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Discussione: Se fossi Di Pietro.

  1. #91
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    Citazione Originariamente Scritto da Arminius Visualizza Messaggio
    Parti da un presupposto sbagliato. All'inizio si era deciso di seguire un'unica linea politica presentando liste senza condannati, riducendo i costi della politica, opponendosi alle leggi vergogna di Mr. B. ecc., se Veltroni (e non tutto il PD) e alcuni esponenti vengono meno a questo accordo e vengono "richiamati" non vuol dire che devono abbassare la testa e ubbidire a Di Pietro, perché si tratta di un accordo comune fatto prima delle elezioni. In questo caso chi si lamenta ha tutte le ragioni.
    Arminius, io starei attento a parlare di comuni accordi poi non mantenuti.
    L'IDV era d'accordo per il gruppo comune al parlamento, patto poi non mantenuto.

  2. #92
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    Dinacci - racconterà De Biase - era stato chiaro: "Previti mi ha detto che bisogna distruggere Di Pietro e mi ha fatto capire che Gorrini è stato pagato".
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    Citazione Originariamente Scritto da Libdx Visualizza Messaggio
    premesso che se dovesse esplodere il bubbone napoli-campania sembra che Di Pietro ci sia dentro fino al collo insieme ad AN, PD e FI, ma detto questo per vedere le mosse di di pietro è bene aspettare le elezioni in abruzzo. I risultati daranno la linea all'IDV.
    Di Pietro è l'unico che durante il governo Prodi, di cui era ministro, denunciava la presenza di discariche illegali e la situazione in Campania.
    Non commettiamo l'ingenuità di confondere la merda con la cioccolata.

  3. #93
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    Citazione Originariamente Scritto da Arminius Visualizza Messaggio
    Di Pietro è l'unico che durante il governo Prodi, di cui era ministro, denunciava la presenza di discariche illegali e la situazione in Campania.
    Non commettiamo l'ingenuità di confondere la merda con la cioccolata.
    Denunciava, poi vedendo che nulla avveniva non ritirava il suo appoggio al governo né tanto meno minacciava di farlo.
    Si potrebbe sospettare che la poltrona di ministro delle infrastrutture fosse troppo comoda per essere lasciata e che le denuncie vuote fossero molto convenienti dal punto di vosta della visibilità e del consenso.
    "Can che abbaia non morde".
    Molto da membro della "casta", non trovi?

  4. #94
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    Citazione Originariamente Scritto da Garat Visualizza Messaggio
    Denunciava, poi vedendo che nulla avveniva non ritirava il suo appoggio al governo né tanto meno minacciava di farlo.
    Si potrebbe sospettare che la poltrona di ministro delle infrastrutture fosse troppo comoda per essere lasciata e che le denuncie vuote fossero molto convenienti dal punto di vosta della visibilità e del consenso.
    "Can che abbaia non morde".
    Molto da membro della "casta", non trovi?
    per usare i termini dell'amico sopra, diciamo che una volta seduti là, probabilmente qualche macchia di ...cioccolata ti sporca.

  5. #95
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    Dinacci - racconterà De Biase - era stato chiaro: "Previti mi ha detto che bisogna distruggere Di Pietro e mi ha fatto capire che Gorrini è stato pagato".
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    Citazione Originariamente Scritto da Garat Visualizza Messaggio
    Arminius, io starei attento a parlare di comuni accordi poi non mantenuti.
    L'IDV era d'accordo per il gruppo comune al parlamento, patto poi non mantenuto.
    Assolutamente no:

    IL LEADER Dell'Italia dei Valori: «Governo ombra? Governo degli sconfitti»

    Gruppo unico col Pd, Di Pietro frena

    E poi paventa un nuovo editto bulgaro contro Santoro e la trasmissione "Annozero"


    Antonio Di Pietro (Ansa) ROMA - L'Italia dei valori conferma la scelta fatta all'inizio della campagna elettorale di cominciare un percorso comune riformatore con il Pd che possa avere tra le sue tappe fondamentali sia la nascita di un gruppo unico parlamentare, sia un eventuale partito unitario. Ma prima, se si fosse «davvero alleati», ci si dovrebbero chiarire bene (e insieme) le idee sui contenuti e sulle scelte da fare. E non individuare dei percorsi in autonomia come se l'altro alleato non esistesse. Il leader dell'Idv Antonio Di Pietro, a tre giorni dalle elezioni, spiega perché la scelta del gruppo unico in Parlamento non è così scontata. E si sfoga per le decisioni del Pd che ha dovuto subire senza essere consultato, come quella del governo ombra. Prima di prendere qualsiasi decisione, Di Pietro, in una conferenza stampa, pone quindi all'alleato Walter Veltroni alcuni interrogativi. Primi tra tutti: a quale gruppo il Pd aderirà in Europa? E chi vedrebbe alla Giustizia nel governo ombra o alle Comunicazioni? Il ministro uscente chiede quindi un incontro urgente a Veltroni e ai vertici del partito per discutere insieme il da farsi. L'idea di andare da soli anche per un motivo tecnico: l'opposizione, con più gruppi, avrebbe più forza all'interno della capigruppo e dell'ufficio di presidenza della Camera.
    LA REAZIONE - E Walter Veltroni non griderebbe al tradimento se il partito di Antonio Di Pietro decidesse di dar vita ad un proprio gruppo parlamentare, distinto da quello del Pd. La scelta di «separarsi», nell'organizzazione pratica all'interno dei due rami del Parlamento, non sarà quindi interpretata, al loft, come un venir meno al patto sottoscritto, né Walter Veltroni teme un danno di immagine. È vero, ricorda una fonte del Pd, che il segretario ha utilizzato il tema del gruppo unico come uno dei cavalli di battaglia in campagna elettorale, ma è altrettanto vero che la cosa aveva un determinato impatto, una certa forza e ragion d'essere in caso di vittoria e, quindi, di guida del Paese. Altrettanto non vale all'opposizione.
    LE REAZIONI - «Ne ero sicuro, per me è una non notizia». Marco Pannella, nell'apprendere l'annuncio di Antonio Di Pietro racconta che uno scenario di questo tipo lui lo aveva immaginato già un minuto dopo l'accordo stipulato tra Idv e Partito democratico. E pensare che l'alleanza con il simbolo dell'ex pm di 'Mani pulite' e il conseguente no ai radicali «era stata motivata da Veltroni con il fatto che l'Idv non solo avrebbe aderito al gruppo unico parlamentare, ma anche che sarebbe confluita nel Pd stesso. E adesso invece...».
    EDITTO BULGARO - Ma è un Di Pietro a tutto campo quello che ha parlato ai suoi nuovi parlamentari. Il leader dell’Idv ha, inoltre, ipotizzato un nuovo «editto bulgaro» contro Michele Santoro e il suo programma, Annozero, del quale è stato ospite nella serata di giovedì: «La trasmissione Annozero e il giornalista Marco Travaglio - scrive sul suo blog il ministro uscente - sono già stati oggetto di attenzioni verbali da parte di Silvio Berlusconi»». Il leader Idv assicura poi il sostegno del suo partito all’iniziativa di Beppe Grillo per un’informazione libera: «Il 25 aprile - scrive - Beppe Grillo raccoglierà le firme per tre referendum per una libera informazione in un libero Stato. I referendum chiedono l’abolizione dell’ordine dei giornalisti, del finanziamento pubblico all'editoria e della legge Gasparri sulle radiotelevisioni. L’Italia dei Valori ha deciso di aderire e invito tutti gli iscritti e i simpatizzanti a firmare.

    IN TV - In serata, ad Annozero, Di Pietro rende più esplicita la sua idea del governo ombra proposto da Veltroni: «Lascia il tempo che trova, è il governo degli sconfitti. Il problema di fondo - aggiunge l'ex pm - è poi sapere chi va ad esempio a ricoprire l'incarico di ministro ombra delle Comunicazioni: se va Giulietti è un conto, se va Follini un altro, c'è una bella differenza, sono due linee diverse». Per di Pietro, quindi, il rapporto con il Pd e quindi il destino del gruppo unico (che «se è solo un contenitore non serve a niente») è legato alla scelta delle «battaglie di civiltà e legalità» che il partito di Veltroni vorrà fare. «Quale linea si intende seguire sulle comunicazioni, il conflitto di interesse, la separazione delle carriere?».


    http://www.corriere.it/politica/08_a...4f486ba6.shtml

  6. #96
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    Citazione Originariamente Scritto da Arminius Visualizza Messaggio
    Assolutamente no:

    IL LEADER Dell'Italia dei Valori: «Governo ombra? Governo degli sconfitti»

    Gruppo unico col Pd, Di Pietro frena

    E poi paventa un nuovo editto bulgaro contro Santoro e la trasmissione "Annozero"


    Antonio Di Pietro (Ansa) ROMA - L'Italia dei valori conferma la scelta fatta all'inizio della campagna elettorale di cominciare un percorso comune riformatore con il Pd che possa avere tra le sue tappe fondamentali sia la nascita di un gruppo unico parlamentare, sia un eventuale partito unitario. Ma prima, se si fosse «davvero alleati», ci si dovrebbero chiarire bene (e insieme) le idee sui contenuti e sulle scelte da fare. E non individuare dei percorsi in autonomia come se l'altro alleato non esistesse. Il leader dell'Idv Antonio Di Pietro, a tre giorni dalle elezioni, spiega perché la scelta del gruppo unico in Parlamento non è così scontata. E si sfoga per le decisioni del Pd che ha dovuto subire senza essere consultato, come quella del governo ombra. Prima di prendere qualsiasi decisione, Di Pietro, in una conferenza stampa, pone quindi all'alleato Walter Veltroni alcuni interrogativi. Primi tra tutti: a quale gruppo il Pd aderirà in Europa? E chi vedrebbe alla Giustizia nel governo ombra o alle Comunicazioni? Il ministro uscente chiede quindi un incontro urgente a Veltroni e ai vertici del partito per discutere insieme il da farsi. L'idea di andare da soli anche per un motivo tecnico: l'opposizione, con più gruppi, avrebbe più forza all'interno della capigruppo e dell'ufficio di presidenza della Camera.
    LA REAZIONE - E Walter Veltroni non griderebbe al tradimento se il partito di Antonio Di Pietro decidesse di dar vita ad un proprio gruppo parlamentare, distinto da quello del Pd. La scelta di «separarsi», nell'organizzazione pratica all'interno dei due rami del Parlamento, non sarà quindi interpretata, al loft, come un venir meno al patto sottoscritto, né Walter Veltroni teme un danno di immagine. È vero, ricorda una fonte del Pd, che il segretario ha utilizzato il tema del gruppo unico come uno dei cavalli di battaglia in campagna elettorale, ma è altrettanto vero che la cosa aveva un determinato impatto, una certa forza e ragion d'essere in caso di vittoria e, quindi, di guida del Paese. Altrettanto non vale all'opposizione.
    LE REAZIONI - «Ne ero sicuro, per me è una non notizia». Marco Pannella, nell'apprendere l'annuncio di Antonio Di Pietro racconta che uno scenario di questo tipo lui lo aveva immaginato già un minuto dopo l'accordo stipulato tra Idv e Partito democratico. E pensare che l'alleanza con il simbolo dell'ex pm di 'Mani pulite' e il conseguente no ai radicali «era stata motivata da Veltroni con il fatto che l'Idv non solo avrebbe aderito al gruppo unico parlamentare, ma anche che sarebbe confluita nel Pd stesso. E adesso invece...».
    EDITTO BULGARO - Ma è un Di Pietro a tutto campo quello che ha parlato ai suoi nuovi parlamentari. Il leader dell’Idv ha, inoltre, ipotizzato un nuovo «editto bulgaro» contro Michele Santoro e il suo programma, Annozero, del quale è stato ospite nella serata di giovedì: «La trasmissione Annozero e il giornalista Marco Travaglio - scrive sul suo blog il ministro uscente - sono già stati oggetto di attenzioni verbali da parte di Silvio Berlusconi»». Il leader Idv assicura poi il sostegno del suo partito all’iniziativa di Beppe Grillo per un’informazione libera: «Il 25 aprile - scrive - Beppe Grillo raccoglierà le firme per tre referendum per una libera informazione in un libero Stato. I referendum chiedono l’abolizione dell’ordine dei giornalisti, del finanziamento pubblico all'editoria e della legge Gasparri sulle radiotelevisioni. L’Italia dei Valori ha deciso di aderire e invito tutti gli iscritti e i simpatizzanti a firmare.

    IN TV - In serata, ad Annozero, Di Pietro rende più esplicita la sua idea del governo ombra proposto da Veltroni: «Lascia il tempo che trova, è il governo degli sconfitti. Il problema di fondo - aggiunge l'ex pm - è poi sapere chi va ad esempio a ricoprire l'incarico di ministro ombra delle Comunicazioni: se va Giulietti è un conto, se va Follini un altro, c'è una bella differenza, sono due linee diverse». Per di Pietro, quindi, il rapporto con il Pd e quindi il destino del gruppo unico (che «se è solo un contenitore non serve a niente») è legato alla scelta delle «battaglie di civiltà e legalità» che il partito di Veltroni vorrà fare. «Quale linea si intende seguire sulle comunicazioni, il conflitto di interesse, la separazione delle carriere?».


    http://www.corriere.it/politica/08_a...4f486ba6.shtml

    Ovvero, le proteste e le eventuali critiche all'alleato si fanno tramite annozero e conferenza stampa?
    E le iniziative si criticano..anzi si danno per fallite prima ancora che vengano poste in atto?
    A me pare un comportamento altamente scorretto.
    Direi quasi...berlusconiano.

  7. #97
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    Dinacci - racconterà De Biase - era stato chiaro: "Previti mi ha detto che bisogna distruggere Di Pietro e mi ha fatto capire che Gorrini è stato pagato".
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    Denunciava, poi vedendo che nulla avveniva non ritirava il suo appoggio al governo né tanto meno minacciava di farlo.
    Si potrebbe sospettare che la poltrona di ministro delle infrastrutture fosse troppo comoda per essere lasciata e che le denuncie vuote fossero molto convenienti dal punto di vosta della visibilità e del consenso.
    "Can che abbaia non morde".
    Molto da membro della "casta", non trovi?
    E secondo te Di Pietro avrebbe dovuto abbandonare il suo incarico, dove sin dall'inizio bloccò tutti gli appalti per fare piazza pulita, perché un membro di un partito alleato non svolgeva a dovere il suo incarico?
    Piuttosto doveva essere il partito di Bassolino a prendere provvedimenti, e non doveva essere tutto il resto della coalizione a doversi dimettere

  8. #98
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    Dinacci - racconterà De Biase - era stato chiaro: "Previti mi ha detto che bisogna distruggere Di Pietro e mi ha fatto capire che Gorrini è stato pagato".
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    Citazione Originariamente Scritto da Garat Visualizza Messaggio
    Ovvero, le proteste e le eventuali critiche all'alleato si fanno tramite annozero e conferenza stampa?
    E le iniziative si criticano..anzi si danno per fallite prima ancora che vengano poste in atto?
    A me pare un comportamento altamente scorretto.
    Direi quasi...berlusconiano.
    Se in una trasmissione televisiva o la stampa ti chiede dell'alleanza è giusto che un politico faccia chiarezza per tenere informati i cittadini.

    Ad essere berlusconiano piuttosto è l'atteggiamento del "lascia fare" senza nessun "filtro". Caro Garat, la sinistra non è ancora pronta, e se non le si dà uno "scossone" Berlusconi vincerà sempre.

  9. #99
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    Citazione Originariamente Scritto da Arminius Visualizza Messaggio
    E secondo te Di Pietro avrebbe dovuto abbandonare il suo incarico, dove sin dall'inizio bloccò tutti gli appalti per fare piazza pulita, perché un membro di un partito alleato non svolgeva a dovere il suo incarico?
    Piuttosto doveva essere il partito di Bassolino a prendere provvedimenti, e non doveva essere tutto il resto della coalizione a doversi dimettere
    No no.
    Dipietro avrebbe dovuto far sentire il suo peso, se veramente era suo interesse che fosse migliorata la condotta dei membri del partito alleato.
    Avrebbe dovuto per lo meno minacciare di dimettersi.
    Se si gioca a fare "catone console e censore" si deve portare la propria strategia fino in fondo e non essere attaccati alle alleanze (proprio ciò che ORA Dipietro fa nei confronti del PD).
    Ripeto, la via che DP ha utilizzato potrebbe far sorgere legittimi sospetti, come del resto molto della sua condotta, di fare ogni tentativo di mettersi in risalto come "guerriero anticasta" senza però sporcarsi effettivamente le mani.

  10. #100
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    Citazione Originariamente Scritto da Arminius Visualizza Messaggio
    Se in una trasmissione televisiva o la stampa ti chiede dell'alleanza è giusto che un politico faccia chiarezza per tenere informati i cittadini.

    Ad essere berlusconiano piuttosto è l'atteggiamento del "lascia fare" senza nessun "filtro". Caro Garat, la sinistra non è ancora pronta, e se non le si dà uno "scossone" Berlusconi vincerà sempre.
    Fino ad ora mi sembra che gli scossoni di Dipierto stiano rafforzando la maggioranza berlusconiana.
    Ovvero, si stanno ottenendo i risultati opposti a quelli sperati.
    Come ti ho già fatto notare, il CDX non cala nei suoi consensi, L'IDV non attrae gli elettori da quella parte, ma pesca nel bacino elettorale del PD.
    Cambiano gli addendi, ma la somma resta identica.
    Si torna, insomma, al mio quesito originale.
    Che la strategia di Dipietro sia distruttiva per la sinistra?

 

 
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