









No ridicolo, hai contestato la mia frase "il centro sinistra ottenne la maggioranza dei voti nel 2006" definendola una cazzata, e ti sei appellato ai dati del tuo compare "sveglione" dove mancavano i voti all'estero!!!!!
Non solo ti sei contraddetto clamorosamente rimangiandoti le parole, ma lo hai addirittura fatto per cercare di rimediare una volta constatato che hai fatto una clamorosa figura di merda!
Facevi più bella figura se ti fermavi e ammettevi di averla fatta grossa. Contraddicendoti non fai altro che peggiorare la tua situazione.


Eccone un altro... si parlava dei voti totali, e i tuoi compagni di voto hanno affermato che il centro destra ottenne più voti del centro sinistra nel 2006, riportando soltanto i voti della Camera e del Senato pretendendo di avere ragione. Ma lol!
Il semianalfabeta sei tu visto che non hai capito nemmeno di cosa si discuteva. Ma sai leggere?
PS: Anche tu devi dimostrare le prove che Di Pietro è semianalfabeta, altrimenti anche tu entri nella schiera degli idioti, stupidi e creduloni (ma tu non sei una novità...).![]()


se fossi di pietro sarei analfabeta


Bene, riporta i discorsi di Porta a Porta. Siamo tutti curiosi.
Anche su "Cosa Nostra" devi portar ele fonti, altrimenti confermi di essere un'idiota che spara cazzate.
PS: su Cosa Nostra non sei informato, eppure chi voti sembra conoscerla...
Alberto Custodero per "la Repubblica"
Cosa Nostra di Bernardo Binnu Provenzano è «lobby o partito?». S´intitola così, nella motivazione della sentenza che spiega le condanne a 430 anni di carcere di 40 boss, il capitolo più delicato dedicato ai rapporti fra il vertice della mafia siciliana e la politica. Il giudice dell´udienza preliminare Piergiorgio Morosini - che ha depositato ieri le 1000 pagine della motivazione - lascia aperto questo interrogativo. Perché la mafia può essere l´uno o l´altro, lobby o partito, a seconda dei tempi.
Bernardo Provenzano
Quel che è certo, scrive il gup, è che i capimandamento di Cosa Nostra «fin dal 2005 iniziano a tessere la trama» per le future elezioni del 2006. «Vogliono essere pronti per il momento cruciale in cui si giocherà la partita. Pretendono posti nel consiglio comunale e in quello provinciale. Scelgono i candidati per le elezioni ormai prossime e si attivano per affiancarli a uomini influenti dello schieramento del Polo delle Libertà. In particolare di Forza Italia e dell´Udc».
Il gup Piergiorgio Morosini traccia la storia di quei «reticoli politico-clientelari e reticoli del potere mafioso» partendo dalla seconda metà degli anni Ottanta, quando, «crescendo la disillusione nei confronti della Dc, Cosa Nostra cerca un nuovo veicolo politico per i suoi interessi». Alle elezioni politiche del 1987 «delle avance furono fatte al Psi», ma è dopo le condanne del ´92 al primo maxiprocesso - scartato il progetto di creare il movimento separatista "Sicilia libera" - che il boss Bernardo Provenzano «punta all´immersione» e «suggerisce di cercare rapporti e offrire sostegno a nuove forze politiche nazionali che stanno nascendo sulle rovine del vecchio sistema dei partiti».
Provenzano, va detto, è diffidente nei confronti dei politici che definisce ora «truffaldini», ora «sprovveduti». Ma sempre «calcolatori». E allora il leader corleonese arrestato a Montagna dei Cavalli decide di «creare una "cordata riservata" che studi il modo di interagire con la politica». A partire dagli anni Novanta, nella «cordata Provenzano» entra a far parte «un gruppo ristretto di consiglieri e di persone lungimiranti chiamato a raccolta dall´anziano boss per le questioni più delicate».
«Quel trust di cervelli - scrive il gup - deve aiutarlo a tessere la trama per recuperare consenso e intrecciare nuovi legami dopo le stragi del ´92 e ´93». Di questo gruppo fa parte «pure l´onorevole regionale Giovanni Mercadante, eletto nel 2001 nelle liste di Forza Italia». Ma è il 2006 l´anno che vede Cosa Nostra «in stato di fibrillazione: cambiano Camera e Senato, si rinnova l´Assemblea regionale, i consigli comunali. «Gli uomini di Provenzano - annota il giudice Morosini - sono in stato di allerta. Il gotha mafioso è chiamato a scelte importanti che lasceranno il "segno" per gli anni venturi».
L´Italia bipolare, osserva il gup, «probabilmente è a un bivio. Ma in Sicilia il Polo delle Libertà è ancora forte di quel 61 a zero del 2001, con una componente Udc che, oltre ad esprimere il presidente della Regione, costituisce quasi un terzo dell´elettorato nazionale di quel partito». «La decisione sulla coalizione da votare sembra scontata, c´è una netta preferenza per il Polo della libertà». Provenzano, il reggente di Cosa Nostra dopo l´arresto di Totò Riina, sceglie di «internalizzare la rappresentanza politica, ossia mobilitare il proprio peso elettorale in favore di membri interni alla associazione da presentare come candidati, appoggiando persone legate da stretti vincoli di amicizia o parentela al capo o ai capi delle cosche».
Ma a svelare la nuova strategia politica di Cosa Nostra, il nuovo schema di «internalizzazione» che si ripete anche in altri casi, è il rapporto fra «i Mandalà» e Francesco Campanella. Quest´ultimo è considerato dal gup «uomo ponte» fra le cosche e il mondo politico. «Al suo matrimonio sono suoi testimoni il leader dell´Udeur Clemente Mastella e l´onorevole Salvatore Cuffaro». Nel 2000 è segretario nazionale dei giovani Udeur, quindi resta consulente del sindaco di Villabate, Lorenzo Carandino, di Fi, che lo stesso Campanella indica alle cosche come candidato ideale a primo cittadino.
Furono quei due politici, utilizzando di notte gli uffici anagrafici comunali, a confezionare il documento d´identità falso utilizzato da Provenzano per recarsi a Marsiglia a farsi operare. «Non collateralismo, dunque, ma leadership, è questo l´orientamento prevalente di Cosa Nostra». «Internalizzare la rappresentanza - spiega ancora il gup - significa essere più forti nella costituzione di lobby politico-mafiose da utilizzare in posizioni chiave della vita economica, politica e istituzionale».
Il quartier generale politico di Cosa Nostra è ricavato in un box di lamiera che, però, la polizia ha imbottito di microspie. Rinchiusi là dentro, è Antonino Cinà a parlare con Nino Rotolo «del deputato regionale Giovanni Mercadante: in cambio dell´appoggio elettorale per il rinnovo dell´Assemblea regionale, Mercadante dovrà sostenere al consiglio comunale di Palermo il prescelto dei boss, Marcello Parisi, nipote dell´associato mafioso Angelo Rosario Parisi». E Mercadante si dà subito da fare, promettendo di «attivarsi con l´onorevole Francesco Musotto, presidente della Provincia di Palermo, proveniente da Fi, nella sponsorizzazione del candidato del Corleonesi» al palazzo delle Aquile.
2 - Il fratello di Impastato ai figli di Provenzano "Siamo noi onesti le vittime, non loro"...
Da "la Repubblica"
«Non è questione di pagare per le scelte del padre, ma di fare la scelta, quella decisiva. E se non vorranno farla, Angelo e Francesco, seguendo la loro cultura, si ricordino che non sono loro le vittime dello Stato, i perseguitati, ma siamo noi cittadini onesti ad essere stati e ad essere tuttora vittime di quel sistema politico-mafioso le cui basi hanno gettato proprio Provenzano e gli altri come lui». Lo dice Giovanni Impastato, fratello di Peppino il giornalista ucciso dalla mafia nel maggio 1978 commentando le interviste ai due figli di Provenzano. Una replica anche dall´Associazione familiari delle vittime di via Georgofili: «I figli di Provenzano stanno giocando una partita sporca. L´amore filiale per un mafioso è un insulto a tutte le vittime di Cosa nostra»
http://www.dagospia.com/rubrica-3/po...icolo-1729.htm
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Dalla tua risposta deduco che non le hai le prove. Hai dimostrato di essere un'idiota che ripete tutte le minchiate dette da Berlusconi.
Per il tuo idolo sei pronto a metterti in gioco e fare le peggiori figure in pubblico. Berlusconi vi ha ridotti in questo stato?
Mostra un po' di dignità e vatti a informare prima di dire minchiate e fare la figura dell'idiota.


Dai tuoi insulti si comprendono i tuoi valori. Se il classico figlio di papà ignorante e viziato che giudica le persone non in base al livello culturale, all'intelligenza, alle "qualità", ma in base al reddito.
Da ciò si comprende la drammaticità dei tuoi post e della tua preferenza politica. Vergognati, poiché nella vita non contano i soldi, ma ben altre cose che non si possono comprare con il denaro...