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Discussione: Fedeltà e tradimenti

  1. #31
    Dubitare Discutere Cooperare
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    Grazie delle considerazioni interessanti.

    Citazione Originariamente Scritto da morthysia Visualizza Messaggio
    Io non credo neanche alla "sincerità a qualunque costo"; spesso è un cercare di scaricarsi la coscienza e sentirsi così in una posizione meno umiliante anche di fronte a noi stessi ma infliggendo all'altro un dolore atroce che, se veramente il gesto è stato senza significato, non è davvero giusto fare.
    Non ci credo neanch'io alle coppie che si tradiscono liberamente e si raccontano a vicenda, ne conosco un paio che dicono di essere cosi' e finora devo ammettere che stanno durando, ma sara' il tempo a dire la verita'.

    Pero' la "sincerita' a qualunque costo" un merito puo' averlo: se ci si rinnova continuamente un voto di sincerita', questo funge anche da autodifesa o deterrente. Io penso che se mia moglie non mi avesse ripetuto tante volte che lei preferirebbe sapere e soffrire, forse avrei gia' ceduto alle tentazioni: invece so che non avrei il coraggio di raccontarle una cosa del genere e quindi a causa di quel voto io mi sento doppiamente in colpa anche solo a pensarci

    Citazione Originariamente Scritto da morthysia Visualizza Messaggio
    E' un gesto d'amore più grande, credo, tenersi tutto dentro soffrendo per il giusto senso di colpa che provocare pena e insicurezza nel compagno/a della propria vita.
    Come dicevo, se un giorno cedessi alla tentazione, non credo che avrei il coraggio di confessarlo. Non sono sicuro pero' che sarebbe un gesto d'amore... certamente lo farei anche per non ferirla ("occhio non vede, cuore non duole") e anche per non destabilizzare la nostra famiglia. Ma siamo sicuri che in fondo in fondo il motivo vero per cui terrei tutto nascosto non sarebbe semplicemente che io non voglio pagarne le conseguenze?

    Citazione Originariamente Scritto da morthysia Visualizza Messaggio
    Comunque è vero che esistono tradimenti e tradimenti; per me il tradimento peggiore è quello spirituale: il fatto che il mio compagno potesse sentirsi in sintonia con qualcun'altra più che con me mi ha sempre colpito più di ogni altra cosa; senz'altro più del tradimento puramente "carnale".

    Morthysia
    Un dilemma che gia' animava le nostre discussioni ai tempi del liceo Peggio essere traditi per una cosa banale e superflua come il sesso, o peggio essere traditi con un sentimento vero provato dall'amata per qualcun altro? Non e' facile rispondere.

    Secondo me pero' il "sentirsi in sintonia" e' una cosa inevitabile. Ci sono nella mia vita 3-4 amiche con le quali mi sento in sintonia sentimentale da tanto tempo. Con qualcuna ho anche "concretizzato" (ovviamente quando eravamo single entrambi), con altre mai (presumibilmente perche' non siamo mai stati single contemporaneamente). Io penso che avrei potuto sposare ciascuna di queste ragazze invece di mia moglie... eppure ho scelto lei!

    Diro' ora una cosa strana che molti disapproveranno. Non credo che esista un'anima gemella, credo che ne esistano molte per ciascuno di noi, la maggior parte delle quali probabilmente non incontreremo mai. Io pero' ho scelto mia moglie e lei ha scelto me, e contemporaneamente ho scelto di mantenere un'amicizia platonica con le altre. Non posso rinunciare ad essere in sintonia con le altre, ma posso scegliere di non andare oltre.

  2. #32
    strega
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    Citazione Originariamente Scritto da Morthysia
    il fatto che il mio compagno potesse sentirsi in sintonia con qualcun'altra più che con me mi ha sempre colpito più di ogni altra cosa; senz'altro più del tradimento puramente "carnale".
    Questo è proprio irrealistico, invece. Intanto non è detto che lui con altre amiche si debba sentire più in sintonia, ma soltanto diversamente in sintonia, su altri e differenti aspetti e interessi, che magari tu non hai (ma ne avrai altri altrettanto importanti). E poi è proprio confrontandosi e imparando da incontri ed esperienze che si cambia e si cresce, offrendo di conseguenza al partner una persona sempre nuova e interessante. Questo per me mantiene vivo e giovane il rapporto, altro che le scopate random.

    Citazione Originariamente Scritto da Waglione
    Io continuo a consigliare il tradimento una o due volte l'anno, alla ricerca di un eventuale equilibrio, prima di rompere definitivamente una storia
    E vai che abbiamo anche la prescrizione del dottore, con tanto di dosi e indicazioni......stiamo in mano all'arte.
    Ovviamente mi annoia a morte spiegarti
    Bene, non ti ci mettere proprio allora. Stai sempre a piagnucolare che a discutere con me ti annoi ma stai sempre in mezzo.

  3. #33
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    Predefinito ..con molta confusione...

    Citazione Originariamente Scritto da Ginny Visualizza Messaggio
    Questo è proprio irrealistico, invece. Intanto non è detto che lui con altre amiche si debba sentire più in sintonia, ma soltanto diversamente in sintonia, su altri e differenti aspetti e interessi, che magari tu non hai (ma ne avrai altri altrettanto importanti). E poi è proprio confrontandosi e imparando da incontri ed esperienze che si cambia e si cresce, offrendo di conseguenza al partner una persona sempre nuova e interessante. Questo per me mantiene vivo e giovane il rapporto, altro che le scopate random.

    E vai che abbiamo anche la prescrizione del dottore, con tanto di dosi e indicazioni......stiamo in mano all'arte.
    Bene, non ti ci mettere proprio allora. Stai sempre a piagnucolare che a discutere con me ti annoi ma stai sempre in mezzo.





    Riflessione rigorosa quella di Ginny ma rischiosa..diei –nel mio codice-assolutamente antinomica ed antinomica non solo sul piano della sequela cristica e cristiana ma –ben di più,si ben di più- antinomica in sede di relazionalità,di matrimonialità,di copia e di famiglia

    Traduco “estremisticamente” (Ginny mi dirà poi se ho ben tradotto o se ho preso una cantonata..) la riflessione

    Corno 1 dell’antinomia….
    La matrimonialità,la relazione di coppia e la famiglia sono un tutt’uno .La matrimonialità è chiamata ad essere esaustiva di se stessa, è chiamata a colmare ogni resprio e ogni spazio ..In questo senso qui dalla singolarità dei due all’unità della matrimonialità

    Corno 2 dell’antinomia…Se la matrimonailità fa questose cioè se riesce a realizzare in pienezza la sua progettualità,, essa è –prprio perché lo realizza- cattiva infinità .La matrimonialità è quindi chiamata- in rottura ed in continuità con il corno n 1 dell’antinomia- a non realizzar se stessa,quindi a suicidarsi

    La tragicità della matrimonialità ….e tuttavia essa resta l’unicum e il totale della relazione d’amore,di passione,di progetto,di feeling, di complicità dei due e ciò non esclude,azni pretende, l’esistenza alternativa e radicale di condivisione di spazi che il matrimonio non colma e non deve colmare(guai se pensa di doverlo fare..)con altra e/o altre 8a questo punto ovviamente altre) persone .E si resta silenti in fondo se con queste altre persone si possa anche vivere una complicità e una dialogicità sessuale …


    Liquido subito come assolutamente banale e da giornaletti alla donna letizia la teoria (almeno spero bipartisan.. almeno. .ma credo di no ci vedo un totale sultanato del cazzo..in termini reali e concreti…)di waglione della medicina provvida e provvidenziale di due scappatelle l’anno( si vede che mi sono perso ben 62 scopate…con annessi e connessi et similia…)


    Ginny poi precedentemente e giustamente ha inchiodato nella e alla rubrica dei cretini e delle stupidate tutta quanta la retorica della coppia aperta e alla medesima rubrica vorrei inchiodare l’ipocrisia laicista della famigliastra e il fariseismo delle nostre chiese sui buoni sentimenti della famiglia come chiesa domestica..La famiglia non sarà la camera a gas ma non è neppure qui è già e pienamente icona di Sion la Santa e devo dire che dubito che sia chiamata ad esserlo .Trovo questo progetto abbastanza blasfemo e violento proprio verso la famiglia stessa e verso la matrimonialità .


    I due corni dell’antinomia e la tragicità finale non possono avere discorsi né discorsività ma solo biografia,cioè diaristica del vissuto e del vissuto concreto,quotiodiano, giorno per giorno..Si Ginny ha ragione -e credo ed intuisco all’interno del suo vissuto- quando scrive che le sintoie sono sintonie al plurale ed anche diciamo così “extraconiugali” e restano ,meglio possono restare un contributo alto e notevole per la famiglia stessa e per la relazione di coppia e di matrimonialità .

    Vorrei solo –cinicamente –iscrivere dentro la riflessione d iGinny, la variabile (concreta,reale, oggettiva,non imprevedibile ma possibile) che l’esistenza e la realizzazione di sintonie extraconiugali come eventi noti e perfino donativi cambino di segno (può accadere…)e divengano alternativa di progettualità, di condivisione, di amore …Prendano cioè priorità ed egemonia ..divengano la relaione essenziale.. la matrimonialità nuova ..

    Qui allora…il che fare? Il che fare laico..il che fare cattolico..il che fare ortodosso..il che fare protestante …il che fare reale e concreto…umano…nello scazzo terribile a quel punto…nei laceranti tormenti interiori( caro waglione siamo a livelli più seri suvvia… la scappatella senza problematiche è proprio da isola dei famosi..una minchiata laicista televisiva e velinara e l’idea della scappatella come rinforziono per il matrimonio la tematizzava il mio bisnonno.. già con mio nonno siamo stati su altri piani..anche perché mia nonna glielo avrebbe tagliato…)

    E quindi a quel punto Ginny cara siamo non nella risoluzione esistenziale dell’antinomia ma nella sua esplosione…Che fare? E il che fare è rivolto non solo a chi “radisce" ma a chi è tradito…
    A questo punto io picchio subito chi mi parla di Sion la Santa…siamo qui nell’antro più profondo delle tenebre…Siamo in piena teologia del fallimento comunque ,comunque del fallimento…

    Esiste un vaccino e che tipo di vaccino?

  4. #34
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    Citazione Originariamente Scritto da Ginny Visualizza Messaggio
    Bene, non ti ci mettere proprio allora. Stai sempre a piagnucolare che a discutere con me ti annoi ma stai sempre in mezzo.
    Ma sei tu che non riesci a stare lontana da me e manco te ne accorgi e pensi che sia io a mettermi in mezzo.. Guarda che hai scritto, prima molto prima che io ti degnassi di una parola

    Citazione Originariamente Scritto da Ginny Visualizza Messaggio
    Bisogna essere parecchio dissociati da se stessi per pensare il tradimento come un modo per "rinverdire". E' un trauma dei peggiori.

  5. #35
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    Citazione Originariamente Scritto da waglione Visualizza Messaggio
    Ma sei tu che non riesci a stare lontana da me e manco te ne accorgi
    Oh-oh. Ginny, devo essere geloso? :- )

    Scrivo alcune cose sparse, ma mi sento veramente in sintonia con il padre Giovanni. Io non so cosa gli è preso, allo Spirito Santo, quando ha soffiato tempestoso sulle menti e sui cuori fragilissimi degli uomini onde ispirargli la teologia del matrimonio. Ma certo ne ha combinato una bella.

    In un certo senso ha messo il motore di un jet su un monopattino. Dire che il matrimonio è un mistero grande, in riferimento a Cristo e alla Chiesa, evocare immagini di Croce e di Morte, ahimé, e questo al cospetto del guazzabuglio che è il cuore umano. Che si sente un po' un Willie Coyote con un petardone legato sulla schiena che insegue disperato l'irraggiungibile e irridente - per definizione - Road Runner della Grazia.
    Questo è un modo più rozzo per descrivere i corni antinomici del padre Giovanni.

    Tu, io, poveri cuori, povere esistenze fragili, come mai potremo esprimere nel nostro amore l'Amore fino alla morte di Cristo per la Chiesa? Io non sono tutto il maschile per te, tu non sei tutto il femminile per me, no, non arrabbiarti, non lo sei, anche se sei tanto carina coi capelli rossi e le lentiggini, non lo sei e non lo sarai mai. Perché io posso amare una poesia più di ogni altra, ma - lo sai - ho la libreria piena di libri di poesia. Posso cadere in lacrime davanti a un quadro in particolare, ma vado sempre in giro per tutte le mostre. Quella scalata, quei passaggi, quella vetta mi emozionano particolarmente, ma non vedo l'ora di scalare una vetta nuova. E ora mi si dice che se io ti amo vuol dire che Gesù ama la sua Sposa, e che se ti lascio e guardo un'altra donna (ahimé, simbolo e simboleggiato sono in biunivoca corrispondenza) vuol dire che Gesù la sua Sposa non la ama davvero così tanto. Perché gravarmi di un peso così grande?

    Quante volte viene la voglia di detronizzare il Sesso, usurpatore del Trono dell'Amore, quante volte viene la voglia di pensarlo soltanto come un linguaggio del corpo, una modalità di interazione semplice e bella, un dialogare spensierato, e quindi giocabile con tutte quelle con cui si vuole e che vogliono. E invece no, Tu Dxo ancora una volta appesantisci, carichi il sesso di senso, di senso eccessivo, e con tutti quegli ornamenti regali non può più essere leggero e danzare. Tu prima lo metti sul trono e poi gli poni sul capo una corona di spine che gli insanguina il volto.

    Ginny, vorrei che tu, Giovanni e io :- ) potessimo assieme trovarci sgomenti davanti a questa dismisura e confessare l'impossibilità del cuore umano (per non parlare della struttura-famiglia, per quanto benedetta) di contenerla. Il tradimento è un vulnus, e senza censurare o castrare la letalità di tale ferita, occorre però riconoscere che gli uomini possono attraversare territori così drammatici e densi - come quelli ove conduce la promessa di un amore indissolubile e definitivo - solo accompagnati dalla Pazienza, e solo schermandosi certe volte gli occhi per non vedere la luce abbagliante di senso che li circonda.

    Maria di Gaber e il suo piccolo polso fasciato, la struggente tenerezza di quell'uscita dall'ospedale. Non solo (non sempre) avvicinarlo ai temi dell'Eucarestia (e quindi nuovamente alla Croce e al Sacrificio) come fa il Vescovo Bagnasco, pur con parole solo apparentemente dolci...

    Grazie, Barsanufio

  6. #36
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    Scrivo alcune cose sparse, ma mi sento veramente in sintonia con il padre Giovanni. Io non so cosa gli è preso, allo Spirito Santo, quando ha soffiato tempestoso sulle menti e sui cuori fragilissimi degli uomini onde ispirargli la teologia del matrimonio. Ma certo ne ha combinato una bella.

    In un certo senso ha messo il motore di un jet su un monopattino. Dire che il matrimonio è un mistero grande, in riferimento a Cristo e alla Chiesa, evocare immagini di Croce e di Morte, ahimé, e questo al cospetto del guazzabuglio che è il cuore umano. Che si sente un po' un Willie Coyote con un petardone legato sulla schiena che insegue disperato l'irraggiungibile e irridente - per definizione - Road Runner della Grazia.
    Questo è un modo più rozzo per descrivere i corni antinomici del padre Giovanni.

    Tu, io, poveri cuori, povere esistenze fragili, come mai potremo esprimere nel nostro amore l'Amore fino alla morte di Cristo per la Chiesa? Io non sono tutto il maschile per te, tu non sei tutto il femminile per me, no, non arrabbiarti, non lo sei, anche se sei tanto carina coi capelli rossi e le lentiggini, non lo sei e non lo sarai mai. Perché io posso amare una poesia più di ogni altra, ma - lo sai - ho la libreria piena di libri di poesia. Posso cadere in lacrime davanti a un quadro in particolare, ma vado sempre in giro per tutte le mostre. Quella scalata, quei passaggi, quella vetta mi emozionano particolarmente, ma non vedo l'ora di scalare una vetta nuova. E ora mi si dice che se io ti amo vuol dire che Gesù ama la sua Sposa, e che se ti lascio e guardo un'altra donna (ahimé, simbolo e simboleggiato sono in biunivoca corrispondenza) vuol dire che Gesù la sua Sposa non la ama davvero così tanto. Perché gravarmi di un peso così grande?

    Quante volte viene la voglia di detronizzare il Sesso, usurpatore del Trono dell'Amore, quante volte viene la voglia di pensarlo soltanto come un linguaggio del corpo, una modalità di interazione semplice e bella, un dialogare spensierato, e quindi giocabile con tutte quelle con cui si vuole e che vogliono. E invece no, Tu Dxo ancora una volta appesantisci, carichi il sesso di senso, di senso eccessivo, e con tutti quegli ornamenti regali non può più essere leggero e danzare. Tu prima lo metti sul trono e poi gli poni sul capo una corona di spine che gli insanguina il volto.

    Ginny, vorrei che tu, Giovanni e io :- ) potessimo assieme trovarci sgomenti davanti a questa dismisura e confessare l'impossibilità del cuore umano (per non parlare della struttura-famiglia, per quanto benedetta) di contenerla. Il tradimento è un vulnus, e senza censurare o castrare la letalità di tale ferita, occorre però riconoscere che gli uomini possono attraversare territori così drammatici e densi - come quelli ove conduce la promessa di un amore indissolubile e definitivo - solo accompagnati dalla Pazienza, e solo schermandosi certe volte gli occhi per non vedere la luce abbagliante di senso che li circonda.

    Maria di Gaber e il suo piccolo polso fasciato, la struggente tenerezza di quell'uscita dall'ospedale. Non solo (non sempre) avvicinarlo ai temi dell'Eucarestia (e quindi nuovamente alla Croce e al Sacrificio) come fa il Vescovo Bagnasco, pur con parole solo apparentemente dolci...

    Grazie, Barsanufio
    E infatti, ai discepoli che, dopo essersi sentiti dire che anche guardare un'altra donna con concupiscenza è già adulterio, gli hanno obbiettato più o meno quello che obbietti tu, Gesù ha risposto che quello che è impossibile per gli uomini è, invece, possibile per Dio.
    Ed ecco perché coloro che si sposano, se vogliono un matrimonio veramente "indissolubile" hanno bisogno che Cristo accompagni ogni passo della loro vita in comune, proprio perché sono terribilmente vere tutte le cose bellissime che hai scritto nel tuo post e quel "peso così grande", se non ce lo porta Lui per la maggior parte, finisce inevitabilmente per schiacciarci.


    Morthysia

  7. #37
    strega
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    Predefinito e aggiungiamo confusione.....

    Io sono sposata da 10 anni. Pochi, perciò. Nemmeno il minimo indispensabile per passare dall'innamoramento all'amore, soprattutto considerando che nel frattempo sono arrivati i bambini che hanno un po' interrotto la conversazione. Fra una ventina d'anni, cioè quando avrò raggiunto, mi pare, la stessa anzianità matrimoniale del Padre Giovanni, e quando i pupi si saranno (forse) tolti di mezzo potrò (forse) azzardare una riflessione sulla matrimonialità che parta da veri dati di fatto. Però una cosa posso dirla: mai in questi 10 anni mi ha sfiorato l'idea che io per lui o lui per me possiamo essere tutto il femminile o tutto il maschile. Fatto questo che provoca intermittenti punture di gelosia, e senso di inadeguatezza e ansia da perdita sempre possibile (che mi sembra già una bella tragedia da contemplare con sgomento, caro Dante-Barsanufio) ma pensare il contrario sarebbe un macigno impossibile da reggere. Una pretesa distruttiva, una pessima infinità. Quel che si promette sposandosi non è di non provare mai più amore o affinità per nessun altro, io almeno non la intendo così, solo pensarlo mi toglie il respiro. Si può lasciare che i rapporti di cui è intessuta la nostra esistenza come individui ci parlino liberamente, io credo, e ci arricchiscano e portino ossigeno e nutrimento al rapporto a cui apparteniamo, senza zittirli con le nostre paure, senza ingessarli con la paura principale che è quella di essere liberi.
    Credo anche che prospettarsi come corollario inevitabile di questa dialogicità libera il libero rapporto sessuale sia il modo definitivo di imprigionarla. Ne abbiamo già discusso nel 3d donne e chiesa: non esiste l'essere umano asessuato. Esistono donne e uomini, che solo in quanto donne e uomini possono interagire. Uno 0,1 di erotismo, di connotazione sessuale c'è sempre in qualunque relazione, è puritanesimo autoritario volerlo negare tanto quanto assolutizzarlo, per renderlo in certo senso tranquillizzante, "già visto". Buttarla sul sesso è in certo senso un anestetico, è un modo per dare a sentimenti non previsti né incasellabili, che interrogano e sollecitano, una sistemazione, una risposta istituzionale: qua c'è il coniuge, là c'è l'amante, eventualmente l'ex-coniuge e il nuovo coniuge.... niente zone inaspettate di illuminazione a sorpresa. Tutto su binari noti.
    Eppure tu stesso, P. Giovanni, racconti spesso dei tuoi parrocchiani asintattici con cui preghi ma che non potrebbero, se non a prezzo di un grave tradimento, prendere l'Eucaristia dalle tue mani. Tra questo scambio che si nutre anche della distanza, della sospensione, del paradosso, e il respiro coppia-individuo-relazioni altre, dico una scemata se dico che c'è un parallelismo? il rapporto sessuale non è forse l'equivalente di quel pane che non potete, non dovete mangiare assieme, perchè farlo sarebbe menzogna? Eppure la presenza di quegli amici asintattici aggiunge senso e consapevolezza alla tua appartenenza alla tua chiesa. Proprio e pur nella consapevolezza che essa da sola non può esaurire il volto di Dio. Che hai bisogno, per la tua stessa dignità di presbitero, di toccare con mano che lo Spirito soffia dove vuole, e che se la tua vocazione ha paura di arrischiarsi (come dici sempre tu? ...spingersi fino all'estrema periferia, o qualcosa di simile...) muore. Per me l'amore va rischiato.
    Perché il rischio, inutile negarlo, c'è. Ma la vita, se è vissuta davvero, è sempre rischiosa. Un poeta avvinazzato delle mie parti canta che "è tutta un equilibrio sopra la follia". E non saprei proprio rispondere alla domanda "che fare?" quando e se ci si accorga che l'equilibrio s'è spezzato e il paradosso ti è esploso tra le mani. Non lo so. E' diverso per ciascuno, immagino. E' un deserto da attraversare, non si può delegare a una ricetta buona per chiunque.


    Citazione Originariamente Scritto da Waglione
    Ma sei tu che non riesci a stare lontana da me e manco te ne accorgi..... Guarda che hai scritto, prima molto prima che io ti degnassi di una parola
    E che c'entri tu? io mi riferivo al bisnonno del padre Giovanni, alla cui generazione la tua etica del matrimonio appartiene in pieno.

  8. #38
    ooooWAGLIONEoooo
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    Citazione Originariamente Scritto da Ginny Visualizza Messaggio

    E che c'entri tu? io mi riferivo al bisnonno del padre Giovanni, alla cui generazione la tua etica del matrimonio appartiene in pieno.
    Io Giovanni, come ho già precisato, generalmente non lo leggo. Stavolta ha anche scritto Waglione senza maiuscola riducendo a zero le possibilità che, scorrendo i suoi post con la rotellina del mouse, mi fermi a leggere due righe che eventualmente decida, nonostante tutto, di rivolgere a me. Comunque ho controllato, parlava di me, e tu idem di riflesso.

    Ma scansati vah. Insolente, sciapa e pure attaccabrighe.

  9. #39
    presbitero cristiano ortodosso
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    Citazione Originariamente Scritto da waglione Visualizza Messaggio
    Io Giovanni, come ho già precisato, generalmente non lo leggo. Stavolta ha anche scritto Waglione senza maiuscola riducendo a zero le possibilità che, scorrendo i suoi post con la rotellina del mouse, mi fermi a leggere due righe che eventualmente decida, nonostante tutto, di rivolgere a me. Comunque ho controllato, parlava di me, e tu idem di riflesso.

    Ma scansati vah. Insolente, sciapa e pure attaccabrighe.

    ..la mamma dei cretini è sempre incinta..

  10. #40
    presbitero cristiano ortodosso
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    Citazione Originariamente Scritto da Ginny Visualizza Messaggio
    Eppure tu stesso, P. Giovanni, racconti spesso dei tuoi parrocchiani asintattici con cui preghi ma che non potrebbero, se non a prezzo di un grave tradimento, prendere l'Eucaristia dalle tue mani. Tra questo scambio che si nutre anche della distanza, della sospensione, del paradosso, e il respiro coppia-individuo-relazioni altre, dico una scemata se dico che c'è un parallelismo? il rapporto sessuale non è forse l'equivalente di quel pane che non potete, non dovete mangiare assieme, perchè farlo sarebbe menzogna? Eppure la presenza di quegli amici asintattici aggiunge senso e consapevolezza alla tua appartenenza alla tua chiesa. Proprio e pur nella consapevolezza che essa da sola non può esaurire il volto di Dio. Che hai bisogno, per la tua stessa dignità di presbitero, di toccare con mano che lo Spirito soffia dove vuole, e che se la tua vocazione ha paura di arrischiarsi (come dici sempre tu? ...spingersi fino all'estrema periferia, o qualcosa di simile...) muore. Per me l'amore va rischiato.
    Perché il rischio, inutile negarlo, c'è. Ma la vita, se è vissuta davvero, è sempre rischiosa.


    E' proprio vero carissima sorella Ginny..la dimensione dell'asintatticità come di una non esaustività in luogo alcuno(nè nella chiesa nè nella famiglia nè nella coppia...) della relazione fondante che abbiamo cercato,voluto,desiderato,costruito,faticato, ed ancora è nel vissuto ed è ancora nella fatica con il coniuge..Mare aperto allora..estreme perfierie come donativi e regali di Dio tre volte santo e certamente con la consapevolezza del rischio,del pericolo ,della possibilità di costruire traumi e ricevere traumi ..Ecco siamo senza rete...senza muri perimentrali...l'immagine della chiesa come tenda credo che sia -ben al di là di me- la migliore possibile..la tenda...il nomadismo...l'esodo...Certo sorella mia dopo 31 anni di matrimonio non solo risposerei e risposerei allo stesso modo(qualche volta te lo racconto in pvt...) la stessa donna( non le ho mai chiesto se sente e vuole altrettanto..non credo di avere il diritto di fare questa domanda...) e in 31 anni Ginny cara....Ed ora è proprio il nomadismo del presbiterato ( e nella teologia dei cristiani ortodossi il ministero presbiterale del marito è diffusivo di se stesso nella condivisione con la moglie,la quale-pur senza assumere compiti ministeriali- diventa -funzionalmente ed esistenzilamnete-la presbitera..la papadia...la matuska..)che mi e ci fa veleggiare e resta tutto in quella delicata sinfonia tra Dio tre volte santo e la mia libertà e la libertà di coppia e la libertà di mia moglie...sempre confusione e sempre antinomie fino alla Parousia del Signore..

 

 
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