



Tutti ne necessitano, nessuno escluso. Tu semplicemente non glieli compri direttamente, ma ne usufruisci quotidianamente. Ci fosse uno sciopero generale dei traduttori questo paese andrebbe a gambe all'aria, data l'ignoranza crassa e capillarmente diffusa relativamente alle lingue straniere.






No, il verbo Microsoft (inteso come Bibbia dei localizzatori) vuole "Trova e sostituisci".
Mi sono spiegata male io. Intendevo dire che, ad esempio, in genere durante una procedura di manutenzione "Replace the cover" non significa "Sostituire il coperchio", ma "Riposizionare il coperchio".
Non ti credere, anche in un libro di William Gibson hanno tradotto "Ultralights" con "Ultraluci" anziché "Ultraleggeri", quindi le cavolate le trovi ovunque.


Ogni volta che compri un qualsiasi apparecchio o dispositivo ecc. ecc. ci trovi il manuale di istruzioni che, in base a una direttiva UE (mi pare), deve essere tradotto nelle lingue dei paesi in cui l'apparecchio viene venduto.
Tu vedi tutto in lingua originale o in televisione segui i telefilm e i film in italiano? Nel secondo caso, utilizzi il lavoro di traduttori specializzati in questi settori.
Necessiti sempre dei loro servizi, anche se non te ne rendi conto.




1) Forse dovrebbe essere così, ma purtroppo la conoscenza della lingua inglese in Italia è ancora considerata un optional. Ovviamente non mi riferisco a chi ha fatto master o PhD in paesi anglofoni
2) Quoto in toto. L'adattamento alla lingua italiana stravolge comunque il senso dell'originale (in particolare se ci sono battute, doppi sensi e via dicendo), anche se è fatto nel migliore dei modi. Basterebbe eventualmente sottotitolare. È anche vero che se l'originale è in una lingua poco nota, la traduzione serve.
3) Vedi 1. Resta il fatto che rimarremmo disoccupati noi poveri e bistrattati "traduttori" (metto tra virgolette per differenziarci da quelli letterari).
4) I "veri" traduttori sono in primis scrittori e profondi conoscitori della lingua italiana. So che la traduttrice di "Memorie di Adriano" della Yourcenar ha avuto miliardi di incontri con l'autrice per concordare la versione italiana.
La Rowling, ad esempio, ha avuto da ridire sulla traduzione nella saga di Harry Potter di "Dumbledore" con "Silente" in quanto secondo lei la pronuncia inglese del nome richiamava il verbo "mumble", ovvero l'esatto contrario.
Invece, un'ottima traduzione è stata "La gatta sul tetto che scotta", che ha mantenuto l'allitterazione della t dell'originale "Cat on a hot tin roof" di Tennessee Williams. E qua mi fermo perché già ti vedo... zzzzzz...




Non metto in dubbio, anche perché per essere pubblicate su riviste scientifiche (tipo Nature o similari), le ricerche DEVONO essere in lingua inglese (o sbaglio?). È ovvio che la lingua "esperanta" della ricerca sia l'inglese.
Io mi riferivo ad altre categorie. Ad esempio, conosco alcuni ingegneri che riescono a spiccicare poche parole di inglese. Nel loro campo saranno bravissimi, ma se hanno a che fare con colleghi esterni hanno bisogno di un interprete.
Andando sempre più OT rispetto al thread (mi pare sia quello su Facebook), un altro esempio di "cattiva" o "poco oculata" traduzione è "L'importanza di chiamarsi Ernesto", calco di "The Importance of Being Earnest". Il doppio senso di "Earnest" ((1) sincero e (2) la pronuncia simile a Ernest, il personaggio) si perde. Una "discreta" traduzione, ma poco aderente all'originale, potrebbe essere "L'importanza di essere Franco", ma chissà perché non è mai stata adottata...
ari-zzzzzzz
Per tornare IT, aderite in massa al gruppo LURIDO, così facciamo felice Brunik.