Ho sempre pensato che appendere l’immagine di una mano sulla porta, fosse un’usanza tipicamente araba. Chi è stato qualche volta in nord-africa, specialmente in Tunisia, non può non aver notato, poggiata o scolpita sulle porte delle case di paese la tradizionale Mano di Fatima, a protezione e buon augurio per la famiglia ed i suoi ospiti. È cosa molto comune e di indubbie origini preistoriche, ma è una tradizione che era un tempo molto frequente anche sulle porte delle nostre case, in alto proprio sull’ingresso. Questa l'ho ri-scoperta in alta montagna, nelle valli occitane delcuneese, dove l'abitudine di apporre a custodia dell’abitazione queste targhette d'ottone sbalzato si è persa solo col boom delle ristrutturazioni. Logicamente il disegno è molto diverso da quello arabo: il mignolo e l'anulare sono piegati, nella tradizionale posa detta «benedizione latina» o «benedizione frigia», sullo sfondo c’è una basilica, la Croce di Costantino e la scritta "IN HOC SIGNO VINCES"
Tra la "Mano Di Fatma" e questa mano benedicente c'è senz'altro una notevole divergenza grafica ma si tratta pursempre di due mani. Una abitudine molto vecchia quella di apporre "la mano di Dio" a protezione dell’intimità domestica; in queste valli alpine, fino solo pochi decenni fa ancora molto legate alle proprie tradizioni culturali,retaggio di un uso molto antico. Forse proprio nell'aver voluto usare il motto di Costantino, emblema del trionfo della cristianità sui precedenti culti pagani, può far supporre la volontà di voler ribadire che il Cristianesimo "vinceva" anche nei piccoli dettagli, soppiantando probabilmente un più antico del simbolo della mano che ancora sopravviveva nelle zone montane dove i culti dei “Gentili” non scomparivano del tutto ma venivano, molto lentamente, assorbiti dal Cristianesimo. La presenza di mani in ottone, scolpite o impresse su medaglie, nel gesto di impartire la "benedizione latina" è attestata nel bacino mediterraneo fin dall'età del bronzo e spesso alla mano è associata un aquila, al tempo dei romani era espressione del culto di quell'aspetto di Giove detto Sabazio: un culto misterico "originario della Frigia" come dicono gli archeologi. E' veramente notevole constatare quanto debbano all'Anatolia le religioni dell'età classica greco/romana. Questo è un fatto che spesso e volentieri gli "storici" tendono a sottovalutare: considerano «l’adozione» di culti o di aspetti del divino, come un’assimilazione da parte del vincitore di "elementi etnici" del conquistato, un assorbimento che, a lor giudizio, non altererebbe la pretesa "originalità" del culto latino, ma che sedimenterebbe sopra ad elementi simili preesistenti, senza considerare che i nostri antenati forse, con una mentalità differente da quella contemporanea, agivano più per amor del Vero che del nuovo.
La stessa parola «mano» deriverebbe dall’accadico «manu», = contare, e non si può non notare la stretta somiglianza fonetica con il termine sanscrito «manas», la mente, quell’unico altro organo che, con la mano, distingue l'uomo dagli animali. La capacità, unica nel regno animale, di opporre il pollice alle altre dita, permette quei gesti molto precisi che rendono l’uomo capace di creare oggetti, ad imitazione della maestria divina. Le cinque dita sono il simbolo della presenza non-agente del Cielo nel prodursi della manifestazione (3 il Cielo+2 la Terra). Cinque è il numero con cui la Potenza si produce e si fa conoscere dai jiva manifesti immersi nel mondo di Māya: i 5 sensi, con cui si conosce il mondo, le 5 facoltà di azione, strumenti con cui si può interagire con esso; entrambi derivati dai 5 relativi Tanmatra, capacità assolute di sensazione ed azione considerate in uno stato incondizionato ed informale. La natura è un simbolo del soprannaturale e l’uomo stesso è un simbolo del divino per il fatto che è stato « creato a immagine e somiglianza di Dio » e la mano, così importante per la creatività ed il sostentamento non può non sottintendere un significato importante. Non a caso è oggetto di una specifica scienza tradizionale: la chirologia. Questa però, in quanto «scienza» è destinata, se può, a conoscere le ragioni profonde del divenire, allo studio di ciò che è manifestato, non a trascendere la manifestazione stessa, compito della metafisica: “... la natura acquista tutto il suo significato solo quando si considera che essa fornisca un mezzo per elevarsi alla conoscenza delle verità divine, che è precisamente anche il compito essenziale che abbiamo riconosciuto al simbolismo...”(R. Guenon cap.II-Simboli della Scienza Sacra).
La mano di Dio è indice di suprema maestà ed onni-potenza. Muhyiddin Ibn ‘Arabi ne “L’Albero Del Mondo” (trad. italiana P. Fontanesi) paragona il corpo fisico di Adamo (inteso come prototipo dell’uomo)a en-Nùr el Muhammadi, cioè alla forma principiale e totale dell’Uomo Universale, che è identica al Verbo. Nel raffronto dice: «... quando (Allah) pose in te un indizio della validità della sua profezia e della veridicità della sua missione, mise in te anche qualcosa che stesse ad indicare ciò che questo comportava quanto alla messa in opera della sua Legge ed all’osservanza della sua Sunnah. La radice (asl) delle mani è costituita da cinque cose, a loro volta costituite da altrettante. La prima radice è quella sui cui si costruisce ed invero l’Inviato di Allàh, su di lui il Saluto e la Pace, ha detto: «L’Islam si fonda su cinque cose: la testimonianza (sciahādah) che non vi è altro Dio che Allāh e che Muhammad è l’Inviato di Allāh;l’osservanza della salāt;l’offerta della zakāt il digiuno di Ramadan; il pellegrinaggio alla casa sacra di Allàh.
La seconda radice è la salāt, la quale è d’obbligo cinque volte (al giorno). La terza è la zakāt, che è obbligatoria su una quota minima di cinque. La quarta radice è costituita da « Muhammad, l’Inviato di Allāh, e « coloro che sono con lui », cioè Abû Bakr, ‘Umar, ‘Uthmān ed ‘Alī, che con l’Inviato di Allāh, su di lui il Saluto e la Pace, fanno cinque. La quinta radice è costituita dai membri della Casa profetica, che sono cinque,cioè Muhammad, su di lui il Saluto e la Pace, ‘Ali, Fātimah, Hasan e Husain». Ora, poiché i fondamenti della Tradizione sono dati dall’osservanza dei principi basilari della sua Legge, dall’amore per i suoi Compagni e dall’affetto per i suoi prossimi, Allāh ha posto nelle tue membra una indicazione di queste cinque cose. Così i cinque pilastri dell’Islam sono rappresentati dai tuoi cinque sensi, cioè l’udito, la vista, il tatto, l’odorato ed il gusto. Come tramite questi sensi tu
provi il gusto di ogni cosa e pervieni alla conoscenza di ogni cosa, così, con l’osservanza di questi cinque pilastri, trovi il gusto spirituale di ogni cosa
e pervieni alla conoscenza iniziatica (‘irfān), alla conoscenza del Clemente ed alla scienza della certezza (‘ilmu-l-īqān). Il senso visivo ti incita ad osservare gli elementi fondamentali della salāt, come disse “Inviato di Allāh, su di lui il Saluto e la Pace: « La freschezza dei miei occhi mi è data nella saIāt ». Il senso del tatto ti incita a fare la zakāt, come disse Allāh, l’Altissimo: « Prendi l’elemosina (sadaqah) da parte delle loro ricchezze» (Cor., IX-103). Il senso del gusto ti incita ad abbandonare il gusto dei cibi per osservare l’obbligo del digiuno. Il senso dell’udito ti incita a dare ascolto all’appello: «e chiama fra gli uomini al pellegrinaggio » (Cor., XXII-27). Il senso dell’odorato infine ti incita ad inalare i respiri (anfās) del Tawhid: «Invero sento venire il respiro del Clemente dalla parte dello Yemen». Questi cinque sensi ti incitano dunque ad osservare i cinque principi fondamentali (arkān)dell’Islàm. Allāh pose poi le cinque dita della tua mano destra a guisa di Muhammad su di lui il Saluto e la Pace, e di coloro che sono con lui, cioè Abû Bakr, ‘Umar, ‘Uthmàn e ‘Ali: quando Adamo fu Creato e la luce del nostro signore Muhammad, su di lui il Saluto e la Pace, era sulla sua fronte, gli angeli vennero a trovarlo e salutarono la luce di Muhammad, su di lui il Saluto e la Pace. Adamo, su di lui la Pace, che non la vedeva, disse: « O Signore, vorrei poter vedere la luce di mio figlio Muhammad, su di lui il Saluto e la Pace. Trasferiscila su una delle mie membra, così che possa vederla! » Allāh, allora, la trasportò sul dito indice (sabbābah) della sua mano destra, ed egli la vide risplendere nel suo indice (musabbihah). Alzò quindi il suo dito e disse: « Testimonio che non vi è altro Dio che Allāh e che Muhammad è l’Inviato di Allàh ». È per questo motivo che l’indice si chiama così. Poi Adamo disse: « O Signore, resterà qualcosa di questa luce nelle mie reni (sulb)? ». « Sì!». rispose,«la luce dei suoi Compagni », cioè Abû Bakr, ‘Umar, ‘Uthmān ed ‘Ali. Egli mise allora la luce di ‘Ali nel suo pollice, la luce di Abû Bakr nel suo medio, quella di ‘Umar nell’anulare e quella di ‘Uthmān nel mignolo. Si dice che queste dita sono state poste nella tua mano affinché con i loro polpastrelli tu possa cogliere l’amore per questi cinque, senza fare distinzione tra essi e Muhammad, su di lui il Saluto e la Pace, poiché Allāh li ha riuniti dicendo: «Muhammad, l’Inviato di Allāh e coloro che sono con lui» (Cor., XLVIII-.29). Quindi fece delle cinque dita della tua mano destra (Secondo uno hadìth entrambe le mani di Allàh sono destre) un ammonimento delle cinque figure, cioè i membri della casa profetica, dai quali Allāh rimosse ogni impurità, poiché disse: «Invero Allah vuole solo eliminare l’impurità da voi, o membri della Casa profetica» (Cor., XXXIII-33). E l’Inviato di Allāh, su di lui il Saluto e la Pace, disse: « Questo versetto è disceso riguardo a noi, membri della Casa profetica: io, ‘Ali,Fàtimah, Hasan e Hussain ». Rese poi indicative per te le cinque dita dei tuoi piedi, affinché ti ricordino le cinque salat, che Allāh ti ha imposto e che esegui sui tuoi piedi. Esse infatti sono il servizio (khidmah) di Allāh in terra, ed il servizio invero appartiene ai due piedi: perciò fece sì che il tuo piede destro ti ricordasse le cinque salat, e che le dita del tuo piede destro ti ricordassero la quota necessaria per prelevarne la zakat, cioè cinque dirham. La zakàt è quindi strettamente connessa con la salat, e per questo le dita dei tuoi piedi stanno ad indicare entrambe.In un altro punto dello stesso lavoro si dice che i cinque sensi sono in relazione ai cinque pianeti con moto retrogrado, questo, a mio avviso, è il trait d’union tra la chirologia, intesa come scienza tradizionale, e l’astrologia. Scienze che non vanno confuse con i vaneggiamenti aruspicali cui siamo stati abituati, piuttosto invece vanno lette, in questo caso almeno, come espressione della progressione dei tattva dal non-manifestato all’attuale. «... i simboli o i miti non hanno mai avuto il compito di rappresentare il movimento degli astri, ma la verità è che vi si trovano spesso delle figure destinate a esprimere analogicamente tutt’altra cosa, poiché ... traducono fisicamente i principi metafisici da cuidipendono...» (Guenon - Verbo e simbolo, cap. II- Simboli...) La mano di Fatma, secondo la mia personale interpretazione, con la sua simmetria, ricorda il simbolo del giglio stilizzato, d’altronde il suo uso storico-culturale è abbastanza simile al significato proprio dei fiori simbolici. Fatima è l’unica figura femminile di rilievo dell’islamismo, questo può renderla facilmente assimilabile alla funzione che in altracultura, è stata attribuita a Prakŗti.