Nella Lettera Pastorale del Cardinale Bagnasco - che ho qui davanti, e che è reperibilissima sul sito della Diocesi di Genova - vi sono alcuni punti meritevoli di discussione: ovviamente già alcuni periodici lo hanno notato.
Parla dell'amore coniugale, osservandolo da una prospettiva eucaristica.
"(...) si dicono troppe bugie sull'amore. Così si crede che sia quasi un gioco, un'emozione forte che deve sempre gratificare. Quando ciò non accade, allora si è delusi e si cambia."
"(...) Chi, nel rapporto sponsale, ha paura di perdere se stesso, qualcosa della sua libertà; chi non è disposto a rinunciare per andare incontro all'altro, per diventare 'una sola carne' come dice la Bibbia, non gusterà mai la bellezza vera dell'amore. Continuerà a ritenere di poter fare tutto come prima del matrimonio - abitudini e preferenze - mentre deve tener conto che non è più solo.
E' nato un nuovo 'noi'. Penserà che l'amore è solo godimento e mai rinuncia, è solo prendere e non anche dare, è sempre gioia e mai sofferenza; è solo esaltazione emotiva e non scelta che resiste al movimento delle sensazioni e delle emozioni.
A volte, anche in questo delicatissimo campo, smbra dominare il criterio dell'efficienza secondo il quale l'amore deve essere un'esperienza sempre facile, e che ogni prova o ferita siano insuccessi da cancellare al più presto. Ma l'Eucaristia insegna diversamente: ci ricorda che l'esperienza dell'amore è soprattutto dono di sé, anche quando ciò è costoso."
"(...) Amare è stare vicini anche quando si è fisicamente lontani: vicini con tutto se stessi per sempre, nell'assoluta fedeltà del pensiero, del cuore e del corpo.
L'impegno oggettivo del matrimonio riguarda tutta la vita, qualunque cosa accada, perché è un impegno d'amore. Se fosse solo un'attrazione, delle emozioni intense, non sarebbe amore: la prima passa e si trasforma negli anni, l'amore resta."
"(...) Può nascere la voglia della fuga, della ricerca di esperienze diverse: si evade, ci si avventura in novità che danno iniziali vibrazioni ma, in fondo, svuotano l'anima."
"(...) i momenti della prova vengono. L'amore è sempre insidiato: dentro e fuori di sé. 'Dentro', a causa dei nostri umori o di circostanze particolari. Ci vuole una grande pazienza! Se l'amore è solo esigente e non impastato di pazienza, è amore? 'Fuori', perché le occasioni di altre sponde disponibili, che promettono emozioni nuove, sono presenti ovunque. Sentire che non si è insensibili a queste presenze non deve trarci in inganno mettendo in dubbio le scelte fatte. Bisogna resistere all'insidia del dubbio, stroncarlo sul nacere. E' semplicemente falso. Quanto più lo si lascia crescere nella mente, tanto più diventa un pensiero fisso, alla fine una convinzione. E' la premessa del tradimento e della rottura."
"(...) Così, con la forza dell'Eucarestia, l'amore umano è chiamato al perdono e alla fiducia. Perdono con chi ha sbagliato trascurando o tradendo l'amore; fiducia da ridare perché si possa riprendere la strada non come prima, ma ancora più di prima. L'amore trascurato o tradito è messo duramente alla prova, ma ne può uscire fortificato e splendente. Basta che ci siano il desiderio e la decisione, la grazia di Cristo non manca!
"(...) ogni rapporto d'amore (...)
- Si nutre nel raccontarsi delle persone (...).
- E' necessario il silenzio! (...).
- Si alimenta anche di gesti. (...)."
"Non c'è amore vero senza fecondità, cioè senza che altri nascano alla vita grazie al nostro amore e al nostro sacrificio. Non si tratta solo della grande grazia dei figli per chi è sposato. Si tratta di mettersi a servizio con serietà e generosità di intelletto e di cuore."
(...)
Angelo Card. Bagnasco, Arcivescovo di Genova
Genova, 30 novembre 2008 - Prima Domenica di Avvento




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