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  1. #21
    Israele= Paese terrorista
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    Citazione Originariamente Scritto da libpensatore Visualizza Messaggio
    Il mondo è vario, persone del genere passeranno il tempo a giocare a morra.
    Peccato che a causa di queste varietà ci rimettiamo anche noi.
    Chi sono i filosudici? Quelli che definiscono filoterroristi i difensori dei palestinesi.
    I MELONOMI, i sudditi della meloni
    Israele=Paese Terrorista - Palestina libera dai terroristi dell'IDF

  2. #22
    Mannysta
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    queste persone esistono, eccome se esistono
    in questo forum ce sono diverse

  3. #23
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    Citazione Originariamente Scritto da FLenzi Visualizza Messaggio
    Posso essere daccordo con te se parliamo di una certa fascia di persone, giovani e persone con un minimo di istruzione,gli altri sono vittime del sistema Berluscista.
    Per me dopo che lo si è visto all'opera per già ben due volte, di cui una per 5 anni, non si può parlare di vittime.

  4. #24
    email non funzionante
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    Spesa pubblica e istruzione. Quanto spendono i Paesi per formare i propri cittadini?


    In media i Paesi OCSE spendono il 6,2% del loro PIL per l'istruzione a tutti livelli. L'investimento di alcuni Paesi ha prodotto una migliore performance dei loro sistemi educativi, con effetti positivi sulla qualità dell'Education in Europa, coinvolta in una manovra di armonizzazione dei sistemi universitari, che ha avvantaggiato gli studenti.
    Tra il 1995 e il 2004, nei Paesi OCSE la spesa complessiva per le istituzioni educative è aumentata in media del 42 per cento.
    Con le dovute differenze:
    - La spesa per i servizi educativi di base (esclusi la ricerca, le attività di sviluppo e i servizi ausiliari) negli istituti universitari si aggira intorno ai 7.664 dollari per studente, sino ai Paesi che spendono di più, 9mila dollari, come Australia, Austria, Danimarca, Norvegia, Svizzera e Stati Uniti. L'Italia fa parte del gruppo in cui la spesa tocca punte minime, intorno ai 4.500 dollari, lo stesso in Grecia, Polonia e Turchia.
    - Costi che salgono vertiginosamente quando dall'università si passa ad esaminare i dati della scuola, dalla primaria alla secondaria. Con cifre che vanno da 40mila dollari in Messico, Polonia, Repubblica Slovaccca e Turchia a centomila dollari o più in Austria, Danimarca, Islanda, Lussemburgo, Norvegia, Svizzera e Stati Uniti. La media Ocse è di 81.485 dollari per studente....


    http://job24.ilsole24ore.com/news/Ar...lesView=Libero


    Aggiungiamoci che l' Italia ha un invecchiamento fortissimo della popolazione (e che i vecchi hanno il minore livello di istruzione)






    Aggiungiamoci che l' Italia è il Paese europeo dove si leggono meno quotidiani e dove è minore la diffusione di Internet

    6° Rapporto Censis sulla Comunicazione

    1 Ottobre 2006

    Quest’anno il Rapporto del Censis è stato finalizzato alla comparazione dell’uso dei media in Italia con altri paesi europei, e in particolare Francia, Germania, Gran Bretagna e Spagna. Per quanto riguarda solo l’Italia, è stato svolto un ulteriore approfondimento rispetto alle analisi condotte negli ultimi anni. A che cosa servono i media? Quali tipi di bisogni soddisfano? E con quale grado di apprezzamento da parte degli italiani?

    Corre l’Italia dei media, ma resta in coda in Europa

    In Europa la trasformazione del modello televisivo verso le tecnologie digitali sta procedendo velocemente. In Italia invece la dipendenza dal modello televisivo tradizionale (analogico terrestre) è ancora molto forte e la più alta fra i paesi europei più simili al nostro: è, infatti, il 72% della popolazione a vedere nel nostro paese solo ed unicamente programmi della televisione tradizionale, a fronte del 65% della Spagna e della Francia, del 50% della Germania e del, minimo, 31% della Gran Bretagna.
    Un’altra specificità italiana - che emerge dallo studio svolto dal Censis sulle “diete mediatiche” degli europei, nell’ambito del 6° Rapporto Censis/Ucsi sulla comunicazione -, consiste nel fatto che solo in Italia l’uso del cellulare compete in termini di diffusione (79% della popolazione sopra i 14 anni) con il mezzo televisivo, negli altri paesi studiati il cellulare scende sempre al quinto posto (con percentuali sotto il 70%), tranne che in Spagna dove è al secondo posto (78%) ma solo con un lieve vantaggio rispetto alla radio (73%) e ai quotidiani (68%).
    La radio e i quotidiani hanno un grande pubblico in Europa (60-80% della popolazione). L’indice di penetrazione della radio è molto elevato in tutti i paesi europei, mentre solo la Francia presenta una percentuale di lettori di quotidiani paragonabile a quella italiana (62% contro il nostro 59%).
    Nei principali paesi europei sono quattro o cinque i media ad autentica diffusione di massa. Solo l’Italia appare “teledipendente”, ma non tanto per l’estensione del pubblico televisivo, quanto per le limitazioni riscontrate nel pubblico degli altri media. In Gran Bretagna, ad esempio, il pubblico della tv tradizionale è superiore a quello italiano (95% contro 94%), però la radio è all’80% (in Italia è al 63%), i quotidiani al 78% (da noi al 59%), i libri al 75% (noi siamo al 55%) e internet al 61% (contro il 38% italiano).
    È la Francia il paese ad avere un profilo più simile al nostro. Se escludiamo la tv tradizionale (da noi al 94% e da loro all’83%) e la radio (63% contro 80%), per tutti gli altri media i dati francesi non si discostano molto dai nostri.
    Leggere libri non è un lusso per pochi. Il pubblico dei lettori di libri è molto ampio in tutta Europa. In Gran Bretagna e Germania coinvolge circa i tre quarti della popolazione, in Francia e Spagna intorno ai due terzi, mentre in Italia siamo costretti a cercare di capire come mai siamo riusciti a superare la soglia della metà della popolazione che ha letto almeno un libro nell’ultimo anno.
    Nel nord Europa internet è un vero mass media. Il 61% dei britannici che usa internet rende quasi vano il nostro apprezzamento per il fatto che, finalmente, il numero degli utenti italiani di internet ha raggiunto il 38% della popolazione. Viaggiamo a velocità differenti, e non solo nel campo della comunicazione digitale.
    L’Italia corre, ma gli altri sono già molto lontani. Negli ultimi anni, infatti, in Italia abbiamo conosciuto un notevole incremento della capacità di accostarsi a un maggior numero di media per assolvere ai nostri bisogni informativi e comunicativi, ma questo sforzo non ci ha ancora collocato su di un piano analogo a quello dei grandi paesi europei. E il rischio che, pur muovendoci velocemente, le distanze possano ancora aumentare non è da escludere.

    A cosa servono i media? Con quale soddisfazione vengono usati?

    Per l’80% degli italiani “informarsi” è il primo bisogno, relativo all’uso dei media, in ordine di importanza nella vita quotidiana (ma essere informati non significa esserlo solo sull’evoluzione della produzione industriale, bensì anche sull’ultimo flirt della diva più di moda).
    Al secondo posto, con il 69% delle persone che gli attribuiscono la massima importanza, c’è il bisogno di “approfondire” (anche questo “bisogno” può essere declinato in diverse direzioni).
    Al terzo posto c’è “l’interesse per la musica”, che riveste la massima importanza per una media del 46% degli italiani intervistati (a seconda delle generazioni per musica si intendono cose diverse).
    Al quarto posto, per importanza nella vita quotidiana, i media vengono usati per il bisogno di “relazionarsi”, per il 45% delle persone. Segue, poi, il bisogno di “accedere a servizi utili” (41%), la voglia di “intrattenimento”, svago (41%) e, infine, il bisogno di “orientarsi negli acquisti” (21%).
    Questa è la graduatoria dei bisogni connessi all’uso dei media, così come emerge dalla ricerca svolta del Censis nell’ambito del 6° Rapporto Censis/Ucsi sulla comunicazione, nell’approfondimento della situazione italiana.
    Per soddisfare questi bisogni a quali media si fa ricorso? Per “informarsi” si ricorre principalmente alla televisione (90%), ai quotidiani (56%), alla radio (47%), al teletext (il 29%), a internet (29%) e ai libri (28%). E con quale grado di soddisfazione? Qui l’ordine dei media cambia: la massima soddisfazione la dà internet (75% delle persone), poi i libri (64%), i quotidiani (54%), la radio (53%), il teletext (48%) e infine la TV (42%).
    Per “approfondire” si usano: la televisione (73%), i quotidiani (43%) i libri (36%), internet (32%), la radio (28%), e i settimanali (23%); la graduatoria della massima soddisfazione è invece: internet (76%), i libri (72%), la radio e i quotidiani (52%), la televisione e i settimanali (48%).
    Per “accedere ai servizi utili”, vengono usati, nell’ordine: la TV (64%), internet (36%), il teletext (30%), i quotidiani e la radio (27%); ma la massima soddisfazione in questo ambito la danno: internet (78%), il teletext (58%), i quotidiani (52%), i libri (50%), la radio (49%).
    Per “l’intrattenimento” si usano: la TV (83%), la radio (46%), i libri (34%), i quotidiani (27%); e il massimo di soddisfazione si ottiene da: libri (76%), internet (67%), radio (63%), mensili (55%), quotidiani (48%), settimanali (47%) e TV (46%).
    Per coltivare i propri “interessi musicali”, nell’uso al primo posto c’è la radio (77%), al secondo la TV (57%), al terzo i lettori Mp3 (20%) e poi internet (13%); ma in termini di soddisfazione: al primo posto i lettori Mp3 (77%), al secondo internet (70%), al terzo la radio (68%) e poi la TV (45%).
    Per “relazionarsi” la TV viene sempre al primo posto (61%) in termini d’uso, dopo la radio (39%), il cellulare (31%) e internet (22%), ma ovviamente nella soddisfazione il cellulare salta al primo posto (64%) sul piano della soddisfazione, prima di internet e della radio (62%) e della TV (49%).
    Infine, per “orientarsi negli acquisti”, nell’uso sempre la TV al primo posto (49%), poi internet (43%), i quotidiani (18%), i settimanali (15%) e la radio (12%), mentre nella soddisfazione internet torna al primo posto (65%), al secondo la radio (36%), e poi settimanali (32%), televisione (30%) e quotidiani (27%).
    In definitiva la TV è sempre al primo posto in termini di diffusione (persino nell’ascolto della musica) ma internet, libri, Mp3 e cellulari sono sempre al primo posto in quanto a soddisfazione ottenuta dall’uso.
    http://paolosub.wordpress.com/2006/1...comunicazione/


    Et voilà! Ecco spiegato il cocktail micidiale di ignoranza e disinformazione!

    .
    .

  5. #25
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    Citazione Originariamente Scritto da Ladybug Visualizza Messaggio
    Per me dopo che lo si è visto all'opera per già ben due volte, di cui una per 5 anni, non si può parlare di vittime.
    Evidentemente (per loro) in quelle due volte non gli ha fatto nulla di male (direttamente).. tutte le famose (ad esempio) leggi ad-personam non intaccano così direttamente e in maniera prorompente il cittadino medio che ad un certo punto se ne frega se SB si fa il suo tornaconto al governo...l'importante è che non mandi allo sfascio il paese.. e che si intende per sfascio: "hai lo stipendio tutti i mesi? hai la tua bella televisione con i programmi che più ti piacciono? hai il tuo bel campionato di calcio tutti i santissimi giorni?" che vuoi di più? il resto.. la "politica" importa fino ad un certo punto..quando si fa qualche stronzata si trova la maniera per uscirne in maniera decente ("è colpa dell'opposizione.. è colpa della lega.. è colpa della crisi") quando si fa qualche cosa di un pò più utile (diciamo) tipo il quarto di chilo di pane e mezzo litro di latte al giorno regalati della social card la si sbandiera come un qualcosa di importantissimo.. un gran passo per l'umanità

  6. #26
    Israele= Paese terrorista
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    Citazione Originariamente Scritto da Ladybug Visualizza Messaggio
    Per me dopo che lo si è visto all'opera per già ben due volte, di cui una per 5 anni, non si può parlare di vittime.
    Gli italiani non hanno memoria e il governo berluscista lo sa, la Gelmini (quella che ha preso l'abilitazione a Reggio Calabria e parla di meritocrazia) ieri sera ha detto che i lavoratori con contratti atipi li ha ereditati dal governo precedente.
    Chi sono i filosudici? Quelli che definiscono filoterroristi i difensori dei palestinesi.
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  7. #27
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    Citazione Originariamente Scritto da FLenzi Visualizza Messaggio
    Gli italiani non hanno memoria e il governo berluscista lo sa, la Gelmini (quella che ha preso l'abilitazione a Reggio Calabria e parla di meritocrazia) ieri sera ha detto che i lavoratori con contratti atipi li ha ereditati dal governo precedente.
    Eccoli.. se ne escono che la colpa è di un altro ed ecco che loro se ne sono lavati le mani.. le persone gli danno ragione perchè si presentano a dire certe cose come delle vittime come ha fatto la Gelmini (che prende l'abilitazione dove le fa più comodo visto che dove stava lei non ne era capace)

  8. #28
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    Si ripone troppa fiducia a questi politici ... IL 92 non ha insegnato niente!

  9. #29
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    Citazione Originariamente Scritto da Ladybug Visualizza Messaggio
    Per me dopo che lo si è visto all'opera per già ben due volte, di cui una per 5 anni, non si può parlare di vittime.
    Alla faccia delle "centurie" di quel trombone di Montanelli....

  10. #30
    Israele= Paese terrorista
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    Citazione Originariamente Scritto da Henry1028 Visualizza Messaggio
    Si ripone troppa fiducia a questi politici ... IL 92 non ha insegnato niente!
    E' per questo che mi chiedo come possano esistere persone come quel radioascoltatore.
    Chi sono i filosudici? Quelli che definiscono filoterroristi i difensori dei palestinesi.
    I MELONOMI, i sudditi della meloni
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