzi di Altroconsumo per esempio, dimostra come Esselunga, dove è presente abbia i prezzi più bassi dei concorrenti, coop comprese.
1) La tassazione agevolata, quando sparisce la mutualità, come riconosciurto dalla UE è un vantaggio indebito, si comportano come le altre società, pagano meno tasse, e quello che è più grave per i consumatori è che non beneficiano di detti vantaggi.
2)Non facciamo confusione, senno mi tocca ricordare che il sistema COOP in Italia vale 40 miliardi.Io peraltro non parlavo di 'alcune coop', ma esattamente di quella della grande distribuzione, con un fatturato superiore ai 12 miliardi, N° 1 in Italia per soci/clienti e fatturato, è in questi posti che si comprano il pane il latte e tutti quei beni di consumo che se ora aumentano è colpa del governo Berlusconi, ma se invece è 30 anni che li si paga di più perchè alla coop non c'è padrone ma un partito a capo allora va bene. si capisce di più del risultato delle ultime elezioni da questo che da molto altro...


Al nord se non sei una Srl o una SpA non vai da nessuna parte. Le COOP sono forti o nei contratti con la PA o nella grande distribuzione, ma perchè hanno accumulato i capitali.
Poi io sono d'accordissimo a modificare le norme laddove la forma giuridica COOP nasconde quelo che di fatto è un soggetto economico che merita di essere trattato in modo diverso.