e tu saresti cattolico? Mi auguro che tu non trovi mai l'anima santa che ti voglia sposare..una donna normale...


e tu saresti cattolico? Mi auguro che tu non trovi mai l'anima santa che ti voglia sposare..una donna normale...
non sarà mai possibile con la ragione pervenire a qualche verità assoluta




Quindi se e quando dovessi tu trovare moglie, sarà per te normale tradirla...io l'usavo nel secondo significato...
ripeto, bel cattolico che sei!
non sarà mai possibile con la ragione pervenire a qualche verità assoluta




Il cardinale è molto saggio precisando che si può pensare di riprendere la relazione dopo un tradimento solo con la grazia di Cristo. Soltanto desiderio e decisione umani infatti non bastano a risuscitare un morto. E una relazione in cui è entrato il tradimento è indiscutibilmente morta.
Mi piace poi il fatto che venga messa bene in chiaro l'abissale differenza tra il provare interesse, affetto, sintonia anche con qualcun altro e il sentirsi obbligati per questo a mettere in dubbio l'amore della propria vita. Lo interpreto come un inno alla libertà vera che non sa che farsene dello squallore e banalità della "coppia aperta".


No perchè siamo gia stati assieme prima che lei conoscesse l'attuale ragazzo con cui sta da 9 anni.Ora siamo fratello e sorella
Dopo 9 anni ovviamente il loro rapporto è un pò logoro e i suoi discorsi i giorni pari sono sul matrimonio i giorni dispari sul lasciarlo o tradirlo. Io che trovo tutto ciò allarmante le sto consigliando di prendersi una pausa e di vedere qualcun altro senza che il suo ragazzo se ne accorga.
Certo infatti ho cercato di mettermi io dalla parte del cornuto e ho precisato che un paio di tradimenti l'anno non sono una cosa gravissima. Giusto un paio.
Andiamoci piano... quando si parla dell'argomento consigliere sempre di prendere come riferimento il caso in cui noi fossimo i traditi e non i traditori. Altrimenti e' facile essere indulgenti o cercare giustificazioni.
Conosco diverse persone che sono partite giustificandosi "tradisco perche' cosi' mi sfogo e poi amo di piu' mia moglie", e poi hanno invece fatto del tradimento un'abitudine che in realta' non serve piu' a sfogarsi una volta ogni tanto ma crea dipendenza.


E' strano, ma a me risultano ultimamente consuonanti - eppure infinitamente più serie, più dolci, più concrete, più umane, più tenere, più struggenti, più persuasive di quelle dell'Arcivescovo - queste parole estratte da un monologo (mai recitato) di Giorgio Gaber e Sandro Luporini.
(estratto da Il Giornale del 12.12.2008, pag. 32-33)
"(...) Quella volta lì avevo, guarda caso, venticinque anni. Eravamo intorno al 1970, forse un po' dopo. Stavo per laurearmi in filosofia e dividevo la casa con altri due laureandi più o meno della mia età. La mia ragazza che curiosamente si chiamava Maria aveva appena lasciato anche lei la famiglia e abitava con una certa Gabriella. Mi pare facessero il secondo anno di Lettere Antiche. Tutte buone scelte per non correre il rischio di trovare lavoro.
Ci incontravamo tutti spesso nei dintorni del baretto dell'Università.
(...)
Io condividevo in parte certi atteggiamenti, ma avevo molti dubbi sia sul fanatismo femminista, sia sul 'viva Marx, viva Lenin, via Mao Tze Tung'. Per quanto riguarda invece il desiderio, anzi la necessità di 'cambiare la vita', ero uno di loro. I miei amici mi chiamavano anche 'il filosofo'. Ma non era un complimento.
Contro la meschinità e l'ipocrisia della mentalità della generazione precedente io e Maria eravamo in perfetto accordo. La verità a tutti costi, anche se può far male. Specialmente nella sfera sentimentale. Fine del tradimento piccolo borghese. Fine del 'stasera c'ho una cena con amico' che poi era quasi sempre una donna...Fine delle telefonate ambigue...'Sì, era Gianni etc...' Basta! Basta non era Gianni. Era una che mi piace, va bene? Ecco cos'è la pulizia. Se abbiamo delle sbandate, piccole o grosse, la prima cosa da fare è parlarne tra noi. La verità è la base di un rapporto di coppia.
(...)
'Venite tutti a casa mia' fa Lorenza 'c'è anche Roy'.
Maria preferisce andare a casa perché non sta bene. 'Allora ti accompagno' faccio io.
'No, no, tu vai pure, mi accompagna Gabriella, poi domani mi racconti'.
Quella di Lorenza è una casa tipica delle ragazze di allora. Alle pareti c'è tutto un campionario di foto, manifesti e poster che vanno da Rosa Luxenbourg a Frank Zappa.
(...)
La serata continua. Vino, spinelli, canzoni.
(...)
Io sono un po' frastornato, probabilmente ho fumato di più di quanto non sia abituato a fare, e mi prende la classica botta di sonno. In silenzio mi allontano un attimo, vado in camera, sposto un po' i cappotti e mi butto sul letto.
Devo aver dormito un bel po'. Quando mi sveglio nella casa c'è un gran silenzio. Lorenza è accanto a me sotto le coperte. Un po' meravigliato le faccio: 'E' già finita la rivoluzione?' e lei: 'No, se vuoi puoi fermarti qui...se per te non è troppo rivoluzionario'.
L'atmosfera di certe notti si trasforma al mattino in un brutto risveglio pieno di torpore, intontimento e anche sensi di colpa. Avevo fatto l'amore con Lorenza e non so neanche bene perché. Mi passò per un attimo nella mente l'idea di non dir niente a Maria. No, impossibile. Sarebbe stato come tradirla due volte. E non solo lei, ma tradire anche me stesso e tutte le cose che pensavo sulla verità e sulla pulizia del nostro rapporto. Dovevo affrontare la situazione e mi precipitai subito a casa di Maria che stava già meglio: 'Dài su, raccontami. Com'è questo famoso Roy Goodman?' Ed io 'Certo che è un personaggio, non c'è dubbio, ne ha fatte di tutti i colori'. Ma lei vuole i particolari. Le racconto la serata e anche se sento di non essere molto brillante, lei ride divertita.
'Senti Maria, io devo dirti una cosa...'Il tono della mia voce fa sì che lei cambi subito umore: 'Perché, cosa è successo?'.
'No, niente, sai...avevo un po' bevuto, qualche spinello...ma sento proprio che devo dirtelo...no, non è che sia una cosa importante, una leggerezza. Lorenza la conosci...ci siamo trovati sul letto e...insomma, abbiamo fatto l'amore.' Maria abbassa gli occhi e con un filo di voce: 'Ah, ho capito'.
'Capisci - dico io - anche se è una cosa che non lascia tracce, non potevo far finta di niente. Ci tengo troppo a noi due. E lei: 'Sì, certo. Anzi ti ringrazio di avermelo detto. Scusa un attimo, vado in bagno'.
Mi sembra che l'abbia presa abbastanza bene. Certo, quando si riesce a costruire un rapporto chiaro, basato sulla comprensione e sulla verità, si supera ogni ostacolo.
Dopo qualche secondo si sente...'Aiuto!'
Corro in bagno...'Maria, cosa hai fatto?'
Maria si tiene con la mano il polso da dove esce un po' di sangue che gli ha già sporcato il vestito. Cerco di tamponare la ferita, le lego un fazzoletto al braccio con una certa presenza di spirito, ma dentro di me sono molto confuso. Ma tutte le nostre nuove teorie...sulla verità, la libertà sessuale, sulla liberazione del corpo, dove ci portano? Ora lo so: al pronto soccorso.
C'è uno strano senso di purificazione ad uscire da un ospedale accanto a una donna con un piccolo polso fasciato. Senti dentro di te come una tenera porzione di esistenza. Io non ho mai saputo bene cosa voglia dire esistenza. Però qualche volta per un attimo l'ho avvertita. Comunque quasi sempre in momenti assolutamente...non filosofici. Per fortuna la vita è assai più misteriosa.


Maria nel monologo di Gaber non ha veramente tentato il suicidio. Ha tradotto nella sua carne il dolore che stava provando. Il tradimento deve essere un dolore enorme, me lo immagino come un'amputazione.
Bisogna essere parecchio dissociati da se stessi per pensare il tradimento come un modo per "rinverdire". E' un trauma dei peggiori.


Io non credo neanche alla "sincerità a qualunque costo"; spesso è un cercare di scaricarsi la coscienza e sentirsi così in una posizione meno umiliante anche di fronte a noi stessi ma infliggendo all'altro un dolore atroce che, se veramente il gesto è stato senza significato, non è davvero giusto fare.
E' un gesto d'amore più grande, credo, tenersi tutto dentro soffrendo per il giusto senso di colpa che provocare pena e insicurezza nel compagno/a della propria vita.
Comunque è vero che esistono tradimenti e tradimenti; per me il tradimento peggiore è quello spirituale: il fatto che il mio compagno potesse sentirsi in sintonia con qualcun'altra più che con me mi ha sempre colpito più di ogni altra cosa; senz'altro più del tradimento puramente "carnale".
Morthysia![]()


Ovviamente mi annoia a morte spiegarti -invano visto che sei una donna- quante cose significhi il sesso e soprattutto che non può significarle tutte ogni volta; cosa sia un'erezione -non potresti mai e poi mai capirlo- eccetera, eccetera e puntini di sospensione.
Monica Vitti nel film La ragazza con la pistola grida a Giuffrè anche se solo per finta << ma quale libertà, incatenata a te voglio stare!>> o una roba simile. Vale per tutti anche per me anzi per me tantissimo ma con questo spirito, siamo realisti, dura solo qualche anno. Poi, come dice Bagnasco, comincia la rinuncia e il sacrificio e anche quello, aggiungo io, può durare qualche tempo. Poi non so cosa viene perchè per mia fortuna trovo le alternative o rompo. Io continuo a consigliare il tradimento una o due volte l'anno, alla ricerca di un eventuale equilibrio, prima di rompere definitivamente una storia. Ripeto, ci son matrimoni trentennali che vanno avanti anche così, con una o due scappatelle l'anno.
Cerchiamo di scendere dal pero.