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Discussione: sempre piu' falchi

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    Predefinito sempre piu' falchi

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    10/12/2008
    Sempre più falchi


    In Israele le primarie del Likud segnano una svolta al destra del partito di Netanhyau
    In Israele sembra non si parli d'altro, eppure certe informazioni non riescono mai a salpare da quelle coste per arrivare a lambire quelle europee; le notizie scomode che riguardano quel Paese, soprattutto quelle riguardanti le beghe interne al Likud, partito di riferimento della destra israeliana, rimangono confinate alla stampa israeliana.
    Martedì 9 dicembre si sono svolte le primarie del partito Likud, quello dell'ex premier Benjamin Netanyahu. Il dato che è emerso dalle consultazioni interne è l'incredibile, ma non inaspettata, svolta a destra della formazione conservatrice. Una destra sempre più reazionaria e xenofoba, sempre più ricca di personaggi poco raccomandabili e certamente poco utili ad un processo di pace o a qualunque scambio democratico. "E' emerso il vero Likud", ha commentato Tzani Hanegbi, portavoce di Kadima, il partito più moderato che potrebbe approfittare di questa sterzata reazionaria per guadagnare voti. I sondaggi delle prossime elezioni assegnano al Likud tra i 32 e i 35 seggi sui 120 della nuova Knesset, parlamento monocamerale dello Stato ebraico. Numeri importanti che fanno riflettere quando si scorge che al ventesimo posto dei candidati vincenti delle primarie del Likud spunta il nome di Moshe Feiglin, leader dell'estrema destra e del movimento dei coloni, da sempre contrario al ritiro unilaterale da Gaza voluto da Ariel Sharon e agli accordi di Oslo del 1993. Molto più che un semplice falco, come dimostrano le sue parole su Hitler ,riportate dal quotidiano israeliano Ha'aretz questa mattina.

    "Hitler era un genio militare senza paragoni. Il nazismo sollevò la Germania dal basso verso la costruzione di uno Stato fantastico, ideologicamente e fisicamente. Il corpo giovanile logoro e rovinato mutò la Germania in una società pulita e ordinata con un regime esemplare, un sistema di giustizia e di ordine pubblico corretto". Ha poi proseguito l'intervista dicendo: "Non c'è alcun dubbio che il Giudaismo sia razzista sotto alcuni punti di vista, e quanto alle Nazioni Unite dichiarano che il Sionismo è un movimento razzista, io non trovo alcuna ragione per protestare. Se le persone chiamano razzismo la distinzione tra le razze, possono tranquillamente argomentare che il Sionismo è razzista". Che definisca i palestinesi dei parassiti e degli inferiori non può certo stupirci dopo queste dichiarazioni sull'imbianchino di Monaco. Il suo programma prevede il taglio totale di fondi, acqua, elettricità e qualunque tipo di comunicazione con l'Autorità palestinese in quanto "i palestinesi non esistono". Inoltre Feiglin vuole l'immediato taglio del 30 percento nell'acquisto di armi non letali di gestione dell'ordine pubblico (come i proiettili di gomma) per aumentare la spesa dei reali armamenti. La strada verso il dialogo è sempre più tortuosa

  2. #2
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    se dovesse vincere la destra non mi resta che augurarmi un remake di Dresda........magari TelAviv......

  3. #3
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    il bello è che quando si parla di Israele s usa il termine "falchi", quando si parla dei paesi arabi si parla di "terroristi" o "criminali"...alla fine che differenza c'è fra Netanhyau e Ahmadinejad? nessuna, anzi una sì: ahmadinejad non ha (ancora) attaccato nessuno

  4. #4
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    David Ben Gurion
    Primo Ministro d'Israele, 1949 - 1954, 1955 - 1963
    "Noi dobbiamo espellere gli arabi e prenderci i loro posti."
    David Ben Gurion, 1937, Ben Gurion and the Palestine Arabs, Oxford University Press, 1985.
    "Dobbiamo usare il terrore, l'assassinio, l'intimidazione, la confisca delle terre e l'eliminazione di ogni servizio sociale per liberare la Galilea dalla sua popolazione araba".
    David Ben-Gurion, Maggio 1948, agli ufficiali dello Stato Maggiore. Da: Ben-Gurion, A Biography, by Michael Ben-Zohar, Delacorte, New York 1978.
    "Ci sono stati l'anti-semitismo, i nazisti, Hitler, Auschwitz, ma loro in questo cosa centravano? Essi vedono una sola cosa: siamo venuti e abbiamo rubato il loro paese. Perché dovrebbero accettarlo?"
    Riportato da Nahum Goldmann in Le Paraddoxe Juif (The Jewish Paradox), pp. 121-122.
    "I villaggi ebraici sono stati costruiti al posto dei villaggi arabi. Voi non li conoscete neanche i nomi di questi villaggi arabi, e io non vi biasimo perché i libri di geografia non esistono più. Non soltanto non esistono i libri, ma neanche i villaggi arabi non ci sono più. Nahlal è sorto al posto di Mahlul, il kibbutz di Gvat al posto di Jibta; il kibbutz Sarid al posto di Huneifis; e Kefar Yehushua al posto di Tal al-Shuman. Non c'è un solo posto costruito in questo paese che non avesse prima una popolazione araba."
    David Ben Gurion, citato in The Jewish Paradox, di Nahum Goldmann, Weidenfeld and Nicolson, 1978, p. 99.
    "Tra di noi non possiamo ignorare la verità ... politicamente noi siamo gli aggressori e loro si difendono ... Il paese è loro, perché essi lo abitavano, dato che noi siamo voluti venire e stabilirci qui, e dal loro punto di vista gli vogliamo cacciare dal loro paese."
    David Ben Gurion, riportato a pp 91-2 di Fateful Triangle di Chomsky, che apparve in "Zionism and the Palestinians pp 141-2 di Simha Flapan che citava un discorso del 1938.
    "
    Golda Meir, 8 marzo 1969.
    "A tutti quelli che parlano in favore di riportare indietro i rifugiati arabi devo anche dirgli come pensa di prendersi questa responsabilità, se è interessato allo stato d'Israele. E bene che le cose vengano dette chiaramente e liberamente: noi non lasceremo che questo accada."
    Golda Meir, 1961, in un discorso alla Knesset, riportato su Ner, ottobre 1961
    "Questo paese esiste come il compimento della promessa fatta da Dio stesso. Sarebbe ridicolo chiedere conto della sua legittimità."
    Golda Meir, Le Monde, 15 ottobre 19
    Yitzhak Rabin (un "Principe di Pace" secondo Clinton), spiega il suo metodo di pulizia etnica dei territori occupati senza sollevare scalpore nel mondo. (Riportato da David Shipler sul The New York Times, 04/04/1983 citando i commenti di Meir Cohen al comitato affari esteri e difesa della Knesset del 16 marzo.)
    Menachem Begin
    Primo Ministro d'Israele, 1977 - 1983
    "[I palestinesi] sono bestie che camminano su due gambe."

    Yizhak Shamir
    Primo Ministro d'Israele, 1983 - 1984, 1986 - 1992
    "I vecchi dirigenti del nostro movimento ci hanno lasciato un chiaro messaggio di prendere Eretz Israel dal mare al fiume Giordano per le future generazioni, per un'aliya di massa (=immigrazione ebraica), e per il popolo ebraico, che tutto quanto sarà radunato in questo paese."
    Dichiarazione dell'ex primo Ministro Yitzhak Shamir al ricordo funebre dei primi dirigenti del Likud, novembre 1990. Servizio locale di Radio Gerusalemme.
    "Determinare la terra d'Israele è l'essenza del sionismo. Senza determinazione, noi non realizziamo il sionismo. E' semplice."
    Yitzhak Shamir,su Maariv, 02/21/1997
    "(I palestinesi) saranno schiacciati come cavallette... con le teste sfracellate contro i massi e le mura."
    Yitzhak Shamir a quel tempo Primo Ministro d'Israele in un discorso ai coloni ebrei, New York Times, 1 aprile 1988

    Ehud Barak
    Primo Ministro d'Israele, 1999 - 2001
    " I palestinesi sono come coccodrilli, più gli date carne, più ne vogliono"....
    Ehud Barak, a quel tempo Primo Ministro d'Israele - 28 agosto 2000. Apparso su Jerusalem Post, 30 agosto, 2000

    Ariel Sharon
    Primo Ministro d'Israele, 2001 - ad oggi [n.b.: l'articolo è del 2004]
    "E' dovere dei dirigenti d'Israele spiegare all'opinione pubblica, chiaramente e coraggiosamente, un certo numero di fatti che col tempo sono stati dimenticati. Il primo di questi è che non c'è sionismo, colonizzazione, o Stato Ebraico senza lo sradicamento degli arabi e l'espropriazione delle loro terre."
    Ariel Sharon, Ministro degli esteri d'Israele, parlando ad una riunione di militanti del partito di estrema destra Tsomet, Agenzia France Presse, 15 novembre 1998.
    "Tutti devono muoversi, correre e prendere quante più cime di colline (palestinesi) possibile in modo da allargare gli insediamenti (ebraici) perché tutto quello che prenderemo ora sarà nostro... Tutto quello che non prenderemo andrà a loro."
    Ariel Sharon, Ministro degli esteri d'Israele, aprendo un incontro del partito Tsomet Party, Agenzia France Presse, 15 novembre 1998....
    David Ben Gurion
    Primo Ministro d'Israele, 1949 - 1954, 1955 - 1963
    "Noi dobbiamo espellere gli arabi e prenderci i loro posti."
    David Ben Gurion, 1937, Ben Gurion and the Palestine Arabs, Oxford University Press, 1985.
    "Dobbiamo usare il terrore, l'assassinio, l'intimidazione, la confisca delle terre e l'eliminazione di ogni servizio sociale per liberare la Galilea dalla sua popolazione araba".
    David Ben-Gurion, Maggio 1948, agli ufficiali dello Stato Maggiore. Da: Ben-Gurion, A Biography, by Michael Ben-Zohar, Delacorte, New York 1978.
    "Ci sono stati l'anti-semitismo, i nazisti, Hitler, Auschwitz, ma loro in questo cosa centravano? Essi vedono una sola cosa: siamo venuti e abbiamo rubato il loro paese. Perché dovrebbero accettarlo?"
    Riportato da Nahum Goldmann in Le Paraddoxe Juif (The Jewish Paradox), pp. 121-122.
    "I villaggi ebraici sono stati costruiti al posto dei villaggi arabi. Voi non li conoscete neanche i nomi di questi villaggi arabi, e io non vi biasimo perché i libri di geografia non esistono più. Non soltanto non esistono i libri, ma neanche i villaggi arabi non ci sono più. Nahlal è sorto al posto di Mahlul, il kibbutz di Gvat al posto di Jibta; il kibbutz Sarid al posto di Huneifis; e Kefar Yehushua al posto di Tal al-Shuman. Non c'è un solo posto costruito in questo paese che non avesse prima una popolazione araba."
    David Ben Gurion, citato in The Jewish Paradox, di Nahum Goldmann, Weidenfeld and Nicolson, 1978, p. 99.
    "Tra di noi non possiamo ignorare la verità ... politicamente noi siamo gli aggressori e loro si difendono ... Il paese è loro, perché essi lo abitavano, dato che noi siamo voluti venire e stabilirci qui, e dal loro punto di vista gli vogliamo cacciare dal loro paese."
    David Ben Gurion, riportato a pp 91-2 di Fateful Triangle di Chomsky, che apparve in "Zionism and the Palestinians pp 141-2 di Simha Flapan che citava un discorso del 1938.
    "Se avessi saputo che era possibile salvare tutti i bambini della Germania trasportandoli in Inghilterra, e soltanto la metà trasferendoli nella terra d'Israele, avrei scelto la seconda soluzione, a noi non interessa soltanto il numero di questi bambini ma il calcolo storico del popolo d'Israele".
    David Ben-Gurion (Citato a pp 855-56 in Ben-Gurion di Shabtai Teveth).
    Golda Meir
    Primo Ministro d'Israele, 1969 - 1974
    "Non esiste una cosa come il popolo palestinese ... Non è come se noi siamo venuti e li abbiamo cacciati e preso il loro paese. Essi non esistono."
    Golda Meir, dichiarazione al The Sunday Times, 15 giugno 1969.
    "Come possiamo restituire i territori occupati? Non c'è nessuno a cui restituirli."
    Golda Meir, 8 marzo 1969.
    "A tutti quelli che parlano in favore di riportare indietro i rifugiati arabi devo anche dirgli come pensa di prendersi questa responsabilità, se è interessato allo stato d'Israele. E bene che le cose vengano dette chiaramente e liberamente: noi non lasceremo che questo accada."
    Golda Meir, 1961, in un discorso alla Knesset, riportato su Ner, ottobre 1961
    "Questo paese esiste come il compimento della promessa fatta da Dio stesso. Sarebbe ridicolo chiedere conto della sua legittimità."
    Golda Meir, Le Monde, 15 ottobre 1971
    Yitzhak Rabin
    Primo Ministro d'Israele, 1974 - 1977, 1992 - 1995
    "Uscimmo fuori, Ben-Gurion ci accompagnava. Allon rifece la sua domanda, `Che cosa si doveva fare con la popolazione palestinese?' Ben-Gurion ondeggi? la mano in un gesto che diceva `cacciateli fuori!"
    Yitzhak Rabin,versione censurata delle memorie di Rabin, pubblicata sul New York Times, 23 ottobre 1979.
    "[Israele vorrà] creare nel corso dei prossimi 10 o 20 anni le condizioni per attrarre naturalmente e volontariamente una migrazione dei rifugiati dalla striscia di Gaza e dalla Cisgiordania verso la Giordania. Per ottenere questo dobbiamo arrivare ad un accordo con Re Hussein e non con Yasser Arafat."
    Yitzhak Rabin (un "Principe di Pace" secondo Clinton), spiega il suo metodo di pulizia etnica dei territori occupati senza sollevare scalpore nel mondo. (Riportato da David Shipler sul The New York Times, 04/04/1983 citando i commenti di Meir Cohen al comitato affari esteri e difesa della Knesset del 16 marzo.)
    Menachem Begin
    Primo Ministro d'Israele, 1977 - 1983
    "[I palestinesi] sono bestie che camminano su due gambe."
    Discorso alla Knesset di Menachem Begin Primo Ministro israeliano, riportato da Amnon Kapeliouk, "Begin and the 'Beasts'," su New Statesman, 25 giugno 1982.
    "La divisione della Palestina è illegale. Non sarà mai riconosciuta ... Gerusalemme è e sarà per sempre la nostra capitale. Eretz Israel verrà ricostruito per il popolo d'Israele. Tutta quanto. E per sempre."
    Menachem Begin, il giorno dopo il voto all'ONU sulla divisione della Palestina.
    Yizhak Shamir
    Primo Ministro d'Israele, 1983 - 1984, 1986 - 1992
    "I vecchi dirigenti del nostro movimento ci hanno lasciato un chiaro messaggio di prendere Eretz Israel dal mare al fiume Giordano per le future generazioni, per un'aliya di massa (=immigrazione ebraica), e per il popolo ebraico, che tutto quanto sarà radunato in questo paese."
    Dichiarazione dell'ex primo Ministro Yitzhak Shamir al ricordo funebre dei primi dirigenti del Likud, novembre 1990. Servizio locale di Radio Gerusalemme.
    "Determinare la terra d'Israele è l'essenza del sionismo. Senza determinazione, noi non realizziamo il sionismo. E' semplice."
    Yitzhak Shamir,su Maariv, 02/21/1997
    "(I palestinesi) saranno schiacciati come cavallette... con le teste sfracellate contro i massi e le mura."
    Yitzhak Shamir a quel tempo Primo Ministro d'Israele in un discorso ai coloni ebrei, New York Times, 1 aprile 1988
    Benjamin Netanyahu
    Primo Ministro d'Israele, 1996 - 1999
    "Israele avrebbe dovuto approfittare dell'attenzione del mondo sulla repressione delle dimostrazioni in Cina, quando l'attenzione del mondo era focalizzata su quel paese, per portare a termine una massiccia espulsione degli arabi dei territori."
    Benyamin Netanyahu, allora vice ministro degli esteri, ex Primo Ministro d'Israele, in un discorso algi studenti della Bar Ilan University, dal giornale israeliano Hotam, 24 novembre 1989.
    Ehud Barak
    Primo Ministro d'Israele, 1999 - 2001
    " I palestinesi sono come coccodrilli, più gli date carne, più ne vogliono"....
    Ehud Barak, a quel tempo Primo Ministro d'Israele - 28 agosto 2000. Apparso su Jerusalem Post, 30 agosto, 2000
    "Se pensassimo che invece di 200 vittime palestinesi, 2.000 morti metterebbero fine agli scontri in un colpo, dovremmo usare più forza...."
    Il Primo Ministro israeliano Ehud Barak, citato dall'Associated Press, 16 novembre 2000.
    "Sarei entrato in un'organizzazione terroristica."
    risposta di Ehud Barak a Gideon Levy, giornalista del quotidiano Ha'aretzr, quando chiese a Barak che cosa avrebbe fatto se fosse nato palestinese.
    Ariel Sharon
    Primo Ministro d'Israele, 2001 - ad oggi [n.b.: l'articolo è del 2004]
    "E' dovere dei dirigenti d'Israele spiegare all'opinione pubblica, chiaramente e coraggiosamente, un certo numero di fatti che col tempo sono stati dimenticati. Il primo di questi è che non c'è sionismo, colonizzazione, o Stato Ebraico senza lo sradicamento degli arabi e l'espropriazione delle loro terre."
    Ariel Sharon, Ministro degli esteri d'Israele, parlando ad una riunione di militanti del partito di estrema destra Tsomet, Agenzia France Presse, 15 novembre 1998.
    "Tutti devono muoversi, correre e prendere quante più cime di colline (palestinesi) possibile in modo da allargare gli insediamenti (ebraici) perché tutto quello che prenderemo ora sarà nostro... Tutto quello che non prenderemo andrà a loro."
    Ariel Sharon, Ministro degli esteri d'Israele, aprendo un incontro del partito Tsomet Party, Agenzia France Presse, 15 novembre 1998....
    "Ogni volta che facciamo qualcosa tu mi dici che l'America farà questo o quello...devo dirti qualcosa molto chiaramente: Non preoccuparti della pressione americana su Israele. Noi , il popolo ebraico, controlliamo l'America, e gli americani lo sanno."
    Ariel Sharon, Primo Ministro d'Israele, 31 ottobre 2001, risposta a Shimon Peres, come riportato in un programma della radio Kol Yisrael.
    "Israele può avere il diritto di mettere altri sotto processo, ma certamente nessuno ha il diritto di mettere sotto processo il popolo ebraico e lo Stato d'Israele."
    Ariel Sharon, Primo Ministro d'Israele, 25 marzo 2001 citato dalla BBC News Ondine.

    Scritto il 26/09/08 alle 20:02 in Popoli e politiche | Permalink
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    Israele può avere il diritto di mettere altri sotto processo, ma certamente nessuno ha il diritto di mettere sotto processo il popolo ebraico e lo Stato d'Israele.
    la memoria......tze.....hanno dimenticato....continuate così ...........potrà riaccadere.........e sarete gli unici responsabili.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Mullah Visualizza Messaggio
    se dovesse vincere la destra non mi resta che augurarmi un remake di Dresda........magari TelAviv......
    O gaza.

  7. #7
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    Brutalmente: tra islamici palestinesi ed ebrei israeliani preferisco di gran lunga i secondi e sosterrei ogni loro nefandezza... ai musulmani occorre un'azione di esempio affinchè capiscano che non devono scassare troppo le balle.

  8. #8
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    Feiglin è un gigante.. potrei rivedere i miei sentimenti antisraeliani se diventasse lui il capo.

  9. #9
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    Israele è spesso un Paese di paradossi, elesse Ariel Sharon per essere difeso dal terrorismo e si ritrovò Gaza in mano ad Hamas; elesse Olmert perché era l’erede di Sharon e se l’è ritrovato alla sinistra dei laburisti a trattare con i siriani e a promettere Gerusalemme ai palestinesi. Adesso, mentre tutto il mondo paventava l’ascesa di Netanyahu come leader di destra, il suo Likud alle primarie del partito ha dimostrato di considerarlo invece troppo di sinistra e di volergli mettere alle costole un personaggio dalle labbra sottili e la determinazione messianica, Moshe Feiglin, un colono tagliato coll’accetta, molto religioso, al contrario di Bibi, che è laico, molto determinato a non spostarsi di un centimetro, mentre Bibi e la gran parte dei coloni sono ormai pronti a sacrificarsi per la pace. A Netanyahu va la simpatia del 31% dell’elettorato israeliano, mentre Tzipi Livni ha soltanto il 24. Se vincerà le elezioni, sarà un primo ministro molto contrastato dall’interno: dopo le primarie conclusesi martedì, potrebbe infatti essere assediato dai 19 probabili parlamentari legati agli «slot» concessi a Feiglin (anche se quest’ultimo è stato retrocesso agli ultimi posti della lista) contro i suoi 17. Bibi vuol fare un governo di coalizione e Feiglin esclude ogni rapporto col centro e con la sinistra; Bibi vuole portare nuova vita, concessioni e scambi territoriali, nei rapporti con i palestinesi e vuole anche andare a vedere cosa intendono dire i siriani quando fanno balenare la pace in lontananza; Feiglin intende evitare ogni contatto con i palestinesi; quanto al mondo arabo, ne esclude non a torto, ma qui in maniera totalizzante, la praticabilità effettiva per la pace. Netanyahu manda di nascosto in questi giorni di campagna elettorale messaggi rassicuranti sia agli americani che agli arabi.
    Tutti sanno che Bibi è quello che in definitiva ha firmato con Arafat gli accordi di Wye Plantation e ha sgomberato Hebron riducendo la presenza ebraica a un piccolo gruppo che vive sulla tomba dei Patriarchi. Ma la sua intensa ripulitura a sinistra, atta anche a conquistare la simpatia internazionale per il giorno in cui sarà un primo ministro, non ha convinto buona parte del Likud. La minaccia iraniana innanzitutto, le alleanze degli Hezbollah e di Hamas con Iran e Siria, l’accanimento di Hamas su Sderot con i missili, il crudele rapimento di Gilad Shalit, ha condotto Feiglin un uomo che ha parlato dell’assassinio di Rabin in termine di cospirazione dei servizi segreti e della sinistra, che sul suo sito dice di volere uscire dall’Onu e che non ha mai voluto condannare l’assassino Baruch Goldstein, ad allargarsi nel Likud in maniera tale da rendere la gestione Netanyahu assai problematica. Nelle primarie la scelta di usare un complicato sistema di voto elettronico ha causato un calo degli elettori, e solo i motivati militanti di Feiglin hanno resistito in coda fino all’una di notte, ora di chiusura dei seggi. Tra gli eletti legati a Feiglin ci sono personaggi, però, come Benny Begin o Reuven Rivlin che con tutta probabilità recupereranno rapidamente la propria autonomia e sceglieranno di nuovo Netanyahu sull’estremista Feiglin.
    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=314217

    Le 12 tribù stanno riformandosi.

 

 

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