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Jefferson
il mandato è una roba seria, un negozio bilaterale con cui una parte, detta mandatario, si obbliga a compiere uno o più atti giuridici (di solito contratti) per conto dell’altra, detta mandante. Un mandato che riguardi il compimento di tutti gli atti giuridici che interessano il mandante si dice generale, ma un contratto di tal fatta attiene solo all’ordinaria amministrazione, a meno che il contrario non risulti dal contratto stesso.
Con la procura - un secondo negozio, stavolta unilaterale - si può conferire al mandatario il potere di rappresentanza, grazie al quale lo stesso compie gli atti giuridici non solo nell’interesse, ma anche in nome del mandante. Insomma, un rappresentante è tale solo in virtù di due negozi giuridici, in base ai quali il mandatario è gravato da una serie di stringenti obblighi: deve operare con la diligenza del buon padre di famiglia, seguendo le istruzioni ricevute ed allontanandosene solo quando circostanze ignote al mandante e non comunicabili in tempo facciano presumere che quest’ultimo avrebbe modificato le proprie istruzioni originarie. In caso di eccesso di potere da parte del mandatario, il mandante può ratificarne gli atti oppure può decidere di non farlo, lasciando che i relativi effetti restino a carico del mandatario. Il contratto può infine essere revocato dal mandante in ogni momento, qualora sussista una giusta causa.
Scusa ma trovo leggermente bizzarro quanto affermi perchè è come se stessi scrivendo che il presunto mandante politico (articolo preso per semplificare il mio ragionamento) che avrebbe commissionato l'omicidio di Anna Politkovskaya, per essere incriminato dalla difesa avrebbe dovuto firmare un contratto in cui dichiarava espremmessamente di essere il mandante dell'omicidio in questione...
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Originariamente Scritto da
Jefferson
i
Onestamente vedo poco di paragonabile a quanto appena esposto nei vostri esempi...e quindi faccio fatica a dire la mia...se scrivo qui sopra "uccidete berlusconi", te prendi e lo uccidi, mica sarò un mandante?
Ovvio che no, sarei io o chi per me uno squilibrato mentale (:D)... Ma dal momento in cui mi minacci o mi paghi (fosse anche 1 centesimo...) oppure mi obblighi ad eseguire l'omicidio, per me lo sei.
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JohnPollock
Bene, capirai quindi che se io quà scrivo, uccidete Berlusconi e vi do 5 centisemi, non son micca da condannare, anche se i 5 centesimi li do davvero eh...anche 5 Euro vi do eh....sono un mandante?? E se si, sono da incriminare come mandante di un omicidio?
:D
Per me si, perchè dal momento in cui mi dai i soldi è come se fossi il committente dell'omicidio... Anche se dal mio punto di vista le tue colpe e dunque la tua condanna sarebbe minore rispetto a colui che esegue.
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silence
Scusa ma trovo leggermente bizzarro quanto affermi perchè è come se stessi scrivendo che il presunto
mandante politico (articolo preso per semplificare il mio ragionamento) che avrebbe commissionato l'omicidio di Anna Politkovskaya, per essere incriminato dalla difesa avrebbe dovuto firmare un contratto in cui dichiarava espremmessamente di essere il mandante dell'omicidio in questione...
Ovvio che no, sarei io o chi per me uno squilibrato mentale (:D)... Ma dal momento in cui mi minacci o mi paghi (fosse anche 1 centesimo...) oppure mi obblighi ad eseguire l'omicidio, per me lo sei.
sono bizzarro se mi rifaccio al codice civile, sono bizzarro se dico che vorrei un codice giuridico libertario, sono in definitiva sempre bizzarro. Te un ti senti bizzarro a star dietro a uno bizzarro?
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silence
Scusa ma trovo leggermente bizzarro quanto affermi perchè è come se stessi scrivendo che il presunto
mandante politico (articolo preso per semplificare il mio ragionamento) che avrebbe commissionato l'omicidio di Anna Politkovskaya, per essere incriminato dalla difesa avrebbe dovuto firmare un contratto in cui dichiarava espremmessamente di essere il mandante dell'omicidio in questione...
I contratti non necessitano di forma scritta...:rolleyes:
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no, ma quando si parla di mandato è inevitabile pensare alla definizione che di mandato dà il codice, che è ben stringente...uno mi pole dire che del codice se ne fotte, e io lo sto ad ascoltare, epperò per sancire una responsabilità chiara mi pare non bastino un cventesimo e una pacca sulla spalla, ecco.
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Citazione:
Originariamente Scritto da
Jefferson
sono bizzarro se mi rifaccio al codice civile, sono bizzarro se dico che vorrei un codice giuridico libertario, sono in definitiva sempre bizzarro. Te un ti senti bizzarro a star dietro a uno bizzarro?
Non ho detto che sei bizzarro tu come persone, ho detto che è bizzarro voler incriminare un mandante di un omicidio aspettandosi che questi firmo un contratto in cui afferma espressamente sono io ad aver commissionato a lui l'omicidio, arrestatemi pure...
Ps. Se ti sei sentito offeso mi scuso non era mia intenzione....
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Citazione:
Originariamente Scritto da
Jefferson
no, ma quando si parla di mandato è inevitabile pensare alla definizione che di mandato dà il codice, che è ben stringente...uno mi pole dire che del codice se ne fotte, e io lo sto ad ascoltare, epperò per sancire una responsabilità chiara mi pare non bastino un cventesimo e una pacca sulla spalla, ecco.
Alla parola mandante possiamo sostituire committente se ti pare più azzecata.... Ma il succo è: Nel caso concreto di Anna Politkovskaya (ma anche di altri casi) questa persona sarebbe punibile penalmente?
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Ecco un altro esempio di "mandante" che non sarebbe possibile condannare secondo il principio di non aggressione...
18/12/2008 Ergastolo alla mente del genocidio ruandese
Theoneste Bagosora condannato dalla Corte penale internazionale
La Corte penale internazionale ha condannato per genocidio e crimini contro l'umanità la mente del genocidio in Ruanda del 1994. L'ex colonnello dell'esercito ruandese Theoneste Bagosora, 67 anni, accusato di essere il comandandante in carica delle milizie hutu 'Interahamwe', colpevoli di aver massacrato 800 mila tutsi e tutu moderati, è stato condannato all'ergastolo, insieme ad altri due ex alti ufficiali militari, Aloys Ntabakuze e Anatole Nsengiyumva. Il cognato dell'ex presidente Habyarimana, Protais Zigiranyirazo, è stato condannato a 20 anni di reclusione. Secondo l'accusa, tutti hanno cospirato per elaborare un piano di sterminio della popolazione tutsi ed eliminare membri dell'opposizione. Un terzo ufficiale, Gratien Kabiligi, è stato assolto.
http://it.peacereporter.net/upload/3/34/343/3430.jpgIl casus belli. La Corte, con sede ad Arusha in Tanzania, ha dichiarato che Bagosora aveva assunto il controllo degli affari politici e militari ruandesi dopo l'assassinio del presidente hutu Habyarimana nel 1994, il cui aereo fu abbattuto sull'aeoroporto di Kigali il 6 aprile 1994. L'episodio fu l'evento scatenante del genocidio. Un giudice francese, accusò l'attuale presidente del Ruanda, Paul Kagame, all'epoca leader del Fpr (fronte patriottico ruandese), di essere il mandante dell'omicidio. Kagame negò, imputando l'attacco a estremisti hutu al fine di ottenere un pretesto per mettere in atto il genocidio. In realtà, Kagame era da tempo alla guida di un movimento di rifugiati tutsi (sostenuto dagli hutu moderati) in Uganda che intendevano rovesciare Habyarimana e tornare nella madrepatria. Habyarimana aveva sempre sfruttato la minaccia per tener buoni gli hutu dissidenti e accusare i tutsi nel Paese di essere collaborazionisti dell'Fpr.
Dopo la morte di Habyarimana, Bagosora prese il potere e attuò il genocidio. La Corte sostiene che abbia programmato di 'preparare l'apocalisse' sin dal 1990. Fece circolare documenti tra l'esercito indicando nei tutsi 'il principale nemico' e distribuì armi e machete alla popolazione di etnia hutu. La guardia presidenziale e la milizia Interahamwe uccisero immediatamente i leader dell'opposizione. Sotto la propaganda di 'Radio Mille Colline' In un centinaio di giorni furono uccise 800 mila persone, il numero più elevato di morti nel lasso di tempo più breve che la storia ricordi.
http://it.peacereporter.net/upload/3/34/342/3429.jpgCoinvolgimento francese. Le responsabilità delle storiche rivalità tra hutu e tutsi sono state fatte ricadere principalmente sul dominio coloniale belga, e molti ritengono che la Francia non sia esente da influenze e sostegno ai genocidari. Nel 1916 il re Leopoldo privilegiò la minoranza tutsi, alimentando profondo risentimento negli hutu. Nel 1959, quando furono questi ultimi a salire al potere, iniziarono i massacri contro i tutsi e gli hutu moderati, che furono costretti all'esilio. Dall''Uganda, Kagame conosceva bene le tensioni e la conflittualità del passato ruandese. Secondo i molti che lo accusano di essere il mandante dell'omicidio di Habyarimana - primo fra tutti il giudice francese Bruguière, che ha istituito un'apposita commissione di indagine - avrebbe accettato il rischio di sacrificare i tutsi per avere una ragione legittima 'per riprendere le ostilità' e raggiungere il suo scopo di conquistare il potere. Le tesi di Bruguière rilanciano l'ipotesi di un coinvolgimento francese nel genocidio. Secondo un'altra commissione, questa volta ruandese, Parigi non si sarebbe limitata a collaborare strettamente con il governo genocidario, ma avrebbe addirittura fornito il supporto, l'addestramento, le armi e il 'movente ideologico' alle milizie. I sostenitori di questa tesi ricordano in particolar modo il comportamento dei militari francesi durante l'operazione cosiddetta 'umanitaria' Turquoise, che salvò vite tutsi, lasciandone però massacrare altre. A Murambi, nei pressi della scuola tecnica dove si erano rifugiate 27 mila persone tutsi. Quando arrivarono le milizie hutu, i rifugiati erano in condizioni fisiche disperate. Il massacro avvenne quasi senza resistenza, né dei soldati francesi, né ovviamente dei tutsi. La Francia negò responsabilità nell'abominio, ma il Rwanda ruppe i rapporti diplomatici, che furono tiepidamente riallacciati solo nel 2000.
http://it.peacereporter.net/articolo...izia+simbolica
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non conosco esattamente la situazione ruandese, ma così a naso un colonnello di un esercito immagino che viva di quattrini estorti alla gente. Il che basta e avanza per condannarlo. Quindi a piede libero non sarebbe. Poi possiamo parlare del mandato quanto vuoi.
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Jefferson
non conosco esattamente la situazione ruandese, ma così a naso un colonnello di un esercito immagino che viva di quattrini estorti alla gente. Il che basta e avanza per condannarlo. Quindi a piede libero non sarebbe. Poi possiamo parlare del mandato quanto vuoi.
Certo, questo mi è chiaro... Pero' ponevo l'attenzione sul fatto che il tizio incriminato non sarebbe possibile condannarlo come mandante secondo il principio di non aggressione. Comunque mi piacerebbe molto sentire che cosa ne penserebbe un giurista libertario di cio'...