Scrivo alcune cose sparse, ma mi sento veramente in sintonia con il padre Giovanni. Io non so cosa gli è preso, allo Spirito Santo, quando ha soffiato tempestoso sulle menti e sui cuori fragilissimi degli uomini onde ispirargli la teologia del matrimonio. Ma certo ne ha combinato una bella.
In un certo senso ha messo il motore di un jet su un monopattino. Dire che il matrimonio è un mistero grande, in riferimento a Cristo e alla Chiesa, evocare immagini di Croce e di Morte, ahimé, e questo al cospetto del guazzabuglio che è il cuore umano. Che si sente un po' un Willie Coyote con un petardone legato sulla schiena che insegue disperato l'irraggiungibile e irridente - per definizione - Road Runner della Grazia.
Questo è un modo più rozzo per descrivere i corni antinomici del padre Giovanni.
Tu, io, poveri cuori, povere esistenze fragili, come mai potremo esprimere nel nostro amore l'Amore fino alla morte di Cristo per la Chiesa? Io non sono tutto il
maschile per te, tu non sei tutto il
femminile per me, no, non arrabbiarti, non lo sei, anche se sei tanto carina coi capelli rossi e le lentiggini, non lo sei e non lo sarai mai. Perché io posso amare una poesia più di ogni altra, ma - lo sai - ho la libreria piena di libri di poesia. Posso cadere in lacrime davanti a un quadro in particolare, ma vado sempre in giro per tutte le mostre. Quella scalata, quei passaggi, quella vetta mi emozionano particolarmente, ma non vedo l'ora di scalare una vetta nuova. E ora mi si dice che se io ti amo vuol dire che Gesù ama la sua Sposa, e che se ti lascio e guardo un'altra donna (ahimé, simbolo e simboleggiato sono in biunivoca corrispondenza) vuol dire che Gesù la sua Sposa non la ama davvero così tanto. Perché gravarmi di un peso così grande?
Quante volte viene la voglia di detronizzare il Sesso, usurpatore del Trono dell'Amore, quante volte viene la voglia di pensarlo soltanto come un linguaggio del corpo, una modalità di interazione semplice e bella, un dialogare spensierato, e quindi giocabile con tutte quelle con cui si vuole e che vogliono. E invece no, Tu Dxo ancora una volta appesantisci, carichi il sesso di senso, di senso eccessivo, e con tutti quegli ornamenti regali non può più essere leggero e danzare. Tu prima lo metti sul trono e poi gli poni sul capo una corona di spine che gli insanguina il volto.
Ginny, vorrei che tu, Giovanni e io :- ) potessimo assieme trovarci sgomenti davanti a questa dismisura e confessare l'impossibilità del cuore umano (per non parlare della struttura-famiglia, per quanto benedetta) di contenerla. Il tradimento è un
vulnus, e senza censurare o castrare la
letalità di tale ferita, occorre però riconoscere che gli uomini possono attraversare territori così drammatici e densi - come quelli ove conduce la promessa di un amore indissolubile e definitivo - solo accompagnati dalla Pazienza, e solo schermandosi certe volte gli occhi per non vedere la luce abbagliante di senso che li circonda.
Maria di Gaber e il suo piccolo polso fasciato, la struggente tenerezza di quell'uscita dall'ospedale. Non solo (non sempre) avvicinarlo ai temi dell'Eucarestia (e quindi nuovamente alla Croce e al Sacrificio) come fa il Vescovo Bagnasco, pur con parole solo apparentemente dolci...
Grazie, Barsanufio